Artefatti di Internet #16 – Severe Tire Damage (1993)

Il 24 giugno 1993, i Severe Tire Damage sono diventati la prima band a trasmettere in streaming un concerto su Internet. Il gruppo rock poco conosciuto si è esibito nel patio dello Xerox PARC di Palo Alto, in California, utilizzando l’Mbone (Internet Multicast Backbone) per trasmettere video che sono stati guardati dal vivo fino all’Australia. Come ha osservato uno spettatore, “Per citare tutte le persone che hanno detto di Woodstock, ‘io ero lì’ (da remoto)”. Successivamente la band ha iniziato lo streaming live ogni mercoledì sera. Gli spettatori degli streaming settimanali potevano cambiare l’angolazione della telecamera, regolare il mix audio e persino controllare una macchina del fumo nel seminterrato della band.

Ampiamente utilizzato su Internet e sulle reti di telefonia mobile , lo streaming consente la riproduzione di un flusso audio o video (nel caso di video on demand ) così come viene trasmesso. Si oppone quindi alla distribuzione tramite download di file che richiede di recuperare tutti i dati di una canzone o di un estratto video prima che possa essere ascoltato o guardato.
I dati vengono continuamente scaricati nella RAM, analizzati al volo dal computer o dallo smartphone e trasferiti rapidamente su uno schermo o un lettore multimediale (per la visualizzazione), quindi sostituiti con nuovi dati. I flussi audio o video in streaming sono generalmente forniti da piattaforme che offrono più film, serie o tracce musicali. (continua…)

Artefatti di Internet #15 – Prima webcam (1993)

La prima webcam è stata installata nella Trojan Room del laboratorio informatico dell’Università di Cambridge, con l’obiettivo puntato su una caffettiera. I ricercatori hanno creato il feed in modo da poter controllare lo stato della caffettiera senza lasciare la scrivania. Inizialmente, per guardare lo streaming era necessario scaricare un programma chiamato XCoffee, ma nel 1993 il feed in bianco e nero – che aveva solo un frame rate di 3 fotogrammi al minuto – fu reso disponibile sul web. Milioni di persone finirono per guardare la caffettiera online nel corso degli anni ’90.

Per permettere alle persone che lavoravano nell’edificio di verificare che la caffettiera non fosse vuota prima di recarsi nella stanza per prendere un caffè, è stata installata una telecamera che forniva un’immagine dal vivo a tutti i computer desktop collegati alla rete dell’ufficio. Dopo che la fotocamera è stata connessa a Internet alcuni anni dopo, la caffettiera ha acquisito notorietà internazionale come caratteristica del nascente World Wide Web, fino a quando non è stata dismessa nel 2001. (continua…)

Artefatti di Internet #14 – Le prime foto sul Web (1992)

Una delle primissime foto caricate sul World Wide Web era quella di Les Horribles Cernettes, una band tutta al femminile fondata da dipendenti del CERN. La band, il cui nome rende omaggio al più grande acceleratore di particelle del mondo, cantava canzoni pop parodia con testi come “Non passi mai le notti con me… ami solo il tuo collisore”. La band proveniva dallo stesso laboratorio in cui è stato inventato il Web e Tim Berners-Lee era un tale fan che caricò questa foto sul primo sito web. La band in seguito disse che l’immagine “è stata una di quelle che hanno cambiato il web, da piattaforma per la documentazione della fisica a media per le nostre vite”.

Il 18 luglio 1992 Silvano de Gennaro, sviluppatore e allora fidanzato di Michelle, si trovava nel backstage del Hadronic Music Festival, un’altra ricorrenza al confine tra il serio e il faceto tenuta annualmente al Cern. Fotografò la fidanzata e le amiche con una Canon EOS 650, modificando poi il risultato con la primissima versione di Photoshop. Berners Lee iniziava ad accarezzare l’idea di rendere il suo web un posto più divertente di un mero luogo di archiviazione di dati e risultati di esperimenti: voleva riuscire a caricarci delle foto. Trovandosi accanto a de Gennaro, gliene chiese una con cui fare una prova. Ecco come le Cernettes sono entrate nella storia del web. (continua…)

Artefatti di Internet #13 – Il primo sito web (1991)

Nel marzo 1989, Tim Berners-Lee scrisse la proposta iniziale per il World Wide Web, immaginandolo come un “sistema informativo universale collegato” per aiutare i ricercatori a condividere le informazioni. Nel dicembre 1990 ha lanciato il primo sito web al mondo, info.cern.ch. Il sito conteneva dettagli sul progetto WWW, inclusa una spiegazione dell’ipertesto e istruzioni per la configurazione di un server web. Tim Berners-Lee ha creato il primo browser web, chiamato WorldWideWeb, per visualizzare il sito. Ha ospitato il primo sito web su un computer NeXT, allegando una nota scritta a mano al computer: “Questa macchina è un server. NON SPEGNERE!!”

Il World Wide Web (termine in lingua inglese traducibile in italiano come “rete di ampiezza mondiale”, o “rete mondiale”, dove “rete” viene richiamato da web (“tela”), l’intreccio composto da ordito e trama), abbreviato web, sigla WWW o W3, è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso collegamenti (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet; questa facile reperibilità di informazioni è resa possibile, oltre che dai protocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità d’uso ed efficienza dei motori di ricerca e dei web browser in un modello di architettura di rete definito client-server. (continua…)

Artefatti di Internet #12 – AOL Dial Up (1991)

America Online ha debuttato nel 1991 ed è diventato rapidamente il più grande fornitore di servizi dial-up. La schermata iniziale e l’iconico suono di connessione remota sono diventati la prima introduzione a Internet per molte persone. La connessione Internet dial-up funzionava utilizzando l’infrastruttura telefonica esistente. I modem si connettevano in modo simile alle conversazioni telefoniche, con il suono della connessione remota che fungeva da stretta di mano tra le macchine. Il suono della connessione remota era una danza coreografica di bip e boop che scambiavano tutte le informazioni necessarie per connettersi alla rete.

Il termine Dial-up, nel campo delle telecomunicazioni, indica le connessioni tra computer realizzate con l’utilizzo di modem tramite la composizione di una normale numerazione telefonica, cioè dunque utilizzando l’usuale banda fonica a bassa frequenza, grazie a opportuni programmi detti dialer.
Ad oggi i modem tradizionali permettono una velocità di connessione di fatto insufficiente per la maggior parte delle applicazioni: per esempio, aprire una pagina web dalle dimensioni di 150 kB richiede in trasmissione analogica circa un minuto, mentre attraverso un collegamento ADSL o in Fibra ottica la stessa pagina richiede tempi intorno a 1 o 2 secondi. È da considerare inoltre che le connessioni in Dial-up hanno tempi di latenza generalmente molto elevati: intorno ai 400ms o più. (continua…)

Artefatti di Internet #11 – Il primo LOL (1989)

L’acronimo “LOL” ha fatto la sua prima apparizione documentata su Internet in una newsletter FidoNet. FidoNet era una rete di BBS o sistemi di bacheca elettronica. I messaggi venivano trasferiti tramite telefonate durante le ore non di punta per ridurre al minimo i costi dei pedaggi. Questa edizione della newsletter FidoNet tenta di catalogare il crescente numero di emoticon e acronimi che in quel periodo si diffondevano in rete. Conteneva anche convenzioni che non hanno mai preso piede, come ODM per “On De Move”.

LOL, acronimo inglese di laughing out loud, o di lots of laughs (“tante risate”), è (stato) un modo di dire diffuso nel gergo di internet, spesso scritto in lettere minuscole (lol), e rappresenta una sonora risata. 
Storicamente nato su Usenet, l’acronimo LOL si è ampiamente diffuso anche in numerose altre forme espressive di comunicazione mediata dal computer, arrivando persino ad essere utilizzato nel linguaggio comune. Si tratta di uno dei tanti termini utilizzati per esprimere una risata in forma testuale. (continua…)

Artefatti di Internet #10 – Internet Relay Chat (1988)

Creato da Jarkko Oikarinen come progetto parallelo mentre lavorava all’Università di Oulu in Finlandia, IRC, o Internet Relay Chat, è un protocollo di comunicazione basato su testo che consente agli utenti di chattare in conversazioni di gruppo in tempo reale, note come canali. Il server IRC iniziale era composto principalmente dagli amici di Jarkko, ma il protocollo si è diffuso lentamente quando altri hanno iniziato a ospitare i propri server. Anche altre scuole, come l’Oregon State University, hanno iniziato a utilizzare il protocollo. Verso la metà del 1989 esistevano circa 40 server in tutto il mondo e IRC fu adottato dalle prime comunità Internet come alternativa chat alle bacheche.

Antesignano mezzo di comunicazione, IRC è stato il “canale”: un nome che identificava un gruppo di utenti. In tale contesto tutti gli appartenenti erano abilitati ad inviare messaggi, leggibili unicamente dagli utenti dello stesso gruppo. Un canale IRC si creava automaticamente nel momento in cui il primo utente vi acceda per la prima volta. I nomi dei canali appartenenti ad una rete IRC si identificavano col carattere “#” (cancelletto) iniziale, mentre quelli locali, specifici di un server, erano identificati con il carattere “&”. Per ovviare a problemi di desincronizzazione dei canali, quando dei server si scollegano, erano stati creati i canali “!” senza problemi di sincronismo, ma hanno ottenuto scarso successo. (continua…)

L’email temporanea o usa e getta

Nel post “Come migliorare la propria sicurezza online“, ho accennato alle email temporanee come (una) possibile soluzione per evitare le fughe dei dati. Utilizzando una casella di posta temporanea per ricevere mail, si può evitare infatti il furto e tenere al sicuro le informazioni personali.

Attualmente in rete la privacy è una preoccupazione crescente, per proteggere le proprie informazioni personali e mantenere la propria email libera dallo spam. Questo problema ha portato molti utenti a scegliere di avere una seconda email, ma temporanea.

Che cos’è un’email temporanea

Fondamentalmente, un indirizzo e-mail temporaneo o usa e getta sicuro e anonimo da utilizzare per tante funzioni, come la registrazione ai servizi online, la ricezione di codici sconto, ecc., senza inserire le informazioni personali.
Quindi non si dovrà occuparsi della costante posta indesiderata.
Questa forma di indirizzi e-mail viene creata e personalizzata per un motivo particolare e si può eliminarla o usarla fino a quando serve.

I portali che offrono questi servizi sono decine e decine, basta scrivere in qualsiasi motore di ricerca “Email temporanea” o “Email usa e getta” e vi verrà restituita una lista molto nutrita.

Personalmente uso il servizio offerto da Internxt che non memorizza alcuna informazione personale dell’utente, rendendolo sicuro e anonimo per coloro che desiderano proteggere la propria privacy online. Con questa soluzione, gli utenti possono creare più indirizzi e-mail temporanei secondo le necessità e per diversi scopi online.

Artefatti di Internet #9 – Lettera a catena di Dave Rhodes (1988)

Una delle prime lettere a catena diffuse su Internet era intitolata “Make Money Fast”. Prometteva ai lettori che avrebbero ricevuto 50.000 dollari in contanti dopo sessanta giorni se avessero seguito le istruzioni fornite. La lettera funzionava come uno schema piramidale, in cui ogni persona doveva pagare chi prima di lei. Si diffuse rapidamente tramite e-mail e gruppi Usenet dopo essere stata pubblicata da un creatore sconosciuto nel 1988. Molte varianti della lettera si diffusero anche con titoli come “Make Beer Fast”, rendendola uno dei primi meme di Internet.

Una volta si usava dire “catena di sant’Antonio” quel sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire a propria volta a nuovi destinatari. Deriva dal fenomeno che consisteva nell’inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi (sant’Antonio è considerato uno dei santi oggetto di maggiore devozione popolare).
Nell’era di Internet la catena è sostituita dall’email e dalla richiesta di denaro. (continua…)

Artefatti di Internet #8 – Morris Worm (1988)

Il 2 novembre 1988 venne diffuso su Internet un worm informatico. Creato da Robert Tappan Morris, uno studente laureato di 23 anni alla Cornell University, è stato progettato come un esperimento per misurare le dimensioni di Internet, ma un errore di programmazione ne ha causato la propagazione selvaggia. Nel giro di 24 ore, quasi il 10% degli 88.000 computer presenti su Internet sono stati disabilitati.
Dopo aver appreso che il suo esperimento era andato storto, Morris ha chiesto a un amico di trasmettere in forma anonima le scuse e le istruzioni per rimuovere il worm agli utenti di Internet, ma ironicamente quelli più colpiti non hanno ricevuto il suo messaggio a causa del danno che il worm ha causato alla rete. Morris è diventata la prima persona condannata ai sensi del Computer Fraud and Abuse Act.

Un worm (termine della lingua inglese tradotto letteralmente in “verme”), nella sicurezza informatica, è una particolare categoria di malware in grado di autoreplicarsi.

Malware (abbreviazione dell’inglese malicious software, lett. “software malevolo”), nella sicurezza informatica, indica un qualsiasi programma informatico usato per disturbare le operazioni svolte da un utente di un computer. Termine coniato nel 1990 da Yisrael Radai, precedentemente veniva chiamato virus per computer. (continua…)