Respiri

Ogni respiro ha i suoi dettagli, fatto di profumi, di pieghe, di gioie e dolori.
Dettagli minuscoli a volte impercettibili a volte opprimenti.
Li stringo forte in un angolo della mente, un modo per catalogarli, estrarli ed ammirarli al momento del bisogno.
L’album è pieno di respiri. Catalogati in ordine sparso, uno per ogni emozione, gioia e sofferenza. Uno per ogni momento.

Stima

Il valore che diamo a una persona è dato dalla stima che riponiamo su di essa.

Questa stima si forma dal modo di interagire con lei e da ciò che riceviamo. Ossia, da come questa persona reagisce ai nostri stimoli e da cosa decide di restituire, di aggiungere, di elaborare e passarci, in un interscambio che arricchisce entrambi.
Stima è riconoscere in questa persona integrità, sincerità, coerenza, capacità e la solidità che permette alla fiducia di radicarsi, nei giorni, nelle settimane e nei mesi.
Stima è “dare un valore”, un valore che sia al di sopra della media, per un modo di comportarsi, per un’integrità caratteriale, per determinati talenti da cui possiamo attingere e a cui possiamo anche contribuire, quando la fiducia è stata cementata.

La perdita della stima in una persona è molto vicina all’esperienza del tradimento. Un passo doloroso da superare è uno stupore freddo: l’incapacità di riconoscere quella persona per quella che ci si era manifestata, per quella che fino a poco prima credevamo essere.
Perdere la stima significa ritrovarsi soli in un’ attività, in un sentimento, in un qualsivoglia genere di scambio, quando prima si era in due e si producevano flusso energetico e valore, scambio umano e creazione – su diversi livelli.
Un’esperienza del genere può causare un collasso nervoso e nel peggiore dei casi andare anche a far tremare le fondamenta nella nostra scala di valori e dei nostri punti di riferimento. Con ricadute sulla stessa fiducia che riponiamo o riponevano in noi, per esserci “causati” un’esperienza del genere.

In questi mesi ho perso la stima in tante persone e questo fa male.

Un leggero vento

L’erba del prato mossa da un leggero vento, mi porta a pensare alle montagne che ho vissuto questa estate. La montagna dona tantissimo; è affascinante, profonda, emozionante, sa offrirci sensazioni, profumi e colori. Ognuno può viverla come crede, come desidera. Le opportunità non mancano. La montagna riesce a mettere in luce i nostri limiti, le nostre forze, le nostre debolezze. Quell’avanzare verso la meta, il tremore dei muscoli stremati e il sudore che dopo un attimo si trasforma in gelo, sulla schiena, sono sensazioni uniche. I panorami incantevoli, le nuvole bianche, incantano la vista e sgombrano la mente. La libertà, riecheggia come un grido nell’aria.

Ironia

C’è una cosa che mi accompagna da sempre o meglio dalla mia adolescenza, e questa cosa si chiama ironia. E’ meravigliosa l’ironia, in ogni contesto, si, anche in quelli più seri, difficili, perché ironia non vuol dire non dare la giusta importanza alle situazioni, sottovalutare i problemi, bensì cercare di affrontarli con la testa appena più leggera e con più forza. Poi c’è l’intolleranza verso di essa, che francamente non comprendo e che in pochi casi, per fortuna, mi ha creato alcune antipatie.
L’ironia non è mai derisione nei confronti di qualcuno e se la si scambia per ciò, o la battuta non era ironica e allora parliamo di altro, o semplicemente, non la si è compresa.

Prigione

Fuori nubi sottili, settembrine, dentro mura dense, solide. Non soffro di ‘prigionia’ anzi, con il verde che circonda la casa, le opportunità di aria e natura non mancano, ma la scorgo negli occhi incrociati di anonimi passanti e un po’ mi rattrista. Basterebbe poco per aver gioia della vita; i raggi di sole che avvisano l’inizio del giorno, il profumo del sugo che arriva dalla cucina, la telefonata inaspettata di una persona cara e soprattutto sopra ogni cosa, il saper di stare in salute. Troppe volte ci si dimentica di quando poco basti far sorridere i nostri occhi, farli evadere da quella ‘prigione’ che è dentro la nostra mente.

Forte

Avere un animale domestico in casa, come il mio ‘Forte’, un puro meticcio di 17 mesi, mi porta spesso a sottili riflessioni, tutte scontate per chi possiede un cane, forse meno per chi non lo ha.
L’amore incondizionato fatto di sguardi, leccate, scodinzolii e contatti è impagabile. L’impegno di nutrirli, giocarci, portarli a sgambettare, pulirli e curarli, sono poco in confronto alla gioia che dimostrano al tuo arrivo dopo un’assenza.
Certo, la quotidianità non è più la stessa, me ne sono reso conto in questo anno e mezzo. Il muoversi soprattutto, le spese al supermercato, il mangiare al ristorante, l’alloggiare in albergo, le vacanze e via via, non tutto è possibile, i limiti ci sono e non pochi. Le rinunce non mancano e tutto non si puo’ fare come prima, bisogna cambiare, abituarsi a nuove soluzioni. (continua)