Art Farmer

Il 21 agosto 1928 a Council Bluffs, nell’Iowa, nasce il trombettista e flicornista Art Farmer. Registrato all’anagrafe con il nome di Arthur Stewart Farmer è il fratello gemello del bassista Addison.

Art Farmer è noto per il suo stile elegante e lirico, che ha influenzato generazioni di musicisti jazz. Farmer è considerato uno dei trombettisti più versatili e sofisticati della sua epoca. Iniziò a suonare la tromba e il flicorno da giovane e si trasferì a Los Angeles negli anni ’40, dove iniziò a collaborare con musicisti come Wardell Gray, Dexter Gordon e Charles Mingus. Negli anni ’50 si trasferì a New York, dove divenne parte integrante della scena hard bop.
Farmer è noto anche per essere stato uno dei primi a suonare il flicorno soprano, uno strumento simile al flicorno ma con un timbro ancora più caldo e dolce.
Il suo stile era caratterizzato da un suono morbido e vellutato, una grande sensibilità melodica e un fraseggio sofisticato. Farmer è stato un maestro nell’equilibrio tra tecnica e lirismo, capace di fondere influenze bebop, hard bop e cool jazz in modo unico.
Durante la sua carriera, Farmer visse a lungo anche in Europa, dove continuò a esibirsi e registrare con successo. Morì nel 1999 a causa di una crisi cardiaca, lasciando un’eredità musicale duratura e rispettata.

Zinky Cohn

Il 18 agosto 1908 a Oakland, in California, nasce il pianista Zinky Cohn, registrato all’anagrafe con il nome di Augustus Cohn. Il suo stile ricorda molto da vicino quello di Earl Hines.

Zinky Cohn, nato come Isidore Cohn Jr. è stato un pianista e compositore jazz statunitense. È noto principalmente per il suo contributo alla scena jazz di Chicago negli anni ’20 e ‘30, particolarmente come membro della band di Jimmie Noone, un importante clarinettista dell’epoca.
Cohn è stato uno dei pianisti di spicco dello stile Chicago jazz, caratterizzato da un approccio energico e swingante. Ha suonato con molti musicisti di rilievo della scena jazz dell’epoca, ma è ricordato soprattutto per il suo lavoro con Jimmie Noone’s Apex Club Orchestra, con cui ha registrato numerose tracce influenti.
Ha contribuito anche come compositore, scrivendo brani come “Apex Blues”, diventato un classico del repertorio jazz tradizionale.
Il suo stile pianistico era caratterizzato da un ritmo vivace e da un uso creativo degli accordi, perfettamente in linea con il carattere energico del jazz di Chicago dell’epoca. Sebbene non abbia mai raggiunto la fama dei più celebri pianisti jazz, Zinky Cohn è considerato una figura di riferimento per i cultori del jazz tradizionale.
La sua carriera si svolse principalmente durante gli anni ‘20 e ‘30, ma con il declino del jazz tradizionale e l’avvento dello swing, la sua notorietà diminuì. Morì relativamente giovane, all’età di 43 anni, lasciando un’eredità musicale discreta ma significativa.

Ike Quebec

Il 17 agosto 1918 a Newark, nel New Jersey nasce il sassofonista Ike Quebec, il cui nome completo è Ike Abrams Quebec.

Ike Quebec è noto per il suo tono caldo e avvolgente al sax tenore, è ricordato come uno dei musicisti più espressivi e melodici del suo tempo.
Quebec iniziò la sua carriera negli anni ’30, suonando con varie big band, tra cui quella di Cab Calloway. Durante gli anni ‘40, collaborò con numerosi artisti di rilievo, tra cui Hot Lips Page, Roy Eldridge e Trummy Young. Nonostante un certo successo iniziale, la sua carriera subì una battuta d’arresto negli anni ’50 a causa di problemi personali e di salute.
Negli anni ‘60, Quebec ebbe un’importante rinascita musicale grazie alla Blue Note Records, dove lavorò sia come musicista che come talent scout.
Il suono di Ike Quebec è stato spesso paragonato a quello di Ben Webster per la sua profondità espressiva. Il suo fraseggio fluido e la capacità di fondere swing, bebop e blues lo hanno reso un interprete versatile e apprezzato sia dal pubblico che dai colleghi musicisti.
Nonostante il talento, la carriera di Quebec fu segnata da problemi legati alla dipendenza, che ne limitarono l’ascesa. Morì prematuramente di cancro ai polmoni nel 1963, lasciando un’eredità musicale significativa ma spesso sottovalutata.

Tony Fruscella

Il 14 agosto 1969 muore a soli quarantadue anni il trombettista Tony Fruscella, considerato una delle grandi promesse del bop.

Tony Fruscella è noto per il suo stile lirico e introspettivo, spesso paragonato a quello di Chet Baker per la sensibilità e il tono delicato.
Fruscella ha fatto parte della scena jazz newyorkese negli anni ’40 e ’50, collaborando con musicisti come Lester Young, Charlie Parker e Stan Getz. Tuttavia, ha registrato relativamente poco durante la sua carriera, e questo ha contribuito al suo status di figura di culto piuttosto che di celebrità mainstream.
Il suo album più famoso è “Tony Fruscella”, pubblicato dalla Atlantic Records nel 1955. Questo disco è considerato una gemma del cool jazz e rappresenta al meglio il suo approccio melodico e intimo alla tromba.
La sua carriera è stata segnata da problemi personali e da difficoltà legate all’abuso di sostanze, che hanno limitato il suo potenziale artistico e la sua esposizione nel mondo del jazz. Nonostante ciò, il suo lavoro continua a essere apprezzato dagli appassionati di jazz per la sua autenticità e profondità espressiva.

Nate Kazebier

Il 13 agosto 1912 nasce a Lawrence, in Kansas, il trombettista Nate Kazebier, registrato all’anagrafe con il nome di Nathan Forrest Kazebier.

Nate Kazebier (a volte scritto come Kasabier) è noto per il suo contributo all’era dello swing. Nato il 13 agosto 1912 e scomparso il 22 ottobre 1969, è stato un musicista apprezzato nella scena jazz degli anni ’30 e ’40.
Kazebier ha suonato con diverse big band di rilievo, tra cui quelle di Benny Goodman, Artie Shaw e Glenn Miller. È stato apprezzato per il suo stile pulito e preciso, capace di adattarsi sia agli assoli energici che al ruolo di sezione nella big band.
Durante la sua carriera, ha partecipato a numerose registrazioni e tournée, contribuendo a definire il suono dell’epoca dello swing. Anche se non ha raggiunto la fama di alcuni dei suoi contemporanei, Kazebier è ricordato come un solido trombettista e un abile interprete dell’era swing.

Arnett Cobb

Il 10 agosto 1918 nasce a Houston, nel Texas, il sassofonista Arnett Cobb o, come risulta all’anagrafe, Arnett Cleophus Cobb, considerato il sax tenore “più selvaggio” della storia del jazz.

Arnett Cobb (1918-1989) è noto per il suo stile potente, energico ed espressivo, tanto da essere soprannominato “Wild Man of the Tenor Sax”. La sua musica spaziava dal swing al rhythm and blues, con un’influenza significativa sullo sviluppo del jazz texano.
Cobb iniziò a suonare il pianoforte da bambino, ma passò presto al sassofono tenore, strumento con cui avrebbe lasciato il segno nella storia del jazz. La sua carriera professionale decollò negli anni ’30 quando entrò nella band di Frank Davis, ma la sua fama crebbe realmente durante il periodo con la Lionel Hampton Orchestra negli anni ’40. Partecipò a registrazioni storiche come “Flying Home”, brano che divenne uno dei classici del jazz swing.
Nel 1947, Cobb lasciò la band di Hampton per formare il proprio gruppo, con il quale incise diversi dischi e si esibì in numerosi tour. Purtroppo, la sua carriera fu spesso interrotta da problemi di salute: subì interventi chirurgici alla spina dorsale che lo costrinsero a camminare con le stampelle per gran parte della vita. Nonostante queste difficoltà, continuò a suonare con lo stesso vigore e intensità, mantenendo sempre il suo caratteristico suono potente e pieno di “soul”.
Cobb ha influenzato molti sassofonisti successivi e ha lasciato un’eredità duratura nella musica jazz. Il suo modo di suonare combinava liricità, swing e un’energia travolgente, rendendolo uno degli interpreti più carismatici del sassofono tenore.

Luckey Roberts

Il 7 agosto 1887 a Philadelphia, in Pennsylvania, nasce il pianista Luckey Roberts, registrato all’anagrafe con il nome di Charles Roberts.

Luckey Roberts, nato come Charles Luckeyeth Roberts (1887-1968), è noto come uno dei pionieri del ragtime e dello stile stride piano, che ha aperto la strada al jazz pianoforte moderno.
Nato a Filadelfia, iniziò a suonare il pianoforte da bambino e si trasferì presto a New York, dove divenne una figura di rilievo nella scena musicale di Harlem. Roberts fu contemporaneo di altri grandi pianisti come James P. Johnson e Willie “The Lion” Smith, e il suo stile vigoroso e virtuosistico influenzò molti musicisti successivi.
Tra le sue composizioni più famose ci sono “Pork and Beans” e “Moonlight Cocktail”, quest’ultima diventata un successo negli anni ’40 grazie alla registrazione di Glenn Miller. Roberts non solo compose brani per il piano, ma anche musiche per il teatro musicale di Broadway, contribuendo a colmare il divario tra il ragtime classico e il jazz.
Oltre alla sua carriera di musicista, Roberts fu anche un imprenditore di successo, possedendo locali notturni a New York. Nonostante il declino della sua popolarità con l’avvento del bebop, continuò a suonare e a comporre fino alla fine della sua vita, lasciando un’impronta duratura nella storia della musica americana.

Memphis Minnie

Il 6 agosto 1973 a Memphis, nel Tennessee, muore Memphis Minnie, una delle stelle più fulgide del blues degli anni Trenta.

Memphis Minnie, il cui vero nome era Lizzie Douglas (1897-1973), è stata una delle più influenti e talentuose chitarriste, cantanti e compositrici di blues della storia. Nata ad Algiers, vicino a New Orleans, e cresciuta in una famiglia di agricoltori, iniziò a suonare la chitarra fin da giovane, mostrando presto un talento straordinario.
Minnie si trasferì a Memphis, dove iniziò a esibirsi nelle strade di Beale Street, la famosa culla del blues. Negli anni ’20 iniziò a registrare dischi, diventando una delle prime donne a guadagnarsi da vivere come musicista professionista nel mondo del blues.
La sua carriera attraversò vari periodi della storia del blues, dal country blues acustico delle origini al blues elettrico urbano degli anni ’40 e ‘50. È nota per brani come “Bumble Bee”, “Me and My Chauffeur Blues” e “When the Levee Breaks”, quest’ultimo reinterpretato anni dopo dai Led Zeppelin.
Lo stile chitarristico di Memphis Minnie era potente, preciso e pieno di carattere. Era una strumentista abile quanto i suoi colleghi maschi, capace di suonare sia in fingerpicking che con il plettro. La sua voce espressiva e i suoi testi spesso ironici o provocatori la resero un’autentica pioniera del blues.
Nonostante la sua influenza sulla musica blues e rock successiva, Memphis Minnie non ha sempre ricevuto il riconoscimento che meritava. Tuttavia, è ricordata come una delle figure più iconiche e fondamentali nella storia del blues americano.

Floyd “Stumpy” Brady

Il 4 agosto 1910 nasce a South Brownsville, in Pennsylvania, il trombonista Floyd Maurice Brady, più conosciuto come Floyd “Stumpy” Brady.

Floyd “Stumpy” Brady (1910-1998) è noto soprattutto per il suo contributo alla scena jazz di New Orleans. Nato e cresciuto nella culla del jazz, Brady ha iniziato a suonare il trombone in giovane età, sviluppando uno stile radicato nel tradizionale sound di New Orleans ma con un tocco personale e dinamico.
Nel corso della sua carriera, “Stumpy” Brady ha collaborato con diverse band di rilievo nella scena jazz di New Orleans, tra cui la Young Tuxedo Brass Band e la Eureka Brass Band, due formazioni emblematiche della tradizione jazz della città. Ha suonato anche con artisti come George Lewis e Kid Thomas Valentine, partecipando a festival e tour internazionali che hanno contribuito a diffondere la musica di New Orleans nel mondo.
Brady era noto per il suo tono caldo, il fraseggio energico e la capacità di passare con naturalezza dallo stile più tradizionale del dixieland a quello più moderno dello swing. Anche se non ha mai raggiunto una fama globale, è stato profondamente rispettato nella comunità jazzistica per il suo contributo alla preservazione del jazz tradizionale.

Charlie Shavers 

Il 3 agosto 1917 nasce a New York il trombettista Charlie Shavers, registrato all’anagrafe con il nome di Charles James Shavers.

Charlie Shavers (1917-1971) è noto per il suo talento virtuosistico e la versatilità stilistica. È considerato uno dei più grandi trombettisti jazz della sua epoca, capace di spaziare tra swing, dixieland e bebop con grande abilità tecnica ed espressiva.
Nato a New York, Shavers iniziò la sua carriera musicale da giovane, suonando inizialmente il pianoforte prima di passare alla tromba. Negli anni ’30 entrò a far parte della band di John Kirby, con la quale guadagnò fama come solista. Durante questo periodo, compose uno dei suoi brani più celebri, “Undecided”, che divenne uno standard jazz.
Shavers collaborò con numerosi artisti di rilievo, tra cui Benny Goodman, Billie Holiday, Dizzy Gillespie e Louis Armstrong. Era noto per il suo fraseggio fluido, il registro acuto impeccabile e il controllo del vibrato. La sua capacità di adattarsi a vari stili musicali lo rese un musicista molto richiesto nelle sessioni di registrazione.
Nonostante la sua morte prematura all’età di 50 anni, l’eredità musicale di Charlie Shavers continua a influenzare i trombettisti jazz contemporanei.