Vacanze montane #3

Come dicevo nei post precedenti, oltre ai panorami, sono i fiori e le nuvole che più mi affascinano e a cui dedico molto della mia vista o meglio della mia visione. Osservarli e in parte fotografarli mi riempie il cuore e mi emozionano in particolar modo.

Le nuvole, come nel testo di una canzone di De André, “vanno e vengono”, in montagna però difficilmente si “fermano” anzi sono in continuo movimento e con il loro colore bianco formano disegni con forme a volte reali e molto spesso astratte. In qualsiasi caso mi soffermo, magari seduto su una panchina, con la testa in sù, ad osservare il loro “viaggio”, cambiando di secondo in secondo, forma e direzione.

Tre sono i colori che associo alla montagna: il bianco, l’azzurro e il verde. Tre colori che con le sue varianti danno l’esatta idea dell’atmosfera montana. Tre colori predominanti che rilassano e riposano, la vista, la mente, il corpo. Questo è uno dei motivi per cui amo e cerco per quanto è possibile di viverla almeno per alcune settimane all’anno.

Siamo davvero fortunati noi italiani ad avere e a poter godere di questa natura senza doversi spostare più di tanto. Le dolomiti al nord, il mare che costeggia per la maggior parte e le zone collinari al centro, rendono la nostra penisola, degna d’orgoglio, e sto parlando solo di ‘natura’ senza tenere conto dei borghi, della storia ecc, ecc. e qui la lista si allunga non di poco.

Vacanze montane #2

Dopo il primo post di qualche giorno fa, in questo pubblico altre quattro foto di ‘panorami’ della Valgardena. Visioni ampie, di grandi spazi, dove l’occhio senza poter mettere esattamente a fuoco, chiede aiuto alla fantasia.
Queste visioni, incredibilmente magnifiche, non possono far restare indifferente la mente, che, inebriata, gioisce e serena naviga pensando alla bellezza della natura, alla sua grandezza.

Nella prima foto, il gruppo del Sella, bello e famoso per essere posizionato tra le valli Gardena e Badia (provincia di Bolzano – Alto Adige), la Val di Fassa (provincia di Trento – Trentino) e Livinallongo (provincia di Belluno – Veneto). Per accedervi dalla Valgardena si deve andare obbligatoriamente a Selva e prendere l’unica strada che porta ai passi di Valgardena (per poi andare a Colfosco, Corvara e tutta l’Alta Badia) o il Sella (per poi andare a Canazei e la val di Fassa).
La bellezza di Selva di Valgardena sta nell’avere alle sue spalle (ad est) questo grande massiccio roccioso, imponente, maestoso e per certi aspetti ‘freddo’ e davanti (ad ovest) tutta la valle aperta e verdeggiante, distensiva ed idilliaca.

Nella seconda foto, siamo al centro della Valgardena ed esattamente a Santa Cristina, a nord c’è il monte Pic. La sua peculiarità sta nella generosità di regalarci dei panorami fantastici. A sud c’è questa visione, sempre presente, come fosse un faro che illumina la valle, il Sassolungo e al suo fianco il Sassopiatto.
E’ difficile che il Sassolungo sia completamente libero dalle nuvole per un giorno intero. Nelle ora lontane da mezzogiorno anche con il tempo bello è attorniato da nubi che in caso di maltempo diventano scure e minacciose.

La terza foto da il senso o meglio da proprio l’idea di come si presenti nel complesso la Valgardena, un mix è il termine giusto. La montagna nel suo complesso si presenta in varie forme, la montagna ‘rocciosa’, dove il verde dei prati e dei boschi non è predominante, la montagna ‘verdeggiante’, classica degli altopiani, e poi c’è questa, un mix di entrambi. Praticamente c’è tutto; i pati verdi, i boschi stracarichi di vegetazione, l’acqua dei torrenti e le rocce spoglie ed imponenti.

La quarta e ultima foto è stata scattata al tramonto, con il sole alle spalle che illumina le alte cime, creando dei colori emozionanti, che cambiavano con il passare dei minuti, dal giallo chiaro e via via verso il rosa, l’arancio e il rosso. Una visione indescrivibile che la foto non riesce a trasmettere ma credetemi, immagini dal vivo come queste rimangono impresse per sempre.

Prigione

Fuori nubi sottili, settembrine, dentro mura dense, solide. Non soffro di ‘prigionia’ anzi, con il verde che circonda la casa, le opportunità di aria e natura non mancano, ma la scorgo negli occhi incrociati di anonimi passanti e un po’ mi rattrista. Basterebbe poco per aver gioia della vita; i raggi di sole che avvisano l’inizio del giorno, il profumo del sugo che arriva dalla cucina, la telefonata inaspettata di una persona cara e soprattutto sopra ogni cosa, il saper di stare in salute. Troppe volte ci si dimentica di quando poco basti far sorridere i nostri occhi, farli evadere da quella ‘prigione’ che è dentro la nostra mente.

Vacanze montane #1

Amo la montagna e quindi tutti i suoi derivati: aria, boschi, nuvole, prati, silenzio, fiori e tanti altri aggettivi…
Quest’anno come ‘regalo’ per la fine lavorativa durata 43anni, mi sono sistemato in un appartamentino a S. Cristina in Valgardena (1430 m s.l.m.) per un periodo di due mesi. Lontano dal caldo, dall’afa, dall’aria condizionata, dalle zanzare, dai rumori serali che in estate disturbano il sonno e non solo, mi sono goduto appieno l’offerta emozionante che la montagna offre. E chiaramente non sono mancate le fotografie che, inevitabilmente pubblicherò un po’ alla volta in questo blog.

Queste prima tre (e ne seguiranno altre tre) non sono proprio nel mio stile in quanto ai panorami preferisco i particolari e questo vale anche a livello psicologico e nella vita quotidiana.
La prima (foto sopra) mostra l’inizio della Valgardena, da Ortisei verso il Gruppo del Sella. Il paesotto che si vede è Ortisei, il più “caotico” tra virgolette, nel senso che, essendo il più ricco come offerta turistica, nei mesi estivi i turisti certo non mancano. Forte anche della presenza dell’ovovia che porta ai 2000 metri all’Alpe di Siusi, uno dei posti più incantevoli delle dolomiti.

In questa seconda si vede S. Cristina in Valgardena che è quella in ‘mezzo’ alle tre, la più tranquilla in assoluto. L’offerta turistica a livello di strutture ricettive: Hotel, Garni, Pensioni e Appartamenti non manca, ma più modesta di Ortisei e Selva e quindi la presenza turistica permette di trascorrere una vacanza non certo caotica.

Nella terza foto si vede Selva di Valgardena da S. Cristina. Con i suoi quasi 1600 metri s.l.m., è probabilmente il posto più bello come panorama della Valgardena. Insediato sopratutto sulla strada principale, il traffico nei mesi estivi assai movimentato qualche disagio lo crea. Per soggiornare in tranquillità è consigliabile alloggiare ai lati, dove anche qui, l’offerta turistica è molto ricca.

Nella Valgardena le priorità sono essenzialmente due.
La prima è la bellezza montana data dalle sue cime: il Sasso Lungo, il Sasso Piatto, il gruppo del Sella, il Monte Pic, il Catinaccio, lo Scilliar, l’Alpe di Siusi, e naturalmente non mancano i boschi, i sentieri che portano a rifugi con varie difficoltà di arrivo.
La seconda è l’offerta sportiva. Sicuramente per gli amanti dello sport invernale (sci) ed estivo (E-Montain Bike) la Valgardena offre con i suoi molteplici impianti di risalita decine di km di piste per sciare, compresa la pista della Coppa del Mondo di discesa libera che si svolge intorno a metà dicembre. Capitale montana per gli amanti delle escursione in bici (Mountain Bike Elettric) la Valgardena offre un’invidiabile chilometraggio come poche altre località montane. (segue)

Forte

Avere un animale domestico in casa, come il mio ‘Forte’, un puro meticcio di 17 mesi, mi porta spesso a sottili riflessioni, tutte scontate per chi possiede un cane, forse meno per chi non lo ha.
L’amore incondizionato fatto di sguardi, leccate, scodinzolii e contatti è impagabile. L’impegno di nutrirli, giocarci, portarli a sgambettare, pulirli e curarli, sono poco in confronto alla gioia che dimostrano al tuo arrivo dopo un’assenza.
Certo, la quotidianità non è più la stessa, me ne sono reso conto in questo anno e mezzo. Il muoversi soprattutto, le spese al supermercato, il mangiare al ristorante, l’alloggiare in albergo, le vacanze e via via, non tutto è possibile, i limiti ci sono e non pochi. Le rinunce non mancano e tutto non si puo’ fare come prima, bisogna cambiare, abituarsi a nuove soluzioni. (continua)

Lonicera

Grazie alle molteplici applicazioni per cellulari e tablet, per il riconoscimento delle piante, alberi e fiori e della vegetazione in generale, si ha la possibilità di sapere i loro nomi. Questo per esempio appartiene alla famiglia delle Lonicere. A parte questo, nei luoghi montani (sono in Valgardena in provincia di Bolzano) i fiori abbondano dai davanzali delle case, alberghi e luoghi pubblici ai vasti spazi verdi che le circondano. Va da se che, da amante dei “fiori fotografati” ho parecchio materiale a disposizione.

Malva arborea

Un classico che non tramonta mai. Una bellissima Malva arborea nel massimo della sua fioritura e quindi nel massimo suo splendore. Sono molteplici i colori delle Malve arboree ma questo in particolare è, secondo me, il più bello in assoluto.

Il silenzio

Abituati al rumore assordante della città, al vociferare continuo nelle vie, nei negozi, negli uffici, al parlare per riempire i momenti in convivialità e condivisione, ci dimentichiamo molto sesso dell’importanza del silenzio. Eppure il silenzio è un’altra forma di linguaggio, quella più intima e vera. Solo nel silenzio i filtri scompaiono, i pensieri sono nudi e senza condizionamenti. Il silenzio è il miglior compagno, il nostro vero e sincero amico a cui possiamo confidare tutto anche quello che facciamo fatica dire a noi stessi.

Tavolozza colorata

Termino questa piccolissima e per nulla esaustiva panoramica sull’isola di Burano (Venezia) con questa foto che mette solo i evidenza la tavolozza dei colori esistenti, non solo statici ma anche in movimento come possono essere le imbarcazioni.

Spazio

C’è un senso di libertà,
nel vasto spazio verde azzurro,
che ognuno dovrebbe sentire.

Solo il bianco mutevole,
cambia il senso dello spazio,
sulla versione del mondo.


*alla mia amata montagna