Un mondo di radio: RadioGarden

Un globo stile Google Earth permette di ascoltare le emittenti di tutto il pianeta e molto altro

In giro per il mondo con le radio. Come? Tutti conoscono il globo mappamondo di Google Earth che permette di sorvolare, spostarsi e posizionarsi all’esatta latitudine e longitudine di un determinato posto. Un istituto olandese è partito da qui per adattare il globo alle centinaia di migliaia (milioni?) di emittenti radio, terrestri, dab o solo web che popolano la crosta terrestre.

Il sistema è semplice, all’accesso al sito di Radio.Garden si viene geolocalizzati automaticamente nel punto in cui ci si trova in quel momento (in base al proprio ip). Trovate poi un elenco di emittenti ed è sufficiente cliccarci sopra per ascoltare.

Link a RadioGarden

Le piante parlano tra loro

Foto di mia realizzazione

Predisposizione, sentimentalismo, inclinazione, sarà un eccesso di tutto questo, anzi diciamo pure che lo è, ma, io ho sempre pensato che le piante parlassero tra di loro.

Ora un team di scienziati giapponesi ha scoperto che questa comunicazione esiste davvero. Per la prima volta sono riusciti a registrare foglie che “parlano” tra loro attraverso un linguaggio biologico mai individuato prima.

I ricercatori della Saitama University hanno catturato un processo in cui le piante danneggiate da insetti, predatori o per altri motivi, comunicano con piante non danneggiate fornendo loro segnali di pericolo. Il linguaggio si attiva dopo aver rilevato composti organici volatili che vengono prodotti dalle piante in risposta a danni meccanici o alterazioni improvvise della propria struttura.

Questa comunicazione tra le piante avviene attraverso gli stomi, cellule che fanno da guardia e quando “sentono” delle variazioni, determinano l’apertura e la chiusura dello strato epidermico delle foglie per proteggerle dalle minacce ambientali, creando comunità che condividono e si scambiano le risposte di difesa.

Abbiamo finalmente svelato l’intricata storia di quando, dove e come le piante rispondono ai ‘messaggi di avvertimento’ aerei dei loro vicini minacciati”, ha detto M. Toyota nello studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature. “Questa eterea rete di comunicazione, nascosta alla nostra vista, svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia delle piante vicine da minacce imminenti, in modo tempestivo”.

Le piante comunicano le minacce, aiutando i loro vicini a prepararsi a pericoli simili, non solo utilizzando segnali chimici ma anche segnali elettrici e una rete di radici e funghi sotterranei. Questo complesso sistema permette loro di condividere nutrienti e informazioni, dimostrando una sofisticata forma di interazione e cooperazione nel mondo vegetale.

L’email temporanea o usa e getta

Nel post “Come migliorare la propria sicurezza online“, ho accennato alle email temporanee come (una) possibile soluzione per evitare le fughe dei dati. Utilizzando una casella di posta temporanea per ricevere mail, si può evitare infatti il furto e tenere al sicuro le informazioni personali.

Attualmente in rete la privacy è una preoccupazione crescente, per proteggere le proprie informazioni personali e mantenere la propria email libera dallo spam. Questo problema ha portato molti utenti a scegliere di avere una seconda email, ma temporanea.

Che cos’è un’email temporanea

Fondamentalmente, un indirizzo e-mail temporaneo o usa e getta sicuro e anonimo da utilizzare per tante funzioni, come la registrazione ai servizi online, la ricezione di codici sconto, ecc., senza inserire le informazioni personali.
Quindi non si dovrà occuparsi della costante posta indesiderata.
Questa forma di indirizzi e-mail viene creata e personalizzata per un motivo particolare e si può eliminarla o usarla fino a quando serve.

I portali che offrono questi servizi sono decine e decine, basta scrivere in qualsiasi motore di ricerca “Email temporanea” o “Email usa e getta” e vi verrà restituita una lista molto nutrita.

Personalmente uso il servizio offerto da Internxt che non memorizza alcuna informazione personale dell’utente, rendendolo sicuro e anonimo per coloro che desiderano proteggere la propria privacy online. Con questa soluzione, gli utenti possono creare più indirizzi e-mail temporanei secondo le necessità e per diversi scopi online.

Artefatti di Internet #9 – Lettera a catena di Dave Rhodes (1988)

Una delle prime lettere a catena diffuse su Internet era intitolata “Make Money Fast”. Prometteva ai lettori che avrebbero ricevuto 50.000 dollari in contanti dopo sessanta giorni se avessero seguito le istruzioni fornite. La lettera funzionava come uno schema piramidale, in cui ogni persona doveva pagare chi prima di lei. Si diffuse rapidamente tramite e-mail e gruppi Usenet dopo essere stata pubblicata da un creatore sconosciuto nel 1988. Molte varianti della lettera si diffusero anche con titoli come “Make Beer Fast”, rendendola uno dei primi meme di Internet.

Una volta si usava dire “catena di sant’Antonio” quel sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire a propria volta a nuovi destinatari. Deriva dal fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi (sant’Antonio è considerato uno dei santi oggetto di maggiore devozione popolare).
Nell’era di Internet la catena è sostituita dall’email e dalla richiesta di denaro. (continua…)

10 ferrovie dismesse da fare in bicicletta

L’evoluzione dei trasporti, la rivoluzione della gomma e il conseguente abbandono delle tratte ferroviarie, nel corso degli anni ha portato ad una trasformazione: alcune ferrovie dismesse sono state riqualificate diventando tracciati ciclopedonali. Anche in Italia questo piccolo cambiamento ha avuto importanti riscontri nello sviluppo e diffusione del cicloturismo: dove esiste un percorso sicuro per biciclette arrivano i curiosi e i viaggiatori e l’indotto turistico cresce…

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Outsider

L’artista, quello vero, non dovrebbe preoccuparsi d’altro che essere se stesso, di cantare e suonare quel che vuole, in barba alle classifiche, alle mode e, estremizzando, persino al pubblico. Negli ultimi anni, di certo negli ultimi venti anni, la parola artista è stata usata spesso a sproposito, nel campo della musica popolare. Tutti quelli che cantano e registrano musica su dischi o mp3 vengono, indistintamente, chiamati artisti, al di la delle motivazioni che li spingono a cantare, suonare o registrare musica.

E’ artista l’intrattenitore, è artista il cantante, è artista il musicista, che invece andrebbero chiamati con i loro nomi, intrattenitori, musicisti e cantanti, professioni meravigliose, stimabili, essenziali per la nostra vita, e che possono consentire a chi le pratica di trasformarsi in artisti. Artista è il conduttore televisivo, artista è la soubrette che balla seminuda, artista è il rapper che maltratta le donne a parole e nei fatti, artista è il rockettaro ultramiliardario che non concede a nessuno i diritti delle sue canzoni, artista è chiunque va in scena.

No, essere artisti vuol dire qualcosa di più e di meglio. Vuole dire fare musica perché non se ne può fare a meno, perché si morirebbe senza. Vuol dire cantare perché la voce esce dal cuore solo in quel modo e non c’è verso di fare altrimenti. Vuol dire scrivere canzoni o brani musicali perché si ha il cuore e la mente piena di musica, che chiede di uscire, di arrivare su uno strumento musicale.

Non vuol dire vendere, scalare classifiche, fare promozione, pensare al business, che invece era il mestiere dei discografici, dei promoter, dei manager, che svolgevano le loro funzioni lasciando agli artisti una sola responsabilità, quella di fare musica. Il che poteva, per esempio, non portare al successo.
La storia della musica è ricca di meravigliosi outsider, che non hanno preso in considerazione mai null’altro che la propria arte.

Artefatti di Internet #8 – Morris Worm (1988)

Il 2 novembre 1988 venne diffuso su Internet un worm informatico. Creato da Robert Tappan Morris, uno studente laureato di 23 anni alla Cornell University, è stato progettato come un esperimento per misurare le dimensioni di Internet, ma un errore di programmazione ne ha causato la propagazione selvaggia. Nel giro di 24 ore, quasi il 10% degli 88.000 computer presenti su Internet sono stati disabilitati.
Dopo aver appreso che il suo esperimento era andato storto, Morris ha chiesto a un amico di trasmettere in forma anonima le scuse e le istruzioni per rimuovere il worm agli utenti di Internet, ma ironicamente quelli più colpiti non hanno ricevuto il suo messaggio a causa del danno che il worm ha causato alla rete. Morris è diventata la prima persona condannata ai sensi del Computer Fraud and Abuse Act.

Un worm (termine della lingua inglese tradotto letteralmente in “verme”), nella sicurezza informatica, è una particolare categoria di malware in grado di autoreplicarsi.

Malware (abbreviazione dell’inglese malicious software, lett. “software malevolo”), nella sicurezza informatica, indica un qualsiasi programma informatico usato per disturbare le operazioni svolte da un utente di un computer. Termine coniato nel 1990 da Yisrael Radai, precedentemente veniva chiamato virus per computer. (continua…)

René Magritte

“La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.”

“Rappresentazioni che annullino il realismo“. In questa frase è racchiusa l’opera di René Magritte e sono opere suggestive, intriganti, incantevoli.
Esprimono, tutte, il piacere della pittura come mondo della creatività onirica, modelli di figurazione che attraversano l’asfittica tensione razionale condivisa per giungere in luoghi profondi, spazi di rielaborazioni simboliche soggettive.

Nella sua pittura la razionalità sfuma, “la logica si ritira, la mente si offusca e cede il passo ad accostamenti dissociativi, ossimori pittorici, composizioni assurde, situazioni in bilico tra l’onirico e la più fervida fantasia”. Il Surrealismo di Magritte applica, alle immagini dipinte, l’illusionismo onirico, mostrando oggetti reali in ambienti e misure assurde, utilizzando tonalità fredde, creando atmosfere ambigue ed inquietanti come quelle dei sogni. Le sue rappresentazioni evocano lo spaesamento dell’uomo di fronte alla realtà o a ciò che sembra essere la realtà, in un costante gioco ambiguo tra ciò che è plausibile ma totalmente fuori posto.

René Magritte ha creato uno spazio immersivo in cui ha portato avanti un’indagine approfondita sul significato e sulla percezione della realtà. Il suo sguardo e la sua filosofia lo hanno indotto a rapportarsi in un modo nuovo con l’arte: Magritte ha contestato i luoghi comuni sulla pittura, componendo immagini semplici con cui ognuno di noi ha una familiarità, ma calate in un contesto singolare e alienante. Una pittura che ha scelto di concentrare senza esitazioni sul pensiero, sul mistero e sul ribaltamento dell’idea stessa dell’immagine nel sentire comune.

Cammini stupendi da fare in Italia: i migliori itinerari a piedi

Una selezione di grandi itinerari italiani lungo le antiche vie della transumanza o lungo i cammini religiosi, i cammini storici e i percorsi più belli per chi vuole viaggiare a piedi in Italia.

Antiche strade religiose, mulattiere, tratturi e vecchie rotte commerciali: una delle avventure più belle da programmare quest’anno è riscoprire l’Italia a piedi, con lentezza, approcciando ad un nuovo modo di viaggiare ecologico e intelligente, per scoprire le meraviglie del nostro paese lontani dalle principali rotte turistiche.

Una guida ai cammini più belli da percorrere almeno una volta in Italia, solo per qualche tappa o per la loro intera lunghezza.

Link alla fonte e alla scoperta dei 45 cammini da fare in Italia

Il Buddambulo #4

L’elemento, la funzione, la colonna portante del Buddismo è il Karma. Parola ultra usata e per lo più a sproposito, visto che tanti non conoscono il significato e la usano esclusivamente perché fa “chic”.
Il termine deriva dal sanscrito Karman ed è tradotto come “atto compiuto” che produce sempre un effetto “compiuto”. Il concetto nasce prima del Buddismo: largamente accettato nella società indiana era pervaso però di determinismo che spingeva le persone ad accettare la loro condizione di vita più che spingerle verso una trasformazione positiva.

Il Budda aveva scoperto che nell’universo esiste un principio di causalità cui fa riferimento anche la scienza, ma la causalità del Buddismo non si limita all’oggettività della scienza: essa si allarga alla natura nel senso più largo del termine e alla vita dei singoli individui.
Shakyamuni insegnava che la nobiltà di una persona era determinata dalle sue azioni e non dalla sua nascita.

Questo principio è l’opposto di una concezione fatalista, al contrario appare come un mezzo per agire nel presente creando le migliori condizioni per un futuro positivo. Un testo Buddista afferma: “Se vuoi capire le cause del passato, guarda i risultati che si manifestano nel presente. E se vuoi capire gli effetti che si manifesteranno nel futuro, osserva le cause poste nel presente”.

Sinteticamente si può affermare che il karma è una sommatoria di azioni. Qualsiasi azione mentale, verbale o fisica, compiuta da qualunque essere vivente, produce un effetto corrispondente. L’insieme degli effetti inerenti alla vita di una persona costituisce il suo karma.

Semplicemente si può affermare che il karma è un po’ simile a quello che in occidente e nella religione cattolica si chiama “destino” con una grande e profonda differenza; il destino per i cattolici è immutabile, non può essere modificato e quindi mette il fedele (o chi ci crede) in una posizione di passività, inerzia, se vogliamo in una condizione di comodo, mentre il karma è mutabile, è possibile modificarlo, esiste quindi la possibilità di trasformarlo. Per il karma: nessun destino è cieco da maledire né esiste provvidenza divina da venerare e neppure esiste il meccanico agire della natura o il fortuito presentarsi degli eventi. A livello profondo, ciascuno è l’artefice del bene e del male che subisce. (Continua ancora con il karma)