Artefatti di Internet #15 – Prima webcam (1993)

La prima webcam è stata installata nella Trojan Room del laboratorio informatico dell’Università di Cambridge, con l’obiettivo puntato su una caffettiera. I ricercatori hanno creato il feed in modo da poter controllare lo stato della caffettiera senza lasciare la scrivania. Inizialmente, per guardare lo streaming era necessario scaricare un programma chiamato XCoffee, ma nel 1993 il feed in bianco e nero – che aveva solo un frame rate di 3 fotogrammi al minuto – fu reso disponibile sul web. Milioni di persone finirono per guardare la caffettiera online nel corso degli anni ’90.

Per permettere alle persone che lavoravano nell’edificio di verificare che la caffettiera non fosse vuota prima di recarsi nella stanza per prendere un caffè, è stata installata una telecamera che forniva un’immagine dal vivo a tutti i computer desktop collegati alla rete dell’ufficio. Dopo che la fotocamera è stata connessa a Internet alcuni anni dopo, la caffettiera ha acquisito notorietà internazionale come caratteristica del nascente World Wide Web, fino a quando non è stata dismessa nel 2001. (continua…)

Le migliori fotografie del mondo

La Sony ogni anno organizza un concorso fotografico denominato World Photography Award. Il concorso si articola in dieci categorie: dal viaggio al movimento, dal lifestyle al ritratto fino alla fotografia creativa e al paesaggio.
Si tratta delle migliori foto scattate nel corso del 2023: in tutto ci sono state 395 mila candidature.
Il vincitore assoluto verrà invece proclamato il 18 aprile quando a Londra si terrà la cerimonia di premiazione.

Pubblico le prime due foto vincitrici dell’Open del Sony World Photography Awards 2024, il resto le trovate nel link pubblicato a fine post.

Per la categoria “architettura” ha vinto la fotografia “Falling Out of Time” di Ana Skobe, che raffigura un faro stagliato contro un cielo limpido al crepuscolo.

Per “fotografia creativa” è stata premiata invece la fotografia scattata da Rob Blanken, che ha immortalato cristalli di aminoacidi B-alanina.

Le restanti fotografie sono visibili QUI

Sito italiano dedicato a Vincent Van Gogh

Van Gogh Gallery è un sito italiano dedicato al pittore Vincent Van Gogh che raccoglie dipinti, acquerelli e opere grafiche. E’ una raccolta veramente completa, permette infatti di sfogliare online quasi mille opere dell’artista.

Per accedere alla galleria si seleziona la sezione “opere”, si cerca poi il dipinto con un pratico motore di ricerca, per nome, per anno di realizzazione, per luogo di creazione o per locazione attuale. Degna di nota anche la “Biografia” dell’artista, che ne descrive la vita anno per anno in diversi capitoli.

Il portale è realizzato da un negozio che vende riproduzioni di alta qualità, ma non per questo deve scoraggiare, e merita almeno una visita.

Al di là che questo pittore possa piacere o no, è una raccolta che rende onore alla Rete.

Link per vedere il portale

Artefatti di Internet #14 – Le prime foto sul Web (1992)

Una delle primissime foto caricate sul World Wide Web era quella di Les Horribles Cernettes, una band tutta al femminile fondata da dipendenti del CERN. La band, il cui nome rende omaggio al più grande acceleratore di particelle del mondo, cantava canzoni pop parodia con testi come “Non passi mai le notti con me… ami solo il tuo collisore”. La band proveniva dallo stesso laboratorio in cui è stato inventato il Web e Tim Berners-Lee era un tale fan che caricò questa foto sul primo sito web. La band in seguito disse che l’immagine “è stata una di quelle che hanno cambiato il web, da piattaforma per la documentazione della fisica a media per le nostre vite”.

Il 18 luglio 1992 Silvano de Gennaro, sviluppatore e allora fidanzato di Michelle, si trovava nel backstage del Hadronic Music Festival, un’altra ricorrenza al confine tra il serio e il faceto tenuta annualmente al Cern. Fotografò la fidanzata e le amiche con una Canon EOS 650, modificando poi il risultato con la primissima versione di Photoshop. Berners Lee iniziava ad accarezzare l’idea di rendere il suo web un posto più divertente di un mero luogo di archiviazione di dati e risultati di esperimenti: voleva riuscire a caricarci delle foto. Trovandosi accanto a de Gennaro, gliene chiese una con cui fare una prova. Ecco come le Cernettes sono entrate nella storia del web. (continua…)

Il Buddambulo #6

Benché i libri che pretendono di spiegare come diventare felici siano numerosi, nel complesso gli esseri umani sono ancora tormentati dagli stessi problemi che assillavano i loro antenati. Il povero cerca la ricchezza, il malato desidera ardentemente la salute, coloro che sono afflitti dalle discordie familiari vorrebbero vivere in armonia, e via dicendo. I problemi, comunque, non sono in se stessi la causa fondamentale dell’infelicità: secondo il Buddismo, la causa reale dell’infelicità non è l’esistenza dei problemi ma il fatto che manchiamo del potere e della saggezza per risolverli.

Il Buddismo insegna che tutti gli individui possiedono un potere e una saggezza illimitati, e insegna il modo di sviluppare l’uno e l’altra. Piuttosto che cercare di eliminare la sofferenza e le difficoltà, che sono considerate intrinseche alla vita stessa, il Buddismo si concentra invece sul modo di sviluppare il nostro infinito potenziale allo scopo di vivere una vita realmente felice.
Potere e saggezza, spiega il Buddismo, derivano dalla forza vitale, perciò se sviluppiamo una forza vitale sufficiente saremo in grado di fronteggiare le avversità della vita e di trasformarle in una sorgente di felicità e di gioia.

Quando cadiamo in una profonda disperazione o siamo alle prese con un problema difficile, è arduo credere che la nostra vita possieda un potenziale illimitato. Ma questa è l’essenza di uno dei più profondi insegnamenti buddisti, noto come «i tremila regni in un singolo istante di vita», che vedremo nel prossimo post.
Per tutta l’epoca moderna, lo sviluppo della civiltà scientifica occidentale è stato sorretto, e forse persino dominato, dall’umanesimo, una dottrina che accentua la superiorità dell’uomo in quanto essere razionale. Ma l’umanesimo non sempre si è fondato su una visione globale della vita. In definitiva, l’idea che l’essere umano sia il centro dell’universo è ristretta ed egocentrica.

Non possiamo negare che il senso dell’io sia necessario per condurre una vita soddisfacente, ma l’attaccamento all’idea che l’io costituisca la totalità dell’esistenza secondo il Buddismo è non soltanto limitata ma addirittura pericolosa. Il Buddismo insegna invece che la strada per la liberazione dalla sofferenza sta nel risvegliarsi a una vita più grande che trascende i ristretti confini dell’io.

La coscienza dell’io costituisce la struttura che supporta la nostra visione del mondo. La percezione dell’universo diviso in due parti contrapposte – io e altri o interno ed esterno – sorge dalla nostra coscienza dell’io. Questa stessa coscienza dà origine agli altri dualismi come, ad esempio, il dualismo di mente e corpo (che ci fa credere che la mente sia il nostro vero io, mentre il corpo non lo è), quello di materia e spirito o quello di umanità e natura. Il pensiero dualista è stato il fondamento dell’evoluzione della civiltà moderna, ma è anche la radice di gran parte dei suoi attuali problemi. (Continua)

Stop animali nei circhi, vogliamo vederli liberi! Firmiamo la petizione per dire basta

No, gli spettacoli circensi con tigri, elefanti e scimmie non hanno niente di divertente (né tanto meno di educativo). L’era dei circhi con gli animali è ormai al capolinea in Italia. Firmiamo in massa la petizione lanciata dalla LAV per chiedere ai più presto la messa al bando definitiva di questo disumano business!

Imprigionati, sottoposti a stress, privati della loro essenza e costretti a viaggiare e ad esibirsi in spettacoli ridicoli. Sono circa 2000 gli animali che ancora oggi vengono sfruttati nei circhi sparsi sul territorio italiano. Da diversi anni cittadini e attivisti chiedono di far calare il sipario una volta per tutte su questo scempio, ma gli appelli sono rimasti inascoltati.

Oggi abbiamo la possibilità di cambiare direzione e unirci alle oltre 50 nazioni, fra cui la Francia, il Belgio e l’Austria, che hanno compiuto questo passo di civiltà, mettendo al bando i circhi con animali.

Nel nostro Paese, purtroppo, il primo via libera del Senato per l’approvazione della legge sullo stop all’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti è arrivato soltanto nel 2022 – dopo anni di stallo – ed entro il 18 agosto 2024 dovrà essere approvata la Legge-delega.

L’augurio è che non vi siano ulteriori slittamenti, anche perché i cittadini italiani stanno dalla parte degli animali: da un sondaggio DOXA BVA, commissionato nel 2023 dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), è emerso che la stragrande maggioranza della popolazione – pari al 76% degli intervistati – è contrario al loro impiego nei circhi, mentre l’80% preferisce gli show senza sfruttamento.

Nei fine settimana del 9 e 10 e del 16 e 17 marzo, nell’ambito delle Giornate Nazionali LAV, sarà possibile sostenere la campagna #BastAnimaliNeiCirchi”.

Da Nord a Sud, in diverse piazze del Bel Paese si potrà firmare la petizione rivolta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e al Parlamento, attraverso cui si chiede di procedere velocemente con l’attuazione della Legge-delega sullo spettacolo n.106 del 2022, aiutando economicamente la riconversione e il rilancio dei numeri circensi in spettacoli umani e più etici.

Alla petizione hanno già aderito oltre 25mila persone. Firma QUI anche tu per essere parte attiva di questa svolta di civiltà (attesa troppo a lungo)! (Fonte)

Dieci musei da visitare da casa

Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Con oltre 1.700 opere d’arte di oltre 625 artisti, la Collezione Online presenta un database di ricerche di opere selezionate dalla collezione permanente del Guggenheim di circa 8.000 opere d’arte. Il museo rende disponibili online alcune delle sue collezioni ed esposizioni, tra cui opere di Franz Marc, Piet Mondrian, Pablo Picasso e Jeff Koons.

Musei Vaticani

I Musei Vaticani presentano una vasta collezione di importanti sculture d’arte e classiche curate dai Papi nel corso di molti secoli. Potrete fare un tour virtuale del parco del museo e delle mostre iconiche, incluso il soffitto di Michelangelo della Cappella Sistina.

Louvre, Parigi

Il museo Louvre di Parigi, offre tour online gratuiti di alcuni dei suoi reperti ed opere, come le sue antichità egizie e le opere di Michelangelo. Potrete dare un’occhiata al museo a 360 gradi e cliccare sui rari manufatti per conoscerne i dettagli e la storia.

British Museum, Londra

Con una collezione che conta oltre otto milioni di oggetti, il British Museum di Londra rende alcuni dei suoi pezzi visualizzabili online, tra cui “Kanga: Textiles From Africa” e “Objects From The Roman Cities of Pompeii and Herculaneum”. Il museo ha anche collaborato con il Google Cultural Institute per offrire tour virtuali utilizzando la tecnologia di Google Street View.

Museo del Prado, Madrid

Anche il museo del Prado di Madrid è chiuso per emergenza coronavirus, e mette a disposizione di tutti le sue collezioni e gli spazi meno noti. Il museo di Madrid ospita opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, fra cui Beato Angelico, Andrea Mantegna, Raffaello Sanzio, Hieronymus Bosch, Rogier van der Weyden, Bruegel il Vecchio, El Greco, Pieter Paul Rubens, Tiziano, Diego Velázquez, Francisco Goya.

Hermitage, San Pietroburgo

Potrete visitare online l’Hermitage di San Pietroburgo che espone una delle più importanti collezioni d’arte del mondo. Tra i numerosissimi autori annoveriamo Caravaggio, Paul Cézanne, Giambattista Pittoni, Leonardo da Vinci, Raffaello, Antonio Canova, Francesco Casanova, Jacques-Louis David, Edgar Degas, Paul Gauguin, Fra Filippo Lippi, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Rembrandt, Vincenzo Petrocelli, Pieter Paul Rubens, Tiziano Vecellio, Vincent van Gogh, Jacob van Ruisdael, Diego Velázquez, Paolo Pagani.

Gallerie Uffizi, Firenze

Parte l’iniziativa Uffizi Decameron. Ogni giorno, sui profili social degli Uffizi: Instagram, Facebook e Twitter, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.

Museo Egizio, Torino

Il museo Egizio di Torino organizza videotour attraverso i canali social per raccontare gli oggetti della collezione del Museo Egizio. Con l’iniziava #laCulturaCura, potrete fare un viaggio virtuale tra i tesori del museo di Torino.

Rijksmuseum, Amsterdam

Il Rijksmuseum di Amsterdam possiede la più grande collezione di opere d’arte del periodo d’oro dell’arte fiamminga (1584-1702) e una considerevole collezione di arte asiatica. Potrete visitare il museo con un’app che propone 14 diversi tour multimediali e molti percorsi creati dai visitatori utilizzando Rijksstudio.

Teatro-Museo Dalì, Figueres

Il Teatro-Museo Dalí è interamente dedicato alle opere d’arte di Salvador Dalí. Presenta molte sale e mostre che ripercorrono ogni epoca della vita e della carriera di Dalí, l’artista stesso è sepolto qui. Il museo offre tour virtuali del parco e alcuni reperti, come la mostra surreale di Mae West’s Face.

Occidente, il caldo secco degli ultimi 20 anni non ha precedenti in 500 anni

Uno studio recente basato sulla dendrologia rivela che l’Occidente sta vivendo le condizioni di caldo secco più estreme degli ultimi 500 anni

L’Occidente sta affrontando la sua fase più critica di siccità e calore degli ultimi cinque secoli. Uno studio basato sull’analisi degli anelli degli alberi ha rivelato che il fenomeno del “caldo secco” è aumentato in modo senza precedenti, amplificato dal cambiamento climatico. Questa scoperta, ennesimo campanello d’allarme per la scienza moderna, è una chiara dimostrazione di come le nostre azioni influenzino direttamente l’ambiente che ci circonda.

Il ruolo della dendrologia nella comprensione del clima

La dendrologia, lo studio degli anelli degli alberi, svolge un ruolo cruciale nella nostra comprensione del cambiamento climatico. Gli anelli più densi indicano generalmente temperature più calde, mentre quelli meno densi suggeriscono periodi più freddi. Recentemente, sono stati fatti passi da gigante in questo campo, con l’introduzione di tecniche che utilizzano la luce per misurare la densità degli anelli in modo più semplice, sicuro ed economico.

In questo caso, attraverso l’osservazione della densità e della larghezza degli anelli gli scienziati possono ricostruire le condizioni climatiche passate e il caldo secco risalendo fino al 1553. Se volete approfondire lo studio pubblicato su Science Advances, eccolo a vostra disposizione.

Implicazioni presenti e future

La combinazione di caldo estremo e condizioni di siccità non solo peggiora la situazione idrica, ma ha anche conseguenze complesse sugli ecosistemi e sull’agricoltura. Per questo le aree travolte dal caldo secco potrebbero vedere accelerare un effetto domino ancora più estremo nei prossimi anni.
Ogni stress causato da una bassa precipitazione o anche da una lieve riduzione delle precipitazioni causerà maggior stress al pianeta a causa dell’aumento delle temperature.

Caldo secco, i danni maggiori

Aree come il Nevada o il Sud-ovest degli USA, o la penisola iberica e l’Italia rischiano sempre più eventi estremi e danni per la salute dei cittadini. La ricerca è in una corsa contro il tempo per sviluppare modelli previsionali più accurati e trovare soluzioni per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

È fondamentale agire ora per affrontare le sfide poste dal caldo secco provocato dal cambiamento climatico. Solo attraverso un impegno collettivo e un’azione immediata possiamo sperare di mitigare gli impatti di questi fenomeni senza precedenti.

via | futuroprossimo

Artefatti di Internet #13 – Il primo sito web (1991)

Nel marzo 1989, Tim Berners-Lee scrisse la proposta iniziale per il World Wide Web, immaginandolo come un “sistema informativo universale collegato” per aiutare i ricercatori a condividere le informazioni. Nel dicembre 1990 ha lanciato il primo sito web al mondo, info.cern.ch. Il sito conteneva dettagli sul progetto WWW, inclusa una spiegazione dell’ipertesto e istruzioni per la configurazione di un server web. Tim Berners-Lee ha creato il primo browser web, chiamato WorldWideWeb, per visualizzare il sito. Ha ospitato il primo sito web su un computer NeXT, allegando una nota scritta a mano al computer: “Questa macchina è un server. NON SPEGNERE!!”

Il World Wide Web (termine in lingua inglese traducibile in italiano come “rete di ampiezza mondiale”, o “rete mondiale”, dove “rete” viene richiamato da web (“tela”), l’intreccio composto da ordito e trama), abbreviato web, sigla WWW o W3, è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso collegamenti (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet; questa facile reperibilità di informazioni è resa possibile, oltre che dai protocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità d’uso ed efficienza dei motori di ricerca e dei web browser in un modello di architettura di rete definito client-server. (continua…)

Nicolas De Staël

“Io non oppongo la pittura astratta alla pittura figurativa. Un quadro dovrebbe essere al tempo stesso astratto e figurativo. Astratto in quanto muro, figurativo in quanto rappresentazione d’uno spazio.”

Intervista, 1952, in Marie du Bouchet, Nicolas de Staël. Une illumination sans précédent

Furono gli anni cinquanta il periodo d’oro dell’Espressionismo Astratto e New York era il centro mondiale. De Kooning, KLine e Rothko erano le stelle dell’arte americana che stava trionfando. Ma anche a Parigi si viveva una sorta di boom postbellico, testimoniato dallo slancio di una nuova generazione di pittori e scultori. Uno di quest’ultimi – una meteora, come lo definì un critico – fu Nicolas de Staël.

Nicolas de Staël è nato a San Pietroburgo nel 1914, da una famiglia nobile di origine baltica. I De Staël si trasferirono in Polonia, dove il padre di Nicolas morì, poi a Bruxelles, dove il giovane ricevette la sua prima educazione. Ma Nicolas trascorse gran parte della sua gioventù a giro per l’Europa, prima di stabilirsi a Parigi nel 1938.
Nella Francia occupata, de Staël visse momenti assai difficili, ma già nel primo dopoguerra si era guadagnato una notevole fama ed una certa indipendenza economica che lo indusse, nel 1953, a trasferirsi a Ménerbes, nel sud della Francia. Morì suicida ad Antibes il 16 marzo 1955.
De Staël è oggi un’icona dell’arte francese del dopoguerra e non solo per l’aura esistenzialistica che la sua figura pubblica ha sempre emanato. De Staël era infatti un artista autentico: il suo cromatismo romantico e tuttavia sempre emotivamente controllato, il suo talento nell’impasto materico e nel tocco lievissimo lo ha reso un pittore di grande energia, ma mai esplosiva, anzi sempre contenutissima e perfettamente dominata da uno spirito in qualche modo ascetico.

Il colore e la luce sono del resto i veri protagonisti nell’esperienza pittorica di de Staël e come nel caso di Klee, è dal Nord Africa (visitato a più riprese fra il 1936 ed il 1940, anno in cui prestò servizio nella Legione Straniera) che de Staël ne trasse le impressioni più indelebili. In luogo del disegno, il colore stesso diventò il fondamento dei suoi dipinti, il testo della sua esperienza sensibile.

De Staël visse gli anni in cui si consumava la diatriba fra figurativo ed astratto. L’impossibile conciliazione fra i due termini pareva allora questione assoluta. De Staël si gettò con tutte le sue forze alla ricerca di una possibile soluzione, creando una pittura di pure forme che, come le idee platoniche, vivono fuori dal tempo, ma sono ugualmente concrete e materiche quanto può esserlo la vita stessa.

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