Appunti Corti #101

Quando l’ansia si avvicina, facciamo finta di non notarla, ma, come al solito, si presenta comunque: “Scusami se disturbo, sono solo la servitrice della verità, ma è lei che redige il conto!” Ci osserva, ci scruta, cerca di comprendere quanto siamo disposti a mascherare, ma il suo messaggio è sempre chiaro: “Dai, ti comprendo. A nessuno piace esporre le proprie preoccupazioni, ma, fidati, è meglio affrontarle. Non importa vincere o perdere, ciò che conta è andare avanti…”

Oggi si celebra la Resistenza

Resistenza indica una forma di opposizione attiva alle aggressioni, proprio come quella messa in campo dai partigiani.

Nell’ultimo decennio si è assistito a un rafforzamento di formazioni politiche di estrema destra e fascistoidi. Peggio ancora, i loro obiettivi e le pratiche politiche dell’estrema destra hanno contaminato molte delle forze parlamentari e istituzionali che si definiscono antifasciste.
C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato, ma c’è.

Oggi tutti i partiti di centrosinistra trovano una propria identità in opposizione all’estrema destra. Ma fanno molta più fatica a darsi un’identità in modo attivo, riconoscendosi in obiettivi comuni e in una visione di futuro, diventando infine complici degli stessi partiti fascistoidi di cui si dichiarano avversari.

È necessario ricordare quindi che l’antifascismo è una parola che indica una forma di opposizione attiva, proprio come quella dei partigiani, che si celebra il 25 aprile.

Resistenza significa sostenere e contribuire in ogni modo possibile, anche solo con parole di sostegno esplicito e pubbliche, di stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, di chiede aiuto.

Resistenza significa scendere in piazza per ricordare i 40 mila partigiani morti combattendo armi in pugno il regime nazifascista, caduti provando a costruire per l’Italia un futuro di libertà.

Buon 25 aprile

Appunti Corti #99

Abbiamo una marea di uomini e donne con una cultura vasta e titolata. Persone che potrebbero dare molto a questa società. In un momento storico tra l’altro tra i più “medioevali” mai vissuti. E questi dove sono? Cosa fanno? Vivono in una sfera di cristallo? E’ proprio in questo periodo che questa intellighenzia dovrebbe farsi sentire… Creare un’onda d’urto fatta di azioni verbali, fisiche, tutte rivolte a far crescere quella gioventù inerme e priva di interessi politico e sociali. Insomma una vera onda del “Se non ora quando?”

Appunti corti #98

C’è sempre meno gente nella mia comfort zone. È come un sugo che cuocendo va restringendosi. Si restringe, si restringe e si restringe ancora, lasciando una polpa densa e scurissima, priva di eccessi, che basta appena per dare sapore a quei cinquanta grammi di pasta, mal contati, che giacciono radi sul fondo del piatto fiorato!

Realtà

Cosa vede uno yorkshire che entra in un prato d’erba non tagliato rispetto a un alano?
Il piccoletto entra in una foresta.
L’alano passeggia su un prato.
Il prato è lo stesso eppure ciascuno/a ha esperienza di quella realtà a partire dal proprio karma.
Un gatto, al buio, può vedere un mare di cose che noi non possiamo percepire. Un cane conosce, riconosce e ricorda la realtà attraverso l’olfatto e quando annusa un angolo sta leggendo tutto di quell’angolo: cosa c’è, chi c’è, chi c’è stato. Noi, proprio come gli animali, siamo capaci di guardare quello che i nostri sensi ci permettono di vedere, di conoscere, di ricordare. Quella è la realtà per noi.
Ci sembra vero solo quello che le emozioni, le paure, i pensieri e le esperienze vissute fino a quel momento ci fanno vedere della realtà.
La realtà allora è solo soggettiva, tutta individuale, determinata dallo stato d’animo del momento e dalla nostra storia. Ed esistono tante possibili realtà quante il karma di ognuno consente di vederne.
Tutte vere, tutte degne.

Appunti Corti #97

La filosofia cerca di dare un senso alla vita e all’esistenza umana. È una forma di ricerca e conoscenza che si interroga sulla realtà, le emozioni, la verità e la morale. Ogni epoca ha avuto filosofi che hanno cercato risposte fondamentali, come chi siamo e da dove veniamo. La forza della filosofia sta nella sua capacità di porre domande crescenti e complesse, piuttosto che in risposte definitive. Essa è presente in molti aspetti della vita, come scienza, arte e politica, ed è essenziale per il progresso e l’innovazione. Fare filosofia significa non accettare dogmi senza verificarli, essere aperti a nuove idee e cercare di comprendere il mondo in modo curioso.

Lo disse Shakespeare

“L’aspettativa è la radice di ogni angoscia”
L’aspettativa, come afferma Shakespeare, è la radice di ogni angoscia perché nasce dal desiderio umano di prevedere, controllare o plasmare il futuro secondo i propri bisogni e speranze. Ogni volta che ci aspettiamo qualcosa – un successo, un risultato, o un comportamento altrui – creiamo nella nostra mente un’immagine idealizzata di ciò che dovrebbe accadere. Tuttavia, la realtà, spesso imprevedibile e indipendente dai nostri desideri, difficilmente coincide con quelle aspettative, generando un senso di delusione, frustrazione o persino sofferenza. Questa riflessione ci invita a chiederci: è possibile vivere senza aspettative? Forse non del tutto, perché sognare e progettare fa parte della natura umana. Tuttavia, possiamo lavorare per coltivare un’attitudine diversa, meno legata all’attaccamento al risultato e più aperta all’accettazione di ciò che accade. Non si tratta di abbandonare i propri desideri o obiettivi, ma di riconoscere che la felicità non può dipendere unicamente dalla realizzazione di ciò che immaginiamo. L’angoscia nasce dal confronto tra il “dovrebbe essere” e ciò che realmente è: più il divario è ampio, maggiore è la nostra sofferenza. Accettare che la vita si svolge in un equilibrio tra ciò che possiamo controllare e ciò che sfugge alla nostra volontà è una forma di saggezza. Imparare a vivere con meno aspettative non significa vivere senza scopo, ma, al contrario, abbracciare ogni momento con maggiore autenticità, evitando di proiettare su di esso pesi inutili. Shakespeare ci ricorda, dunque, che spesso la nostra angoscia è una creazione della mente e che, per quanto difficile, la via della serenità passa attraverso il lasciar andare, accogliendo la realtà per quella che è.

Soprusi

Posto questo breve scritto di Astor Amanti tratto dal suo libro “Acid Lethal Fast”, in quanto mi sono ritrovato in toto in quello che esprime.

“Esistono uomini che portano su di sé il dolore del mondo. Quando vedono pesci rossi nei sacchetti dei Luna Park non riescono più a respirare e vedono orribili facce ridenti deformate dall’acqua. Uomini che guardano foto di esseri viventi maltrattati e ne sentono, in maniera accecante e assordante, le urla, il panico, la sofferenza. C’è chi li considera santi o fanatici e chi, semplicemente, afferma che sono persone troppo buone per riuscire a sopravvivere senza impazzire.”

Sento il peso di questo mio “essere” in maniera tangibile e sempre più accentuato. Davanti anche alla minima situazione di sopruso verso un animale o un essere umano, vengo preso da un malessere ingestibile che mi obbliga a distogliere lo sguardo, la presenza, il pensiero. Può essere preso come un comportamento comodo e irresponsabile… in realtà, nel mio caso sarebbe da masochista, il dolore che sento penetrarmi è talmente forte da creare un grande disagio psichico-fisico.

Appunti Corti #96

Se dovessi scegliere un libro che mi rappresenta, sarebbe impossibile. Ce ne sono troppi, e ognuno di essi mi ha lasciato qualcosa. Un pensiero, un’emozione, un ricordo. Ci sono stati libri che ho letto e riletto fino a consumarli, e altri che ho lasciato a metà, per poi riprenderli anni dopo. Ogni libro è come una relazione: alcuni li ami subito, altri li apprezzi col tempo. E ci sono quelli che, per quanto ci provi, non riesci a capire. Ma va bene così. La bellezza dei libri è anche questa: non c’è un modo giusto o sbagliato di leggerli.