Giugno non è gentile.
Suda sui muri,
si infila nelle stanze
con l’odore acre dell’asfalto caldo.
Giugno brucia piano l’orizzonte,
sfiora le pietre e le foglie
e versa luce fin dove il giorno
si arrende al primo silenzio.
Giugno cede il passo la rosa, stanca di maggio,
mentre il giorno si allunga e ruba l’ombra.
Giugno cammina su un tappeto di grano
e scalda la terra che il sole ingombra.
Tra la fine delle fioriture primaverili e la maturazione del grano, sottolinei il passaggio verso la pienezza ingombrante dell’estate. Mi piace questa poesia, te la rubo per il Domenicale del prossimo 14 giugno, ciao e grazie, buona domenica
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Ma grazie mille! E’ sempre un grande piacere.
Buona domenica… di giugno.
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