Web Design Museum

Web Design Museum è un bel portale dove vengono raccolte tutte le prime pagine dei siti più famosi o per lo meno quelli che hanno lasciato (moltissimi sono ancora attivi) il segno nel panorama mondiale della rete web. Il sito si divide in tre parti: Website, Apps e Software. Ogni parte si divide in “più popolare”, “aggiunto recentemente”, “dal più vecchio al più recente” e “dal più recente al più vecchio”. Le prime pagine vengono mostrate anno per anno dalla loro creazione fino al presente 2024.

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Nick Drake, un genio incompreso

Nick Drake è stato un notevole cantautore e musicista folk inglese che, nonostante la sua carriera relativamente breve, è diventato un artista molto influente e acclamato dalla critica nei decenni successivi alla sua morte. Nato il 19 giugno 1948 a Rangoon, Birmania (ora Myanmar), Drake è cresciuto nel Warwickshire, in Inghilterra. Era noto per il suo modo complesso e poetico di suonare la chitarra, lo stile vocale dolce e la scrittura di canzoni introspettiva. Drake ha pubblicato solo tre album in studio durante la sua vita: “Five Leaves Left” (1969), “Bryter Layter” (1971) e “Pink Moon” (1972). Nonostante abbia ricevuto elogi dalla critica, Drake ha lottato per raggiungere il successo commerciale durante la sua vita. Ha combattuto la depressione ed era, a quanto si dice, molto timido, il che ha reso difficile esibirsi e promuovere la sua musica. La sua musica è caratterizzata da intricate tecniche di chitarra fingerpicking, arrangiamenti musicali sofisticati e testi profondamente personali, spesso malinconici. Drake morì tragicamente, il 25 novembre 1974, all’età di 26 anni, per overdose di antidepressivi. Negli anni successivi alla sua morte, la sua musica ha ottenuto un notevole riconoscimento, con artisti come Robert Smith dei The Cure, Kate Bush e numerosi musicisti folk e indie contemporanei che lo hanno citato come una delle loro maggiori influenze. I suoi album, in particolare “Pink Moon”, sono stati presentati in film e spot pubblicitari, presentando la sua musica alle nuove generazioni. Oggi, è ampiamente considerato un’icona di culto nella scena musicale folk e indie, ricordato per il suo stile musicale unico e per la scrittura di canzoni profonda e introspettiva.

Buena Vista Social Club – Buena Vista Social Club (1997)

Anche se sono passati dieci anni dall’ultimo disco a suo nome “Get Rhythm”, Ry Cooder non ha mai smesso di perseguire i propri interessi di musicista. Colonne sonore a parte, ha smesso da molto di pensare ai dischi in modo tradizionale. E’ stanco, disilluso e scontento: non gli interessa più il mondo occidentale, la società consumistica, lo show biz in cui, per anni, ha cercato invano di fare “cultura”.
Ry Cooder ama la musica, quella vera, incontaminata e pura e, oggi come oggi, non trova spazio in America: le case discografiche non sono interessate a dei prodotti alternativi di questo genere, non sono facili da vendere, non attraggono i giovincelli, non sono, radiofonicamente parlando, stimolanti. E lui sbattendosene altamente, ha continuato per la propria strada.
Ha inciso con Ali Farka Toure il bellissimo “Talking Timbuktu”, poi si è preso la sua bella pausa. Ha pensato e meditato a lungo, ed ha spostato i suoi interessi verso Cuba. Il calore ed i colori della musica cubana, della musica latina in generale, lo hanno sempre attratto: ma un conto è avere degli interessi, ben altro quello di riuscire a penetrare la musica locale, facendola propria, pur restando sempre in un ambito strettamente tradizionale. E con “Buena Vista Social Club” Cooder ha toccato realmente una delle vette della sua carriera.
In questo disco, oltre al suo sapiente ed unico tocco chitarristico, abbiamo un manipolo di musicisti straordinari che seguono a bacchetta le sue direttive, pur rimanendo ancorati alla propria tradizione. Ed il risultato è un disco sfavillante in cui i suoni ed i colori dell’isola castrista vanno a braccetto con intuizioni tipicamente cooderiane. I brani sono tutti classici della tradizione cubana, consigliati per lo più da Segundo e Gonzales, oppure da Juan De Marcos Gonzales.
Spiega Ry: “Come il blues, questa musica non è mai stata distrutta dalla commercializzazione. Non esiste un business musicale in questa musica, è ancora pura come quando è nata. I musicisti suonano con gioia, con partecipazione. E’ una musica piena di cuore, di anima, non fa parte del mondo moderno. Questa musica ti parla in maniera naturale, cosa che non esiste più in quella moderna. A Cuba la musica è un tesoro da trovare: se cerchi con attenzione ne trovi le tracce, ed io ho trovato tutto“.
I quattordici brani del disco: Chan Chan, De Camino a la Vereda, El Cuarto de Tula, Pueblo Nuevo, Dos Gardenias, ¿Y Tú Qué Has Hecho?, Veinte Años, El Carretero, Candela, Amor de Loca Juventud, Orgullecida, Murmullo, Buena Vista Social Club, La Bayamesa, sono di una bellezza disarmante, grazie a Cooder & Co., che hanno saputo dare un saggio della loro bravura e ci hanno regalato un disco emozionate e profondo al tempo stesso, prezioso come un gioiello di inestimabile valore. 

La Bussola #16

La descrizione del sito Antropocene è: Quella in cui viviamo è un’epoca successiva all’Olocene, definita Antropocene, il cui inizio viene datato a partire dalla metà del secolo scorso, con quella che è stata definita, considerando una serie di indici economici e ambientali, la «Grande accelerazione», da cui si può evincere come tutto ciò che “fa bene” all’economia (capitalistica) è un crimine per la vita su questo pianeta.

Antropocene è gestito da un Comitato di Redazione formato da volontari che operano senza scopo di lucro nell’ambito del Forum Antropocene. La Redazione è aperta ad accordi di collaborazione con collettivi e redazioni di altri siti che si occupano di Ecologia e Socialismo e con le forze attive nelle lotte sociali ed ecologiste.

Asterisco *34

Al mondo non c’è cosa più bella di imparare. Ed è bellissimo avere la consapevolezza di avere ancora tanto da imparare. Per evitare di rovinare questa sensazione io resto ostinatamente nell’abisso della mia ignoranza.

Appunti Corti # 108

È solo questione di tempi, e la relativa azione nasce dall’essere presente, sul pezzo, nel non lasciar andare ciò che reputiamo davvero importante… Nessuno si sbatte l’anima per qualcosa di cui non sia veramente convinto che valga la pena farlo… Perché è tutto relativo… L’assoluto, il “mai” e il “per sempre” sono solo nostre “cornici” alla realtà, per non smarrirsi davanti al Tutto, all’Infinito, all’Universo… Ma nulla è mai e niente è per sempre… Tutto scorre, e scorrendo muta… questa l’insondabile, eterna Legge del Logos, del viaggio della Vita…

Art Pepper, ponte fra due ere del jazz 

Art Pepper nome Arthur Edward Pepper (morto il 15 giugno 1982) è stato un sassofonista statunitense, tra i più importanti esponenti del jazz West Coast. Il suo stile distintivo, caratterizzato da un suono lirico ed espressivo, lo ha reso una figura chiave del cool jazz, pur avendo subito anche l’influenza del bebop.
Pepper ha iniziato la sua carriera suonando con Stan Kenton negli anni ’40, ma ha raggiunto la notorietà come leader negli anni ’50 con album come Art Pepper Meets the Rhythm Section (1957), registrato con la sezione ritmica di Miles Davis (Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones). Questo disco è considerato un capolavoro del jazz.
La sua carriera è stata segnata da problemi personali, tra cui una lunga dipendenza dalla droga, che lo ha portato a diversi periodi di detenzione. Nonostante questo, ha avuto una straordinaria rinascita artistica negli anni ’70, con album come Living Legend (1975) e la serie The Complete Galaxy Recordings, che mostrano una maturità espressiva ancora più intensa.
La sua autobiografia, Straight Life (scritta con la moglie Laurie), è un resoconto crudo e potente della sua vita tra la musica e le difficoltà personali.

Francis Bacon

L’esistenza di Bacon è stata in ogni momento della sua esistenza (artistica e non) caratterizzata dall’eccesso e dalla trasgressione.
Egli è sempre vissuto fuori dalle regole della buona società borghese, a cominciare dalla sua dichiarata omosessualità che lo ha portato ad una volontaria segregazione dalla scena ufficiale di una Londra ancora troppo conservatrice e puritana. Durante la sua lunga e tumultuosa esistenza, egli ha accuratamente coltivato la sua ossessione per l’alcol e per il gioco, al punto di arrivare ad identificare la propria vita con l’azzardo.

Questo aspetto lo ha spinto ad una continua messa in discussione di sé, come uomo e come artista che rifugge le troppo facili certezze. In Bacon l’arte stessa, persa la sua funzione educativa, non è più portatrice di messaggi all’umanità e diventa una pratica autonoma, quasi un gioco, da condurre però con estrema serietà dal momento che viene a coincidere con l’esistenza dell’artista. Il controverso rapporto che egli stabilisce con il reale provoca una tensione fra la cosa viva e la sua immagine proiettata sulla tela. Tensione che, secondo l’artista, non può scaturire dall’arte astratta. […] Uno degli scopi principali di Bacon è, quindi, quello di esprimere la realtà in tutta la sua violenza, attraverso una pittura che scaturisca dalla sensazione immediata e, come lui stesso afferma, che rappresenti “il tentativo di catturare l’apparenza con l’insieme delle sensazioni che questa particolare apparenza susciti in me”.

[…] L’opera di Bacon, quindi, non è mai semplice trascrizione oggettiva delle cose, ma diventa essa stessa una realtà nuova, a sé stante, attraverso la quale comunicare con forza l’eccitazione di un contatto con gli strati più nascosti della natura umana, sui quali concentrare tutto il suo interesse. Per questo egli afferma: “È così difficile descrivere. Si può solo parlare dei propri istinti e lasciar perdere il resto”.

La Bussola #15

La descrizione del sito Consumatori è: Dal 1955, siamo la prima associazione di consumatori in Italia. Con oltre 150 sedi in tutta Italia, tuteliamo, aiutiamo e rappresentiamo gli interessi dei consumatori grazie a un team di esperti sempre pronto ad affrontare ogni sfida.

Ogni anno Unione Nazionale Consumatori APS (UNC) risolve migliaia di reclami grazie a un team di esperti. Se si hanno problemi da risolvere, basta utilizzare lo sportello presente nel sito e si riceve assistenza personalizzata. Oppure rivolgersi ad una sede UNC presente sul territorio, ricordando che queste operano in completa autonomia e sotto la loro completa responsabilità.