Forme
Odori che vanno oltre la reale
rappresentanza delle cose.
Colori vividissimi che,
come muschio,
avvolgono ogni forma
e brividi attorno alla musica,
in una percezione estrema
della realtà e rarefetta
analisi oggettiva.
Odori che vanno oltre la reale
rappresentanza delle cose.
Colori vividissimi che,
come muschio,
avvolgono ogni forma
e brividi attorno alla musica,
in una percezione estrema
della realtà e rarefetta
analisi oggettiva.
I fili d’erba crescono,
nonostante le pietre.
L’acqua tiepida scorre,
nonostante i detriti.
Un sole tenue scalda,
nonostante le nuvole.
Il respiro continua,
nonostante l’affanno.
Il tempo scioglie,
nonostante l’angoscia.
Lo spazio è immenso,
nonostante i limiti.
Che nessun dettaglio
possa inutilmente perdersi
nel mare uniforme del ricordo.
Così raccogli ogni più piccola goccia
d’immagine sospesa
sugli occhi accasciato.
Cammino dietro ai pensieri,
verso il domani del chissà.
L’enigma, la morte,
quel che fiorisce e la fatica.
Cammino incontro ai ricordi,
verso quel che verrà a me stesso.
L’inizio, la fine,
quel che a vista galleggia.
La soluzione
è lasciarsi accarezzare
dai primi raggi del sole,
allineare i pensieri
filo per filo,
e aspettare che tutto passi
senza eccessivi ansimi del cuore.
La voce incastonata nella scrittura,
immaginata, depurata dalle scorie
del parlato, rivela frammenti d’anima
altrimenti introvabili, così forgiata
dalla lama del pensiero più puro.
Sensibilità,
che dona corpo all’invisibile,
rendendo margine l’aurora
di menti irrisolte
e di ferite
gremite di sogni.
Non va cercata l’uscita,
nel labirinto,
bensì nuove trame,
nuovi punti di congiunzione,
una nuova mappatura
più ricca di particolari,
che possa agevolmente
accogliere noi,
con tutte le nostre sbavature,
appendici e i nostri sogni.
Il mio posto è in un sorriso,
è in un battito, in un’improvvisa fragranza.
Il mio posto è nelle parole che fluiscono,
per segnare nuove strade.
Il mio posto è nel silenzio,
nella luce furtiva di uno sguardo.
Il mio posto è nell’essenza delle cose,
nel pastoso colore di una tela antica.
Io abito qui, nel cuore scintillante,
nell’empatia e nelle pure emozioni.
Io abito qui e insieme canteremo
il canto senza fine della vita che va.
Presenza odierna,
nel primo caffè,
amaro nel caldo alito.
Presenza costante,
nel lungo attimo del risveglio,
nel dolce respiro del torpore.
Presenza sottile,
nel confine tra tenebre e aurora,
croce e delizia conosciuta.
Presenza eterna,
nel continuo svolgere della vita,
inizio e fine senza tempo.