Vuoti

Appare la nebbia
senz’aria e senza vita.

Le storie finiscono
dove le parole sono morte.

I pensieri cercano
uno spazio vivo.

Arterie

L’ammassarsi senza respiro,
nelle arterie di questa vita,
raccontare di effetti e azioni e
creature sfuggenti,
che mettono fra i denti una tale
quantità di schegge taglienti,
da sembrare impossibile
una ricomposizione.

Anestetizzante

Il sabotaggio
sottile di se stessi,
protegge la memoria.

Non elimina nulla, ma schiarisce,
anestetizza, sbiadisce le cose
che fanno più male.


Dev’essere quella cosa
che chiamano difesa, o forse l’arte
di sopravvivere a se stessi.

Distanze

Ogni tanto si sparisce,
non si riesce a fingere
di essere felici.


Come il sole,
si prendono le distanze
dalle stelle.


Si finisce per brillare,
dove nessun occhio
a modo di guardare.

Ci si allontana
gettandosi nel gelo
delle nostre solitudini.

Habitat

Non dubitavo
ci fossi ancora.
Da qualche parte.
Nel muschio, forse.
Ma ognuno ha l’habitat
che l’anima sceglie,
costruendolo.
Un punto di partenza
per la condivisione.

Tutto scorre

Scompaiono i rituali che
divorano il tempo e
ritagliano lunghe fasce bianche
senza segni o
tacche di riconoscimento.


Tutto scorre senza appigli,
come un ruscello dentro ad
un’immensa pianura.


Tutto scorre nudo,
senza abiti nei cui orli rifugiarsi.
Senza più addobbi o
rime della domenica.


Tutto è divenuto,
infine, un’unica forma
senza più forma.

Fuochi

L’odore di quei dolori,
ritornato e invadono le mie notti
come spilli nella pelle.

Trafiggo il buio con i se

e con i ma, sostituendo
il “sarebbe” con “è”.

Scintille di fuochi lontani
ora rievocati, ora bruciati,
pacificano l’anima.

Passi

Ho percorso cunicoli sotterranei verso ogni direzione.
Grandi spazi segreti che attraversavano terre incolte.
Giardini, colline e montagne dove lo sguardo non arriva.

Ho intarsiato la mia libertà, con lavori duri.
Gonfi di sangue pulsante con spine nella testa.
Un passo dietro l’altro, ancora oggi avanzo.

Combinazioni

Rami foglie e ombre gialle,
accordano il trascorrere
dei giorni e del tempo.

Riposo e decomposizione
accompagnano il trapasso
dove s’apre il bosco.

Ruoli che si ripetono nel
ciclo continuo inarrestabile
della vita e della morte.

Sensazioni

Emozioni che ci possiedono,
come terre selvagge,
ampie e inesplorate.

Brividi che ci pervadono,
come carezze mansuete,
generose e conosciute.

Ansie che ci prendono,
come maschere anonime,
dubbiose e ambigue.

Lo sguardo dentro

Ogni possibile percezione,
del tempo, dello spazio, del respiro,
attraversa destinazioni sconosciute dentro.

Mi fa pena chi non sogna e chi non cade mai.

Voglio ritrovare la meraviglia e quella luce
che sanguina vita, testarda come me.

Mi sveglierò un giorno forse,
più lontano dal dolore e più simile a me stesso.

Momenti

Ci penso a volte,
a quei momenti,
a determinate altezze,
come la vita
sembra un po’ il paradiso.
Quando anche la distanza
fra respiri irregolari e
battiti scardinati, diventano
perfettamente richiudibili

nelle eleganti pagine
del diario del nostro
fragile esistere.

Nel bosco

L’aria profuma di freddo e di muschio benefico.
La luce penetra impastata con aria umida.
Il suono danza solitario in un silenzio religioso.

Consumando un’attesa che è concreta, tangibile.
Riposa in un letargo che è evidente, palpabile.
In attesa di un rinnovamento che verrà, visibile.

Spazio

C’è un senso di libertà,
nel vasto spazio verde azzurro,
che ognuno dovrebbe sentire.

Solo il bianco mutevole,
cambia il senso dello spazio,
sulla versione del mondo.


*alla mia amata montagna

Anche per te

Che sembri un mistero
sembri complicata
ma ami la semplicità.

Che chiudi la porta
ma aspetti che un’emozione
la sfondi.

Che hai giocato e perso
ritentato e fallito
con la vittoria nel cuore.


Che sei caduta
e senza darti per vinta
hai rialzato la testa.


Che chiudi gli occhi
e in silenzio sognando
aspetti il domani.


Che tocchi il cielo
in un secondo
mettendoci il cuore
.

Che non ti mostri
nascondendo una bellezza
come dentro una canzone
.

Che guardando il mare
ti ubriachi di sale
per poi volare alto
.

Che hai occhi pieni
di momenti già stati
e da vivere.

Percorso

La vita non è solo quella che è, ma
è anche quella che uno si immagina.

E’ una sottile resistente lastra
trasparente  tra sogni e realtà.

Un percorso articolato che inizia  con la vita
e prosegue sulla via per la morte.

Tempo

Tempo per piangere
Tempo per ridere

Tempo in salute
Tempo in malattia

Tempo per gli altri
Tempo per te


Tempo con la pioggia
Tempo con il sole

Tempo per l’astio
Tempo per l’amore


Tempo di pianto
Tempo di gioia


Tempo per la morte
Tempo per la vita

Ieri e oggi

Da piccolo
guardavo il futuro
come un qualcosa d’irraggiungibile.


Da ragazzo
ho fumato una sigaretta
come un qualcosa di proibito
.

Da giovane
ho studiato materie
come un qualcosa di inutile.


Da uomo
sognavo una vita
come un qualcosa di meritato.


Da vecchio
attendo il domani
come un qualcosa di bello.