MapCrunch: guarda un posto di Street View a caso

Perfetto per quando si ha la rara necessità di perdere tempo, MapCrunch è un curioso progetto che mostra un posto a caso nel mondo, sfruttando le foto di Street View.

E’ possibile affidarsi totalmente al caso premendo il bottone Go! oppure filtrare la scelta, comunque random, selezionando uno o più continenti o nazioni prima di lasciarsi trasportare virtualmente. In basso a destra è visualizzata una piccola mappa dell’area che si sta guardando.

Vi assicuro che la cosa ruba più di qualche minuto e ci si ritrova a cliccare raggiungendo i posti più remoti della Terra.

Nuvole

Nuvole bianche che fluttuano leggere.
Nuvole nere che avanzano minacciose.
Nuvole, danzanti e spettrali.
Nuvole, allegre compagne di viaggio
.

Nuvole mute spettatrici, di tutto
ciò che avviene sulla terra.
Guardano le città che crescono,
e i campi che si colorano della vita.

Nuvole specchio volubile
dell’umore del cielo.
Racchiudono il mistero,
in ogni loro forma e movimento.

Unique pieces #4

Guardo il glicine che, come ogni anno, con elegante noncuranza, fiorisce.
Chissà se si è accorto di tutto quello che è successo nella mia vita.
(Ginevra Cardinal)

Appunti Corti #28

Non è facile trovare il giusto equilibrio tra corpo, mente e spirito, il punto virtuoso tra ritorno alla natura e ricorso alla tecnologia, risolvere l’equazione tra alimentazione e attività fisica, combinare le giuste forme di ozio, le giuste letture e le giuste frequentazioni, vivere il tempo presente e investire nel tempo futuro, affermarsi come individuo e integrarsi in varie comunità di scopo, lavorare per obiettivi ambiziosi e vivere il momento presente. Ragione di più per farla semplice.

Billie Holiday

In ambito jazzistico esplose una irripetibile stagione che portò la voce femminile ai massimi livelli raggiunti dalla cultura della musica popolare del Novecento.
A partire fu Billie Holiday, che superò e rivoluzionò il modello Bessie Smith, la prima e forse insuperabile voce femminile del jazz.

La personalità di Billie Holiday ha inciso sul modo stesso di concepire il canto. Di sé diceva: «Io non mi sento una cantante. lo mi sento come se suonassi uno strumento a fiato. Cerco d’improvvisare come Lester Young, come Louis Armstrong, o qualcun altro che ammiro. Quello che esce fuori è ciò che sento.
Non mi va di cantare una canzone cosí com’è. Devo cambiarla alla mia maniera, è tutto quello che so
».

Questa semplice affermazione nasconde un effetto profondamente innovativo, parte della trasformazione generale dell’approccio al canto alla metà del secolo scorso, producendo un intenso, altamente coinvolgente, effetto di «verità» che trasforma ogni brano in un dialogo tra sé e l’ascoltatore. Nel caso di Billie Holiday l’immedesimazione con la canzone diventava bruciante, quasi eccessiva, al punto da rendere riduttiva la definizione di interprete.

Piú che interpretare, Billie Holiday «componeva» una propria versione della melodia, si appropriava interamente della canzone, restituendone una personalissima lettura, inimitabile perché densa di vita vissuta, con eccessi, disordine, passioni di un’esistenza a dir poco «difficile», costantemente trafitta da esaltazioni e tragedie.

Il timbro, dotato di una straordinaria tendenza al glissato che dava l’effetto di una caduta di note e lambiva il ritmo con elegante e consapevole distacco, era una languida e sempre sofferente carezza.

Gramsci e la conoscenza: sapere è politica, politica è sapere

Normalmente siamo portati a pensare che conoscere significhi rispecchiare il reale: spesso infatti diciamo che qualcosa è vero se corrisponde alla realtà. È la teoria aristotelica dell’adequatio rei et intellectus. In realtà, questa teoria pone diversi problemi, ed è stata a più riprese criticata nel corso del Novecento.

In particolare Max Weber, uno dei padri della sociologia moderna, ha posto l’attenzione sul fatto che per conoscere è necessario creare dei modelli di realtà, e che ogni volta che pensiamo una teoria, stiamo facendo riferimento non alla realtà, ma a un modello di realtà. Dunque, in un certo senso, conoscere significa creare: non che l’essere umano crei materialmente, ontologicamente, il reale, ma nel senso che, per gli esseri umani il mondo non è separabile dall’attività intellettuale per comprenderlo.

Il rischio di questa concezione, però, è di ridurre, o addirittura negare, l’importanza della realtà rispetto alla creazione di modelli, e dunque di concepire il sapere come una verità convenzionale: crediamo a qualcosa non perché la realtà ci dà delle prove, o dei motivi per crederci, ma per un accordo tra le persone, o almeno tra chi si occupa di studiare la realtà. È il vecchio problema del sapere dei sofisti: quando l’uomo diventa «misura di tutte le cose», come scriveva Protagora, l’unica garanzia della veridicità di qualcosa diventa l’accordo fra le parti. (Per continuare a leggere questo interessante articolo di Simone Coletto, clicca QUI)

Woody Guthrie, il padre della canzone di protesta

Il 14 luglio 1912 nella cittadina di Okemah in Oklahoma nasce il folksinger Woody Guthrie, considerato universalmente il padre della moderna canzone di protesta statunitense. Autore di oltre tremila canzoni popolari.
Icona dell’era della Depressione e ha scritto la canzone di protesta più famosa al mondo, “This Land Is Your Land”. Ma non era solo un cantautore, e i suoi argomenti andavano ben oltre la politica sindacale. L’intero corpus della sua creatività – inclusi testi, poesie, opere d’arte e scritti in prosa in gran parte inediti – comprendeva argomenti come l’ambiente, l’amore, il sesso, la spiritualità, la famiglia e la giustizia razziale. Guthrie ha creato una filosofia personale che ha influenzato generazioni di americani e ha ispirato musicisti-attivisti da Pete Seeger e Bruce Springsteen ad Ani DiFranco e Chuck D. Come ha notato Bob Dylan di Guthrie, “Potresti ascoltare le sue canzoni e imparare davvero a vivere”.
Guthrie fu registrato per la prima volta nel 1940 da Alan Lomax, che si era innamorato della musica popolare rurale del sud mentre viaggiava nel sud con suo padre, John Lomax, che stava effettuando registrazioni d’archivio della musica dei prigionieri neri del sud. Nel 1940, Lomax, che era assistente direttore dell’Archivio di canzoni popolari presso la Biblioteca del Congresso, registrò una raccolta di interviste e canzoni di Guthrie per la Biblioteca. Le registrazioni furono infine pubblicate nel 1964 da Electra. Queste registrazioni sono un ascolto essenziale per Guthrie. Sempre nel 1940, la Victor Records registrò un’altra raccolta fondamentale, le Dust Bowl Ballads. Nel 1944 Moses Asch, un pioniere della registrazione con un amore per la musica folk americana, organizzò una serie di sessioni di registrazione in cui Guthrie, accompagnato occasionalmente da Cisco Houston, Sonny Terry e Leadbelly, registrò oltre 150 canzoni popolari originali e tradizionali. Molte di queste prime registrazioni furono pubblicate dall’etichetta Folkways di Asch e sono ancora disponibili oggi, inclusi tre volumi di canzoni per bambini intitolate Songs to Grow On.
Guthrie trascorse gli ultimi 15 anni di vita in ospedale, affetto dagli effetti degenerativi della malattia ereditaria della corea di Huntington. Durante questo periodo, gli anni ’50 e ’60, la musica folk divenne una tendenza importante e Guthrie divenne una leggenda vivente, al suo capezzale visitavano aspiranti cantanti folk come Bob Dylan, che celebrò l’uomo nella sua “Song to Woody”. Durante un fine settimana di visita a casa insegnò ad Arlo Guthrie, suo figlio dal secondo matrimonio e cantante folk di successo, i versi radicali che aveva scritto per “This Land is your Land”, che secondo lui erano in pericolo. di perdersi ora che la canzone veniva proposta come sostituto di “Star Spangled Banner” come inno nazionale .

Artefatti di Internet #27 – Dancing Baby (1996)

Uno dei più grandi meme di Internet, Dancing Baby, era il risultato involontario di una demo di plugin per 3D Studio Max in grado di animare creature a due zampe. Creata applicando l’animazione della danza Cha-Cha del plugin al modello 3D di un bambino, l’animazione risultante è stata inizialmente scartata perché troppo “inquietante”. L’animazione ha trovato una seconda vita quando è stata ricreata dagli stessi file e pubblicata come GIF su un forum CompuServe.

Nel novembre 1997, il The Dancing Baby è diventato ancora più famoso quando è apparso in un episodio della serie televisiva Ally McBeal. La scena ha avuto un grande impatto sulla cultura popolare dell’epoca e ha contribuito a renderlo ancora più famoso. La popolarità del meme è stata ulteriormente amplificata da un’apparizione in un episodio di The Simpsons nel 1998, in cui il personaggio di Homer Simpson balla come il The Dancing Baby.

Il The Dancing Baby ha rappresentato un’importante pietra miliare nella cultura di internet e ha aperto la strada a molte altre forme di contenuti virali, come video, immagini e GIF animate. Il meme ha dimostrato la potenza di internet come mezzo di diffusione di idee e ha anticipato molte delle tendenze della cultura di internet di oggi, come la condivisione di contenuti virali sui social media.

Età

Sembrerà strano ma a una certa età è facile pensare all’età, scusate il gioco di parole, ma è così.

L’età è un concetto che può essere esaminato da diverse prospettive. Può essere considerata da un punto di vista biologico, psicologico e sociale, e ognuno di questi aspetti può influenzare la nostra comprensione dell’età stessa.

Dal punto di vista biologico, l’età è spesso misurata in base al tempo trascorso dalla nascita e può essere associata a cambiamenti fisici e fisiologici nel corpo umano. Ad esempio, l’invecchiamento è un processo naturale che porta a cambiamenti nella pelle, nelle funzioni cognitive, nella forza muscolare e in altre caratteristiche fisiche. Tuttavia, è importante ricordare che l’invecchiamento biologico varia da persona a persona e dipende da fattori come la genetica, lo stile di vita e l’ambiente.

Dal punto di vista psicologico, l’età può influenzare il nostro sviluppo emotivo, cognitivo e comportamentale. Ad esempio, le persone tendono a sviluppare una maggiore maturità emotiva e una maggiore capacità di risolvere i problemi con l’avanzare dell’età. Tuttavia, è importante sottolineare che lo sviluppo psicologico è un processo individuale e può variare notevolmente da persona a persona.

Dal punto di vista sociale, l’età può influenzare le nostre relazioni, il nostro ruolo nella società e le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti. Ad esempio, ci sono spesso aspettative sociali legate all’età in termini di carriera, matrimonio, genitorialità e pensionamento. Tuttavia, è importante ricordare che queste aspettative possono essere influenzate da fattori culturali e possono variare da società a società.

Dopo questo “pippone” che probabilmente non aggiungerà nulla di nuovo a quello che si sa già, concludo ritornando sulla prima frase di questo post: “è facile pensare all’età”.

In ogni fase dell’età si pensa a come sarà quella futura, idealizzando con un occhio ottimista (spesso, ma non sempre) delle situazioni a noi più congeniali o meglio preferite. Poi il tempo ci ripaga e non sempre con la moneta desiderata. Allora si rilancia, si prosegue, si cambia, si trasforma. Ognuno con le proprie aspettative. Ognuno con le proprie vittorie e con le proprie sconfitte.

Ed è la sommatoria di tutto questo che crea “l’età”, e il bello è che ogni età è diversa da ogni altra età.