Dialetti

Nel lontano 2008, insieme a un sparuto gruppo di amici “virtuali”, con delle passioni comuni, aprimmo un blog che portava il nome di Dialetticon, spazio ancora visibile a questo indirizzo.

Dal nome si capisce che l’oggetto sono i dialetti, un modo molto semplice e spartano di condividere termini e parole che il tempo si sta portando via.
Il blog poi, come spesso succede, dopo qualche anno si arenò, anche se ogni tanto qualcosa viene ancora pubblicato.

Per non perdere i dialetti, un tesoro nazionale ancora radicato in Italia ma a rischio di estinzione, è nata la più grande banca dati digitale dedicata allo studio, alla documentazione e alla ricerca sui dialetti e le lingue minoritarie parlate nelle regioni del Nord Italia.

Una raccolta di migliaia di registrazioni audio in 18 dialetti registrata dalle persone comuni, nelle scuole e attraverso il sistema del crowdsourcing, che incoraggia la partecipazione attiva dei residenti nei territori. Il progetto “AlpiLinK – Lingue Alpine in contatto” coinvolge cinque università italiane: Torino, Valle d’Aosta, Verona, Trento e Bolzano.

Sono oltre 200 mila le registrazioni raccolte dal 31 dicembre 2023, grazie al contributo di 1731 persone. L’obiettivo è dare un contributo significativo alla conoscenza dei dialetti e sperimentare un nuovo modello partecipativo di ricerca che si basa sul coinvolgimento dal basso. Tutte le persone che parlano un dialetto possono infatti contribuire direttamente alla ricerca attraverso il sito di AlpiLinK partecipando in pochi minuti all’audio-sondaggio dedicato in cui viene proposto all’utente di utilizzare il proprio dialetto o la propria lingua per descrivere cosa accade in una scena o per tradurre le frasi o parole indicate. Le varietà linguistiche interessate dal progetto sono friulano, veneto, trentino, ladino, lombardo, piemontese, francoprovenzale, occitano, walser, cimbro, mòcheno, sappadino, saurano, timavese, tirolese, resiano, tedesco e sloveno della Val Canale. I dati raccolti sono elaborati e catalogati da 26 ricercatori degli atenei coinvolti nel progetto e resi accessibili in modo gratuito online.

Qui il progetto AlpiLink

Prelinger Archives

Nato nel 1983 per opera del professor Rick Prelinger, si tratta di un enorme archivio di film. Circa dieci anni fa è stato acquisito alla Library of Congress e, da allora, è iniziato un lungo lavoro di digitalizzazione di più di 11.000 titoli, di cui circa 6.600 sono disponibili in free download.

L’archivio Prelinger fa scaricare più di 6.600 film e documentari gratis

Si va dai primi del ‘900 fino a i giorni nostri e si può trovare davvero di tutto: dagli spot commerciali, ai filmati educativi che venivano proiettati nelle scuole americane negli anni ’50 o quelli di propaganda girati dopo la seconda guerra mondiale. Per non parlare dei cartoni, di migliaia di documentari o di cortometraggi amatoriali.

Tutti i filmati sono disponibili al fine di essere condivisi e riusati in tutti i modi possibili: l’intero progetto si basa sull’idea che gli utenti possano sfruttare questo enorme archivio per proiezioni o per la creazione di contenuti nuovi.

Link al Prelinger Archives

David Honeyboy Edwards: l’ultimo grande rappresentante del “Delta Blues”

Il 28 Giugno del 1915 a Shaw, nel Mississippi U.S.A., nasceva il grande bluesman David Honeyboy Edwards, che viene considerato l’ultimo grande rappresentante del cosiddetto “Delta Blues”. Edwards inizio la sua carriera di cantante e chitarrista a soli quattordici anni accompagnando dal vivo Wolf e Walter: il debutto vero e proprio come solista, pochi anni più tardi, avvenne nei club di Memphis. Trasferendosi a Greenwood, entrò in contatto con molti musicisti Blues, tra i quali il mitico Robert Johnson che – secondo la leggenda – era presente la notte della morte, avvenuta dopo l’ingestione di un bicchiere di whisky avvelenato, dell’icona delle dodici battute. Ebbe la sua prima occasione di registrazione discografica nel 1942, da parte di Alan Lomax, per conto della “Library of Congress”, come esempio del tipico “Blues rurale del Delta”. Pur avendo registrato dischi per case discografiche importanti come la “Chess” di Chicago e la “Sun” di Memphis, per decine di anni non riscosse successo, e diverse incisioni non videro la pubblicazione. Solo in tarda età, negli anni ’80 e ’90 venne “riscoperto”, apprezzato e portato al successo, pubblicando finalmente anche le sue primissime incisioni. Nel 2004 fu invitato a partecipare a Dallas ad un irripetibile concerto con gli ultimi grandi del “Delta Blues”, insieme a Pinetop Perkins, Henry Townsend e Robert Lockwood. Nel 2009 fu invitato alla “Biennale Musica” di Venezia, nella rassegna “La musica del novecento” e nel 2011, a 96 anni, riuscì a fare anche la sua ultima tournée negli Stati Uniti, per poi spengersi il 29 agosto per un attacco di cuore a Chicago.

Appunti Corti #25

In tutta Europa soffia il vento del negazionismo climatico che viene identificato come ‘ideologico’. I più teneri danno la colpa alla Cina, i più ortodossi a Greta e agli imbrattatori di monumenti. La maggior parte di noi non fa nulla per cambiare le proprie abitudini e, soprattutto le multinazionali, resistono alla trasformazione green se non ben sovvenzionati da incentivi che, ovviamente, generano nuova spesa pubblica.
La mia generazione purtroppo ha espresso una classe dirigente inadeguata per affrontare il green deal e dunque non resta che sperare in quella futura.
Verranno tempi difficili. E siamo solo all’inizio.

Jefferson Airplane — Volunteers (1969)

A metà degli anni sessanta, specialmente in California esplodono le feste hippy, la sbornia mistica, l’equazione tra amore e libertà trionfa, la maggior parte dei gruppi West-Coast sono attivissimi ed in prima fila nella contestazione al “sistema” ed alla guerra al Vietnam.

I Jefferson, formatosi nel ’65, conoscono già il successo, soprattutto grazie a un percorso artistico che partendo dal folk revival acustico li portano alla psichedelia, al rock “acido”, alle ballate libertarie e impegnate. La loro “visione” musicale è per lo più una ricerca collettiva che li porta pian piano ad annullarsi come entità fissa per ridefinirsi come collettivo aperto alle collaborazioni.

Nel novembre del 1969 esce “Volunteers” il loro l’album più polemico. Gli ospiti del disco sono come sempre importanti: Jerry Garcia, Joey Covington, David Crosby, Nicky Hopkins al pianoforte e Stephen Stills all’organo hammond. Paul Kantner, Steve Stills e David Crosby firmano insieme “Wooden ships” uno dei momenti più riusciti dell’album. “Volunteers” si apre con “We can be together”, un vero e proprio inno alla fratellanza mentre “Hey Fredrick”, scritta da Grace Slick è uno dei momenti più toccanti con il piano di Nicky Hopkins. Altri brani interessanti sono “Good Shepherd” un traditional arrangiato da Jorma Kaukonen e “Meadowlands” con Grace Slick all’organo.

Un album fantasioso, provocatorio nel quale i Jefferson esprimono la violenta presa di posizione del gruppo sui temi politici in linea con la protesta studentesca nei “campus” delle università californiane. Musicalmente il disco è costruito intorno al talento individuale dei vari componenti della band che presentano Grace Slick alla voce, Paul Kantner alla chitarra, Marty Balin (fondatore del gruppo), Jorma Kaukonen alla chitarra, Spencer Dryden alla batteria e Jack Casady al basso.

La musica dei Jefferson Airplane è stata un perfetto esempio di musica allo stesso tempo militante, almeno nell’accezione del grande movimento americano, e totalmente disposto ad ogni “apertura”. Questa peculiarità è confermata in “Volunteers”, nel quale il vecchio patriottismo, l’attaccamento ai valori fondamentali della nazione americana, erano completamente rigenerati alla luce della rivoluzione di quegli anni: una vera e propria chiamata alle armi che col senno di poi suona come il canto del cigno del movimento.

Appunti Corti #24

Divulgare segreti militari è reato. Quando questi segreti militari riguardano crimini di guerra e civili disarmati, si può scegliere se tenersi la fedina penale pulita o dire la verità. Liberi di fare scelte da vigliacchi, ma non di marchiare come disonesti i coraggiosi.
La lotta nonviolenta si basa sulla verità, e quando vinci vincono tutti. Con la liberazione di Julian Assange vincono tutte le persone per bene del mondo, tutti i giornalisti del mondo, tutti i difensori dei diritti umani del mondo, e perdono i criminali e gli assassini ubriachi di potere al punto di voler disporre della vita altrui al di sopra di ogni legge, uccidere a piacimento in guerra, considerare come proprietà privata il diritto all’informazione pubblica e le persone che lo esercitano.

Artefatti di Internet #25 – Ebay AuctionWeb (1995)

Creata dal 28enne Pierre Omidyar, AuctionWeb era una delle prime piattaforme di e-commerce che consentiva alle persone di elencare gli articoli in vendita al miglior offerente. Omidyar voleva creare una piattaforma che permettesse alle persone di essere produttori oltre che consumatori. Il primo oggetto venduto è stato un puntatore laser rotto, venduto per 14,83 dollari. AuctionWeb cominciò presto a generare 10.000 dollari al mese, ma l’elevato traffico del sito provocò anche un aumento delle tariffe di web hosting, portando Omidyar a lasciare il suo lavoro quotidiano e iniziare a prendere una percentuale su ogni transazione per finanziare il sito che divenne Ebay.

eBay divenne pubblica il 21 settembre 1998 e Omidyar divenne immediatamente un miliardario. Attualmente, eBay comprende tre attività principali, o come il precedente CEO Whitman definisce la strategia “il potere dei tre”: 1. Il mercato eBay: eBay lo descrive come “piattaforma online per la vendita di beni e servizi da parte di una comunità appassionata di individui e piccole imprese dove “chiunque può acquistare qualsiasi cosa”. e inviare e ricevere rapidamente pagamenti online. 2. PayPal: acquisito da eBay nel 2002, PayPal mira a “creare un nuovo standard globale per i pagamenti online” e consentire a qualsiasi individuo o azienda con un indirizzo e-mail di inviare e ricevere pagamenti online in modo sicuro, semplice e rapido. 3. Skype: Skype, acquistata da eBay nel 2005, è una società di comunicazione Internet il cui scopo è “che le persone di tutto il mondo possano effettuare comunicazioni vocali e video illimitate e gratuite tra gli utenti del software Skype”. (continua)

Appunti Corti #23

Schematizzo.
Si può pagare un tributo entro la scadenza. Oppure dopo, con “ravvedimento operoso” con sanzione ridottissima, fino a oltre un anno (dipende da tributo, scadenza, ecc.) Dopo un po’ (uno o due anni) arriva un “avviso bonario” con sanzioni meno ridotte. Dopo un altro po’ (altri uno o due anni) arriva finalmente una “cartella esattoriale” con sanzioni intere.
Quando si parla di cartelle non è questione di distrazione o momentaneo bisogno: è essere evasori.
Ah! dimenticavo… tanto poi arriva il condono abituale.

Soichiro Tomioka

Soichiro Tomioka (1922 – 1994) è nato e cresciuto nel terra innevata della prefettura di Niigata in Giappone. Circondato dalla neve fin dall’infanzia, Tomioka ha continuato a dipingere la neve, simbolo dei suoi primi ricordi, per tutta la sua carriera. Influenzato dal suo amore e dalla sua conoscenza della neve, Tomioka ha trascorso molti anni a sviluppare una sua originale vernice bianca. Unica nel colore e nella consistenza e resistente allo scolorimento e alle crepe. A loro volta, i paesaggi innevati che Tomioka ha reso con questa pittura hanno dato forma al mondo di bianco di cui è stato testimone e che ha cercato di trasmettere nel corso della sua carriera.

Completamente autodidatta, Tomioka non ha mai ricevuto una formazione classica come pittore. Dopo aver ricevuto il New Art Society Award alla mostra Shin-seisaku nel 1926, l’artista ha dedicato la sua carriera alla pittura che, a sua volta, lo ha portato a ricevere vari premi di grande successo, sia a livello locale che internazionale. Dopo sette anni vissuti a New York dove si guadagnò una solida reputazione grazie alla sua partecipazione a numerose mostre tenutesi presso istituzioni rinomate, a causa della crescente minaccia della guerra del Vietnam e di un infortunio personale, Tomioka tornò in Giappone, per cercare vari paesaggi innevati giapponesi da dipingere.

Attraverso un utilizzo ambizioso di elicotteri e aerei, Tomioka catturò le varie vedute a volo d’uccello di montagne innevate, pianure, fiumi, laghi, mari e foreste. Queste opere rendono prospettive che presentano vedute di paesaggi naturali visti non dal punto di vista degli esseri umani, ma di qualcosa di più grande. Attraverso queste scene Tomioka presenta l’idea che l’umanità risiede in un mondo di fenomeni imprevisti che trascende la comprensione umana, esiste nell’abbraccio della natura ed è viva solo per un momento nell’eterno passaggio del tempo.