Il blues selvaggio di Howlin’ Wolf

Il 10 giugno 1910 nasce ad Aberdeen, nel Mississippi il bluesman Chester Arthur Burnett, meglio conosciuto come Howlin’ Wolf, uno degli artefici della rivoluzione nel blues nel dopoguerra con l’innesto sugli stili del blues di Chicago dell’aggressività e dell linguaggio musicale del blues rurale. Un artista imponente, straordinario, con un ringhio distintivo e roco, Howlin’ Wolf è stato tra i musicisti blues più influenti degli anni del dopoguerra. Originario del Mississippi, si trasferì a Chicago e registrò per la Chess Records di quella città, Wolf fu in prima linea nella trasformazione del blues acustico del sud rurale nel blues elettrico e urbano di Chicago, ed era uno dei preferiti di molti dei primi artisti influenzati dal blues. Musicisti rock, tra cui i Rolling Stones e Jimi Hendrix.
Dopo che i suoi genitori si sono separati, è stato mandato a vivere con uno zio che lo ha trattato duramente e all’età di 13 anni è scappato per vivere con suo padre, un mezzadro. Wolf è stato ispirato a suonare dai tanti bluesmen che hanno viaggiato attraverso il delta del Mississippi, in particolare da Charley Patton. Nel 1928, dopo aver ricevuto una chitarra come regalo di compleanno, Burnett convinse Patton a dargli lezioni. Wolf fu influenzato dal canto potente e roco di Patton, uno stile che si adattava naturalmente a Wolf, che era alto più di un metro e ottanta e pesava quasi 300 libbre. Ben presto Burnett si esibì nei juke-joint di notte mentre di giorno lavorava nella fattoria di suo padre. Chester ha fatto una forte impressione sul pubblico, suonando una delle prime chitarre elettriche che molti membri del pubblico avessero mai visto e accompagnandosi con la sua armonica percussiva e canti, ringhi e ululati emotivi – uno stile grezzo che gli è valso il soprannome di “Howlin'”. Lupo.” Nel 1941 Wolf fu arruolato e prestò servizio tre anni nell’esercito. Fu dimesso dopo aver subito un esaurimento nervoso e nel 1948 si stabilì a West Memphis, in Arkansas, e formò una band elettrica dallo stile deciso. Wolf attirò l’attenzione di Sam Phillips, proprietario di uno studio di registrazione di Memphis che avrebbe poi fondato la leggendaria Sun Records, e la Philips registrò Wolf e affittò alcuni lati alla Chess Records di Chicago. Rilasciati nel 1952, andarono abbastanza bene perché Chess offrisse a Wolf un contratto, e nel 1953 Wolf si trasferì a Chicago, dove avrebbe vissuto per il resto della sua vita.

L’ennesima conferma del potere della natura

Secondo un nuovo studio dell’Università dello Utah camminare nei boschi migliora il livello di attenzione e benessere. I partecipanti alla ricerca hanno passeggiato nei boschi e in spazi verdi mostrando miglioramenti nei test cerebrali rispetto a quelli che hanno camminato sull’asfalto e in aree urbane.

I ricercatori hanno reclutato 92 partecipanti e hanno registrato le letture EEG (Elettroencefalogramma) su ciascuno di loro immediatamente prima e dopo una passeggiata di 40 minuti. Metà dei partecipanti ha camminato attraverso un’area boschiva nelle vicinanze dell’università e l’altra metà ha camminato attraverso il campus medico e i parcheggi asfaltati dell’università. Entrambi i percorsi coprivano due miglia, con un dislivello simile.

Prima della passeggiata, tutti i partecipanti hanno eseguito degli esercizi cerebrali mentalmente impegnativi e hanno ripetuto il test di attenzione dopo la passeggiata, per verificare quanto la camminata fosse stata rigenerante per la loro mente. Sia il test di attenzione che le letture EEG hanno dimostrato che una passeggiata nella natura ha migliorato il controllo esecutivo dei partecipanti rispetto a una passeggiata in città.

David Strayer, professore di psicologia presso l’Università dello Utah, ha spiegato: Le cose che facciamo ogni giorno tendono a fare un uso massiccio di queste reti di attenzione esecutiva. È una componente essenziale del pensiero di ordine superiore. C’è un’idea chiamata biofilia che in sostanza dice che la nostra evoluzione, nel corso di centinaia di migliaia di anni, ci ha portato ad avere una maggiore connessione o amore per gli esseri viventi naturali. Il nostro ambiente urbano moderno è diventato una fitta giungla urbana con telefoni cellulari, automobili, computer e traffico: proprio l’opposto di questo tipo di ambiente ristorativo.

In breve, i dati hanno mostrato che una passeggiata nella natura ha illuminato le regioni cerebrali legate al controllo esecutivo, che influenza la memoria di lavoro, il processo decisionale, la risoluzione dei problemi e la pianificazione di una persona, hanno detto i ricercatori.

Via | Università dello Utah

Appunti Corti #12

Di fronte a tanti scenari di guerra, è incredibile che non si arrivi a capire che a livello internazionale non si può fare la guerra in tutto il mondo per fare la pace, proprio come a livello nazionale non si può mettere la polizia in ogni angolo di strada per fare giustizia, e che i presupposti per la pace e la giustizia siano da cercare nella sfera politica e nel rispetto dei diritti umani, a cominciare dal diritto all’acqua, al cibo, alla casa, alla salute, all’istruzione, alle cure mediche.

Van Morrison – It’s Too Late to Stop Now (1974)

A dieci anni dal suo esordio discografico arriva il primo live, a cui ne son seguiti altri due, sempre rispettando la scadenza decennale. Se qualcuno compila la lista dei 10 migliori live di tutti i tempi e non include questo, due sono i casi: o non l’ha mai ascoltato o era meglio che stesse zitto. Vi è più di un motivo per cui questo album rifulge. Primo: il cantante è un vulcano in eruzione. Secondo: il cantante ha raggiunto il pieno della maturità tecnica e artistica. Terzo: la band di supporto è tanto articolata ed affiatata che non si potrebbe desiderare di meglio. Quarto: le diciotto composizioni son tutte valide.

Il titolo origina da una delle pratiche di Van nei suoi concerti: fa crescere in maniera orgiastica l’eccitazione, al cui culmine pronuncia la fatidica frase: “E’ troppo tardi per fermarci ora”. Invece subito dopo la canzone si interrompe di botto. Si può ascoltare tutto ciò in “Cyprus Avenue”, drasticamente diversa dalla versione originaria su “Astral Weeks”. I brani scelti vanno anche più indietro, comprendendo due hit dei Them e ben sei cover, mai registrate in studio. La Caledonia Soul Orchestra comprendeva undici elementi, cantante escluso: piano, batteria, chitarra, basso, sax, tromba, tre violini, una viola ed un violoncello. Le registrazioni risalgono all’estate del 1973, praticamente l’unico anno di vita della formazione. Ad un certo punto si era pensato di pubblicare un triplo album, ma alla fine si optò per un doppio. Le canzoni escluse sono ricomparse su bootleg. E’ un vero peccato che non si sia provveduto a recuperarle per la riedizione su CD, perchè lo spazio per inserirle non mancava. In queste registrazioni si vede solo il lato più esuberante di Van Morrison. Non c’è traccia del cantautore intimista e mistico; c’è un gigante che domina con carisma la platea e la band. 

Appunti Corti #11

Nella realtà dei fatti lo scontro tra il potere di pochi e i diritti di tutti non ammette scorciatoie armate: se sei un bambino gazawi, un arabo israeliano, un genitore omosessuale italiano, un comunista ucraino, un disertore russo, una donna iraniana, un homeless statunitense, un profugo africano o una qualsiasi altra persona non garantita dal potere politico ed economico, le bombe, gli eserciti e le guerre non ti servono a nulla, ma servono benissimo il sistema di potere che ti opprime.

Artefatti di Internet #23 – Fogcam (1994)

Creata da due studenti laureati della San Francisco State University, FogCam è celebrata come la webcam più longeva. Originariamente concepito come un esperimento per fornire viste di spaccati di vita del campus, è diventato rapidamente un amato appuntamento fisso dei primi tempi di Internet. Ad un certo punto, la webcam aveva anche una chat room dove gli utenti potevano discutere del tempo. La webcam è stata (quasi) chiusa nel 2019, ma una protesta pubblica l’ha mantenuta in vita. È in streaming da 29 anni.

I frame trasmessi in diretta da FogCam incarnano l’eredità di un mondo online che non c’è più se non nella memoria di chi ne ha vissute le origini in prima persona. Sono la testimonianza di come un tempo ci sembrasse cosa straordinaria il poter sbirciare quanto accade dall’altra parte del pianeta semplicemente digitando un indirizzo nel browser, senza che dovesse accadere nulla in particolare e senza alcun influencer a presentarcelo.
Qui la FogCam di San Francisco! (continua)

Appunti Corti #10

Mi ricordo la protesta di piazza Tienanmen avvenuta nel giugno del 1989. Vista oggi, la scena non evoca più solamente il coraggio della resistenza civile, ma anche l’umanità richiesta ad ogni azione militare. Se questa scena si fosse verificata nel 2024, con un palestinese davanti a un tank israeliano, forse l’epilogo sarebbe stato differente, e anche la nostra reazione, per un calo generalizzato nei livelli di umanità e di empatia, che un tempo avevano un “minimo sindacale” di decenza anche per soldati di regimi totalitari.

Il Buddambulo #9

Il Buddismo esplicita la verità che la nostra vita non è ristretta nei confini di ciò che comunemente percepiamo come io, ma include gli altri, il mondo esterno e addirittura l’intero universo. La migliore concettualizzazione di questa verità si trova nella teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita, che descrive l’illimitato potenziale della vita.

Da questa teoria derivano molti altri principi chiave del Buddismo, come il principio di non dualità di corpo e mente e quello di non dualità della vita e del suo ambiente. Poiché la teoria dei tremila regni colloca i dualismi in un più ampio contesto dove è possibile armonizzare gli opposti, comprenderla può aiutarci a risolvere i problemi che sorgono dal pensiero dualistico.

Il sistema filosofico dei «tremila regni» fu sviluppato in Cina da T’ien-t’ai, straordinario teorico buddista del VI secolo. Il sistema di T’ien-t’ai si basa sul Sutra del Loto e offre una visione del mondo che da conto della relazione di reciproca inclusione tra tutti i fenomeni e la realtà fondamentale della vita. Ciò significa che la vita del Budda è universalmente inerente a tutti gli esseri e che la distinzione tra una persona comune e un Budda esiste solo a livello fenomenico.

In giapponese la teoria di Tien-t’ai è chiamata ichinen sanzen. Ichinen, che letteralmente significa “un pensiero” o “una mente”, indica il vero aspetto della vita, o la realtà fondamentale che si manifesta in ogni momento nell’esistenza dei comuni mortali. Sanzen invece significa “tremila” e indica la molteplicità delle leggi invariabili che governano i fenomeni attraverso i quali la realtà fondamentale si manifesta.

Il numero tremila deriva dalla moltiplicazione dei differenti componenti che costituiscono il principio di ichinen sanzen: i dieci mondi, cioè i dieci stati della vita, ognuno dei quali contiene al suo interno, oltre a se stesso, gli altri nove, per un totale di cento mondi; i dieci fattori, dei quali è dotato ognuno dei cento mondi, e che diventano quindi mille fattori: e i tre regni dell’esistenza in cui ognuno di questi mille fattori opera, arrivando così al totale di tremila.

———————————————————————–

Descrizione:

I dieci mondi sono:

  1. di inferno,
  2. degli spiriti affamati (avidità),
  3. degli animali (animalità),
  4. degli asura (collera),
  5. degli esseri umani (umanità),
  6. degli esseri celesti (cielo),
  7. degli ascoltatori della voce (apprendimento),
  8. dei risvegliati all’origine dipendente (realizzazione),
  9. dei Bodhisattva (bodhisattva),
  10. dei Budda (buddità).

Essi rappresentano stati vitali distinti, ma fluttuanti, che ognuno di noi sperimenta, e descrivono le possibili circostanze della vita; in ogni momento ci troviamo in uno o nell’altro di questi “mondi”. L’Inferno è il mondo dell’infelicità che sprofonda in se stessa; l’Avidità è caratterizzata da un desiderio insaziabile; le persone nel mondo di Animalità cercano di adulare o dominare gli altri, a seconda che li ritengano più o meno potenti di loro; il mondo di Collera è il mondo della rivalità e dell’invidia mascherate da apparente virtuosità; l’Umanità è uno stato di calma razionale; il mondo di Cielo è quello dei desideri appagati; il mondo di Apprendimento è caratterizzato dal piacere di ampliare il proprio sapere. La Realizzazione è il mondo assorto dell’elaborazione creativa; Bodhisattva incarna lo spirito di dedizione agli altri e la Buddità rappresenta la capacità più creativa e totalmente positiva. Ciascuno di questi mondi contiene potenzialmente tutti gli altri, ciò significa che possiamo far emergere la Buddità in qualunque momento della nostra vita di normali esseri umani.
Mentre i dieci mondi descrivono le differenze fra gli individui e i fenomeni, i dieci fattori descrivono gli elementi comuni a tutte le forme di vita in ciascuno dei dieci mondi.

I primi tre fattori sono:

  1. aspetto (ciò che è visibile),
  2. natura (le predisposizioni interiori, che non sono visibili)
  3. entità (l’essenza della vita che permea e integra aspetto natura)

Questi primi tre fattori costituiscono l’esistenza e l’essenza di un determinato essere vivente.

I successivi sette fattori esprimono i meccanismi e le funzioni, il modo in cui la nostra vita interagisce con l’ambiente circostante e con gli altri. Sono: potere, influenza, causa interna, relazione, effetto latente, effetto manifesto e la coerenza dall’inizio alla fine

Per fare un esempio semplice, la causa interna potrebbe essere paragonata a un sedimento sul fondo di un bicchiere d’acqua e la relazione a un cucchiaino che rimescola l’acqua. Il risultato è che l’acqua si intorbida. Senza la causa interna rappresentata dal sedimento l’acqua non diventerebbe mai torbida, per quanto la rimescoliamo. Allo stesso modo, un commento o un particolare episodio possono far infuriare o ferire profondamente una persona, mentre per qualcun altro lo stesso stimolo esterno non produce alcun effetto. Il decimo fattore, la coerenza dall’inizio alla fine, sta a significare che i dieci fattori sono coerenti in ciascuno dei dieci mondi. Quindi il mondo di Inferno ha l’aspetto, la natura, l’entità, l’effetto manifesto ecc. del mondo di Inferno, e ognuno di questi differisce da quelli degli altri mondi.

I tre regni sono

  1. il regno delle cinque componenti,
  2. il regno degli esseri viventi,
  3. il regno dell’ambiente.

Dal punto di vista dell’essere umano, possono essere sintetizzati come “individuo”, “società” e “ambiente”. T’ien-t’ai ha ricavato la teoria di ichinen sanzen dai principi esposti nel Sutra del Loto, la scrittura buddista che è alla base del Buddismo di Nichiren Daishonin.

————————————————————————

Benché la teoria dei tremila regni sia un’analisi complessa e dettagliata di ogni istante di vita, Nichiren era convinto che chiunque sarebbe stato in grado di comprendere questi concetti, da lui riassunti o condensati nella frase: “Nam Myoho Renge Kyo”. 

Attraverso lo studio della teoria dei tremila regni possiamo comprendere meglio il fondamento filosofico e culturale degli insegnamenti di Nichiren e anche capire perché la recitazione di Nam myoho renge kyo sia una pratica efficace.

La teoria dei tremila regni rivela che tutti i fenomeni, senza eccezione, esistono in ciascuno degli istanti di una vita individuale, e che in ogni istante è perciò contenuto un potenziale infinito.

Nichiren spiegò che una vita individuale in ogni istante simultaneamente permea l’intero universo e racchiude in sé tutte le leggi e tutti i fenomeni. Perciò, la vita di ogni persona coincide letteralmente con l’universo. La teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita fornisce la struttura concettuale per esprimere questa verità. (Continua)