Appunti Corti #132 

La poesia è… tante cose. Non basterebbe la lunghezza di un post per scrivere tutti gli aggettivi che una poesia può avere, che una poesia può essere. Per brevità, sono pienamente consapevole che la poesia è tutto perché tutto può stare dentro in una poesia.
Personalmente amo la poesia che riesce ad arrivare alla parte più profonda, nella sensibilità che si nasconde per carattere o per paura.
Personalmente amo la poesia che arricchisce, che può rendere migliore qualche momento, che può essere spunto di riflessione su se stessi e sul mondo.
Personalmente amo la poesia che sa rendere la vita un posto migliore, più accogliente.

Appunti Corti #131

A volte concentriamo le nostre forze nel vedere la parte buia, concentriamo i nostri pensieri sulla negatività, su ciò che sembra impossibile poter cambiare.
In determinati momenti della nostra vita prevale il nero, ma se ci fermassimo un solo attimo a guardare quello spiraglio di luce che si intravede alla fine del cammino, se iniziassimo ad apprezzare le piccole cose e a far caso ai momenti che ci hanno reso felici, che ci hanno rubato un sorriso, tutto cambierebbe in base alla nuova prospettiva.
Tutto cambia in base alla prospettiva.

Asterisco *50

Nella giornata per i diritti delle donne, il mio affetto va alle donne e le bambine che hanno avuto la vita rovinata dalle teocrazie, dal fanatismo religioso, dal patriarcato, dalla xenofobia, dal colonialismo, dal suprematismo di qualunque etnia, nazione o religione, dalle guerre, dagli imperialismi di oriente e Occidente, da pedofili ricchi e potenti, dalle “cose da maschi”, da capi, da padroni, da guerrieri. La mia tristezza va invece alle donne coinvolte o promotrici delle cose di cui sopra.

Appunti Corti #130

Molte volte penso al passato e agli errori fatti.
Gli errori, come dicono gli psicologi e i saggi, non fanno solo male ma sono anche un’opportunità. Per questo non vanno demonizzati ma accettati come ingredienti necessari, e spesso preziosi, di ogni esperienza. Gli errori permettono infatti di sperimentare, di esplorare le varie possibilità, fino a individuare la decisione migliore.
La verità è che non siamo mai pronti né abbastanza sicuri di nulla. Si prova, si sbaglia, si soffre e si spera di crescere.
Alla mia non più tenera età, non posso che confermare questa tesi.
Gli errori sono serviti, servono, sono esperienze. Se ne prende atto, gli si accetta.
La vita richiede molta pratica.

Asterischi *49

Terrapiattisti. 2200 anni fa Eratostene con un cammello, un bastone e la matematica riuscì a calcolare la circonferenza della terra con un errore di 500km.
Oggi abbiamo i computer quantistici e i terrapiattisti e sono in aumento.

Appunti Corti #129

Sento ancora palpabili le cicatrici passate, ci sono ancora.
Affetti feriti, responsabilità mancate, molte volute.
Avevo sperato in un disegno nuovo della realtà, in una forza che intervenisse a cambiare le cose con naturalezza e decisione, allo stesso tempo.
Invece, ci sono ancora.
Sono presenti e non le so gestire o meglio rimuovere.
Tornano casualmente e lievemente si insinuano nelle pieghe del pensiero, senza regole ma avvertibili, ci sono ancora.
Sono una regola e pertanto so gestirla ma vorrei tanto diventasse una eccezione, e non ci fosse più.

Appunti Corti #128

Il dolore è un sentiero che dobbiamo percorrere da soli. Andare da uno specialista del dolore – un medico, un prete, uno psicoterapeuta – vuol dire affidare a qualcuno il compito di far rientrare il proprio dolore in una narrazione: ossia di renderlo comune: e dunque falso. Perché tutto ciò che è sociale è falso, radicalmente incapace di verità. E tutto ciò che è vero è indicibile, perché irrimediabilmente singolare. Come la direzione, il verso-dove di questo dolore – che non è stanchezza, non è debilitazione, non è depressione, non ha alcun nome sociale, non è scritto su nessun libro: perché è mio. Perché sono io.

Appunti Corti #127

Devo dirlo o rischio di scoppiare: provo un disgusto profondo verso certi personaggi che si pavoneggiano sui social come se sapessero tutto, mentre nella realtà sembrano inconsapevoli come insetti attratti dalla luce di una trappola.
Provo rabbia, lo ammetto, e mi sento anche in colpa per questo. Perché credo nella libertà, anche per chi la usa male o parla solo per impulso, senza pensiero. Eppure, ogni volta che li ascolto proclamare con arroganza la propria ignoranza, una parte di me vorrebbe scuoterli con forza, come se servisse a svegliarli.
Il peggio è che questi atteggiamenti non sono solo irritanti: sono pericolosi. Perché un regime non arriva più coi carri armati: basta l’indifferenza, la divisione, l’egoismo e la rabbia mal direzionata. E noi ci stiamo cadendo dentro, passo dopo passo, mentre loro ridono.
Il senso di colpa nasce proprio da qui: sapere che vanno difesi anche loro, anche se stanno contribuendo — inconsapevolmente — a distruggere lo spazio in cui quella stessa libertà può esistere.

Festività

Le festività natalizie e il Capodanno sono momenti di gioia e riflessione, ma spesso diventano una scena di ipocrisia. Il Natale, che una volta era una celebrazione religiosa, è ora dominato dal consumismo. Durante le settimane prima del 25 dicembre, si sente la pressione di comprare regali e decorazioni, con famiglie che si indebitano per dimostrare affetto attraverso oggetti materiali. Questo spirito di consumismo fa perdere di vista il vero significato di connessione umana. Anche le riunioni familiari, che dovrebbero essere un momento di gioia, spesso sono segnate da tensioni e falsi sorrisi. Il Capodanno, invece, è una celebrazione di illusioni, dove ci si promette cambiamenti e felicità, ma spesso si rimane delusi. Le feste diventano occasioni per mostrare una facciata di felicità, mentre si affrontano aspettative irrealistiche. La vera magia dei festeggiamenti sta nella connessione autentica con le persone e nella ricerca di pace interiore. Il regalo migliore è vivere questi momenti con sincerità, riportando significato a Natale e Capodanno, lontano dall’ipocrisia attuale.