Maggio entra piano
con mani sporche di polline
e una luce che sa di promessa.
I balconi respirano gerani,
le strade si sciolgono in vento tiepido,
l’inverno è solo un ricordo
piegato in fondo ai cassetti.
C’è un verde nuovo negli occhi,
una voglia sottile di restare fuori
finché il cielo si fa rame e rondini.
Maggio non grida:
sussurra fioriture,
accende silenzi,
fa della sera un luogo
dove credere ancora.