Quotidianità

Inizio la giornata mettendo il caffè sul fuoco e mentre aspetto che dal beccuccio esca quel concentrato dal colore nero, pianifico delle cose da fare. Nulla di particolarmente importante; portare fuori il cane, fare due spese e mettere un po’ di ordine nello studio. Mentre sorseggio il caffè, rigorosamente molto caldo, sorrido sulle battute di Dose e Presta e penso che anche nella quotidianità delle cose, dove l’abitudine è sicurezza e serenità, c’è del bello, una piacevole conquista. A pochi mesi dalla fine della fase lavorativa, comincio ad assaporare uno dei lati apprezzabili della pensione: la mente sgombra da incombenze. Non ci si abitua subito a questa soave realtà, ma credetemi, se la si sa gestire con sobrietà e una bellissima esperienza.

Sensazioni

Emozioni che ci possiedono,
come terre selvagge,
ampie e inesplorate.

Brividi che ci pervadono,
come carezze mansuete,
generose e conosciute.

Ansie che ci prendono,
come maschere anonime,
dubbiose e ambigue.

Io sto con i civili

Criticare la Nato va bene, sono sempre stato contro la Nato, detesto la Nato, le sue guerre, la sua assurda pretesa di esportare la democrazia massacrando civili. Ma criticare la Nato non mi porterà mai a essere dalla parte di un dittatore guerrafondaio. Non starò mai con uno che ha sempre calpestato i diritti umani, con un oscurantismo omofobo, con uno che gioca in modo cinico e spietato con la vita delle persone per la sua sete di potere. Tanta gente giustifica Putin. Io no. Non lo farò mai. Non credo alla favola di “Putin liberatore”, che circola negli ambienti sovranisti e rossobruni, come non ho mai creduto alla bugia propagandistica della Nato “esportatrice di democrazia”. Sto con i civili colpiti dalla guerra. Sono contro il militarismo e tutti gli autoritarismi.

Lo sguardo dentro

Ogni possibile percezione,
del tempo, dello spazio, del respiro,
attraversa destinazioni sconosciute dentro.

Mi fa pena chi non sogna e chi non cade mai.

Voglio ritrovare la meraviglia e quella luce
che sanguina vita, testarda come me.

Mi sveglierò un giorno forse,
più lontano dal dolore e più simile a me stesso.

Momenti

Ci penso a volte,
a quei momenti,
a determinate altezze,
come la vita
sembra un po’ il paradiso.
Quando anche la distanza
fra respiri irregolari e
battiti scardinati, diventano
perfettamente richiudibili

nelle eleganti pagine
del diario del nostro
fragile esistere.