Appunti Corti #19

Nuova strage di fronte a Lampedusa dove negli ultimi giorni si sono susseguiti arrivi di migranti e dove sono stati appesi lenzuoli con scritte “Non è stato il Mediterraneo ad ucciderli ma l’accordo Italia – Tunisia”. C’è una verità propagandata dal governo e una verità degli occhi. Arrivano uomini, donne e bambini, vivi e morti che cercano disperatamente una nuova possibilità di vita. Ma i grandi della Terra pensano ad armarsi invece di risolvere i problemi della gente.

Appunti Corti #18

A chi si sta divertendo ad accostare i pride all’antisemitismo, perché hanno vietato bandiere di uno stato che ha scelto di porsi fuori dalla legalità internazionale, dico che non è antisemita chi difende i diritti delle minoranze e si difende dal nazionalismo che le ha sempre oppresse, ma lo è chi vorrebbe imporre a qualunque manifestazione pubblica le espressioni di un nazionalismo che opprime la popolazione semita dello stato di Palestina.

Woody Guthrie

Alessandro Portelli definisce “il più grande poeta rivoluzionario americano”, Woody Guthrie, figura fondamentale della cultura popolare americana degli anni Trenta. Le sue canzoni raccontano da vicino la realtà operaia e contadina, le storie e i sentimenti collettivi che si collocano naturalmente all’interno di quella che fu la grande stagione delle lotte sociali negli Usa, segnata da scioperi generali, occupazioni di fabbriche, proteste contadine, parallelamente al diffondersi, dopo il 1929, di un proletariato bianco che viveva nelle stesse condizioni di miseria del proletariato nero.

Negli anni Quaranta Guthrie si trasferì a New York, al Greenwich Village, dove con Pete Seeger, Lee Hays e Millard Lampell formò gli Almanac Singers, e quindi con Leadbelly, Sonny Terry e Brownie McGhee ebbe la breve esperienza degli Headline Singers. Era una prima forma di canzone apertamente riferita al sociale, dichiaratamente politica, spesso schierata a sinistra, fortemente legata ai movimenti culturali che si stavano sviluppando negli Stati Uniti.

Guthrie ha scritto decine e decine di canzoni di limpida ed epica bellezza (basta citare quella sorta di inno non ufficiale degli Stati Uniti che è This Land Is Your Land, o la canzone che ha dato anche il titolo alla sua biografia, Bound for Glory), lasciando dietro di sé una scia profonda che ha illuminato il lavoro e l’arte di molti cantautori, primo fra tutti Bob Dylan e, non ultimo, Bruce Springsteen.

Proprio in questa continuità, che è alla base della rivoluzione della moderna musica popolare operata soprattutto da Dylan, si può riconoscere la straordinaria importanza di Woody Guthrie, la basilare e fertile influenza da lui esercitata sulla definizione stessa di folksong, e per successivi passaggi sui versi del rock, che spesso usa riferirsi a Guthrie come a una leggenda di purezza a sfondo mitico, un esempio di incontaminata onestà intellettuale, di devozione totale alla funzione della musica come prodotto di militanza, non solo politica (sulla chitarra Guthrie aveva scritto che era un’arma per uccidere i fascisti) e più in generale di partecipazione alle vicende della vita, ma con accento tutt’altro che personale e individualistico. Nelle canzoni di Guthrie la persona di riferimento è sempre il «noi», l’autore non parla mai di sé, e quando lo fa è in chiave di appartenenza a una comunità, più o meno riconoscibile.

Venezia è un’esca: Diario sentimentale di una città vista dall’acqua 

[…] Labirintica è Venezia, di fama e nella pratica. A visitarla, sicuramente si ha l’impressione di rimanere incastrasti in una rete senza termine, simile a quella del terzo tipo echiano. Ma Venezia è anche una città che, borghesianamente, confonde. È questo che si prova a perdersi tra le calli, deviare dagli itinerari, gironzolare senza meta, prendere una direzione convinti di arrivare a destinazione per poi bloccarsi e ritentare all’infinito.

Costruita su 121 insulae, collegata da 436 ponti: Venezia è una città non conforme al lineare, un posto dove il percorso più veloce da un punto A a un punto B quasi mai è la retta. Non c’è persona che visitandola non si sia smarrita, più o meno intenzionalmente. D’altra parte, non c’è guida che questa esperienza – paradossalmente – non la raccomandi. “Perdersi per Venezia” è quasi un imperativo per l’avventore, che riceve questo suggerimento come la rivelazione di un segreto prezioso che in realtà è stato rivelato a chiunque: un esercizio di cui tutti siamo unanimemente chiamati a godere. Continua a leggere questo bell’articolo su Venezia di Jacopo De Antoni su La Balena Bianca.

Artefatti di Internet #24 – First Amazon Order (1995)

Il 3 aprile 1995, John Wainwright ordinò il primo articolo da Amazon.com: il libro Fluid Concepts and Creative Analogies di Douglas Hofstadter. Un suo amico, il primo dipendente di Amazon, lo aveva invitato al lancio della beta di Amazon.com. Wainwright pensava che gli articoli sarebbero stati gratuiti e rimase sorpreso quando “hanno preso la mia carta di credito e l’hanno addebitata!” Amazon in seguito avrebbe intitolato a Wainwright un edificio nel campus aziendale per commemorare la vendita; ha ancora la bolla di accompagnamento.

Il 16 luglio 1995, Amazon apre ufficialmente la sua attività come libreria online. Nel giro di un mese, il nascente rivenditore aveva spedito libri in tutti i 50 stati degli Stati Uniti e in 45 paesi. Il motto del fondatore Jeff Bezos era “diventare grandi velocemente” e Amazon, con sede a Seattle, alla fine si trasformò in un colosso dell’e-commerce, vendendo di tutto, dai generi alimentari ai prodotti alimentari. mobili per vivere coccinelle e contribuendo a rivoluzionare il modo in cui le persone fanno acquisti. (continua)

Appunti Corti #17

In Italia vengono macellati 675mila animali al giorno, quasi 500 al minuto. Mucche, vitelli, polli, tacchini, maiali e agnelli, l’industria della carne ci porta dati raccapriccianti. 40 milioni di animali in Europa vivono in allevamenti intensivi e sovraffollati.
Animal Equality denuncia da tempo gli abusi subiti dagli animali in Italia e nel mondo, tra malattie, maltrattamento genetico, violenze e soprusi. In alcuni casi non hanno neppure limiti di legge, come nel caso dei pesci. I dati però affermano che i cittadini europei non ci stanno: il 94 per cento degli europei e il 93 per cento degli italiani ritiene che gli animali abbiano bisogno di un ambiente adatto alle loro esigenze fondamentali. Gli animali meritano di meglio.

Futuro

E’ pur vero che alla mia età pensare e parlare di obiettivi, aspirazioni e futuro può sembrare anacronistico ma credo che nei limiti razionali (ma anche no) non possa che far bene.
Nel mondo di oggi bombardati da stimoli esterni è facile lasciarsi prendere dal trambusto della vita. Scorriamo costantemente i feed dei nostri social media, controlliamo la posta elettronica e rispondiamo alle notifiche, lasciando poco tempo per la riflessione silenziosa e l’introspezione. Tuttavia, prendersi del tempo per fermarsi e pensare ai propri obiettivi, aspirazioni e sogni è fondamentale. Proprio come un contadino si prende cura dei propri raccolti, dobbiamo coltivare i nostri sogni prestando loro la nostra attenzione e concentrazione. È facile lasciare che i nostri sogni si perdano tra le erbacce della vita quotidiana, ma trovando il tempo per pensarci consapevolmente, diamo loro il nutrimento di cui hanno bisogno per crescere e fiorire. Anche pochi minuti di riflessione ogni giorno possono fare una differenza significativa. Prendendo il tempo per una riflessione silenziosa e per stabilire le intenzioni, ci mettiamo in vantaggio. Quindi, prendiamoci qualche minuto ogni giorno per fermarsi, riflettere e sognare. Il nostro futuro ci ringrazierà per questo.

Appunti Corti #16

Sbaglierò, ma ho sempre pensato che i cambiamenti migliori della storia siano avvenuti partendo dal basso, per questo l’idea che un gruppo di persone, di destra o di sinistra, sedute a Bruxelles (o sedute a Roma o negli uffici del Comune di una città) possa migliorare le nostre vite tramite leggi che metteranno ordine a una società (o una città) dove gli ultimi non hanno soldi per il pane, e i primi cambiano cravatta ogni giorno, non coincide per forza con il progetto di una società migliore. Il solo cambiamento verso una società migliore potrà avvenire in modo drastico, così ci insegna la storia, ma in attesa di una rivoluzione che non scoppierà, esistono altre forme di sopravvivenza. Si chiamano solidarietà, autogestione, condivisione, partecipazione dal basso per il basso… Brevi fiammiferi fini a sé stessi? Forse, ma anche piccole scintille per illuminare momenti e spazi di libertà dentro al nulla che avanza inesorabile.