Larry Towell

Larry Towell è nato in Canada nel 1953, in una grande famiglia contadina.
Studente di Arti visive alla York University di Toronto (1972-1976), parte in seguito per un lungo periodo come volontario a Calcutta.
Qui comincia a fotografare e scrivere intomo a una serie di problemi sociali. Al suo ritorno, sostiene economicamente la famiglia insegnando musica popolare e nel 1984 comincia a lavorare come fotografo e scrittore freelance su argomenti come povertà, esilio, ribellione dei contadini e completando progetti sul Nicaragua, i familiari degli “scomparsi” in Guatemala, i reduci del Vietnam tornati a ricostruire il Paese nel dopoguerra ecc… Nel 1988 diventa nominee di Magnum Photos e nel 1993 membro effettivo.
Nel 1996 completa un progetto basato su dieci anni di reportage in Salvador e realizza, al contempo, un vasto lavoro sulla comunità migrante dei Mennoniti in Messico. Nel 1997 è la volta di un reportage sui palestinesi.
Attualmente sta completando un reportage sulla sua famiglia e la casa dove vive, nella parte più rurale dell’Ontario.
Ha esposto in diverse mostre e i suoi reportage sono apparsi su molte riviste interazionali. Ha ricevuto numerosi premi tra cui diversi World Press Photo, “Pictures of the Year”, i premi intitolati a Eugene Smith, Oskar Bamak, Ernst Haas, Roloff Beny, Alfred Eisenstaedt e il premio Hasselblad.
Ha vinto nel 2003 la prima edizione del premio Henri Cartier-Bresson che gli ha permesso di completare il lavoro sulla Palestina, raccolto nel 2005 in un libro e una mostra.
Ha pubblicato, tra l’altro Burning Cadillacs (1983); Gifts of War (1988); Somoza’s Last Stand (1990); House on Ninth Stree (1994); El Salvador (1997); Then Palestine (1998); The Mennonites (2000); No Man’s Land (2005).

Magnum PhotosArtsy Fotografiaartistica

Manuali di istruzioni e guide tecniche da scaricare in italiano gratis

Conservare i tanti manuali di istruzione cartacei dei tanti prodotti elettronici che vengono acquistati è sempre piuttosto noioso, senza contare poi che, molto spesso, diventano introvabili proprio nei momenti in cui servono.
Il mondo digitale, fortunatamente, ci viene in soccorso. Esistono infatti veri e propri archivi, biblioteche digitali immense che raccolgono milioni di manuali d’uso in formato PDF, rendendoli accessibili gratuitamente a chiunque. Trovare queste risorse richiede però un metodo, sapendo dove cercare e quali strumenti usare, specialmente quando si cerca la versione in italiano. La strategia vincente è bilanciare la ricerca sulla fonte ufficiale del produttore con l’uso sapiente di questi archivi di terze parti.

Il sito ManualsLib è senza dubbio il riferimento principale in questo settore, vantando una raccolta che supera i nove milioni di file PDF di oltre 140.000 marchi differenti.
Lo stesso approccio è utilizzato da altri archivi, come il molto ampio PDF-MANUALS.com, che si concentra su un catalogo vastissimo di user guides e service manuals (manuali di servizio, essenziali per la riparazione) di migliaia di brand.
ManualsOnline: Si distingue per l’approccio community-driven, dove anche gli utenti possono contribuire caricando le proprie guide, rendendolo potenzialmente utile per prodotti più vecchi o di nicchia.
ManyManuals: Con oltre un milione e mezzo di user guides, questo archivio si concentra molto sui grandi marchi di elettronica ed elettrodomestici. Pur avendo una versione italiana, è sempre consigliabile ricercare nel database internazionale per massimizzare le possibilità di trovare il documento.
Il sito iFixit è noto a livello internazionale non tanto per i manuali d’uso, ma per le sue guide dettagliate, illustrate passo dopo passo con fotografie, su come smontare e riparare praticamente qualsiasi cosa. Non è un archivio di manuali ufficiali, ma un wiki di riparazione collaborativo, che supporta attivamente il movimento del “Right to Repair” (Diritto alla Riparazione).
Un’altra risorsa significativa è Manuals+. Questo archivio offre centinaia di migliaia di manuali, ma il vero vantaggio è il suo Deep Search, che consente di cercare non solo per titolo o modello, ma all’interno del testo dei PDF. Questo è fondamentale per chi ha un problema specifico, ad esempio un codice di errore (spesso l’unica cosa che appare su un display) o il nome di una singola parte che necessita di sostituzione.
ManualeDuso.it: Simile a ManualsLib per l’interfaccia, questo sito si concentra su un catalogo più mirato al mercato italiano. Nonostante la dimensione ridotta, costituisce una chance importante per trovare rapidamente la versione tradotta senza dover ricorrere a servizi di traduzione automatica.
Il portale schede-tecniche.it è un progetto nato a giugno 2015, partendo dall’idea di condividere gratuitamente schede tecniche e manuali d’uso di caldaie, condizionatori, scaldabagni, radiatori, pompe, bruciatori, serramenti, termoventilatori, termoconvettori e altri prodotti per il riscaldamento ed il raffrescamento. L’obiettivo era quello di mettere a disposizione sia del professionista che del privato uno strumento che permettesse di recuperare schede tecniche e/o manuali uso andati perduti o non facilmente reperibili.

(via | navigaweb)

Gueorgui Pinkhassov

Nato a Mosca nel 1952, sin dai tempi della scuola si interessa di fotografia e dal 1969 al 1971 studia cinematografia all’istituto di cinematografia di Mosca (VGIK).
Tra il 1971 e il 1980 lavora per la società cinematografica Mostilm come cameraman, poi come fotografo.
Nel suo lavoro, ha sempre cercato di trovare spazio per la creatività e la ricerca. Il regista Andrej Tarkovskij lo nota e lo invita a scattare fotografie, in parallelo con il fotografo di scena, sul set del film Stalker.
Nel 1978, Gueorgui Pinkhassov viene accolto nella Associazione moscovita degli artisti grafici, e questo gli consente di partecipare liberamente a molte mostre.
Nel 1985 si trasferisce a Parigi. Nel 1988 entra alla Magnum Photos. Lavora intensamente per i periodici, documentando i più importanti avvenimenti dell’epoca: il terremoto in Armenia, gli eventi in Lituania, il colpo di stato a Mosca e l’attualità in Mongolia, Indonesia, Africa ecc. Riviste come The New York Times Magazine, GEO, Independent, Figaro Magazine gli commissionano molti reportage in tutto il mondo.
Gueorgui Pinkhassov ha partecipato a una serie di programmi culturali realizzati da diverse istituzioni pubbliche e private, da case editrici e dalla stessa Magnum Photos.
Il suo lavoro ha prodotto una serie di mostre, collettive e personali. Il suo ultimo volume, Sightwalk (1998) racconta, in venticinque immagini a colori, come lui ha visto la città di Tokyo.

Magnum PhotosFotografiaartisticaThestreetrover

Come appariva Pompei poche ore prima della sua distruzione: una ricostruzione

Per quanto celebrata dagli storici, esaminata attentamente dagli archeologi e frequentata dai turisti, Pompei non è un’eccezione, nemmeno per il destino di essere stata sepolta dalla cenere del Vesuvio nell’anno 76, come accadde anche alla vicina città di Ercolano. Piuttosto, è la pura normalità di quella città romana di provincia di medie dimensioni che oggi apprezziamo di più, inavvertitamente preservata com’era da quel disastro vulcanico. Il nuovo video di Lost in Time qui sotto, ricostruisce Pompei come doveva apparire alla fine dei suoi giorni, esaminando ogni dettaglio, dalle sue case agli acquedotti, dal foro alla basilica, dagli impianti di produzione di vino e profumi all’arena dei gladiatori.

Non sorprende che l’Anfiteatro di Pompei sia molto più piccolo del Colosseo. Ma in realtà fu costruito 140 anni prima, in un’epoca in cui i leader locali di tutto l’impero cominciavano già a ritenere che ogni città romana che si rispetti dovesse avere una propria sede per spettacoli che prevedessero combattimenti corpo a corpo, prove atletiche, animali esotici e persino esecuzioni pubbliche.

Mentre il video mostra il tour di una Pompei ancora fiorente, fa un conto alla rovescia fino all’eruzione del Vesuvio, durata circa due giorni. “Perché la gente non ha lasciato la città?”, chiede il narratore. “Gli storici sostengono che circa 2.000 persone persero la vita a Pompei quel giorno, il che significa che circa 10.000 riuscirono a fuggire”. È agli scritti di uno di questi fuggitivi, Plinio il Giovane, che dobbiamo gran parte di ciò che sappiamo sull’esperienza della catastrofe stessa – e a secoli di analisi dalla sua riscoperta come sito archeologico che abbiamo il tipo di conoscenza del luogo che serve per una ricostruzione come questa. Questi sforzi hanno alimentato la nostra comprensione della vita nel mondo antico nel suo complesso, poiché nell’aldilà, Pompei è diventata non solo una città romana di provincia di medie dimensioni, ma  la città romana di provincia di medie dimensioni.

Segnali #23

Suoni Il video a colori di Bob Dylan che suona “Mr. Tambourine Man” al Newport Folk Festival del 1964.
Fu al Newport Folk Festival del 1965 che Bob Dylan, con la sua celebre “svolta elettrica”, alienò alcuni seguaci della scena folk in cui era cresciuto, ma anche creando un precedente per il tipo di adattamento musicale rapido e mutevole che ha mantenuto fino agli ottant’anni. Al Newport Folk Festival del 1964, tuttavia, tutto questo era nel futuro. Eppure, anche allora, il giovane Dylan non si tirò indietro nel fare scelte controverse. Prendiamo, ad esempio, la scelta di suonare “Mr. Tambourine Man”, una canzone che – per quanto evocativa della metà degli anni Sessanta ascoltata oggi – difficilmente sarebbe stata abbastanza attuale da soddisfare le aspettative degli appassionati di folk che consideravano l’attualità della musica il suo principale punto di forza. Qui il filmato originale in bianco e nero.

Visioni – Il fotografo paesaggista Daniel Řeřicha: la luce dà vita alla fotografia.
Daniel Řeřicha è un fotografo attivo dal 2004. Grazie alla vicinanza dei Monti Metalliferi centrali della Boemia e della Svizzera boemo-sassone, è molto legato alla natura e ai viaggi. Lavora con una reflex digitale CANON e preferisce le lunghezze focali ampie, che danno l’opportunità di lavorare con il primo piano della foto esattamente secondo le sue idee. Si considera un fotografo paesaggista e fino a poco tempo fa il suo campo principale era la fotografia a colori. Ultimamente, tuttavia, ha iniziato a preferire sempre di più le immagini minimaliste in bianco e nero di paesaggi o architetture, che lo affascinano sempre di più. Su 1X e il suo sito.

DintorniVirtual Window: la finestra digitale su i panorami mondiali.
Quasi duecento webcam dislocate in molte città e luoghi sparse nel mondo.
Le città come le viviamo oggi: viste attraverso schermi, mappe, immagini satellitari, social. La virtual vision riflette questo sguardo, dove l’esperienza urbana è già filtrata prima ancora dello scatto.

Feedboard

Questa piattaforma innovativa consente agli utenti di integrare perfettamente più feed e presentarli in colonne ben organizzate, offrendo una panoramica completa e approfondita dei vari flussi di informazioni.
In sostanza, la funzionalità di Feedboard ruota attorno al fornire agli utenti una visione completa del loro panorama di contenuti digitali. Consentendo l’aggregazione di feed su diverse piattaforme, gli utenti possono creare una dashboard personalizzata in base ai loro interessi e preferenze. Questo approccio personalizzato non solo migliora l’esperienza utente, ma facilita anche un consumo efficiente delle informazioni, riunendo tutto sotto un unico tetto virtuale.

Link per accedere a Feedboard

La Bussola #42

La descrizione del sito Formiche è: un progetto culturale ed editoriale fondato da Paolo Messa nel 2004. Nato come rivista cartacea, oggi l’arcipelago Formiche è composto da realtà diverse ma strettamente connesse fra loro: il mensile (disponibile anche in versione elettronica), la testata quotidiana on-line Formiche.net, le riviste specializzate Airpress e Healthcare Policy e il sito in inglese ed arabo Decode39.

Formiche vanta poi un nutrito programma di eventi nei diversi formati di convegni, webinair, seminari e tavole rotonde aperte al pubblico e a porte chiuse, che hanno un ruolo importante e riconosciuto nel dibattito pubblico.
Formiche è un progetto indipendente che non gode del finanziamento pubblico e non è organo di alcun partito o movimento politico.

Le foto più belle del 2025

Le foto più belle del 2025 offrono uno sguardo essenziale e diretto sull’anno da pochi mesi trascorso. Attraverso immagini di attualità, cronaca, cultura e vita quotidiana, questa selezione racconta i momenti che hanno segnato il 2025: eventi storici, cambiamenti sociali, gesti simbolici e frammenti di normalità. Fotografie che documentano il presente e ne restituiscono la complessità, trasformando l’istante in testimonianza.

Il World Press Photo su Wired

Le foto dell’anno su Internazionale

Le migliori fotografie naturalistiche su National Geographic

Le migliori immagini su Independent

The top 100 photos The Associated Press

Segnali #22

SuoniRadio Popolare è stata fondata nel 1976, sotto la direzione di Piero Scaramucci. Secondo la sua dichiarazione d’intenti, la radio “è un’emittente indipendente, imperniata su una cooperativa formata da lavoratori e collaboratori, con la partecipazione di rappresentanti di forze politiche e sindacali che storicamente hanno sostenuto l’esperienza”. Un tratto caratteristico della radio è dato dalla presenza di una trasmissione chiamata Microfono aperto. L’idea di aprire i microfoni liberamente agli ascoltatori senza alcuna forma di censura risale agli anni ’70. Tale idea si è dimostrata vincente, tanto da esser poi

VisioniGerd Ludwig: vita & foto disparate – Veterano di National Geographic, Ludwig ha realizzato reportage sui temi più disparati: dalla riunificazione della Germania ai fratelli Grimm. Nato nel 1947 ad Alsfeld in Germania, Ludwig abbandona gli studi universitari per viaggiare tra la Scandinavia e l’America del Nord mantenendosi con lavori saltuari come muratore, mozzo, giardiniere e lavapiatti. Tornato in Germania, si dedica per cinque anni allo studio della fotografia, seguendo contemporaneamente i corsi di design fotografico all’università della città, dove si laureerà nel 1972. L’anno successivo darà vita, insieme ad altri colleghi, alla VISUM, prima agenzia tedesca gestita interamente da fotografi. Nel 1984 si trasferisce a New York, dove prosegue la sua attività di fotografo per le più famose riviste internazionali. Agli inizi degli anni Novanta comincia a collaborare con National Geographic. Ludwig ha vinto numerosi premi tra cui un World Press Photo nel 1990.

Dintorni Archivio ‘900 è un archivio storico digitale. Vuole aiutare a capire il contesto storico e politico in cui si vive e sul quale si tenta di agire. La distrazione con cui le giovani generazioni scavalcano la storia anche recente del nostro Paese è emblematica certo di una superficialità ma anche di un disagio: quello di una storia amara e violenta, difficile da raccontare in un tempo in cui molti hanno perso il gusto di raccontarla.
Da qui parte l’avventura mediatica di Archivio ‘900, un portale web dedicato alla storia del ‘900 appunto, con una piccola pretesa: far crescere il web fino a renderlo uno strumento tecnologicamente avanzato, un veicolo autentico di cultura, impegno civile e sociale.

La Bussola #41

Formavera è una rivista di poesia e poetica, una posizione, una proposta di linea. Ma anche: un orientamento di gruppo, un continuo lavoro di cantiere. Ospitano principalmente saggi redazionali e testi editi o inediti, di autori affermati o emergenti, importanti per la formazione e direzione.

Si possono inviare testi, saggi e recensioni alla redazione sla quale accerterà sempre preliminarmente la situazione relativa ai diritti d’autore del materiale pubblicato (testi e immagini).