Segnali #13

Suoni – Alone again mi porta il ricordo dei primissimi giorni di scuola media, quindi, nuovi compagni e soprattutto, novità per l’epoca, le prime classi miste. Era tutto nuovo e affascinante con un futuro tutto da scoprire.
Gilbert O’Sullivan, è un cantautore irlandese-britannico noto soprattutto per il suo stile melodico e per le sue canzoni pop, gentili e delicate che rappresentano una ventata di novità nel frastuono di suoni e colori del glam rock imperante in quegli anni. Alone again (naturally), un vero e proprio inno alla semplicità che viene vissuto, a dispetto delle parole, come una sfida anticonformista agli eccessi del music business.

Visioni – Mehmet Karaca è un talentuoso fotografo turco. La macro-fotografia è la sua più grande passione. Formiche, farfalle, camaleonti, coccinelle e tantissimi insetti minuscoli, tutti catturati in macro, fanno parte della sua enorme collezione.
Dateci un’occhiata, ne vale la pena.

Dintorni – Entro il 2050, più del 23% della popolazione mondiale di età superiore ai 69 anni vivrà in climi con esposizione acuta al calore superiore alla soglia critica di 37,5 gradi, rispetto al 14% del 2020, segnala Giacomo Falchetta, ricercatore presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e l’Università Ca’ Foscari Venezia. Da Parigi a Madrid, le città preparano i rifugi per difendersi dalle ondate di calore

Artefatti di Internet #57 – The Impossible Quiz (2007)

Un gioco Flash del 2007 creato dall’utente di deviantART Splapp-me-do, l’Impossible Quiz ha guadagnato notorietà per le sue domande assurde e il suo umorismo. Con 110 domande sconcertanti e simili a enigmi, il gioco ha frustrato i giocatori con la sua logica distorta, rendendolo uno dei primi giochi virali di rabbia. Il gioco è diventato una sensazione in classe, con studenti che gareggiavano e collaboravano per memorizzare le risposte senza senso del gioco durante il tempo libero nei laboratori informatici.

Sony World Photography Awards 2025

Anche quest’anno, la World Photography Organisation ha annunciato i vincitori del concorso “Sony World Photography Awards 2025”. Le immagini premiate, che spaziano dai paesaggi alla fauna selvatica, sono una più impressionante dell’altra.

Le categorie sono dieci: ArchitectureCreativeLandscapeLifestyleMotionNatural World & WildlifeObjectPortraitureStreet PhotographyTravel.
Le foto premiate sono le prime partendo da in alto a sinistra per ogni categoria.

The Story Of Menstruation: il film di Walt Disney sull’educazione sessuale del 1946

Dal 1945 al 1951, la Disney ha prodotto una serie di film educativi da proiettare nelle scuole americane; come fare il bagno a un neonato, come non prendere il raffreddore, perché non dovresti guidare veloce, sono solo alcuni dei titoli pubblicati. La Disney ha trattato questi argomenti nei suoi cortometraggi educativi, per poi arrivare infine al delicato argomento della biologia e della sessualità. Se mai ci fosse stata un’azienda adatta a parlare di “vagine” negli anni ’40, quella era la Disney. Da qui The Story of Menstruation.
Il film dura 10 minuti, combina fatti scientifici con consigli sull’igiene. Si stima che 105 milioni di studenti abbiano guardato il film nelle lezioni di educazione sessuale negli Stati Uniti.

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La Bussola #9

La descrizione del sito Pangea è: Pangea significa “tutta terra”. Il termine indica, come si sa, il ‘supercontinente’ che alle origini della vita costituiva l’insieme delle terre emerse del nostro pianeta. Intorno a “tutta terra” c’era Pantalassa, “tutta acqua”, un unico, immane oceano. Da Pangea, poi, come vuole la teoria della deriva dei continenti, derivarono, muovendosi, l’Asia, l’Africa, l’Europa, l’Oceania, le Americhe, i Poli. Pangea è il feto e Pantalassa la placenta. La teoria scientifica di Pangea ricorda un po’ il mito della torre di Babele.

In origine gli uomini parlavano una stessa lingua: la presunzione di costruire una torre capace di sfondare i cieli e di arrivare per direttissima nella gola di Dio, portò l’Onnipotente a “confondere la loro lingua, perché non si comprendano più l’un l’altro”. Nessuno – se non qualche rettile – ha percorso Pangea, che forse è l’apice di una favola, l’idea che la Terra, al principio, fosse un abbraccio. Che si potesse percorrere da cima a fondo senza discontinuità, facilmente. Il sogno millenario dell’uomo è tornare a parlare una sola lingua, così da avere l’idea di abitare una sola terra, una sola casa.

Artefatti di Internet #56 – Line Rider (2006)

Creato in quattro mesi e pubblicato nel settembre 2006 dallo studente universitario sloveno Boštjan Cadež, il gioco online Line Rider ha rapidamente guadagnato un seguito di culto, diventando uno dei giochi flash più popolari di tutti i tempi e persino comparendo in uno spot pubblicitario del McDonald’s Snack Wrap del 2008. Inizialmente presentato sul sito deviantART, il “giocattolo” interattivo consente agli utenti di disegnare rampe, colline e pendii, inviando una slitta virtuale con una sciarpa rossa in un giro di gioia basato sulla fisica. I fan hanno iniziato a sincronizzare i loro elaborati livelli con la musica, caricando oltre 11.000 video di tracce su YouTube entro il 2007.

Dennis Stock

USA. Fairmount, Indiana. 1955. James DEAN.

Nato a New York nel 1928, Dennis Stock si avvicina alla fotografia subito dopo la seconda guerra mondiale, chiusa l’esperienza nella Marina. Assistente di Gjon Mili, si aggiudica nel 1951 il primo premio di Life dedicato ai giovani fotografi con un reportage sullo sbarco degli emigranti dell’Europa dell’Est a Manhattan. Su invito di Robert Capa entra a far parte di Magnum Photos. Lavora a lungo a Hollywood, ritraendo attori e set cinematografici. Qui conosce James Dean, di cui diventa amico e che fotografa intensamente. Dal 1957 al 1960 compone foto e ritratti dei protagonisti del jazz, raccolti poi nel volume Jazz Street. Nel 1968 prende una pausa da Magnum per creare Visual Objectives, una compagnia di produzione cinematografica per cui realizza una serie di documentari tra cui Efforts to Provoke, Quest e British Youth. Nel 1964 e 1965 segue e documenta l’infinita teoria di “festival” americani – parate e feste di paese – e in seguito si interessa ad alcuni aspetti meno noti e meno ovvi della vita americana, come le comunità alternative. Negli anni Settanta e Ottanta si muove tra gli USA, la Francia, l’Italia alla ricerca di atmosfere e immagini, questa volta a colori, che restituiscano la magia e l’armonia della natura nei suoi dettagli e nei grandiosi paesaggi. Negli ultimi anni ritorna alle origini metropolitane occupandosi della moderna architettura urbana delle grandi città.
Numerosi sono i corsi e i workshop che ha regolarmente tenuto e animato. Le sue immagini fanno parte delle collezioni di molti importanti musei in tutto il mondo.
Tra i suoi libri: Portrait of a Young Man, James Dean (1956); Jazz Street (1960); The Happy Year (1963); California Trip (1970); The Alternative (1970); Edge of Life (1972); Brother Sun (1974); The Circle of Seasons (1974); America Seen (1980); San Francesco d’Assisi (1981); Provence Memories (1988); Made in USA (1995);
James Dean. Per sempre giovane (2005).

Intercult ArtnetMagnum Photos

Il Buddambulo #21

Il Buddismo e la scelta della felicità #6/10

Il Buddismo afferma che più difficili sono i nostri problemi, maggiore è la potenziale felicità che essi ci possono dare, dato che sono essi a far emergere da noi il coraggio e la capacità di rialzarci per sfidarli e superarli. Cresciamo per diventare, per così dire, i noi stessi più capaci, cosicché non vi sia più nulla che ci possa spaventare.
Benché questo possa suonare come una sorta di trucco, di gioco di parole, se ci prestate attenzione per un momento si rivelerà invece una guida chiara e pratica.
Ed è soprattutto una filosofia creata per durare, dal momento che è costruita partendo dalle reali circostanze della vita per quelle che sono, dure e difficili, piuttosto che per come spesso vorremmo che fossero, ossia dolci e facili da gestire. Il Buddismo non è per la pappa pronta, perché la vita non è pappa pronta.
La capacità che sviluppiamo nel corso della pratica buddista è un ingrediente molto importante nel creare quella cosa che chiamiamo felicità.
In più, la sensazione di benessere che questa strategia promette si costruisce e si mette insieme pezzo per pezzo, da dentro più che da fuori. Proviene infatti dal coraggio, dalla determinazione e dalla capacità di reagire che sviluppiamo dentro di noi. Pertanto, non è né fragile né effimera. Non si lascia in nessun modo influenzare dalle mutevoli circostanze esterne della nostra vita.
[…] Il Buddismo afferma che se vogliamo veramente che al centro della nostra vita ci sia una sensazione di benessere duratura, non pie illusioni ma un’autentica determinazione, non possiamo limitarci a pensare e che la felicità esista. Volerla non significa averla. Dobbiamo invece lavorarci sopra, sviluppando e modellando consciamente la comprensione, la resilienza, il coraggio e il giudizio. Tutte qualità che desideriamo avere e di cui abbiamo bisogno se vogliamo diventare persone davvero capaci, in grado di affrontare e superare qualunque cosa la vita ci scagli addosso, a non importa quanto difficile sia.
La felicità non è, per così dire, un regalo che qualcuno ci fa. Non è una cosa che un genitore, o il partner, o la persona che amiamo o un figlio, o un particolare lavoro o un milione di euro ci possono dare, per quanto crediamo che essi possano o vogliano darcela. Dobbiamo crearcela da soli. Questo è un concetto fondamentale. […]

Nessuno vuole soffrire. Nessuno vuole avere l’ansia, la tensione e lo stress scatenati dalle difficoltà e dai problemi che la nostra vita produce in un flusso apparentemente senza fine. La naturale reazione umana stabilisce che quello che bisogna fare è liberarsi di loro: o ce ne liberiamo o ci allontaniamo da essi, in modo tale che non possano disturbare la serenità di base della nostra vita. Nella società moderna si impiegano enormi quantità di tempo, energia e risorse, per non parlare di soldi e ingegno, proprio per fare questo, creando una grande varietà di barriere per isolarsi e tenere distante quella componente dura e difficile della vita che ci crea tanta ansia. (Continua)