Nate Kazebier

Il 13 agosto 1912 nasce a Lawrence, in Kansas, il trombettista Nate Kazebier, registrato all’anagrafe con il nome di Nathan Forrest Kazebier.

Nate Kazebier (a volte scritto come Kasabier) è noto per il suo contributo all’era dello swing. Nato il 13 agosto 1912 e scomparso il 22 ottobre 1969, è stato un musicista apprezzato nella scena jazz degli anni ’30 e ’40.
Kazebier ha suonato con diverse big band di rilievo, tra cui quelle di Benny Goodman, Artie Shaw e Glenn Miller. È stato apprezzato per il suo stile pulito e preciso, capace di adattarsi sia agli assoli energici che al ruolo di sezione nella big band.
Durante la sua carriera, ha partecipato a numerose registrazioni e tournée, contribuendo a definire il suono dell’epoca dello swing. Anche se non ha raggiunto la fama di alcuni dei suoi contemporanei, Kazebier è ricordato come un solido trombettista e un abile interprete dell’era swing.

Arnett Cobb

Il 10 agosto 1918 nasce a Houston, nel Texas, il sassofonista Arnett Cobb o, come risulta all’anagrafe, Arnett Cleophus Cobb, considerato il sax tenore “più selvaggio” della storia del jazz.

Arnett Cobb (1918-1989) è noto per il suo stile potente, energico ed espressivo, tanto da essere soprannominato “Wild Man of the Tenor Sax”. La sua musica spaziava dal swing al rhythm and blues, con un’influenza significativa sullo sviluppo del jazz texano.
Cobb iniziò a suonare il pianoforte da bambino, ma passò presto al sassofono tenore, strumento con cui avrebbe lasciato il segno nella storia del jazz. La sua carriera professionale decollò negli anni ’30 quando entrò nella band di Frank Davis, ma la sua fama crebbe realmente durante il periodo con la Lionel Hampton Orchestra negli anni ’40. Partecipò a registrazioni storiche come “Flying Home”, brano che divenne uno dei classici del jazz swing.
Nel 1947, Cobb lasciò la band di Hampton per formare il proprio gruppo, con il quale incise diversi dischi e si esibì in numerosi tour. Purtroppo, la sua carriera fu spesso interrotta da problemi di salute: subì interventi chirurgici alla spina dorsale che lo costrinsero a camminare con le stampelle per gran parte della vita. Nonostante queste difficoltà, continuò a suonare con lo stesso vigore e intensità, mantenendo sempre il suo caratteristico suono potente e pieno di “soul”.
Cobb ha influenzato molti sassofonisti successivi e ha lasciato un’eredità duratura nella musica jazz. Il suo modo di suonare combinava liricità, swing e un’energia travolgente, rendendolo uno degli interpreti più carismatici del sassofono tenore.

Luckey Roberts

Il 7 agosto 1887 a Philadelphia, in Pennsylvania, nasce il pianista Luckey Roberts, registrato all’anagrafe con il nome di Charles Roberts.

Luckey Roberts, nato come Charles Luckeyeth Roberts (1887-1968), è noto come uno dei pionieri del ragtime e dello stile stride piano, che ha aperto la strada al jazz pianoforte moderno.
Nato a Filadelfia, iniziò a suonare il pianoforte da bambino e si trasferì presto a New York, dove divenne una figura di rilievo nella scena musicale di Harlem. Roberts fu contemporaneo di altri grandi pianisti come James P. Johnson e Willie “The Lion” Smith, e il suo stile vigoroso e virtuosistico influenzò molti musicisti successivi.
Tra le sue composizioni più famose ci sono “Pork and Beans” e “Moonlight Cocktail”, quest’ultima diventata un successo negli anni ’40 grazie alla registrazione di Glenn Miller. Roberts non solo compose brani per il piano, ma anche musiche per il teatro musicale di Broadway, contribuendo a colmare il divario tra il ragtime classico e il jazz.
Oltre alla sua carriera di musicista, Roberts fu anche un imprenditore di successo, possedendo locali notturni a New York. Nonostante il declino della sua popolarità con l’avvento del bebop, continuò a suonare e a comporre fino alla fine della sua vita, lasciando un’impronta duratura nella storia della musica americana.

Memphis Minnie

Il 6 agosto 1973 a Memphis, nel Tennessee, muore Memphis Minnie, una delle stelle più fulgide del blues degli anni Trenta.

Memphis Minnie, il cui vero nome era Lizzie Douglas (1897-1973), è stata una delle più influenti e talentuose chitarriste, cantanti e compositrici di blues della storia. Nata ad Algiers, vicino a New Orleans, e cresciuta in una famiglia di agricoltori, iniziò a suonare la chitarra fin da giovane, mostrando presto un talento straordinario.
Minnie si trasferì a Memphis, dove iniziò a esibirsi nelle strade di Beale Street, la famosa culla del blues. Negli anni ’20 iniziò a registrare dischi, diventando una delle prime donne a guadagnarsi da vivere come musicista professionista nel mondo del blues.
La sua carriera attraversò vari periodi della storia del blues, dal country blues acustico delle origini al blues elettrico urbano degli anni ’40 e ‘50. È nota per brani come “Bumble Bee”, “Me and My Chauffeur Blues” e “When the Levee Breaks”, quest’ultimo reinterpretato anni dopo dai Led Zeppelin.
Lo stile chitarristico di Memphis Minnie era potente, preciso e pieno di carattere. Era una strumentista abile quanto i suoi colleghi maschi, capace di suonare sia in fingerpicking che con il plettro. La sua voce espressiva e i suoi testi spesso ironici o provocatori la resero un’autentica pioniera del blues.
Nonostante la sua influenza sulla musica blues e rock successiva, Memphis Minnie non ha sempre ricevuto il riconoscimento che meritava. Tuttavia, è ricordata come una delle figure più iconiche e fondamentali nella storia del blues americano.

Floyd “Stumpy” Brady

Il 4 agosto 1910 nasce a South Brownsville, in Pennsylvania, il trombonista Floyd Maurice Brady, più conosciuto come Floyd “Stumpy” Brady.

Floyd “Stumpy” Brady (1910-1998) è noto soprattutto per il suo contributo alla scena jazz di New Orleans. Nato e cresciuto nella culla del jazz, Brady ha iniziato a suonare il trombone in giovane età, sviluppando uno stile radicato nel tradizionale sound di New Orleans ma con un tocco personale e dinamico.
Nel corso della sua carriera, “Stumpy” Brady ha collaborato con diverse band di rilievo nella scena jazz di New Orleans, tra cui la Young Tuxedo Brass Band e la Eureka Brass Band, due formazioni emblematiche della tradizione jazz della città. Ha suonato anche con artisti come George Lewis e Kid Thomas Valentine, partecipando a festival e tour internazionali che hanno contribuito a diffondere la musica di New Orleans nel mondo.
Brady era noto per il suo tono caldo, il fraseggio energico e la capacità di passare con naturalezza dallo stile più tradizionale del dixieland a quello più moderno dello swing. Anche se non ha mai raggiunto una fama globale, è stato profondamente rispettato nella comunità jazzistica per il suo contributo alla preservazione del jazz tradizionale.

Charlie Shavers 

Il 3 agosto 1917 nasce a New York il trombettista Charlie Shavers, registrato all’anagrafe con il nome di Charles James Shavers.

Charlie Shavers (1917-1971) è noto per il suo talento virtuosistico e la versatilità stilistica. È considerato uno dei più grandi trombettisti jazz della sua epoca, capace di spaziare tra swing, dixieland e bebop con grande abilità tecnica ed espressiva.
Nato a New York, Shavers iniziò la sua carriera musicale da giovane, suonando inizialmente il pianoforte prima di passare alla tromba. Negli anni ’30 entrò a far parte della band di John Kirby, con la quale guadagnò fama come solista. Durante questo periodo, compose uno dei suoi brani più celebri, “Undecided”, che divenne uno standard jazz.
Shavers collaborò con numerosi artisti di rilievo, tra cui Benny Goodman, Billie Holiday, Dizzy Gillespie e Louis Armstrong. Era noto per il suo fraseggio fluido, il registro acuto impeccabile e il controllo del vibrato. La sua capacità di adattarsi a vari stili musicali lo rese un musicista molto richiesto nelle sessioni di registrazione.
Nonostante la sua morte prematura all’età di 50 anni, l’eredità musicale di Charlie Shavers continua a influenzare i trombettisti jazz contemporanei.

Natty Dominique

Il 2 agosto 1896 nasce a New Orleans, in Louisiana, il trombettista Natty Dominique, uno dei personaggi leggendari del jazz delle origini.

Natty Dominique (1896-1982) è stato un trombettista jazz statunitense, noto per il suo stile energico e per il contributo alla scena jazz di New Orleans e Chicago negli anni ’20 e ’30.
Da New Orleans, Dominique si trasferì a Chicago, dove divenne una figura centrale nella fiorente scena jazz della città. È particolarmente conosciuto per le sue collaborazioni con il clarinettista Johnny Dodds, con cui ha registrato numerose tracce durante gli anni ’20. Il suo stile distintivo al cornetto — uno strumento simile alla tromba — era caratterizzato da un suono grezzo e potente, con un marcato senso del ritmo e una grande espressività.
Nonostante il suo talento, Dominique non ha mai raggiunto la fama di altri trombettisti del suo tempo, come Louis Armstrong. Tuttavia, il suo contributo al jazz primitivo è stato significativo, specialmente per il modo in cui ha saputo interpretare lo stile di New Orleans nella scena urbana di Chicago.
Negli ultimi anni della sua carriera, Dominique si è progressivamente allontanato dalla scena musicale, ma il suo lavoro rimane una testimonianza preziosa dell’epoca d’oro del jazz tradizionale.

Mike Delevante – September Days (2026)

September Days segna il primo album solista di Mike Delevante, noto soprattutto per il lavoro con il fratello Bob nei The Delevantes, duo storico della scena Americana. Pur essendo un esordio individuale, l’album riflette la lunga esperienza di Delevante con melodie guitar-driven e un songwriting che si muove tra tradizione folk, rock classico e power pop.

Questo nuovo progetto di Mike (voce/chitarra elettrica e acustica a 6 e 12 corde) si concentra su argomenti personali. Riflette su persone, luoghi ed esperienze con testi emozionanti su temi che esplorano riflessioni piene di rimpianti, resilienza e nuovi inizi.

La musica dell’album è caratterizzata da chitarre jangle-style, ritmi accattivanti e arrangiamenti che ricordano band e artisti come The Byrds, Tom Petty, The Jayhawks o figure del pop rock degli anni ’90. Questo connubio tra Americana e power pop crea un sound nostalgico ma vitale, che evita sia la mera riproposizione vintage sia l’eccessiva modernizzazione.

Il titolo dell’album evoca una stagione di transizione e introspezione, e questo si riflette nei testi: molte canzoni esplorano emozioni come la nostalgia, il desiderio, il senso di cambiamento e gli affetti — spesso con immagini della vita quotidiana e dell’attesa di momenti significativi.

September Days di Mike Delevante è un album solido, pieno di chitarre orecchiabili e melodie ben costruite, che dimostra come un artista veterano possa reinventarsi senza tradire le proprie radici. È una proposta interessante per gli amanti dell’Americana melodica, del power pop classico e delle ballate che bilanciano nostalgia e freschezza sonora.