Popular Music (13. USA – Il Rock: punk, grunge e nuovo millennio)

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USA – Il Rock: punk, grunge e nuovo millennio

Anni ’70: il punk

Se le battaglie di Springsteen avevano tutto sommato sempre qualcosa di costruttivo e, in fondo, portano speranza, non bisogna credere che questa fosse la filosofia di tutto il rock americano del periodo.
Di verso diametralmente opposto era ad esempio la proposta di un gruppo fondamentale per il rock statunitense (e non solo) come quello dei Velvet Underground nato a New York nel 1964.
Il gruppo formato da John Cale e Lou Reed (1942 – 2013), sotto l’egida dello stilista Andy Warhol, con il suo suono duro e grezzo e le sue tematiche sociali, è considerato un autentico percursore di generi che si sarebbero sviluppati nel corso degli anni a venire: garage, alternative rock e punk.
Per loro 5 album fondamentali per comprendere la faccia ‘cattiva’ del rock americano di quel periodo.
Così proprio nei Velvet Underground, come negli MC5 e negli Stooges di Iggy Pop, vanno ricercati i semi del punk americano che esplose nella seconda metà degli anni ’70: una musica dura e rabbiosa tesa solo ad annientare perché, come dicevano i Ramones, ‘quando vivi in una prigione, la prima cosa da fare è distruggerla’.
Quella prima ondata di ‘gruppi ribelli’ vide sui palchi di locali di New York, gruppi come i citati Ramones, i Televison, Patti Smith, i Suicide o i Voivoids di Richard Hell, (ognuno di questi con le proprie peculiarità), prima di attraversare l’Oceano e dare il via in Europa ad un analogo movimento musicale. 

Anni ’80 tra post punk e grunge

Gli anni ’80 videro in punk che aveva proposto Ramones, Television, Patti Smith o Suicide, sopravvivere solo in abito underground col nome di hardcore grazie a gruppi come Agnostic Front, Circle Jerks e soprattutto Dead Kennedys, mentre prendeva piede la cosiddetta no wave di DNA, Sonic Youth o Nick Cave & Bad Seeds, gruppi dalla grande strumentazione basica (chitarra, basso, batteria) e con una proposta volutamente ostica  opposta a qualsiasi forma accattivante di rock. Ad essi si contrapponevano diversi gruppi con proposte più elaborate e ricche di riferimenti colti: i componenti di Talking Heads e Wire venivano da istituti d’arte, i Bauhaus si rifacevano alla nota scuola architettonica, i cabaret Voltaire presero il loro nome dai dadaisti, i Pere Ubu dall’opera di Alfred Jarry, i Tuxedomoon si producevano in performance tra musica e teatro proponendo un mix tra colonne sonore da b-movie, atmosfere dark e cabaret, i Devo partivano da un elaborato concetto di de-evoluzione e si presentavano in divisa, indistinguibili, per dare l’idea di essere macchine non essere umani…
Tutte queste proposte animavano l0underground americano, mentre le classifiche erano popolate da star come Hall & Oates, Lionel Richie (1949), Billy Joel (1949) o Madonna (1958), dai ruggiti dei vecchi leoni dei decenni precedenti (Santana, Springsteen, Dylan, Neil Young, ecc.) dal rock accattivante, pur di altissima qualità, ma non particolarmente innovativo Southern rock di Allman Brothers, Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet e Outlaws.
Nella seconda metà degli anni ’80, prese però le mosse nel nord ovest degli States (a Seattle) un fenomeno musicale che riportò il rock più immediato agli onori delle classifiche: il grunge.
Il grunge può essere considerato un figlio non degenere del college rock (poi detto alternative rock) dell’inizio del decennio (capofila i R.E.M.), ma di fatto, come grunge vennero classificati gruppi stilisticamente anche molto diversi, come i Nirvana di Kurt Cobain (1957 – 1994), i Pearl Jam, i Soundgarden, gli Alice in Chains, gli Jane’s Addiction, i Pixies e gli Smashing Pumpkins.

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Ipse Dixit: «Gli anni ’90,come era musicale, sono cominciati tardi e finiti presto. Un decennio che vede la luce con i power corda di Smells like teen spirits e si spegne con l’intro di pano di Hit me baby one more time.
L’Anti-pop defenestrato dal pop, sapete com’è andata. Ma la storia dei Noneties è in realtà ben più ricca, divertente e strana di come la si riassume.
Abbiamo ascoltato canzoni di band pseudo-grunge migliori di quelle dei gruppi realmente grunge, abbiamo visto reduci degli anni 80 come U2 e R.E.M. raggiungere le loro vette artistiche (rispettivamente con ‘Achtung Baby’ e ‘Automatic for the peolple’) e gruppi come Metallica e The Black Crowes passare su MTV, mentre Vanilla Ice e MC Hammer cedevano il loro trono, in pochi anni, a Dr. Dre, Snoop Dog e Eminem».
(Brian Hiatt – Introduzione a ‘The ‘90s: The inside storie from the decade that rocked’)

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Il Nuovo millennio

Ma un elemento va sottolineato: se è vero che l’America ha visto nascere la musica rock, la canzone socialmente ‘impegnata’ e la sperimentazione musicale nel periodo psichedelico, dagli anni ’70 in poi, molto raramente ha offerto al panorama mondale reali innovazioni musicali, limitandosi per lo più a rielaborare senza posa schemi preesistenti.
Le band emerse nel nuovo millennio non hanno rappresentato quindi niente di veramente innovativo nel panorama rock.
Sul versante pop si è assistito invece ad una sfilata infinita di musicisti e gruppi di grande successo ma dall’effimera carriera.

Ascolta dodici brani su radioscalo


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