Appunti Corti #9

Ancora una volta scelgo di andare a votare. Non m’importa di quei: “tanto fanno ciò che vogliono”, “sono tutti uguali”, “tanto non cambia nulla” e via via dicendo, non mi lascio prendere dal qualunquismo. Se gli altri non fanno niente, questi fanno del male, primo tra tutti il problema dei diritti civili, diritti che vengono schiacciati, derisi, strumentalizzati. Evito la lista di tutte le nefandezze iniziate e in programma, in parte già presenti in Italia. E’ proprio per questo che andrò a votare, per non sentirmi in parte responsabile della deriva sociale e culturale che inevitabilmente saremo destinati, perché non votando avvaloro questi “esseri” che non solo non mi rappresentano ma sono anche artefici (nonostante la mia età) dell’ansia per il futuro.

Appunti Corti #8

Nel mondo comanda (e dispone di vite umane, come noi di zanzare e formiche) chi ha più armi, potere e soldi. Questo ci sta bene per un po’, a volte anche per anni, fino a quando gli Hitler, i Putin e i Netanyahu non la fanno talmente grossa da suscitare oltraggio globale. Ma a quel punto è già tardi per usare diritto, politica e democrazia per tenere a bada i potenti, e tanti sprovveduti, credendo di far prima, fanno atto di fede nelle bombe, ovvero in chi ha più armi, potere e soldi.

Office Dog – Spiel (2024)

Gli Office Dog, sono un classico trio chitarra, basso e batteria e sono originari dalla Nuova Zelanda. Spiel è il loro album di debutto, un disco energico, dove la bella voce e la chitarra del frontman Kane Strang ha una presenza determinante.
Per quanto Spiel possa avere una sua trama musicale, in questa prima bella produzione risuonano delle sfumature che inesorabilmente portano alla mente suoni e gruppi del passato, ma non per questo, gli Office Dog non possiedono una loro spina sonora che li differenziano.
Le loro dodici canzoni si inerpicano senza paura in profondità emozionali abbastanza complesse, cariche di tensione, liberate dalla chitarra e voce di Strang.
Spiel è buon disco come pochi album di debutto lo sono.

Ascolta l’album

Appunti Corti #7

In occasione della Festa della Repubblica, credo sia utile ricordare che il 2 Giugno 1946 non si tenne nessuna battaglia militare. Ci fu invece un referendum, nel quale il popolo italiano archiviò la tragica pagina della monarchia Savoia scegliendo invece la Repubblica. Come ogni anno però lo spazio celebrativo della Festa della Repubblica viene occupato dalla parata militare, offuscando il carattere pacifista del 2 Giugno 1946, che condusse alla Costituzione e al famoso articolo 11. Servirebbe restituire la Festa del 2 Giugno al suo carattere civile: una giornata d’incontro tra tutti gli italiani e le italiane, in cui celebrare insieme i valori della Costituzione democratica e antifascista. I militari, invece di sfilare in divisa, dovrebbero essere in libera uscita per unirsi ai festeggiamenti insieme a tutti i civili. Il 2 Giugno torni ad essere la Festa della democrazia e della Repubblica che ripudia la guerra.

2 Giugno

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo)

La jungle music di Bo Diddley

Il 2 giugno 2008 muore ad Archer in Florida, Bo Diddley considerato, insieme a Fats Domino e Chuck Berry, uno dei padri del rock and roll.  Bo Diddley è riconosciuto come uno dei primi e più influenti chitarristi e musicisti rock. Era nato a Pike County, Mississippi, il 20 dicembre 1928. Il suo nome di nascita era Otha Ellas Bates. Nel 1934 sua madre lo mandò a vivere con sua cugina, Guisse McDaniel a Chicago. Successivamente Otha cambiò il suo nome in Ellas McDaniel Diddley. All’età di dieci anni si interessò molto alla musica. Ha iniziato a studiare violino e chitarra alla Foster High School. Bo era molto attivo da adolescente e prendeva anche lezioni di boxe. Ha suonato il violino per l’Ebenezer Baptist Church Orchestra. Diddley suonava canzoni agli angoli delle strade con il suo amico Jerome Green, e Diddley lavorava nell’edilizia per soldi extra. Nell’ottobre del 1954 Bo aveva un gruppo. Si era comprato una chitarra elettrica e la carriera di Bo era iniziata. Si unì a Jerome Green per registrare due di quelli che divennero i successi di Diddley. I due successi furono pubblicati su Checker e salirono alle stelle fino al numero due delle classifiche nazionali R e B. Bo Diddley è apparso anche nei programmi televisivi di Ed Sullivan. I primi dischi di Bo dimostrarono che era molto più avanti dei suoi tempi nel suonare la chitarra. Dopo aver incontrato Billy “Boy” Arnold ed essere stato rilasciato dalla Chess Records, Bo ha cambiato il suo intero metodo di gioco. Bo Diddley ebbe una serie di successi durante i primi anni ’60. Dopo aver perso il favore negli Stati Uniti, divenne popolare in Inghilterra. Anni dopo, la sua influenza sulla scena rock britannica continuò quando fu invitato ad esibirsi con i Clash. Bo Diddley ha avuto molti riconoscimenti come musicista. Nel 1987 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Il successo di Diddley segnò l’inizio della mania del rock ‘n’ roll. Non solo i neri, ma anche i bianchi trovavano piacere nella sua musica. Diddley era sia un potente cantante che un innovatore che visse nel sud della California per molti anni. .Sono un tipo normale”, ha detto. “Ma devo essere diverso in quello che faccio… Perché è questo che mi mantiene nel mondo della musica.” Oggi, secondo Cort Chilldon di Gainesville, Florida, Bo Diddley vive ad Archer, in Florida. Dice: “Hai ragione sul fatto che sia un ragazzo normale. È molto semplice e odia un trattamento speciale. Penso che sia questo il motivo per cui vive dove vive.”

Appunti Corti #6

A Cutrofano (Lecce), Giulio salva le galline dagli allevamenti intensivi e le fa vivere nel suo pollaio (un prato aperto di 4 ettari) fino alla loro morte naturale. Ne ha 6 mila e fanno da 300 a 1.500 uova al giorno, a seconda delle stagioni. Le salva dagli allevamenti intensivi, altrimenti dopo 18 mesi di vita (vivono anche fino a 10 anni) le trasformerebbero in carne di seconda scelta. Nei capannoni con la luce sempre accesa, le hanno illuse che la primavera duri 10 mesi e costrette a deporre un uovo al giorno. Appena vanno in muta, per un mese diventano improduttive, quindi le uccidono. Ma arriva prima Giulio e se le porta via. Niente mangimi chimici né farmaci, le sue uova, riconosciute per la loro qualità superiore, sono esportate in molti paesi europei. Giulio ha dunque dimostrato che etica ed economia possono coesistere, offrendo un modello sostenibile e rispettoso del benessere animale. (Via)

Appunti Corti #5

Se scoppierà l’ultima guerra mondiale non sarà perché un pazzo si sveglia male la mattina, ma sarà al termine di una escalation. Questa escalation è alimentata da diversi poteri imperialisti dotati di armi atomiche. Uno di questi è il potere applaudito a cervello spento dai militaristi all’amatriciana che nascondono dietro la bandiera a stelle e strisce il loro estremismo guerrafondaio, credendosi portatori di pace e libertà mentre compromettono il futuro dell’umanità.