Heart of Gold – Neil Young (1972)

Una delle peculiarità di Neil Young oltre aver scritto canzoni immortali, patrimonio sonoro di intere generazioni è stato il movimento; infatti la sua vita è sempre stata un continuo girovagare perché fermarsi avrebbe significato perdersi, straniarsi, in una sola parola: invecchiare. Per questo è sempre stato “sulla strada”, in direzione avanti, senza nostalgie o ricerche di un tempo perduto. Sempre senza curarsi della moda, perché il percorso di Young è costruito sulla roccia della coerenza e della qualità, non sulla sabbia del trend. E’ questo uno dei suoi segreti che, alla bella età di settantotto anni è ancora illuminato dalle luci della ribalta.

Hüsker Dü — Warehouse: Songs And Stories (1987)

Prima dei R.E.M., dei Sonic Youth e dei Nirvana, un altro grande gruppo del circuito alternativo a stelle e strisce fu ingaggiato da una major, per provare a dimostrare che certo rock nato e maturato nei bassifondi poteva diventare un business: si trattava di un trio originario di Minneapolis, con un nome assurdo — “ti ricordi?” in svedese — e trascorsi di rilievo nell’ambito dall’hardcore più feroce e senza compromessi, la cui leadership era divisa tra due compositori e cantanti impegnati anche alla chitarra (Bob Mould) e alla batteria (Grant Hart). Finì nel peggiore dei modi, quel sodalizio che pure aveva fruttato sette album e mezzo, di cui due doppi, in appena sei anni: con furibondi litigi e tanta amarezza. E finì, ironia del destino, poco dopo l’uscita del capolavoro che ne rappresentò lo zenit qualitativo e che quindi, suo malgrado, interpretò il ruolo un po’ sinistro dell’epitaffio.

Secondo lavoro marchiato Warner, dopo il quasi altrettanto imperdibile Candy Apple Grey, questo doppio vinile esalta la (purtroppo) definitiva maturità di una band che, lasciatasi alle spalle la lancinante crudezza degli esordi (documentata al meglio dal non meno monumentale Zen Arcade del 1984), aveva imparato a conciliare vigore punk e squisita indole pop in un songwriting di eccelsa caratura: lo fa con venti eccezionali brani — doveroso citare almeno Ice Cold Ice, la cui furibonda incisività non riesce a nascondere marcate influenze Beatles, e il più malinconico Standing In The Rain — all’insegna di un suono scabro, sfilacciato, spigoloso e distorto, splendidamente vivo e profondo anche e soprattutto dal punto di vista emotivo. Pur avendo firmato con una multinazionale, gli Hüsker Dù hanno rappresentato per la scena indie degli ’80 ciò che i Fugazi sono poi stati per quella del decennio successivo. un simbolo e un modello, attitudine oltre che musicale. E la dimostrazione inequivocabile che partendo da pochi accordi rabbiosi e suonati velocissimamente si poteva arrivare molto, molto lontano.

Simplenote

Simplenote è un’applicazione web progettata per salvare note testuali in modo facile e veloce. La sua interfaccia è totalmente compatibile con i dispositivi che funzionano con touch screen.
La cosa interessante è che ciascuna nota ha una sua storia di modifiche che può essere visualizzata all’istante in ogni momento.
Altra caratteristica interessante è che l’applicazione consente di fare degli appunti per poter accedere più velocemente all’elenco delle note.
Per localizzare gli appunti di un argomento in particolare utilizzate la ricerca istantanea. Basta digitare nel campo di ricerca e appariranno i risultati.
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La vita è nostra

“I nostri sogni possono anche essere meravigliosi, le nostre speranze elevate e i nostri ideali nobilissimi, ma in definitiva per realizzarli abbiamo bisogno di coraggio. Possiamo avere le idee più geniali e i progetti più grandiosi del mondo, o sentirci colmi d’illimitata compassione per gli altri, ma tutto questo non ci porterà a nulla se non abbiamo il coraggio di tradurlo in azione.”

Queste poche righe estrapolate da questo post del maestro Ikeda, insegnano molto semplicemente – come al solito – ma con estrema saggezza, qual’è il “trucco” per rendere la vita felice: il Coraggio.
E’ il coraggio che ci permette successivamente di mettere in opera l’Azione. Senza coraggio rimaniamo nella nostra “confort zone” che poi non è detto sia sempre “confort”. Ed è proprio per questo che si deve tirar fuori il coraggio per cambiare quegli aspetti che non ci rendono felici.

Qualunque sia il risultato, la cosa importante è fare un passo avanti sul sentiero che ritenete giusto. Non preoccupatevi di quello che possono pensare gli altri. Siate fedeli a voi stessi. Dopo tutto, la vita è vostra.

Tramonti

I tramonti si sa, affascinano sempre.
Quello che evocano, visivamente con i loro colori rossastri e caldi, spiritualmente per i loro significato e romanticismo, rendono piacevolezza agli occhi di chi li guarda.

Baaba Maal – Being (2023)

A sette anni dall’ultima sua pubblicazione “The Traveller”, Baaba Maal ritorna con “Being”, un disco ritmicamente potente e liricamente premuroso, una delle uscite più emozionanti della sua lunga discografia.
A 70 anni Maal sembra un uomo sulla quarantina. È invecchiato incredibilmente bene. Così come la sua musica. Dal 1989, album dopo album, ne ha pubblicato una ventina, una quindicina come solista e una manciata in collaborazione. Quasi tutti i suoi dischi non solo si basano sulle sue radici senegalesi, ma aggiungono suoni e vibrazioni occidentali, creando così un sound totalmente personale.
In questo “Being” Maal ci offre un qualcosa in più, che supera le sue uscite precedenti. La voce di Maal è sublime e le melodie sono ipnotiche. Si alzano e cadono con grazia, ma sono anche in grado di ruggire quando necessario. Le armonie sono squisite e, abbinate alla voce di Maal, diventano un bene prezioso che fanno il suo marchio di fabbrica.
Being è un’esplorazione delle radici africane di Maal in Senegal. Il disco attraversa i generi a lui consoni, mettendo in evidenza gli strumenti africani tradizionali insieme a suoni elettronici futuristici. Being mette in evidenza le problematiche di un mondo che cambia e si modernizza sottolineando soprattutto il cambiamento climatico che minaccia il suo territorio, la sua gente, il suo vivere.

Ascolta l’album

Un vocabolario illustrato interattivo gratuito

Sul sito Languageguide è possibile scegliere fra oltre 20 lingue, comunitarie e non (arabo, hindi, turco e molte altre ancora…), per tradurre o per imparare un lessico di base. Il sito mette a disposizione illustrazioni, audio con la pronuncia, esercizi per apprendere lessico riferito a temi e domini quali: alfabeto, numeri, corpo, casa, cibo, famiglia, abbigliamento, città, trasporti, animali, natura, salute e altro ancora. Uno strumento utile, gratuito e di facile consultazione.

Archivio Luce: la memoria d’Italia è a portata di clic

Settantamila filmati in alta definizione, documentari e testimonianze storiche, nuovi video, 400mila fotografie, tesori d’archivio e attualità, un secolo di immaginario italiano in un clic. C’è tutta l’Italia con la sua storia, il cinema e la cultura, le arti, la politica e la cronaca, il costume e lo sport. I cinegiornali e la Settimana Incom, le prime elezioni politiche del 1948, l’alluvione a Firenze, il rapimento Moro, gli Oscar a Sophia Loren e a Federico Fellini.

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l mio blog altro non è che uno spazio dove riversare pensieri a flusso libero, citazioni incessanti a brani e album musicali e foto amatoriali per poter dire che vivo di questo, ma non nel senso di guadagnarci con questo ma che il mio etere vive di questo. Vive di musiche che formano paesaggi sonori per mantenermi distratto. Vive di testi eterogenei che formano uno scenario per mantenermi vivo. Vive di foto naturali che formano un tappeto visivo per mantenere i ricordi.