Tutti dovrebbero aprire un blog, tutti davvero. Avere il tuo piccolo angolo di internet fa bene all’anima.
Ma di cosa si dovrebbe scrivere?
È facile incartarsi su questo tema. Si ha spesso la sensazione di essere sotto pressione, di trovarsi costretti a dover continuamente esplorare l’inesplorato, a scrivere l’articolo fondamentale per ricercare una qualche forma di visibilità esasperata. Non è così che deve andare.
È necessario liberarsi da questa trappola mentale. Scrivere ciò che si sente, quando si sente, quando si ha voglia, se si ha voglia. I visitatori arriveranno e se non lo faranno, non importa, si avrà comunque imparato qualcosa.
Ecco, imparare qualcosa. Questo potrebbe essere un ottimo contenuto per un blog.
Imparare, conoscere e trasmetterlo è il motore del successo umano. È un ottimo motivo per iniziare a scrivere post e condividerli.
Si, è vero! Io ho aperto il mio alla fine del 2010 dopo averne seguiti tanti per più un anno. Seguivo la piattaforma Splinder poi chiusa per motivi commerciali. Mi dispiacque molto perchè c’era una bella atmosfera tra le persone. Seguivo scrittori e poeti conosciuti, ma anche persone sconosciute che con semplicità, ma profondità, raccontavano le loro storie ricche di immagini; con qualcuna sono rimasta amica anche quando ho cambiato piattaforma.
Quando facebook ‘esplose’ fagogitò tutto, i blog non furono più ‘di moda’ ma col tempo ho rivalutato la possibilità di avere un sito tutto mio, e ho anche superato una certa sottille ma molto percepibile misoginia, e svalutazione, che veniva da persone esterne al blog – e non solo. Il solito discorso del ‘Come ti permetti di scrivere, tu che sei una donna? oppure ‘Chi ti credi di essere?’ e ancora ‘LUI, ha un blog, a che serve il tuo. Che fai, copi??’ e storie simili che mi ferivano, soprattutto poi quando mi accorgevo che ciò che scrivevo veniva letto abbondantemente, metodicamente per poi essere, volutamente, ignorato. Col tempo ho superato questi momenti di difficoltà, sono cresciuta grazie alla scrittura ma, soprattutto grazie a splendide letture, non nego però che più di una volta ho pensato di chiudere il sito. Poi però riemergeva sempre il ricordo e l’emozione del giorno in cui il mio blog divenne pubblico dopo settimane di incertezze, prove e batticuore, e così andavo avanti.
Nessuno mi ‘obbliga’ a scrivere, è semplicemente un’esigenza. Conosco l’importanza delle parole e se il mio piccolo sito può portare a qualcuno nel mondo quella goccia d’acqua di cui a volte si ha bisogno per vivere, io ne sono ben felice.
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Grazie per il tuo ‘contributo’. Ho aperto il mio primo blog su Splinder la vera bellissima pioniera dei blog. Chiuso Splinder sono passato a Blogspot (ex-blogger) nel 2006. Erano bei tempi e lo dico con un po’ di nostalgia, il merito era soprattutto alla minima presenza dei social che stavano lentamente prendendo rilevanza qui in Italia, Twitter e Facebook e in parte anche Meemi (il bellissimo social ‘denoialtri’ che tante amicizie riuscì a creare). Il bello di quei tempi (e poi chiudo la parentesi nostalgica) era il riuscire a portare ‘fuori’ dal virtuale le amicizie, trovando momenti e situazioni ‘fisiche’. Ci trovammo a Bologna e a Verona ma organizzai anche una cena a casa mia…
Concordo con il tuo pensiero.
In questo mondo alla deriva, anche una goccia d’acqua può essere utile.
Dobbiamo crederci.
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Si, assolutamente! Grazie!
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