Versiaku n°55
Foglie dipinte
Terreni distratti
Nasce l’autunno
Foglie dipinte
Terreni distratti
Nasce l’autunno
Quell’attimo viola
Sul fare del tramonto
Lieve carezza
Blu fra i rami
Eterna meraviglia
Scarpe bagnate
La vostra felicità,
non appartiene che a voi.
Andate e raccogliete tutte
le stelle che ancora ingenue
sorridono alla vista dell’alba,
sul punto di spegnersi.
Capita di percepire,
distintamente netto,
ma impreciso,
un calco di me stesso,
di cui non ho sapienza.
Suppongo abbia attinenza,
con il tarlo nel credere,
in una forza dell’universo.
Alludo ad una forza distratta,
in cui dispero che esista,
in barba al dubbio che ne serbo,
o forse grazie a questo,
che mi rode dentro.
Ancora una volta
Sole mattutino
Odore di bosco
Parole e parole,
pensate a volte,
spontanee altre.
Raccolte e transumate,
nell’opportunità dell’etere,
illuminate di luce riflessa.
Noi che su questa terra,
anche soltanto il vivere setaccia,
apprendiamo ad ogni volo di farfalla,
quell’arte fine detta leggerezza.
I passi uno dopo l’altro,
camminando toccano la terra,
scorrendo il verso del mondo,
senza il penoso strascinar di ghiaia.
Quando alcune parole,
un certo modo di scrivere,
di raccontarsi e di raccontare,
divengono quasi un luogo fisico in cui,
nei giorni più bui e di umore ballerino,
andarsi a rifugiare.
La montagna è saggia,
in montagna impari.
Impera il silenzio, non fai rumore.
Serve fiato, non lo sprechi.
C’è natura, la osservi.
Propagano i boschi, gli annusi.
Stai con te stesso,
non ti serve nient’altro.
Cammini, senza orpelli.
Incroci persone, le saluti.
Guardi il cielo, lo studi.
Arrivi in cima, sei appagato.