Artefatti di Internet #12 – AOL Dial Up (1991)

America Online ha debuttato nel 1991 ed è diventato rapidamente il più grande fornitore di servizi dial-up. La schermata iniziale e l’iconico suono di connessione remota sono diventati la prima introduzione a Internet per molte persone. La connessione Internet dial-up funzionava utilizzando l’infrastruttura telefonica esistente. I modem si connettevano in modo simile alle conversazioni telefoniche, con il suono della connessione remota che fungeva da stretta di mano tra le macchine. Il suono della connessione remota era una danza coreografica di bip e boop che scambiavano tutte le informazioni necessarie per connettersi alla rete.

Il termine Dial-up, nel campo delle telecomunicazioni, indica le connessioni tra computer realizzate con l’utilizzo di modem tramite la composizione di una normale numerazione telefonica, cioè dunque utilizzando l’usuale banda fonica a bassa frequenza, grazie a opportuni programmi detti dialer.
Ad oggi i modem tradizionali permettono una velocità di connessione di fatto insufficiente per la maggior parte delle applicazioni: per esempio, aprire una pagina web dalle dimensioni di 150 kB richiede in trasmissione analogica circa un minuto, mentre attraverso un collegamento ADSL o in Fibra ottica la stessa pagina richiede tempi intorno a 1 o 2 secondi. È da considerare inoltre che le connessioni in Dial-up hanno tempi di latenza generalmente molto elevati: intorno ai 400ms o più. (continua…)

Le foto vincitrici del Nature Photography Contest 2023

Ogni anno il “Nature Photography” crea un concorso che porta il nome di “Contest” che premia le migliori fotografie naturalistiche suddivise per categorie, dal paesaggio alla fauna selvatica, dal mondo notturno a quello subacqueo.
Da pochi giorni è stato pubblicano il “Contest 2023” che vede fra i tanti partecipanti, fotografi sia professionisti che dilettanti.

Quest’anno ha trionfato Glenn Ostle ricevendo il Photo Award of the Year con la foto che ritrae un leone marino nelle profondità dell’isola di Los Islotes.

Le fotografie, tutte di estrema bellezza, sono visibili nel sito The Nature Photo Contest

Feedly: lettore di feed

Questo è un servizio di cui non potrei farne a meno, insieme ad altri due/tre è quello che in assoluto uso quotidianamente di più.
Feedly è il lettore di feed RSS più popolare. L’interfaccia utente è veramente ben progettata, pulita, essenziale e semplicissima da capire. Come NewsBlur, anche Feedly è una web app, quindi può essere utilizzato su qualsiasi browser, che tu sia un utente Windows, Mac o Linux. Sono anche disponibili delle app mobili per dispositivi Android e iOS.

Link a Feedly

Artefatti di Internet #11 – Il primo LOL (1989)

L’acronimo “LOL” ha fatto la sua prima apparizione documentata su Internet in una newsletter FidoNet. FidoNet era una rete di BBS o sistemi di bacheca elettronica. I messaggi venivano trasferiti tramite telefonate durante le ore non di punta per ridurre al minimo i costi dei pedaggi. Questa edizione della newsletter FidoNet tenta di catalogare il crescente numero di emoticon e acronimi che in quel periodo si diffondevano in rete. Conteneva anche convenzioni che non hanno mai preso piede, come ODM per “On De Move”.

LOL, acronimo inglese di laughing out loud, o di lots of laughs (“tante risate”), è (stato) un modo di dire diffuso nel gergo di internet, spesso scritto in lettere minuscole (lol), e rappresenta una sonora risata. 
Storicamente nato su Usenet, l’acronimo LOL si è ampiamente diffuso anche in numerose altre forme espressive di comunicazione mediata dal computer, arrivando persino ad essere utilizzato nel linguaggio comune. Si tratta di uno dei tanti termini utilizzati per esprimere una risata in forma testuale. (continua…)

Il Buddambulo #5

Il Karma può suddividersi in positivo e negativo. Nel primo caso produrrà gioia, nel secondo sofferenza. Secondo l’intensità e la gravità dell’azione il karma sarà più o meno pesante: un conto è ferire, un altro uccidere. Fondamentale è anche la persona o la cosa verso cui è diretta l’azione: diversa sarà la retribuzione se viene ucciso un animale, un altro uomo o addirittura un genitore.

«Per spiegare con un esempio, se qualcuno colpisce l’aria con un pugno non si fa male, ma se colpisce una roccia si fa male… La gravità di un peccato dipende da chi viene offeso

A livello negativo i pensieri producono effetti più leggeri delle parole; le azioni generano il karma più pesante. A livello positivo invece tutti e tre sono determinanti: senza una buona intenzione nessuna azione può definirsi veramente positiva.

«La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore.»

Il karma presenta tre aspetti. La causa karmica è il karma considerato sotto il profilo della singola azione. Parliamo invece di tendenza karmica quando un certo tipo di azione ripetuto costantemente produce una predisposizione verso un certo tipo di comportamento. Infine la relazione karmica regola i rapporti con gli altri individui e con l’ambiente in cui viviamo. Dipende infatti dalla relazione karmica se nasciamo in una certa famiglia, se viviamo in un certo stato, se entriamo in rapporto con certe persone piuttosto che con altre.

Il karma può anche essere classificato in base al tempo che intercorre fra la causa e l’effetto. La causa, chiamata anche seme karmico, resta latente nella nostra vita per un periodo più o meno lungo. L’effetto talvolta appare subito, talvolta nel corso della vita dopo svariati anni, frequentemente erompe improvviso e apparentemente immotivato nelle vite successive. Solitamente tanto più le cause sono pesanti, tanto più lontano nel tempo si manifesteranno gli effetti in tutta la loro gravità: un grosso debito comporta maggiori interessi e quindi più tempo per essere estinto.

Le cause più leggere producono inoltre effetti variabili nel tempo, cioè non prestabiliti o predeterminati, come un frutto che matura prima o dopo secondo le circostanze climatiche di quell’anno. In questo caso parliamo di karma mutabile. Più grave è il karma immutabile che esplode nei suoi effetti predeterminati come una bomba a orologeria nel tempo prefissato.

La lunghezza della vita umana è l’aspetto più importante del karma immutabile. E possibile cambiare il karma o dobbiamo rassegnarci ai suoi effetti (che per altro non conosciamo)?
Un karma leggero e mutabile può essere vinto dagli sforzi umani, ma solo la pratica buddista può incidere sul karma immutabile. (Continua)

La ciclabile delle Dolomiti

La ciclabile delle Dolomiti attraversa il cuore del Cadore scorrendo però sempre a valle, quasi in pianura, dove si snoda per circa 60 km. Pedalando lungo la ciclabile vi farà scoprire le bellezze architettoniche, le tradizioni ed i sapori di questa affascinante regione.

Il percorso passa nei territori dei comuni di Cortina, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Vodo di Cadore, Valle di Cadore, Pieve di Cadore e Calalzo di Cadore. La pista ciclabile segue quello che era l’itinerario della vecchia linea ferroviaria che collegava Calalzo di Cadore a Dobbiaco, dismessa a partire dagli anni Sessanta.

La prima parte del percorso, dalla stazione di Calalzo a quella di Cortina, è quasi interamente asfaltata e in parte illuminata artificialmente anche durante le ore notturne. Particolarmente suggestivo è il tratto che attraversa l’Oltrechiusa dove dalla ciclabile è possibile ammirare il Pelmo-Croda da Lago, l’Antelao, le Marmarole e il Sorapiss.

Nel tratto da Calalzo di Cadore a Passo Cimabanche Cortina d’Ampezzo, la pista prende il nome di lunga via delle Dolomiti e ripropone in parte il percorso della ferrovia dismessa nel tratto Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco nel 1962 e nel tratto Calalzo-Cortina nel 1964.

La Pista parte da Calalzo di Cadore e circonda il lago. Prima di proseguire fate una visita al sito di Lagole dove ci sono numerose sorgenti usate fin dai tempi degli antichi Veneti. Proseguite poi verso Valle di Cadore dove si susseguono numerose gallerie illuminate. Non perdete il tratto dopo San Vito di Cadore che raggiunge la Dogana Vecchia, dove potrete seguire il corso del Boite.

Sul sito ufficiale trovate tutte le informazioni per conoscere meglio il percorso e la mappa completa della ciclabile: Percorso completo

Ero un orso

Ero un orso, non conoscevo la differenza fra seguire e inseguire due fidanzati.
Maledetta ignoranza.
Ero un orso da tenere d’occhio perché mi avvicinavo troppo alle vostre case. Perché ci trovavo qualcosa da mangiare.
Perché non avete messo i cassonetti anti-orso?
Ero un orso, se solo vi avessi considerati una preda avrei mangiato uno di voi al giorno.
Ero un orso, vivevo nei boschi nei quali voi mi avevate inserito, nei quali pensavo di essere al sicuro, nei quali voi eravate gli ospiti.
Ero un orso che una cosa la sapeva: i boschi non sono vostri, o almeno non solo vostri. Ci sono anche gli animali che lì ci vivono, sapete?
Ero un orso, ero anche abbastanza veloce ma non tanto da scomparire davanti a voi nel caso ci potessimo incontrare. Nei boschi sono eventi che possono accadere, anche se è sempre bene stare lontano da voi. Come sa ogni animale del bosco.
Ero un orso e sono stato condannato a morte perché non sono rimasto nel profondo del bosco, perché ho trovato cibo troppo facilmente grazie a ciò che lasciate voi, perché in fin dei conti noi animali selvatici siamo sempre e solo un problema per voi.
Un problema da abbattere, subito.
Ero un orso.

M90

Oasi di pace: il vilaggio dove ebrei e arabi vivono insieme

A metà strada fra Gerusalemme e Tel Aviv, esiste un villaggio che porta il nome di “Neve Shalom Wahat al Salam”, il cui nome, scritto sia in lingua ebraica che araba, significa Oasi di Pace.

E’ stato fondato nel 1972 dal padre domenicano Bruno Hussar su un terreno concesso dal vicino monastero trappista di Latrun, nel 1977 ha visto il trasferimento della prima famiglia sulla collina che all’epoca non aveva né acqua corrente, né elettricità.

Oggi il villaggio ospita 70 famiglie, metà di fede ebraica e metà musulmane, che dedicano la loro vita alla costruzione di giustizia, pace e riconciliazione per la regione. Si tratta dell’unica comunità del Paese in cui ebrei e arabi, tutti di cittadinanza israeliana, vivono insieme per scelta e insieme fanno studiare i loro figli nell’asilo e nella scuola elementare bilingue, che ospitano circa 270 bambini.

Tra le altre iniziative della comunità vi è la Scuola per la Pace, che dalla sua fondazione nel 1979 ha offerto laboratori e corsi universitari per favorire il dialogo interculturale e interreligioso a circa 65.000 tra israeliani e palestinesi.

Nell’ultimo comunicato del villaggio emesso a seguito dello scoppio delle ostilità tra Israele e Hamas si legge: “Continuiamo a incontrarci e a discutere della situazione. Per noi il dialogo e il confronto sono fondamentali. Dobbiamo ritrovare la strada per tornare ai valori umani, al rispetto e all’apertura al dolore, alle paure e alle reazioni degli altri”.

via | Wahat al-Salam Neve Shalom e Oasi di pace

Artefatti di Internet #10 – Internet Relay Chat (1988)

Creato da Jarkko Oikarinen come progetto parallelo mentre lavorava all’Università di Oulu in Finlandia, IRC, o Internet Relay Chat, è un protocollo di comunicazione basato su testo che consente agli utenti di chattare in conversazioni di gruppo in tempo reale, note come canali. Il server IRC iniziale era composto principalmente dagli amici di Jarkko, ma il protocollo si è diffuso lentamente quando altri hanno iniziato a ospitare i propri server. Anche altre scuole, come l’Oregon State University, hanno iniziato a utilizzare il protocollo. Verso la metà del 1989 esistevano circa 40 server in tutto il mondo e IRC fu adottato dalle prime comunità Internet come alternativa chat alle bacheche.

Antesignano mezzo di comunicazione, IRC è stato il “canale”: un nome che identificava un gruppo di utenti. In tale contesto tutti gli appartenenti erano abilitati ad inviare messaggi, leggibili unicamente dagli utenti dello stesso gruppo. Un canale IRC si creava automaticamente nel momento in cui il primo utente vi acceda per la prima volta. I nomi dei canali appartenenti ad una rete IRC si identificavano col carattere “#” (cancelletto) iniziale, mentre quelli locali, specifici di un server, erano identificati con il carattere “&”. Per ovviare a problemi di desincronizzazione dei canali, quando dei server si scollegano, erano stati creati i canali “!” senza problemi di sincronismo, ma hanno ottenuto scarso successo. (continua…)

Salvador Dalí

In una realtà delirante abbiamo bisogno dell’arte del delirio per rappresentarla e rappresentarci.

Salvador Dalí ovvero l’arte del surrealismo.

L’arte surrealista è come un sogno danzante tra le pieghe della realtà, dove il pensiero si libera dalle catene della logica per attirarti nelle reti dorate delle sue dimensioni alternative. Le immagini si fondono e ci confondono, creando visioni misteriose e suggestive che puntano all’incantamento. Un viaggio nei cunicoli ammalianti dell’inconscienza, dove la razionalità cede il passo all’irrazionale e l’ordinario si trasforma in straordinario. I colori, le forme e le idee si svelano come segreti nascosti nell’ombra di un sogno, invitandoci a esplorare i confini della mente umana e dei nostri spazi interiori che fanno da specchio deformante alla vita che brulica e arranca là fuori.

Il surrealismo ci aiuta a illustrare la realtà attraverso una lente unica e affascinante, svelando – per lo più in modo inconsapevole – i reconditi aspetti dell’esistenza umana che spesso sfuggono alla nostra percezione.
Mette in luce l’irrazionale che nascondiamo tra la polvere sotto il tappeto della nostra quotidianità. Mostra come i sogni, i desideri repressi e le paure possano influenzare le nostre azioni e le nostre percezioni nella realtà diurna.
Sfida le convenzioni spingendoci a riconsiderare le norme e i presupposti che governano la nostra vita e, al tempo stesso, fa da specchio rivelatore alle contraddizioni e alle irrazionalità che permeano le nostre relazioni sociali e la società in cui trasciniamo le nostre esistenze.

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