Fiore mio

‘Le otto montagne’ tratto da un libro di Paolo Cognetti mi era piaciuto. Non potevo perdere quindi il suo primo film o meglio docu-film che lo vede come protagonista e regista. Se si ama la natura e nello specifico la montagna, consiglio la visione di ‘Fiore mio’. Cognetti porta in scena la maestosità e la bellezza imperturbabile del Massiccio del Monte Rosa, una montagna alta fatta di ghiacciai e ‘alte’ visioni, dove le rocce ma anche la vegetazione sono di una bellezza disarmante.

Il filo conduttore è l’acqua, l’acqua come bene essenziale. L’acqua è vita, è energia, è una risorsa dal valore inestimabile e nel documentario infatti è sempre presente, dal ghiacciaio, al rubinetto di casa o del rifugio, dal lago al bicchiere da bere. L’acqua bene primario per l’uomo e per l’ambiente. Senza acqua non c’è vita!

Cognetti in ottanta minuti racconta con delle bellissime immagini, un’estate (quella del 2023) trascorsa a girare per i rifugi in alta quota (tra i 2.500 e i 3.500 metri di altezza S.L.M.) dove dialoga con i proprietari, i gestori e i dipendenti che lavorano. Ognuno con la propria storia, con le proprie esperienze e soprattutto con i propri ‘vorrei’.
I ‘vorrei’ sono i desideri che alla fine del docu-film, ognuno esprime, ognuno diversamente, ma tutti legati da un amore profondo per la natura, per la montagna, per la felicità, per il vivere.
Non si esce dalla sala cinematografica senza un carico di emozioni.


5 risposte a "Fiore mio"

  1. Sono sempre a caccia di storie belle, e questa la vedrò sicuramente (se sopravvivo a un trasloco in atto). Per noi l’acqua è un bene scontato ma è un elemento prezioso ed essenziale per la nostra vita. Quando ci hanno concepito è stata ‘l’ acqua’ del liquido amniotico che ci ha nutrito, scaldato e accarezzato.e quella memoria inconscia è rimasta nel profondo di noi stessi. Insieme alla luce che però viene per prima, le dobbiamo tutti 🌹

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