Appunti Corti #25

In tutta Europa soffia il vento del negazionismo climatico che viene identificato come ‘ideologico’. I più teneri danno la colpa alla Cina, i più ortodossi a Greta e agli imbrattatori di monumenti. La maggior parte di noi non fa nulla per cambiare le proprie abitudini e, soprattutto le multinazionali, resistono alla trasformazione green se non ben sovvenzionati da incentivi che, ovviamente, generano nuova spesa pubblica.
La mia generazione purtroppo ha espresso una classe dirigente inadeguata per affrontare il green deal e dunque non resta che sperare in quella futura.
Verranno tempi difficili. E siamo solo all’inizio.

Jefferson Airplane — Volunteers (1969)

A metà degli anni sessanta, specialmente in California esplodono le feste hippy, la sbornia mistica, l’equazione tra amore e libertà trionfa, la maggior parte dei gruppi West-Coast sono attivissimi ed in prima fila nella contestazione al “sistema” ed alla guerra al Vietnam.

I Jefferson, formatosi nel ’65, conoscono già il successo, soprattutto grazie a un percorso artistico che partendo dal folk revival acustico li portano alla psichedelia, al rock “acido”, alle ballate libertarie e impegnate. La loro “visione” musicale è per lo più una ricerca collettiva che li porta pian piano ad annullarsi come entità fissa per ridefinirsi come collettivo aperto alle collaborazioni.

Nel novembre del 1969 esce “Volunteers” il loro l’album più polemico. Gli ospiti del disco sono come sempre importanti: Jerry Garcia, Joey Covington, David Crosby, Nicky Hopkins al pianoforte e Stephen Stills all’organo hammond. Paul Kantner, Steve Stills e David Crosby firmano insieme “Wooden ships” uno dei momenti più riusciti dell’album. “Volunteers” si apre con “We can be together”, un vero e proprio inno alla fratellanza mentre “Hey Fredrick”, scritta da Grace Slick è uno dei momenti più toccanti con il piano di Nicky Hopkins. Altri brani interessanti sono “Good Shepherd” un traditional arrangiato da Jorma Kaukonen e “Meadowlands” con Grace Slick all’organo.

Un album fantasioso, provocatorio nel quale i Jefferson esprimono la violenta presa di posizione del gruppo sui temi politici in linea con la protesta studentesca nei “campus” delle università californiane. Musicalmente il disco è costruito intorno al talento individuale dei vari componenti della band che presentano Grace Slick alla voce, Paul Kantner alla chitarra, Marty Balin (fondatore del gruppo), Jorma Kaukonen alla chitarra, Spencer Dryden alla batteria e Jack Casady al basso.

La musica dei Jefferson Airplane è stata un perfetto esempio di musica allo stesso tempo militante, almeno nell’accezione del grande movimento americano, e totalmente disposto ad ogni “apertura”. Questa peculiarità è confermata in “Volunteers”, nel quale il vecchio patriottismo, l’attaccamento ai valori fondamentali della nazione americana, erano completamente rigenerati alla luce della rivoluzione di quegli anni: una vera e propria chiamata alle armi che col senno di poi suona come il canto del cigno del movimento.

Appunti Corti #24

Divulgare segreti militari è reato. Quando questi segreti militari riguardano crimini di guerra e civili disarmati, si può scegliere se tenersi la fedina penale pulita o dire la verità. Liberi di fare scelte da vigliacchi, ma non di marchiare come disonesti i coraggiosi.
La lotta nonviolenta si basa sulla verità, e quando vinci vincono tutti. Con la liberazione di Julian Assange vincono tutte le persone per bene del mondo, tutti i giornalisti del mondo, tutti i difensori dei diritti umani del mondo, e perdono i criminali e gli assassini ubriachi di potere al punto di voler disporre della vita altrui al di sopra di ogni legge, uccidere a piacimento in guerra, considerare come proprietà privata il diritto all’informazione pubblica e le persone che lo esercitano.

Artefatti di Internet #25 – Ebay AuctionWeb (1995)

Creata dal 28enne Pierre Omidyar, AuctionWeb era una delle prime piattaforme di e-commerce che consentiva alle persone di elencare gli articoli in vendita al miglior offerente. Omidyar voleva creare una piattaforma che permettesse alle persone di essere produttori oltre che consumatori. Il primo oggetto venduto è stato un puntatore laser rotto, venduto per 14,83 dollari. AuctionWeb cominciò presto a generare 10.000 dollari al mese, ma l’elevato traffico del sito provocò anche un aumento delle tariffe di web hosting, portando Omidyar a lasciare il suo lavoro quotidiano e iniziare a prendere una percentuale su ogni transazione per finanziare il sito che divenne Ebay.

eBay divenne pubblica il 21 settembre 1998 e Omidyar divenne immediatamente un miliardario. Attualmente, eBay comprende tre attività principali, o come il precedente CEO Whitman definisce la strategia “il potere dei tre”: 1. Il mercato eBay: eBay lo descrive come “piattaforma online per la vendita di beni e servizi da parte di una comunità appassionata di individui e piccole imprese dove “chiunque può acquistare qualsiasi cosa”. e inviare e ricevere rapidamente pagamenti online. 2. PayPal: acquisito da eBay nel 2002, PayPal mira a “creare un nuovo standard globale per i pagamenti online” e consentire a qualsiasi individuo o azienda con un indirizzo e-mail di inviare e ricevere pagamenti online in modo sicuro, semplice e rapido. 3. Skype: Skype, acquistata da eBay nel 2005, è una società di comunicazione Internet il cui scopo è “che le persone di tutto il mondo possano effettuare comunicazioni vocali e video illimitate e gratuite tra gli utenti del software Skype”. (continua)

Appunti Corti #23

Schematizzo.
Si può pagare un tributo entro la scadenza. Oppure dopo, con “ravvedimento operoso” con sanzione ridottissima, fino a oltre un anno (dipende da tributo, scadenza, ecc.) Dopo un po’ (uno o due anni) arriva un “avviso bonario” con sanzioni meno ridotte. Dopo un altro po’ (altri uno o due anni) arriva finalmente una “cartella esattoriale” con sanzioni intere.
Quando si parla di cartelle non è questione di distrazione o momentaneo bisogno: è essere evasori.
Ah! dimenticavo… tanto poi arriva il condono abituale.

Soichiro Tomioka

Soichiro Tomioka (1922 – 1994) è nato e cresciuto nel terra innevata della prefettura di Niigata in Giappone. Circondato dalla neve fin dall’infanzia, Tomioka ha continuato a dipingere la neve, simbolo dei suoi primi ricordi, per tutta la sua carriera. Influenzato dal suo amore e dalla sua conoscenza della neve, Tomioka ha trascorso molti anni a sviluppare una sua originale vernice bianca. Unica nel colore e nella consistenza e resistente allo scolorimento e alle crepe. A loro volta, i paesaggi innevati che Tomioka ha reso con questa pittura hanno dato forma al mondo di bianco di cui è stato testimone e che ha cercato di trasmettere nel corso della sua carriera.

Completamente autodidatta, Tomioka non ha mai ricevuto una formazione classica come pittore. Dopo aver ricevuto il New Art Society Award alla mostra Shin-seisaku nel 1926, l’artista ha dedicato la sua carriera alla pittura che, a sua volta, lo ha portato a ricevere vari premi di grande successo, sia a livello locale che internazionale. Dopo sette anni vissuti a New York dove si guadagnò una solida reputazione grazie alla sua partecipazione a numerose mostre tenutesi presso istituzioni rinomate, a causa della crescente minaccia della guerra del Vietnam e di un infortunio personale, Tomioka tornò in Giappone, per cercare vari paesaggi innevati giapponesi da dipingere.

Attraverso un utilizzo ambizioso di elicotteri e aerei, Tomioka catturò le varie vedute a volo d’uccello di montagne innevate, pianure, fiumi, laghi, mari e foreste. Queste opere rendono prospettive che presentano vedute di paesaggi naturali visti non dal punto di vista degli esseri umani, ma di qualcosa di più grande. Attraverso queste scene Tomioka presenta l’idea che l’umanità risiede in un mondo di fenomeni imprevisti che trascende la comprensione umana, esiste nell’abbraccio della natura ed è viva solo per un momento nell’eterno passaggio del tempo.

Era chiamato “T-Model Ford”… ma non era un auto

Il 24 Giugno del 1923, a Forest, nel Mississippi, U.S.A., viene dato come il più probabile per la nascita del bluesman “T-Model Ford”, il cui vero nome era James Lewis Carter Ford. Non ricordava la sua data di nascita e viene considerato incerto non solo il giorno, ma addirittura anche l’anno (si ipotizza dal 1921 al 1925). Ford si guadagna da vivere guidando i camion di trasporto del legname. Impara a suonare la chitarra a 58 anni, ora ne ha 79, ma non la suona in maniera tradizionale; per lui il blues è soprattutto espressione oltre le regole e questo approccio anticonformista, in concorso con un carattere non proprio accomodante, gli inibisce la carriera discografica fino al 1997, quando incide il suo primo album all’età di 76 anni. Visse l’infanzia con un padre violento che lo ferì in modo permanente all’età di 11 anni. Analfabeta, fece lavori umili fin da ragazzino, arando campi, lavorando in una segheria e come camionista. Vivendo sempre in ambienti violenti finì in carcere per omicidio, ma riuscì ad avere un’incredibile riduzione della pena, restando in galera solo due anni. Ebbe 26 figli e quando la sua quinta moglie lo lasciò facendogli come “regalo d’addio” una chitarra, lui, pur non sapendo leggere la musica, imparò a suonarla ad orecchio ed in poco tempo decise di fare della musica il suo mestiere, tenendo dagli anni ’70 concerti in vari club, dove fu notato per il suo stile particolare, che fondeva le atmosfere “Delta Blues” con il Blues di Chicago e gli stili “jukeBlues” comuni. Ebbe occasione di aprire concerti di grandi come Buddy Guy e alla metà degli anni ’90 ebbe il suo primo contratto discografico con la “Fat Possum Records”, pubblicando 5 album, fino al 2008. Cantante e chitarrista anarchico, libero di suonare come voleva, fù il simbolo di quel blues mississippiano elettrificato che, nato in quei juke joint che qualcuno potrebbe definire di bassa lega ma in cui si mescolavano le radici con la rabbia dell’oggi, si basava essenzialmente sul rapporto a due che James aveva instaurato con il suo batterista Spam. Con la band GravelRoad fu invitato a vari Festival e realizzò vari tour. Fu anche protagonista di un documentario sul Blues. Nel 2008 gli fu applicato un pacemaker ma continuò a fare tour, fino ad essere vittima di un ictus nel 2010. Ma anche questo non lo fermò e pur avendo difficoltà di mobilità della mano destra, continuò a fare concerti in Festival e tour. Continuò anche ad incidere dischi e nel 2012 ebbe un secondo ictus, che ne limitò le esibizioni. Morì nel 2013 a Greenville, dopo una prolungata malattia, per insufficienza respiratoria.

Donazioni Italiane

Fra le tante notizie spiacevoli ogni tanto qualcuna di bella da conforto, quindi, è desiderabile condividerla.

Mai così tante donazioni di organi e trapianti in Italia. Nel 2023, per la prima volta, le donazioni hanno superato quota duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%) mentre sono stati realizzati 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%).

Si tratta, in entrambi i casi, non solo delle cifre assolute più alte di sempre ma anche delle percentuali di crescita annuali più elevate mai ottenute. L’aumento dei prelievi ha portato il tasso nazionale di donazione a quota 28,2 donatori per milione di persone (pmp). L’Italia si colloca al secondo posto tra i paesi europei per maggior numero di donatori, dietro alla Spagna. L’Emilia-Romagna la regione più virtuosa con 51,1 donatori pmp (+4,7), il Veneto con 46,4 (+10,1) e la Toscana con 45,6 donatori pmp. Alti anche i tassi di Sardegna, Piemonte e Marche.

La crescita degli interventi ha riguardato tutte le specialità: nel 2023 sono stati realizzati 2.245 trapianti di rene (+10,4%), 1.696 di fegato (+14,7%), 186 di polmone (+33,8%), 40 di pancreas (+5,3%) e soprattutto 370 trapianti di cuore rispetto ai 253 dell’anno scorso (+46,2%). L’aumento record delle donazioni ha avuto un impatto significativo anche sull’attività dei tessuti con 14.912 prelievi (+21%) e 24.949 trapianti (+16,7%) e forti aumenti sia sulle cornee che sul tessuto muscolo-scheletrico. Primato anche per le cellule staminali emopoietiche: nel 2023 sono state 399 le donazioni di midollo osseo (+21,3%) e 1.023 i trapianti (+6,5%). Con 29.396 nuovi 18-25enni iscritti, l’elenco dei donatori attivi di midollo è a quota 496.754.

Fonte: dalla rete

Gemelle

La prima foto in alto è stata scattata ai primi giorni di gennaio mentre la seconda pochi giorni fa. Inverno e quasi estate accomunati da un fiore più o meno uguale, come dire: “Non esistono più le stagioni” 😀