Graffito

Un graffito è un disegno o un’iscrizione grafica, prevalentemente eseguita attraverso incisione su pietra, metallo, intonaco; generalmente in superfici durevoli. … La parola graffito deriva dal latino “graphium”: scalfittura, che trae la sua etimologia dal greco “graphèin” che significa: scrivere, disegnare o dipingere. (Wikipedia)

Questo ‘pezzo’ di graffito poco o nulla ha a che fare con un vero ‘graphèin‘ in quanto lo vedrei più come una sua sommatoria, visto che in questo caso sono molti quelli che vi hanno messo mano. Credo che senza volerlo sono riusciti a creare un ‘collage’ di segni e colori tipicamente astratti da renderlo particolarmente bello e interessante.

Panchina arcobaleno

Come sappiamo il DDL Zan (disegno di legge contro l’omobitransfobia) non è passato in parlamento e questo la dice lunga sulla arretratezza del nostro paese.
Dal 2005 il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia. Questa panchina, installata in un parco della mia città ne è la testimonianza visiva.

Io e le foto #5/6

Il periodo con le macchine digitali è durato una decina di anni, fino ai primi anni duemiladieci quando venni in possesso del mio primo smartphone. Non presi subito confidenza con l’oggetto che ritenevo utile per telefonare e infatti per un certo periodo usavo entrambi; la macchina per fare le foto “serie” e il cellulare per quelle “easy”. Fatto sta che, imprevedibilmente, quelle con lo smartphone mi venivano meglio di quelle con la macchina digitale. Un po’ alla volta e per il peso, per la comodità e la pigrizia, cominciai a usare solo il cellulare.
La foto è dettaglio di un immobile all’interno del Parco di S. Giuliano a Mestre (VE). (continua)

Io e le foto #4/6

Dopo un periodo durato una quindicina d’anni con la macchina fotografica manuale, sono passato a quella automatica digitale e a onor del vero non ho avuto la stessa soddisfazione. Non perché mi sentissi imbranato o perché non sapessi usare la macchina ma probabilmente perché ancora “mentalmente” radicato con la manuale.
Fatto sta che, se con quella manuale ho scattato centinaia e centinaia di diapositive che ancora religiosamente conservo, con le digitali, si perché ne ho avute più di una, ne ho salvate un quarto e neanche tanto soddisfacenti.
La foto è un mio classico Still Life. (continua)

Fitwalking

Da alcuni mesi pratico al Parco di S. Giuliano (vicino a casa mia) il Fitwalking detto anche “l’arte del camminare” o meglio ancora e più appropriatamente secondo me “camminata veloce”. Due volte a settimana per un’ora, con degli istruttori qualificati, mi alleno assieme ad altri praticanti.
La foto sopra è un particolare dello spazio che utilizziamo per lo stiramento muscolare a fine camminata.

Verdeggianti

E’ il verde carico su sfondo scuro/nero il comune denominatore di queste tre foto.
Nella prima un fiore di Geranio, una foglia di Menta Piperita nella seconda e una Monstera nella terza.

In questo inverno

Quattro primi piani accomunati da una stagione comune: l’inverno.
Ci sono piante e frutti che sanno ben resistere al periodo più freddo dell’anno e anzi proprio in questo periodo si rafforzano come se il clima rigido creasse una protezione. Naturalmente dopo l’inverno viene sempre la primavera.

Brina

Avevo intenzione di mettere in evidenza la brina sopra a quelle giovani foglie, senza mettere a fuoco tutto quello che stava intorno e… l’esperimento è riuscito. E’ come voler dimostrare il desiderio di rimanere in vita a tutti i costi, nonostante il freddo, nonostante il ghiaccio.

Sedotta ma non abbandonata

In realtà questa bicicletta non è stata abbandonata, il suo essere trasandata, arrugginita, maltenuta, insomma non mostrando il meglio di sé, ha un proprietario, il quale, per paura che gliela portassero via, l’ha ben ben incatenata. Ha colpito la mia vista per il suo ‘essere’ così inconsueto, come a voler dire: “Sono vecchia, ma sono ancora utile“.

 Pian del Cansiglio

Il Cansiglio (Canséi o Canséjo in veneto o Pian o Piano del Cansiglio) è un vasto altopiano delle Prealpi Bellunesi, circondato dall’omonima foresta, situato a cavallo di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, ad un’altitudine compresa tra i 900 m e 1.200 m s.l.m., nella regione storico-geografica dell’Alpago, principalmente nei territori dei comuni di Tambre, Fregona, Caneva e Alpago. (Fonte: Wikipedia)

La sua forma a ‘catino’ fa si che il suo clima sia abbastanza freddo tutto l’anno. Non a caso, la piana che si trova a mille metri è carica di neve (queste foto sono state scattate a fine gennaio) e tutto intorno le montagne assai più alte sono completamente prive. In effetti questa conca è caratterizzata dal fenomeno dell’inversione termica: la temperatura diminuisce procedendo dai rilievi circostanti alle zone centrali più basse.

Oltre al clima fresco, alla vegetazione e soprattutto alla fauna, ci sono infatti diversi caprioli, daini e scoiattoli, in questa piana ci sono due villaggi cimbri: Le Rotte e Vallorch raggiungibili a piedi partendo dal piazzale del rifugio di S. Osvaldo.

Quadro

A termine di questa lunga carrellata fotografica iniziata qualche mese fa dopo la vacanza montana in Val Gardena, concludo con questa foto che ho intitolato ‘Quadro’. Una foto che esula un po’ da quelle finora pubblicate ma che comunque rimane nell’area.

Questa piccola finestra appartiene a una chiesetta in una zona quasi spersa a sud prima di Ortisei.
Racchiude in sé, lo spirito ‘montano’; la premura e l’attenzione, verso tutto quello che ‘appartiene’ alla comunità e di conseguenza all’ambiente in cui vivono.

Le comunità montane in generale, se da un lato nutrono una chiusura verso tutto quello che può essere modificato, attenzione non innovato ma cambiato nei loro usi e costumi, dall’altro lato hanno un’educazione verso la natura che non ha eguali.

Educazione è uguale a rispetto, apprezzamento e devozione, tutti sinonimi di grande valore che, se solo presi in considerazione anche da ‘noi cittadini urbani’, migliorerebbero di gran lunga il nostro vivere personale e collettivo.

Auguri!

foto scattata nella città di Verona

Evitando frasi e pensieri che alla lunga possono risultare retorici, vi mando il mio più sincero Auguro di “Buon Anno” a tutti voi passanti di questo blog.

Angoli montani

In questi mesi ho pubblicato molte foto scattate questa estate in montagna, per la maggior parte fiori e monti, con primi piani e panorami a largo raggio.

La montagna però non offre solo questo, certi particolari di forme e colori non mancano, certo non in abbondanza ma con un “occhio” un po’ attento, qualcosa si può scoprire. Qui tre semplicissimi esempi.

Peace & Love

L’immagine non è perfetta, la leggera sfocatura la rende un po’ debole ma in questo caso è il messaggio che più conta, messaggio che naturalmente debole non è. Ci siamo seduti “fatalità” su uno dei tantissimi tavoli all’esterno di uno dei ristori del Forte Marghera e in un angolo di questo tavolo era impresso questo simbolo. Questa rappresentazione in voga soprattutto negli anni settanta e ora quasi obsoleta ma invece andrebbe ancora ripresa, visto le guerre i disordini e i malesseri assai presenti in ogni parte del mondo.

Citrus sinensis

Primo piano di un’arancia (Citrus sinensis). E’ solo grazie a queste visioni ravvicinate che si riescono a cogliere dei particolari che altrimenti sfuggirebbero all’occhio umano. In questo caso la perfezione che ha la buccia dell’arancia è degna di una texture fatta al computer.

Mollette

A volte delle zoomate su oggetti casalinghi, rendono particolarmente interessanti anche delle semplici ma utili mollette per la biancheria. Della serie: anche gli oggetti di poco valore hanno il loro perché.

Natural texture

Quasi sempre passeggiando per le strade cittadine, stradine di campagna e in tantissimi altri spazi urbani e agresti, non si fa caso ai semplici e anonimi cespugli d’erba, che a volte abbondano, dando un senso di noncuranza e considerate “erbacce” da estirpare.

Questi cespugli se fotografati da vicino, in primo piano e con particolari angolature, possono diventare delle piccole preziose perle di visioni naturali, dando così un senso e un valore a quello che invece molte volte consideriamo come “visioni negative”, perché spazi incolti e abbandonati dalla manutenzione umana.

Al di la dell’aspetto fisico naturale di queste considerate a torto “erbacce”, le immagini che se ne ricavano, possono servire e essere utilizzate come sfondi per diverse tipologie di apparecchiature digitali e servizi web. Dando così almeno in parte un senso alla loro esistenza.