Dave Liebman, un sax libero

Il 4 settembre 1946 nasce a Brooklyn, New York, il sassofonista David Liebman detto Dave, uno dei protagonisti della scena internazionale degli anni Settanta.
Celebre sassofonista, flautista, compositore e didatta jazz americano è considerato una figura di spicco nella musica contemporanea, noto per la sua versatilità stilistica e l’innovazione nell’uso dell’atonalità e delle linee melodiche.
Liebman ha iniziato la sua carriera negli anni ’70, suonando con gruppi leggendari come quello del batterista Elvin Jones e, successivamente, con Miles Davis, partecipando a tour e registrazioni fondamentali per la storia del jazz. Parallelamente, ha fondato propri gruppi come Lookout Farm, Quest, Dave Liebman Group ed Expansions, collaborando con musicisti come Richie Beirach, John Scofield, Vic Juris e molti altri.
Il suo stile abbraccia numerosi generi: jazz, jazz fusion, bebop, hard bop, post-bop, jazz modale e avanguardia. Ha inciso oltre 500 album, di cui più di 200 da leader o co-leader, e composto centinaia di brani originali. Liebman si è distinto anche per le sue reinterpretazioni di autori come Coltrane, Monk, Miles Davis, Puccini, Jobim e i Beatles.

I Madness, sette pazzi scatenati

Il 1° settembre 1979 i Madness entrano per la prima volta nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna con il singolo The Prince, un brano dedicato al giamaicano Prince Buster, re del bluebeat. Inizia così il successo commerciale di uno dei più contraddittori e discussi gruppi ska.
Gruppo storico musicale britannico, nato nel quartiere di Camden, Londra, nel 1976. Sono tra i principali rappresentanti del movimento 2 tone ska, un genere che fonde ska, rock, punk, rocksteady e reggae. Insieme a band come The Specials e The Selecter, hanno contribuito a rendere popolare lo ska revival nel Regno Unito alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80.
La formazione originale comprendeva Mike Barson (tastiere), Chris Foreman (chitarra), Lee Thompson (sax), Graham “Suggs” McPherson (voce), Mark Bedford (basso), Chas Smash (voce e ballerino) e Daniel Woodgate (batteria). Il nome “Madness” è un omaggio al musicista ska giamaicano Prince Buster.
Il gruppo ha avuto il suo periodo di massimo successo tra il 1980 e il 1986, raggiungendo la top ten inglese con ben 16 singoli, tra cui “One Step Beyond”, “Baggy Trousers”, “It Must Be Love” e “House of Fun”, quest’ultimo arrivato al primo posto in UK. Il brano “Our House” è stato il loro più grande successo negli Stati Uniti.
I Madness sono noti per il loro stile energico e ironico, soprannominato “nutty sound”, che ha saputo mescolare ritmi ska con influenze pop e new wave. La loro musica e i loro testi, spesso umoristici e legati alla vita quotidiana londinese, hanno avuto un forte impatto sulle sottoculture giovanili britanniche e internazionali.

Warren Smith

Il 28 agosto 1975 muore a Santa Barbara, in California, il trombonista Warren Doyle Smith, più conosciuto con il nome di Warren Smith.
Nato il 17 maggio 1908 a Middlebourne, nel West Virginia, in una famiglia di musicisti Warren inizia a suonare il pianoforte all’età di sette anni. Nel 1920 la sua famiglia si trasferisce a Dallas e qui il giovane Warren inizia a cimentarsi con la cornetta e il sassofono, sotto la guida del padre. Poco tempo dopo però opta definitivamente per il trombone pur continuando occasionalmente a suonare il sax. Nel 1924 ottiene la sua prima scrittura professionale in seno agli Harrison’s Texans, con i quali suona per diversi anni. Alla fine degli anni Venti si stabilisce a Chicago entrando a far parte del complesso di Abe Lyman. Nel 1936 si aggrega all’orchestra di Bob Crosby. È proprio questo sodalizio a portargli fortuna e a far salire le sue quotazioni. Nei quattro anni trascorsi con Crosby, Warren Smith ha occasione di esibirsi nei più eleganti ritrovi di New York, Chicago e Los Angeles e di registrare un gran numero di dischi nei quali ha ampio modo di emergere come solista, rivelando notevoli capacità sia sotto il profilo tecnico-strumentale sia dal punto di vista espressivo.
Nella prima metà degli anni Quaranta suona a Chicago con vari leaders tra cui Wingy Manone, Bud Jacobson, Paul Jordan, ecc… Nel 1945 si sposta sulla West Coast riaggregandosi alla formazione di Crosby che si era nel frattempo trasferito a Los Angeles. Lo si ritrova successivamente nella jazz band del cornettista Pete Dailey, con la quale incide dei buoni dischi per la Capitol, stilisticamente inquadrabili nella scuola Chicago. All’inizio degli anni Cinquanta suona con Jess Stacy, Lu Watters e Nappy Lamare. Nel 1955 viene scritturato per un breve periodo dall’orchestra di Ellington e, successivamente, da Joe Darensbourg, Wild Bill Davison, Ben Pollack, Johnny Lane. Negli anni Sessanta entra a far parte dell’orchestra di Red Nichols con la quale effettua, nell’estate del 1964, una tournée in Giappone. Nei suoi ultimi anni di vita continua regolarmente a esibirsi in seno al clan dei dixielanders della California.

Carrie Smith

Carrie Louise Smith, nata il 25 agosto 1925, è stata una cantante statunitense di jazz e blues, apprezzata per la sua voce potente e la capacità di fondere il gospel con il jazz tradizionale.
Nata a Fort Gaines, Georgia, Smith iniziò la sua carriera musicale nel coro della chiesa, esibendosi al Newport Jazz Festival nel 1957 con il Greater Harvest Baptist Church Choir . Negli anni ’60, apparve nel programma televisivo TV Gospel Time, rivolto al pubblico afroamericano. Il suo primo riconoscimento arrivò negli anni ’70, quando cantò con Big Tiny Little. Nel 1974, ottenne fama internazionale interpretando Bessie Smith (senza legami di parentela) nello spettacolo Satchmo Remembered al Carnegie Hall, prodotto da Dick Hyman .
Negli anni successivi, Smith intraprese una carriera solista, collaborando con la New York Jazz Repertory Orchestra, Tyree Glenn, Yank Lawson e la World’s Greatest Jazz Band. Dal 1989 al 1991, fu protagonista del musical di Broadway Black and Blue, dove interpretò brani classici come “Big Butter and Egg Man”, “Am I Blue” e “I Gotta Right to Sing the Blues” .
Sebbene meno conosciuta negli Stati Uniti, Smith godeva di una solida reputazione in Europa, dove si esibì frequentemente. La sua interpretazione del repertorio di Bessie Smith e la sua presenza scenica le valsero l’ammirazione di critici e appassionati di jazz. Morì il 20 maggio 2012 a Englewood, New Jersey, all’età di 86 anni .

Bump Myers

Bumps Myers (nome completo: Hubert Maxwell Myers) è stato un sassofonista jazz statunitense, noto principalmente per il suo lavoro con il sassofono tenore, ma occasionalmente anche con il sassofono alto e baritono.
Nato il 22 agosto 1912 a Clarksburg, West Virginia, Myers è cresciuto in California e ha iniziato la sua carriera musicale a Los Angeles. Nel 1929, a soli 17 anni, divenne musicista professionista, suonando con Curtis Mosby. Tra il 1934 e il 1936, si esibì a Shanghai con la big band di Buck Clayton e con Teddy Weatherford. Tornato a Los Angeles, collaborò con Lionel Hampton e Les Hite. Negli anni ‘40, fece parte della band di Lee e Lester Young, lavorò con Jimmie Lunceford e Benny Carter, e partecipò a concerti di “Jazz at the Philharmonic”. Nel 1947, suonò con Benny Goodman e contribuì al successo di T-Bone Walker “Call It Stormy Monday”. Nel 1949, registrò alcuni brani come leader, tra cui “I’m Clappin’ and Shoutin’” con i suoi Frantic Five. Negli anni ’50, fu attivo come musicista da studio e collaborò con artisti come Red Callender e Harry Belafonte. Si ritirò dalla musica nei primi anni ’60 a causa di problemi di salute e morì il 9 aprile 1968 a Los Angeles.
Influenzato da Coleman Hawkins, Myers era noto per il suo stile swing e la sua versatilità, suonando anche rhythm & blues. La sua carriera si svolse principalmente a Los Angeles, dove fu molto attivo nella scena musicale locale. 

Manzie Johnson

Il 19 agosto 1906 nasce a Putnam, nel Connecticut, Manzie Johnson, uno dei più eleganti ed essenziali batteristi del jazz di New Orleans. Pressoché sconosciuto al grande pubblico, anche per il suo carattere asciutto, incapace di autopromozione e di poche parole, gode invece di una notevole popolarità e stima nella ristretta cerchia degli appassionati di tutto il mondo.

Manzie Johnson è noto per il suo contributo alla scena jazz di New York durante gli anni ’20 e ’30 è considerato uno dei pionieri della batteria jazz nei primi anni di sviluppo del genere.
Johnson iniziò la sua carriera musicale giovanissimo, lavorando con numerose band e musicisti di spicco della scena jazz dell’epoca.
Lavorò anche con band leader come Don Redman e Chick Webb, affermandosi come uno dei batteristi più richiesti nelle big band e nelle registrazioni in studio.
Il suo stile alla batteria era caratterizzato da un solido senso del tempo e da un uso creativo dei piatti, contribuendo a definire il ruolo del batterista nelle big band jazz. Era abile nell’adattarsi sia allo stile più tradizionale del jazz primordiale sia al linguaggio emergente dello swing.
Nonostante il suo talento, Johnson non raggiunse mai la fama dei più celebri batteristi jazz, rimanendo principalmente un musicista da sezione apprezzato nell’ambiente professionale. Morì nel 1971, lasciando una traccia importante nelle registrazioni storiche del jazz classico.

Tony Almerico

Il 16 agosto 1905 nasce a New Orleans il trombettista Tony Almerico, all’anagrafe Anthony Almerico.

Tony Almerico è noto soprattutto per il suo contributo alla scena jazz di New Orleans. E’ stato una figura importante nella promozione e nella diffusione del jazz tradizionale durante la metà del XX secolo.
Ha guidato la sua band, la Tony Almerico’s Dixieland All-Stars, che suonava regolarmente al famoso locale di New Orleans, il Parisian Room. La sua orchestra ha avuto un ruolo significativo anche nel programma radiofonico “The Dixieland Jamboree”, contribuendo a mantenere vivo lo spirito del jazz tradizionale.
Almerico ha collaborato con diversi musicisti noti della scena di New Orleans, tra cui Pete Fountain e Sharkey Bonano. Il suo stile trombettistico era caratterizzato da un approccio vivace e melodico, in linea con la tradizione del jazz classico della città.
Sebbene il suo nome non sia tra i più noti del jazz mainstream, Tony Almerico è ricordato con rispetto dagli appassionati per il suo impegno nel preservare e diffondere il sound autentico di New Orleans.

Thurman Green

Il 12 agosto 1940 a Longview, nel Texas, nasce il trombonista Thurman Gree, registrato all’anagrafe con il nome di Thurman Alexander Green.

Thurman Green è noto per il suo contributo alla scena jazz di Los Angeles. Ha lavorato con molti musicisti di fama, contribuendo sia come solista che come musicista d’ensemble.
Green ha collaborato con artisti di spicco come Horace Tapscott, Gerald Wilson, Ella Fitzgerald e Lionel Hampton. Era anche membro dell’Horace Tapscott’s Pan Afrikan Peoples Arkestra, una formazione nota per il suo impegno nel promuovere la cultura afroamericana attraverso il jazz.
Il suo stile al trombone era caratterizzato da un suono caldo e melodico, con un’approfondita comprensione dell’armonia jazz e una grande versatilità nell’interpretare diversi stili, dal bebop al free jazz.
Nonostante non abbia raggiunto un vasto riconoscimento commerciale, Thurman Green è molto rispettato dagli appassionati di jazz e dai musicisti per il suo talento e il suo contributo alla scena musicale.

Charlie Gaines

L’8 agosto 1900 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania, il trombettista Charlie Gaines, conosciuto anche con il soprannome di Devil, diavolo.

Charlie Gaines (1900-1986) è noto soprattutto per il suo contributo alla scena jazz degli anni ’20 e ‘30. Nato a Filadelfia, Gaines iniziò la sua carriera musicale suonando in orchestre locali prima di trasferirsi a New York, dove entrò a far parte di alcune delle big band più celebri dell’epoca.
Negli anni ‘20, Gaines suonò con la Earl Walton Orchestra e con la band di Fess Williams, contribuendo a definire il suono delle formazioni jazz dell’epoca. Era conosciuto per il suo tono caldo, il fraseggio elegante e l’abilità nell’improvvisazione, caratteristiche che lo resero un trombettista molto richiesto sia in studio di registrazione sia nelle esibizioni dal vivo.
Charlie Gaines ebbe anche una carriera come bandleader, guidando gruppi nei locali notturni di Filadelfia e New York. Oltre alla tromba, era anche cantante e compositore; uno dei suoi brani più noti è “Anticipation Blues”.
Sebbene non abbia raggiunto la fama internazionale di altri trombettisti del suo tempo, il contributo di Gaines è stato significativo per l’evoluzione del jazz tradizionale verso lo swing. La sua carriera musicale continuò per diversi decenni e il suo lavoro viene ricordato per il suo stile sofisticato e raffinato.

Nat Jaffe

Il 5 agosto 1945 muore a soli ventisette anni il pianista Nat Jaffe. Il decesso avviene a New York, la città dove è nato il 1° gennaio 1918.

Nat Jaffe (1918-1945) è noto per il suo lavoro durante l’era dello swing. Nato a New York, trascorse parte della sua infanzia in Germania, dove studiò pianoforte classico. Tornato negli Stati Uniti negli anni ’30, si immerse nella scena jazz di New York, iniziando a suonare con musicisti di rilievo.
Jaffe collaborò con band e artisti importanti, tra cui Charlie Barnet, Billie Holiday, Coleman Hawkins e Jack Teagarden. Era apprezzato per il suo tocco elegante, la sensibilità armonica e la capacità di accompagnare con gusto ed efficacia i solisti.
Nonostante il suo talento, la carriera di Nat Jaffe fu tragicamente breve. Morì prematuramente all’età di 26 anni nel 1945 a causa delle complicazioni di un’ipertensione. La sua morte così precoce limitò il suo impatto sul jazz, ma i suoi contributi rimangono una testimonianza della sua abilità musicale e della sua sensibilità interpretativa.