Segnali #14

Suoni Paco de Lucia è un chitarrista spagnolo che ha trovato una via autentica dal mix di influenze di flamenco, musica classica e jazz. Nato ad Algeciras in Andalusia, fin da piccolo si appassiona al flamenco grazie al padre e al fratello chitarristi e a cinque anni si ritrova con una chitarra in mano. Si dedica totalmente allo studio dello strumento seguendo le indicazioni dei maestri Niño Ricardo e comincia a tenere concerti insieme al fratello Pepe con cui intraprende un primo tour in America.

Visioni – Fotografa freelance, Melissa Farlow collabora con National Geographic da oltre 15 anni. In precedenza è stata assunta nelle redazioni di diversi quotidiani. Mentre lavorava al Louisville Times, in Kentucky, assieme ad altri colleghi ha vinto il Premio Pulitzer per una serie di reportage sull’integrazione razziale nelle scuole. Inoltre, è stata in tre stati africani per realizzare un libro in cui ha raccontato il ruolo delle donne nelle diverse culture, e ha viaggiato in Cile, Perù e Messico per un altro libro sull’autostrada panamericana. I suoi scatti hanno vinto più volte il concorso Pictures of the Year e altri premi.

Dintorni – In California è Berkeley la prima città ad abolire gli allevamenti intensivi. La storica decisione è stata adottata attraverso un referendum cittadino che ha ottenuto il supporto del 60% degli elettori. Il provvedimento segue la chiusura dell’ultimo impianto di corse di cavalli, nel giugno di quest’anno, che ha rappresentato un passo importante verso questa decisione preceduta da lunghe campagne sostenute dalla comunità di Berkeley per la protezione del benessere degli animali impiegati nelle corse.

Il Buddambulo #23

Il Buddismo e la scelta della felicità #8/10

Mi vengono in mente molte analogie. Per esempio, l’ideogramma cinese che esprime il concetto di crisi rappresenta anche il concetto di opportunità. Vedere la situazione come una crisi implica un’immediata minaccia allo spirito. Vederla come un’opportunità ci fa sentire immediatamente motivati. La situazione resta esattamente la stessa ma l’atteggiamento verso di essa è radicalmente diverso; e l’atteggiamento, cioè la scelta, – afferma il Buddismo – governa il risultato.
È questa fondamentale trasformazione dell’atteggiamento che noi possiamo certamente attuare. I problemi restano gli stessi, ma la nostra sensazione di essere in grado di superarli cambia profondamente, e questo a sua volta significa che essi non sono più così minacciosi o fastidiosi, tanto che reagiamo coscientemente a essi in modo completamente diverso. I problemi che crediamo di poter superare tendiamo a chiamarli sfide, e questo cambio di nome non è per nulla superficiale, bensì, di fatto, ha un’immensa influenza sul nostro spirito. I problemi sono negativi e ci demoralizzano. Le sfide sono stimolanti e ci entusiasmano.
È di fondamentale importanza non confondere il tipo di reazione positiva di cui ho parlato finora con atteggiamenti come lo stoicismo o il fare la faccia dura di fronte alle cose, che significa sostanzialmente sopportare i problemi per l’arco della loro durata senza cercare di trasformarli. […]
Affrontare positivamente i problemi è una cosa radicalmente diversa. È sostanzialmente cercare di trasformare la situazione non tanto per sopportarla quanto per creare valore dalle difficoltà, per trasformare l’ansia potenziale in una sensazione più solida di benessere per noi e per coloro che sono coinvolti nella situazione.

Il Buddismo non è in nessun modo una forma di evasione per trovare un qualche rifugio meditativo interiore lontano dai ritmi frenetici, dal chiasso e dalla costante complessità della vita moderna, anche se spesso questo risulta essere un comune stereotipo circa la sua natura. Il Buddismo, invece, è soprattutto incentrato sulla sfida, la sfida nei confronti degli atteggiamenti e dei comportamenti che non ci conducono a risultati positivi. Certo, è molto più facile continuare a detestare i problemi e reagire a essi istintivamente, e cioè negativamente, mentre ribaltare schemi di pensiero e i di comportamento che abbiamo costruito, implementato e integrato per anni nella nostra vita è una delle cose più difficili che esista: noi siamo esattamente questi schemi di pensiero e di comportamento. E cambiare quello che siamo è di fatto una grossa sfida.
Avviarsi a raggiungere quel cambiamento è sostanzialmente la funzione della pratica buddista quotidiana. In un certo senso potete considerarlo come un programma di allenamento senza termine mirato a trasformare tali schemi di pensiero e di comportamento. L’obiettivo è quello di costruire un senso di ottimismo, fiducia in noi stessi e benessere così forte e radicato da non poter essere abbattuto dalle difficoltà, dai problemi e dalle i crisi emotive e materiali che tutti affrontiamo. Questo è il cambiamento nell’atteggiamento che vogliamo raggiungere. Ma non possiamo limitarci a pensare a come arrivarci, […] dobbiamo agire, dobbiamo apprendere una nuova abilità. (Continua)

Malware, spyware e ransomware #1/5

Cos’è il malware?
Malware è un termine generico che comprende tutti i tipi di software dannosi, inclusi virus, worm, trojan, ransomware e spyware. Questi programmi sono progettati per infettare e causare danni ai computer, rubare dati sensibili e/o assumere il controllo di un sistema.
Una volta che il malware riesce ad accedere a un sistema, non solo il dispositivo interessato è in pericolo, ma anche tutti gli altri dispositivi sulla stessa rete potrebbero essere a rischio.
Per semplicità, prendiamo come esempio un computer, ma è importante essere consapevoli del fatto che il malware può colpire tutti i tipi di dispositivi digitali, inclusi desktop, dispositivi mobili e altri dispositivi collegati a Internet.

Il malware può infettare un computer in diversi modi, anche tramite allegati e-mail, siti Web e download di software infetto. Ecco alcuni dei modi più comuni con cui il malware potrebbe infettare il tuo computer.

Pagine Web dannose o compromesse
Una pagina Web dannosa è una pagina Web progettata per infettare il computer con malware. Le pagine Web dannose vengono create da criminali informatici o possono essere il risultato della compromissione di un sito Web legittimo (altrimenti noto come attacco hacker). Le pagine Web dannose possono infettare il tuo computer con malware se le visiti, fai clic sui collegamenti o scarichi file da esse. Un modo comune con cui i criminali informatici inducono le loro vittime a visitare pagine Web dannose è l’invio di grandi quantità di e-mail fraudolente, comunemente chiamate e-mail di phishing.

Riconoscimento di pagine Web dannose
Il modo migliore per evitare di essere vittima di un’infezione è sapere come riconoscere una pagina Web dannosa. Esistono alcuni segnali rivelatori che una pagina Web potrebbe essere dannosa.

Innanzitutto, bisogna prestare attenzione all’URL: un collegamento falso può sembrare strano e non assomigliare al dominio legittimo che pretende di impersonare. Altri esempi più sofisticati potrebbero contenere errori di ortografia di siti Web noti, quindi tieni sempre gli occhi aperti. I collegamenti di reindirizzamento sono forse i più efficaci tra i collegamenti dannosi, poiché si tratta di collegamenti che sembrano normali, ma reindirizzano a un altro sito. Puoi identificare un collegamento di reindirizzamento controllando la sua destinazione effettiva, utilizzando strumenti online.

In secondo luogo, una volta sulla pagina, potrebbe diventare ovvio che qualcosa non va, poiché potresti scoprire che ha poco o nessun contenuto. Altri indicatori di una pagina Web contraffatta sono errori grammaticali e di ortografia. Tuttavia, fai attenzione, poiché alcuni siti Web dannosi potrebbero sembrare quasi identici alle loro controparti legittime.

In terzo luogo, la pagina web può promuovere prodotti o servizi che sembrano troppo belli per essere veri. Anche i popup che appaiono frequentemente, a volte così tanto da rendere l’utilizzo della pagina un incubo, sono segnali che la pagina potrebbe essere dannosa.

Se incontri uno di questi segnali, è meglio uscire immediatamente dalla pagina. Per essere ancora più sicuro, puoi anche svuotare la cache ed eliminare i cookie del browser. (Continua)

La Bussola #12

La descrizione del sito DinamoPress è: Un progetto di informazione indipendente nato nel 2012 dalla collaborazione tra attivisti, ricercatori, giornalisti, militanti di movimenti sociali e studenteschi.

DinamoPress è un progetto editoriale metropolitano immediatamente dispiegato su un piano transnazionale, con l’obiettivo di costruire uno spazio di narrazione, inchiesta, approfondimento politico e culturale.

Letter to future

Diversi sono i servizi che offrono la possibilità di scriverci delle lettere da ri-leggere nel futuro. Certo, magari a una certa età questo non ha molto senso ma ai più giovani può risultare simpatico e perché no anche utile ricevere dei pensieri, delle idee o qualsiasi cosa che abbiamo scritto nel passato.
Ve ne presento quattro, più o meno complete, alcune con scelta della data, altre più belle e altre con dei limiti.

Future selfLetter toLetter 2Future me

La Bussola #11

La descrizione del sito ValigiaBlu è: Basata sui fatti. Aperta a tutti. Sostenuta dai lettori. Questa è Valigia Blu. Verifica, contesto, approfondimento sono le nostre principali attività giornalistiche. Senza pubblicità e al servizio della community.

Quello che cercano di fare nel loro spazio collettivo, è contribuire all’ecosistema informativo creando senso dove c’è rumore. Il focus del loro lavoro è spiegare e contestualizzare i temi critici al centro del dibattito pubblico. Sono molto attenti alle discussioni sui social e cercano di capire su quali temi è maggiormente necessario un chiarimento, un approfondimento. Oppure cercano di avere particolare attenzione verso storie e temi poco coperti dal mainstream.
ValigiaBlu

Alex Webb

Alex Webb è nato a San Francisco, in California, nel 1952. Studia storia e letteratura al college e fotografia al Carpenter Center for the Visual Arts. Nel 1972 frequenta l’Apeiron Workshop e due anni dopo diventa fotografo professionista. Comincia subito a pubblicare su importanti testate, come The New York Times Magazine, Life, Geo, Stern e National Geographic. Nel 1974 si associa a Magnum Photos per poi, nel 1979, diventarne membro effettivo.
Verso la metà degli anni Settanta realizza lunghi e accurati reportage nel Sud degli Stati Uniti, documentando, in bianco e nero, la vita delle piccole città. Il mondo dei tropici lo attrae, e a lungo Webb lavora nei Caraibi e in Messico componendo su questi Paesi un corpus di immagini a colori che arricchisce continuamente di nuove, sorprendenti foto. In seguito sono numerosi i viaggi nei Caraibi, in America Latina e Africa. Le sue immagini sono state raccolte in vari libri. L’ultimo lavoro, Crossings, del 2003, è dedicato alla vita e ai problemi di chi è costretto a oltrepassare per lavoro il confine USA-Messico.
Alex Webb ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui una borsa di studio dalla New York Foundation of the Arts nel 1986, un finanziamento dal National Endowment for the Arts nel 1990, il premio dell’Hasselblad Foundation nel 1998, il premio Leopold Godowsky per la fotografia a colori nel 1988 e la Leica Medal of Excellence nel 2000. Molte le sue mostre, collettive e personali, negli Stati Uniti e in Europa.
Tra i vari musei che hanno ospitato le sue opere: il Walker Art Center, il Museum of Photographic Arts, The International Center of Photography, The High Museum of Art, the Southeast Museum of Photography e il Whitney Museum of American Art.
Ha pubblicato Hot Light / Half-Made Worlds. Photographs from the Tropics (1986); Under a Grudging Sun. Photographs from Haiti Libéré 1986-1988 (1989); Fotografías. From the Tropics (1989); From the Sunshine State. Photographs of Florida (1996); Amazon. From the Floodplains to the Clouds (1997); Dislocations (1998-1999); Crossings. Photographs from the U.S. – Mexico Border (2003).

Magnum PhotosIl sito Fotografia Artistica

Artefatti di Internet #58 – An Internet Communicator (2007)

Il 9 gennaio 2007, Steve Jobs presentò l’iPhone come un “iPod widescreen”, un “telefono rivoluzionario” e un “comunicatore Internet rivoluzionario”. Sebbene la folla non sembrasse così entusiasta della parte del comunicatore Internet, finì per diventare di gran lunga la caratteristica più rivoluzionaria: il dispositivo avrebbe rimodellato Internet. Forzò una riprogettazione delle interfacce Web per renderle reattive e minimaliste. Flash iniziò una lenta morte perché non era supportato. I social media divennero mobile-first e onnicomprensivi. Un’era di Internet era finita e ne iniziò una nuova. (Fine)

Con questo 58esimo post finiscono gli “Artefatti di Internet”, ovvero i momenti più importanti dell’internet dai suoi albori fino al duemilasette.

Il Buddambulo #22

Il Buddismo e la scelta della felicità #7/10

[…] Se continuiamo a considerare problemi e difficoltà come una sfida che minaccia la pace e la serenità interiori, per definizione la pace e la serenità interiori continueranno a essere messe in pericolo. In un certo senso ci incanaliamo in un ciclo di causa ed effetto che si autoalimenta, rinforzando quello che si può definire un processo di autocondizionamento. Ne siamo profondamente influenzati da bambini, osservando i nostri genitori reagire alle difficoltà e ai problemi in un solo modo, ossia negativamente. E dato che i problemi inevitabilmente si ripresentano, anche la reazione negativa si ripropone. Forgiamo nella nostra mente questo legame più o meno inscindibile fra i problemi e l’ansia e lo stress ai quali li abbiamo sempre associati.
Diventa così il modus vivendi universale, nostro e delle persone attorno a noi, tanto che non pensiamo mai di metterlo in discussione. Anzi, lo accettiamo come l’unica realtà.
È concepibile che vi sia un’altra realtà?

Di nuovo, il Buddismo ci presenta un insolito paradosso: invece di reagire ai problemi con negatività e ansia è assolutamente possibile considerarli in maniera molto diversa. Come ci siamo insistentemente allenati a vederli negativamente, così possiamo allenarci a vederli positivamente.
Il Buddismo in sostanza afferma che dobbiamo afferrare l’immenso potere che risiede nella nostra libertà di scelta. Possiamo decidere come reagire. È una cosa tanto semplice quanto rivoluzionaria.
Se possediamo quest’abilità intellettuale e spirituale, possiamo determinare di vedere le sfide e i problemi non come inevitabilmente dolorosi e ansiogeni, ma positivamente come un’opportunità. Di fatto, direste voi, sono l’unica opportunità che abbiamo per sviluppare la resilienza, la fiducia in noi stessi, l’ottimismo e la capacità di affrontare le cose in generale.
[…] Non a caso il Buddismo è stato in un certo senso creato dalla percezione che la vita sia difficile, e che il nostro compito sia quello di trarre la nostra felicità proprio da quelle difficoltà. Dobbiamo solo andare d’accordo con questo approccio. Così, al centro del Buddismo troviamo questa fondamentale intuizione, ossia che il modo in cui scegliamo di reagire a tali difficoltà governa completamente, anzi determina, il tipo di vita che possiamo costruirci.
[…] Dobbiamo acquisire una serie di capacità volte a costruirci una vita nuova. Dobbiamo imparare a guardare ai problemi e ai dolori in modo diverso. A prova della sua validità, questo approccio buddista è diventato la forza motrice di uno dei più validi metodi moderni adottati dagli psicologi per il trattamento dell’ansia e della depressione. Come sostiene uno dei principali esponenti di questo metodo, è stato rilevato che è possibile trasformare l’esperienza di una persona semplicemente modificando il modo in cui questa persona vede o presta attenzione alla sua stessa esperienza. (Continua)

La Bussola #10

La descrizione del sito Arte.tv è: Emittente europea di servizio pubblico. Arte.tv si rivolge a tutti i telespettatori curiosi di scoprire la cultura dei loro vicini europei.

Arte.tv è un canale culturale che unisce l’Europa. Nata da una collaborazione tra Francia e Germania, la rete è cofinanziata dall’Ue e offre contenuti in gran parte originali e inediti. Arte.tv rappresenta una “prima” assoluta nella storia della televisione: creare una programmazione rivolta a un pubblico plurinazionale.