The Clash — Sandinista (1980)

Un monumento: tre dischi, trentasei titoli, due ore e un quarto abbondanti di musica. Ogni musica immaginabile dentro il perimetro del rock e nelle zone ad esso limitrofe e oltre ancora: reggae innanzitutto e poi funky, disco, soul, jazz, calipso, gospel, country. E rockbilly e ombre o poco più, di quel punk deragliante da cui i Clash erano partiti nel 1977 per approdare due anni dopo all’enciclopedismo di London Calling, riassunto magistrale in due LP di un quarto di secolo di rock’n’roll. Quest’ultimo triplo segnò il passo successivo, e quale passo, un balzo in avanti mozzafiato che lasciò a bocca aperta, il respiro affannoso, per la meraviglia e l’ammirazione. Sandinista è un’opera di fusione superba, un lavoro in cui il rock si rivitalizza risalendo alle sue radici più ataviche, confrontandosi e amalgamandosi con le musiche terzomondiste.

Un monumento, si è detto, e come tutti i monumenti forse un po’ ingombrante. Avrebbe giovato una maggiore concisione fossero stati due i dischi (il terzo parte alla grande ma poi si perde per strada, è dispersivo e sostanzialmente superfluo) e sarebbe stato il capolavoro degli anni Ottanta. Resta comunque uno degli album più grandi della storia della musica rock.

Artefatti di Internet #16 – Severe Tire Damage (1993)

Il 24 giugno 1993, i Severe Tire Damage sono diventati la prima band a trasmettere in streaming un concerto su Internet. Il gruppo rock poco conosciuto si è esibito nel patio dello Xerox PARC di Palo Alto, in California, utilizzando l’Mbone (Internet Multicast Backbone) per trasmettere video che sono stati guardati dal vivo fino all’Australia. Come ha osservato uno spettatore, “Per citare tutte le persone che hanno detto di Woodstock, ‘io ero lì’ (da remoto)”. Successivamente la band ha iniziato lo streaming live ogni mercoledì sera. Gli spettatori degli streaming settimanali potevano cambiare l’angolazione della telecamera, regolare il mix audio e persino controllare una macchina del fumo nel seminterrato della band.

Ampiamente utilizzato su Internet e sulle reti di telefonia mobile , lo streaming consente la riproduzione di un flusso audio o video (nel caso di video on demand ) così come viene trasmesso. Si oppone quindi alla distribuzione tramite download di file che richiede di recuperare tutti i dati di una canzone o di un estratto video prima che possa essere ascoltato o guardato.
I dati vengono continuamente scaricati nella RAM, analizzati al volo dal computer o dallo smartphone e trasferiti rapidamente su uno schermo o un lettore multimediale (per la visualizzazione), quindi sostituiti con nuovi dati. I flussi audio o video in streaming sono generalmente forniti da piattaforme che offrono più film, serie o tracce musicali. (continua…)

Alexander Calder

Alexander Calder era un artista americano noto soprattutto per la sua invenzione delle sculture cinetiche conosciute come “mobiles”. Calder ha anche prodotto una varietà di opere d’arte bidimensionali tra cui litografie, dipinti e arazzi, come si vede nel suo Butterfly (1970).

“Tutta la mia teoria sull’arte è la disparità che esiste tra forma, masse e movimento”, ha detto una volta l’artista.

Nato il 22 agosto 1898 a Lawnton, Pennsylvania, Calder si dedicò all’arte negli anni ’20, studiando disegno e pittura. Successivamente Calder si trasferì a Parigi per continuare i suoi studi, dove venne introdotto all’avanguardia europea attraverso le esibizioni del suo Cirque Calder (1926-1931).

“Mi piacevano molto le relazioni spaziali”, ha detto del suo interesse per il circo. “L’intera faccenda del… il vasto spazio… l’ho sempre amato.” Con queste performance, insieme alle sue sculture in filo metallico, Calder attirò l’attenzione di figure importanti come Marcel Duchamp, Jean Arp e Fernand Léger. In particolare, fu il suo amico Duchamp a coniare il termine mobile – un gioco di parole in francese che significa sia “movimento” che “motivo” – durante una visita allo studio parigino di Calder nel 1931. I suoi primi “mobiles” si muovevano tramite motori, ma Calder abbandonò presto questi meccanismi. e pezzi progettati che si muovevano grazie alle correnti d’aria o all’interazione umana. Nel corso di settant’anni, insieme ai suoi “mobiles”, ha prodotto anche dipinti, sculture monumentali all’aperto, opere su carta, oggetti domestici e gioielli. L’artista ha vissuto sia a Roxbury, CT, che a Saché, in Francia, prima della sua morte avvenuta l’11 novembre 1976 a New York, NY. Oggi, le sue opere sono conservate nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, della National Gallery of Art di Washington, D.C., del Whitney Museum of American Art, New York, dell’Art Institute of Chicago e della Tate Gallery di New York. Londra.

Link utili: Wikipedia – Artesplorando – Tartaglia Arte –

Frammenti d’inverno #4/4

Mi sono affezionata all’inverno perché sento che è vero, non come l’estate che vola via e sembra così divertente e allegra ma non lo è, perché il sole è sempre di corsa e lascia tutti con l’amaro in bocca. L’inverno non pretende di confortare, ma in fin dei conti sento che è consolante, perché una si raggomitola su se stessa e si protegge e osserva e riflette, e credo che soltanto in questa stagione si possa pensare per davvero. (Marcela Serrano)

Angie – The Rolling Stones (1973)

Angie è sicuramente una delle canzoni più popolari dei Rolling Stones. Fu pubblicata come singolo nel 1973 e successivamente inclusa nel loro album “Goats Head Soup”. Angie racconta la fine di una storia (ma non di un amore), quello tra Mick Jagger e Marianne Faithfull, la donna che ha attraversato tutti gli inferni e ne è uscita viva, malconcia, ma viva. La canzone ha un tono malinconico e introspettivo, con Jagger che esprime sentimenti di rimpianto e desiderio. Angie divenne un grande successo per i Rolling Stones, raggiungendo la vetta delle classifiche in diversi paesi. La popolarità della canzone è durata nel corso degli anni e continua a essere un punto fermo delle stazioni radio e delle playlist di rock classico. Angie mette in mostra la capacità dei Rolling Stones di creare ballate cariche di emozione pur mantenendo il loro caratteristico suono rock.

Natura

Nella vastità della natura,
dove il mondo si schiude in splendida pittura,
trovo ispirazione e meraviglia,
in ogni suo dettaglio e ogni sua sfumatura.

La natura è un poema senza fine,
un’opera d’arte che si rinnova ogni giorno,
e io, mi perdo in essa, perché in essa
trovo la vera essenza dell’amore e dell’armonia.

Così, con parole semplici e sincere,
celebro la bellezza della natura,
e spero che tutti possano fermarsi un attimo,
per ammirarla e custodirla con premura.

50 Libri da leggere assolutamente

Il sito Hello! World ora dismesso, ha stilato diversi mesi fa, due liste che raccolgono 50 nomi di libri e di film che reputano di grande importanza. Quella che vediamo oggi è: “50 Libri da leggere assolutamente”, la prossima sarà: “50 Film da vedere assolutamente”.

Lo sappiamo bene, i libri da leggere, quelli da non perdere, sono infiniti. Non basterebbe una vita per leggere tutti i libri più importanti. Questa lista quindi, va presa come un semplice suggerimento senza nessuna altra pretesa.

La lista è in ordine alfabetico.

1 – 1984, George Orwell
2 – A scuola dallo stregone, Carlos Castaneda
3 – Bhagavadgītā
4 – Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez (da non perdere anche L’amore ai tempi del colera)
5 – Cyrano de Bergerac, Edmond Rostand (commedia teatrale)
6 – De profundis, Oscar Wilde (anche Il ritratto di Dorian Gray, l’importanza di chiamarsi Ernesto)
7 – Delitto e castigo, Fedor Dostoevskij (anche Memorie dal sottosuolo, I fratelli Karamazov e Il giocatore)
8 – Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Raymond Carver
9 – Donne spezzate, Simone de Beauvoir (anche Le belle immagini)
10 – Fahrenheit 451, Ray Bradbury
11 – Favole al telefono, Gianni Rodari
12 – Frammenti di un discorso amoroso, Roland Barthes
13 – Full of life, John Fante (anche Aspetta primavera Bandini!, e tutta la saga di Artuto Bandini)
14 – Gargantua e Pantagruele, François Rabelais
15 – Il cinema secondo Hitchcock, François Truffaut
16 – Il codice dell’anima, James Hillman
17 – Il conte di Montecristo, Dumas (anche I tre moschettieri, Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne)
18 – Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati
19 – Il libro dei morti tibetano
20 – Il maestro e Margherita, Michail Bulgakov
21 – Il mambo degli orsi, Joe Lansdale (anche Mucho Mojo e tutta la saga di Hap e Leonard)
22 – Il pasto nudo, William Burroughs (anche La scimmia sulla schiena e La macchina morbida)
23 – Il senso di una fine, Julian Barnes
24 – Il vagabondo delle stelle, Jack London
25 – I sotterranei, Jack Kerouac (anche Sulla strada e I vagabondi del Dharma)
26 – Jules e Jim, Henri-Pierre Roché
27 – L’amante di Lady Chatterley, David Herbert Lawrence
28 – L’arte della gioia, Goliarda Sapienza
29 – L’isola di Arturo, Elsa Morante
30 – L’urlo e il furore, William Faulkner
31 – La gioia di scrivere Tutte le poesie 1945-2009, Wislawa Szymborska
32 – La tempesta, William Shakespeare (anche Amleto, Otello, Sogno di una notte di mezza estate e il Giulio Cesare)
33 – La vera storia del pirata Long John Silver, Björn Larsson
34 – La versione di Barney, Mordecai Richler
35 – L’arte di essere felici esposta in 50 massime, Arthur Schopenhauer
36 – Le Poesie, Pablo Neruda
37 – Le Straordinarie Avventure Di Pentothal, Andrea Pazienza
38 – Lezioni Americane, Italo Calvino
39 – L’inverno di Frankie Machine, Don Winslow (anche Il potere del cane)
40 – Lo straniero, Albert Camus
41 – Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
42 – Miti e dei dell’India, Alain Daniélou (anche Shiva e Dioniso e Le vie del labirinto, ricordi d’oriente e d’occidente)
43 – Mondo nuovo, Aldous Huxley (anche Le porte della percezione e La filosofia perenne)
44 – Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen
45 – Per chi suona la campana, Ernest Hemingway
46 – Poesie a Casarsa, P.P. Pasolini
47 – Post Office, Charles Bukowski
48 – Reparto N. 6, Anton Cechov
49 – Tropico del Cancro, Henry Miller (anche Tropico del Capricorno, Primavera nera, Il colosso di Marussi e Big Sur, Big Sur e le arance di Hieronymus Bosch)
50 – Uomini e topi, John Ernst Steinbeck