Appunti corti #138

L’altopiano è un luogo che insegna il valore della misura.
Non ha la verticalità spettacolare delle montagne più alte né l’orizzonte infinito del mare. Eppure possiede una forza silenziosa: quella degli spazi aperti, del vento che attraversa l’erba, del tempo che sembra scorrere con un ritmo diverso.

Camminare su un altopiano significa ritrovare una dimensione essenziale. Lo sguardo si allunga lontano, libero da ostacoli, e i pensieri fanno lo stesso. Le preoccupazioni quotidiane perdono peso, mentre emerge una sensazione di equilibrio tra la vastità del paesaggio e la piccolezza dell’uomo.

L’altopiano racconta storie di resistenza. Ha sopportato inverni durissimi, tempeste, guerre e silenzi. Eppure continua a offrire i suoi prati, i suoi boschi, i suoi cieli immensi. Ci ricorda che la forza non è sempre rumore e impeto: spesso è la capacità di restare, di adattarsi, di custodire la propria identità nel passare delle stagioni.

Forse è per questo che chi ama gli altopiani vi torna sempre. Perché in quei luoghi c’è qualcosa che aiuta a ritrovare sé stessi: una bellezza sobria, profonda, che non cerca di stupire, ma di accompagnare. E che, proprio per questo, lascia un segno duraturo nel cuore.

Appunti corti #137

La quotidianità è spesso considerata la parte meno interessante della vita: gli stessi percorsi, gli stessi gesti, gli stessi impegni che si ripetono giorno dopo giorno. Eppure è proprio lì che si svolge la maggior parte della nostra esistenza.

I grandi eventi sono rari. Le decisioni che cambiano il corso di una vita, le celebrazioni, i successi memorabili o le difficoltà straordinarie occupano solo brevi momenti nel tempo. Al contrario, sono le abitudini quotidiane a costruire lentamente ciò che diventiamo. Un singolo gesto può sembrare insignificante, ma ripetuto centinaia di volte assume un peso enorme. La pazienza, l’affetto, la cura per gli altri, lo studio, il lavoro: tutto cresce nel silenzio della ripetizione.

La quotidianità ha anche una caratteristica particolare: tende a diventare invisibile. Ci abituiamo alle persone che incontriamo ogni giorno, ai luoghi che frequentiamo, persino alle cose che un tempo desideravamo. Per questo motivo è facile vivere in modo automatico, attraversando le giornate senza accorgerci del loro valore. Eppure basta uno sguardo più attento per scoprire che ogni giorno contiene qualcosa di unico: una conversazione inattesa, una luce diversa sul paesaggio, un pensiero nuovo, un piccolo gesto di gentilezza.

Forse la vera sfida non è cercare continuamente l’eccezionale, ma imparare a riconoscere la ricchezza dell’ordinario. La serenità non nasce sempre da ciò che interrompe la routine; spesso nasce dal modo in cui abitiamo quella routine. Quando impariamo a dare attenzione alle cose semplici, la quotidianità smette di essere un intervallo tra gli eventi importanti e diventa essa stessa il luogo in cui la vita accade.

In fondo, una vita non è fatta principalmente di giorni straordinari, ma della somma di giorni comuni. Ed è proprio nella qualità di questi giorni che si misura, spesso, la qualità della nostra esistenza.

Appunti corti #136

Il caldo non è più soltanto una stagione.
È diventato un segnale. Le estati si allungano, le temperature raggiungono livelli che fino a pochi anni fa sembravano eccezionali, e ciò che un tempo definivamo “ondata di calore” rischia di trasformarsi nella nuova normalità.

Il cambiamento climatico non è un fenomeno lontano, confinato nei ghiacciai che si sciolgono o nelle immagini di terre remote colpite da eventi estremi. È qui, nelle città che trattengono il calore, nei campi assetati, nelle notti sempre più difficili da rinfrescare. Lo percepiamo sulla pelle, nel respiro affannato delle giornate più torride e nella crescente fragilità degli ecosistemi che ci circondano.

Di fronte a questa realtà, il rischio più grande è abituarsi. Considerare normale ciò che normale non è. Invece, il caldo estremo dovrebbe ricordarci che il rapporto tra l’uomo e l’ambiente è fatto di equilibri delicati. Proteggere il clima non significa soltanto salvaguardare la natura: significa difendere la qualità della vita, la salute, il futuro delle prossime generazioni.

Ogni estate più calda della precedente ci pone una domanda semplice ma urgente: vogliamo essere spettatori del cambiamento o protagonisti delle soluzioni? La risposta non riguarda soltanto governi e istituzioni, ma ciascuno di noi. Perché il clima che lasceremo domani dipende anche dalle scelte che compiamo oggi.

Appunti Corti #135

La vendetta degli umani contro la Natura, quando essa non è addomesticabile, è aberrante vergognosa ed inaccettabile. Molti umani, ormai lontani anni luce dalla sapienza contadina, ritengono che la Natura possa, anzi debba, essere piegata al proprio stile di vita innaturale.

Ormai piegati ed asserviti possiamo senza ribellarci accettare di tutto: guerra, povertà, ingiustizie, crudeltà, indifferenza…
Per interessi economici e finanziari, sono distorti e distrutti irrimediabilmente gli attuali equilibri naturali, ci vorranno chissà quanti decenni perché si ricompongano. Noi non lo vedremo. Forse i pronipoti, se ancora qualche umano resisterà a questa distruzione.

Appunti Corti #134

Riflettevo sul concetto di “abitudine” e mi sono incuriosito nel cercarne l’etimologia, che ovviamente, come suggerisce la parola stessa, deriva da “abito”. Ma a sua volta quest’ultimo deriva da “modo di essere, disposizione dell’animo”, un significato molto più profondo di ciò che potrebbe fuorviare, ovvero il vestito esteriore. Così mi è venuto in mente che anche nelle relazioni, quando ci si lamenta del subentro di abitudine, si commette un errore grossolano, perché l’abitudine a comportarsi in un certo modo peculiare al rapporto c’era fin dall’inizio; è piuttosto il rinnegare, il rinunciare all’abito caratterizzante degli inizi a impoverire e sbriciolare il rapporto stesso. La stanchezza, il distacco, le piccole o grandi ostilità, il disinteresse, la perdita di stima e di rispetto, lo spegnersi di passioni ed emozioni, tutto questo è un vero e proprio tradire le abitudini iniziali, quando l’entusiasmo dimorava nella relazione. Credo sia un processo fisiologico, anzi: per coloro che posseggono il dono della resistenza, la capacità di mettersi in discussione e la volontà di tramutare le umane paure del cambiamento in coraggio, questo può essere un salto di qualità che conferirà alla conoscenza nuova linfa, un rinnovato modo di vivere in compartecipazione.

Appunti Corti #133

Quando vedo questi terribili politici che si riuniscono per risolvere apparentemente i gravissimi problemi del mondo attuale, e in alcuni frame li intravedo ridere a crepapelle come fossero alla sagra della castagna e del vino novello con il cugino ubriaco, consapevoli di essere la causa di migliaia di vite che ovunque si spengono con violenza e ingiustizia, mi sale una rabbia incontenibile che mi offusca la vista e disintegra ogni speranza di giustizia, la storia col tempo vi assegnerà il posto più meritato, fra le linee degli arcigni, dei profittatori, degli impietosi e dei farabutti.

Appunti Corti #132 

La poesia è… tante cose. Non basterebbe la lunghezza di un post per scrivere tutti gli aggettivi che una poesia può avere, che una poesia può essere. Per brevità, sono pienamente consapevole che la poesia è tutto perché tutto può stare dentro in una poesia.
Personalmente amo la poesia che riesce ad arrivare alla parte più profonda, nella sensibilità che si nasconde per carattere o per paura.
Personalmente amo la poesia che arricchisce, che può rendere migliore qualche momento, che può essere spunto di riflessione su se stessi e sul mondo.
Personalmente amo la poesia che sa rendere la vita un posto migliore, più accogliente.

Appunti Corti #131

A volte concentriamo le nostre forze nel vedere la parte buia, concentriamo i nostri pensieri sulla negatività, su ciò che sembra impossibile poter cambiare.
In determinati momenti della nostra vita prevale il nero, ma se ci fermassimo un solo attimo a guardare quello spiraglio di luce che si intravede alla fine del cammino, se iniziassimo ad apprezzare le piccole cose e a far caso ai momenti che ci hanno reso felici, che ci hanno rubato un sorriso, tutto cambierebbe in base alla nuova prospettiva.
Tutto cambia in base alla prospettiva.

Appunti Corti #130

Molte volte penso al passato e agli errori fatti.
Gli errori, come dicono gli psicologi e i saggi, non fanno solo male ma sono anche un’opportunità. Per questo non vanno demonizzati ma accettati come ingredienti necessari, e spesso preziosi, di ogni esperienza. Gli errori permettono infatti di sperimentare, di esplorare le varie possibilità, fino a individuare la decisione migliore.
La verità è che non siamo mai pronti né abbastanza sicuri di nulla. Si prova, si sbaglia, si soffre e si spera di crescere.
Alla mia non più tenera età, non posso che confermare questa tesi.
Gli errori sono serviti, servono, sono esperienze. Se ne prende atto, gli si accetta.
La vita richiede molta pratica.

Appunti Corti #129

Sento ancora palpabili le cicatrici passate, ci sono ancora.
Affetti feriti, responsabilità mancate, molte volute.
Avevo sperato in un disegno nuovo della realtà, in una forza che intervenisse a cambiare le cose con naturalezza e decisione, allo stesso tempo.
Invece, ci sono ancora.
Sono presenti e non le so gestire o meglio rimuovere.
Tornano casualmente e lievemente si insinuano nelle pieghe del pensiero, senza regole ma avvertibili, ci sono ancora.
Sono una regola e pertanto so gestirla ma vorrei tanto diventasse una eccezione, e non ci fosse più.