Il 16 giugno 1924 nasce a Detroit, nel Michigan, il sassofonista Eli Thompson, detto Lucky, tra i personaggi più significativi della storia del jazz.
Se Tommy Ladnier rappresentava il jazz tradizionale e Howlin’ Wolf il blues primordiale, Lucky Thompson (Eli Thompson, 1924–2005) è stato l’architetto della raffinatezza tecnica.
È considerato uno dei sassofonisti più sofisticati della storia del jazz, capace di muoversi con un’eleganza sovrumana tra lo swing e il bebop. Thompson era un uomo integro e complesso, la cui carriera è stata segnata tanto dal suo genio quanto dal suo rifiuto di scendere a compromessi con l’industria musicale.
Lucky Thompson è stato uno dei pochi musicisti capaci di armonizzare due ere apparentemente opposte: Il suo tono al tenore era ricco e robusto, influenzato da giganti come Coleman Hawkins e Ben Webster. Allo stesso tempo, la sua agilità mentale e le sue scelte armoniche erano moderne quanto quelle di Charlie Parker (con cui collaborò nei celebri brani per la Dial Records nel 1946).
Nonostante la sua natura di “lupo solitario”, il suo nome appare in alcuni dei dischi più importanti della storia. È il sassofonista tenore in Walkin’ (1954), l’album che di fatto inventò l’Hard Bop. Partecipò a sessioni storiche dove la sua precisione formale faceva da perfetto contrappunto alle spigolosità ritmiche di Monk. Insieme a Sidney Bechet e Steve Lacy, Thompson è stato uno dei pochissimi a sdoganare il sax soprano nel jazz moderno, suonandolo con una purezza quasi classica, priva di vibrati eccessivi.
Lucky Thompson era un intellettuale del jazz con un forte senso etico. Definiva le case discografiche e i promoter come “parassiti” e “avvoltoi”. Questo suo carattere fiero lo portò a vivere a lungo tra Parigi e Baden-Baden negli anni ’50 e ’60, trovando un ambiente più rispettoso per la sua musica.
Negli anni ’70, disgustato dall’industria, abbandonò completamente la musica. Visse gli ultimi decenni della sua vita in solitudine, conducendo per un periodo un’esistenza da senzatetto vicino a Seattle, lontano dai riflettori che tanto disprezzava.
Perché ascoltarlo oggi?
Ascoltare Lucky Thompson significa scoprire la perfezione della linea melodica. Ogni suo assolo è costruito come un piccolo edificio perfetto: non c’è una nota fuori posto, non c’è mai volgarità o eccesso.
