Appunti Corti #127
Devo dirlo o rischio di scoppiare: provo un disgusto profondo verso certi personaggi che si pavoneggiano sui social come se sapessero tutto, mentre nella realtà sembrano inconsapevoli come insetti attratti dalla luce di una trappola.
Provo rabbia, lo ammetto, e mi sento anche in colpa per questo. Perché credo nella libertà, anche per chi la usa male o parla solo per impulso, senza pensiero. Eppure, ogni volta che li ascolto proclamare con arroganza la propria ignoranza, una parte di me vorrebbe scuoterli con forza, come se servisse a svegliarli.
Il peggio è che questi atteggiamenti non sono solo irritanti: sono pericolosi. Perché un regime non arriva più coi carri armati: basta l’indifferenza, la divisione, l’egoismo e la rabbia mal direzionata. E noi ci stiamo cadendo dentro, passo dopo passo, mentre loro ridono.
Il senso di colpa nasce proprio da qui: sapere che vanno difesi anche loro, anche se stanno contribuendo — inconsapevolmente — a distruggere lo spazio in cui quella stessa libertà può esistere.