Andy Gibson

Albert “Andy” Gibson è nato il 6 novembre del 1913. E’ stato un trombettista, arrangiatore e compositore jazz statunitense. Iniziò con il violino, poi passò alla tromba e suonò in orchestre swing come quelle di Lew Redman, Zack Whyte, McKinney’s Cotton Pickers, Blanche Calloway, Willie Bryant e Lucky Millinder. Nel 1937 smise di suonare per diventare arrangiatore e compositore, lavorando con veri giganti come Duke Ellington, Count Basie, Cab Calloway, Charlie Barnet e Harry James. Durante la Seconda guerra mondiale guidò una sua big band nell’esercito statunitense (1942–45). Dopo il servizio militare lavorò nuovamente con Barnet e poi si orientò verso il rhythm & blues, diventando direttore musicale per King Records tra il 1955 e il 1960. Viene ricordato come uno dei più raffinati e meno celebrati arrangiatori dell’era dello swing. Morì prematuramente a 47 anni, a causa di un infarto, nella sua città di Cincinnati.

Phil Woods

Phil Woods (all’anagrafe: Philip Wells Woods) è nato il 2 novembre del 1931. E’ stato uno dei più grandi sassofonisti jazz statunitensi, conosciuto per il suo stile energico, lirico e radicato nel bebop. Fu anche clarinettista, compositore, bandleader ed educatore. Wood iniziò a suonare il sassofono a 12 anni e successivamente il clarinetto alla prestigiosa Juilliard School di New York. Fu molto influenzato da Charlie Parker, Benny Carter e Johnny Hodges, tanto da essere soprannominato “New Bird” (nuovo Bird, in riferimento a Parker). Tra il 1968 e il 1972 visse in Francia, dove guidò l’ensemble European Rhythm Machine, con uno stile più sperimentale. Tornato negli Stati Uniti, formò un quintetto che rimase attivo per oltre 30 anni, registrando album acclamati come Musique du Bois (1974).
Phil Woods è noto anche per i suoi assoli in brani pop e rock, tra cui: “Just the Way You Are” di Billy Joel (1977), “Doctor Wu” degli Steely Dan (1975) e “Have a Good Time” di Paul Simon (1975) Il suo assolo nel brano di Billy Joel è uno dei più iconici nella storia del pop-jazz. Phil Woods ha incarnato lo spirito del jazz: sempre in evoluzione, sempre autentico.

Quando venne ripubblicato in cd “Un biglietto del tram” degli Stormy Six

Il 29 ottobre 2004 torna nei negozi italiani di dischi Un biglietto del tram degli Stormy Six, (mia recensione) uno dei dischi storici della musica italiana degli anni Settanta.

In Un biglietto del tram gli Stormy Six mettono in poesia l’epopea della resistenza, dalla battaglia di Stalingrado agli scioperi del 1944, dallo sbarco degli angloamericani in Sicilia allo sbandamento dell’esercito italiano dopo l’8 settembre, ai fucilati di Piazzale Loreto, alla lotta di liberazione contro il nazifascismo. Sul piano musicale esprimono un magistrale equilibrio tra ricerca espressiva “colta” e tradizione popolare dando ampio spazio alle parti strumentali e non facendosi catturare dai luoghi comuni pop-rock. Le storie sono raccontate con gusto e slancio popolare ricollegando senza retorica presente e storia, epica e quotidiano. Riascoltarli nella versione originale è un’emozione che fa bene al cuore e alla mente.

Ascolta il disco

Chubby Jackson, il bassista vagabondo e innovatore

Il 25 ottobre 1918 nasce a New York il contrabbassista Chubby Jackson, registrato all’anagrafe con il nome di Greg Stewart Jackson.
Chubby Jackson è noto soprattutto per il suo lavoro negli anni ’40 e ’50 come membro di big band e per la sua energia contagiosa sul palco.
Negli anni ’40, Jackson ha suonato con molte grandi orchestre dell’epoca, incluse quelle di Charlie Barnet e Woody Herman. Con quest’ultimo fece parte della celebre formazione chiamata “The First Herd”, che includeva anche musicisti innovativi come Stan Getz e Zoot Sims.
Era noto per il suo modo vigoroso di suonare il contrabbasso e per il suo stile “swing” molto vivace. Ha anche guidato alcune proprie formazioni e ha inciso dischi a suo nome.
Negli anni ’50 condusse anche programmi televisivi per bambini, tra cui The Chubby Jackson Show, combinando jazz e intrattenimento.

Clare Fischer, il pianista che mescola jazz e classica

Il 22 ottobre 1928 a Durand, nel Michigan, nasce il pianista, organista, compositore e arrangiatore Clare Fischer. Pianista e direttore d’orchestra statunitense, noto per la sua versatilità e per l’abilità nel fondere jazz, musica classica, ritmi latini e brasiliani. La sua carriera, durata oltre sei decenni, ha influenzato profondamente il panorama musicale internazionale.
Nato a Durand, Michigan, Fischer si laureò in composizione alla Michigan State University. Negli anni ‘50, divenne pianista e arrangiatore per il gruppo vocale The Hi-Lo’s, esperienza che influenzò profondamente il suo stile armonico. Negli anni ’60, collaborò con artisti come Donald Byrd e Dizzy Gillespie, e si distinse per le sue registrazioni di jazz latino e bossa nova, tra cui il brano “Morning”, considerato un classico del Latin Jazz.
Negli anni ‘70, fondò il gruppo “Salsa Picante”, con cui vinse un Grammy Award nel 1981 per l’album 2+2. Parallelamente, intraprese una carriera come arrangiatore per artisti pop e R&B, collaborando con Prince, Paul McCartney, Michael Jackson, Chaka Khan e molti altri.
Fischer era noto per la sua capacità di integrare elementi di jazz, musica classica e ritmi latini. Le sue composizioni, come “Pensativa” e “Morning”, sono diventate standard del jazz. Il suo lavoro ha influenzato numerosi musicisti, tra cui Herbie Hancock, che lo ha citato come una delle sue principali influenze armoniche.
Durante la sua carriera, Fischer ricevette undici nomination ai Grammy Awards, vincendone due: uno nel 1981 per l’album 2+2 e uno postumo nel 2013 per Music for Strings, Percussion and the Rest

Red Richards, il pianista dalla matrice stride

Il 19 ottobre 1912 nasce a Brooklyn, New York, il pianista Charles Richards, più conosciuto dagli appassionati di jazz come Red Richards.
Red Richards, è stato un pianista jazz statunitense noto per il suo stile swing e stride. Ha avuto una carriera musicale che si è estesa per oltre sei decenni, collaborando con numerosi artisti di rilievo e lasciando un’impronta significativa nel panorama jazzistico.
Richards iniziò a studiare pianoforte classico all’età di dieci anni, ma a sedici anni si orientò verso il jazz dopo aver ascoltato Fats Waller. Il suo primo ingaggio professionale importante fu con Tab Smith al Savoy Ballroom di New York dal 1945 al 1949. Successivamente, collaborò con Bob Wilber (1950–51) e Sidney Bechet (1951). Nel 1953, partecipò a una tournée in Italia e Francia con la band di Mezz Mezzrow, suonando al fianco di Buck Clayton e Big Chief Moore, e accompagnando Frank Sinatra in Italia. 
Negli anni successivi, suonò con Muggsy Spanier, Fletcher Henderson e Wild Bill Davison. Nel 1960, formò il gruppo Saints & Sinners con Vic Dickenson, attivo fino al 1970. Negli anni ’70 e ’80, collaborò con artisti come Eddie Condon, Panama Francis e i Savoy Sultans, esibendosi in tutto il mondo. 
Red Richards era noto per il suo stile pianistico che combinava elementi di stride e swing, ispirandosi a pianisti come Fats Waller e James P. Johnson. La sua tecnica includeva una mano sinistra “rolling” e una profonda comprensione della storia del pianoforte jazz, che gli permetteva di esprimersi con sensibilità sia come accompagnatore che come solista.
Richards continuò a suonare fino alla sua morte, avvenuta il 12 marzo 1998 a Scarsdale, New York.

Alphonso Trent, il piano e la direzione

Il 14 ottobre 1959 a Fort Smith, in Arkansas muore il pianista e direttore d’orchestra Alphonso Trent.
Alphonso E. “Phonnie” Trent è stato un pianista jazz e bandleader statunitense, noto per aver guidato una delle più raffinate “territory bands” del Sud-Ovest degli Stati Uniti tra gli anni ’20 e ’30. Sebbene oggi sia meno conosciuto, la sua orchestra fu considerata all’avanguardia per l’epoca, influenzando profondamente lo sviluppo del jazz orchestrale.
Nato a Fort Smith, Arkansas, in una famiglia della classe media, Trent iniziò a studiare pianoforte fin da giovane. Durante l’adolescenza suonò in diverse band locali e, nel 1923, si unì al gruppo Synco Six di Eugene Cook, assumendone presto la leadership .
Nel 1925, la Alphonso Trent Orchestra ottenne un ingaggio all’Adolphus Hotel di Dallas, Texas, che si protrasse per 18 mesi—un record per un’orchestra afroamericana dell’epoca. Durante questo periodo, la band fu la prima formazione nera a essere trasmessa regolarmente via radio su WFAA, raggiungendo un vasto pubblico negli Stati Uniti centrali e in Canada .
La band era nota per la sua precisione, l’attenzione alla qualità del suono e l’innovazione negli arrangiamenti. Tra i musicisti che vi militarono figurano nomi illustri come Stuff Smith, Charlie Christian, Snub Mosley, “Sweets” Edison e Peanuts Holland .
Nonostante il successo, Trent preferì rimanere nel Sud-Ovest, evitando le grandi città della East Coast. Dopo lo scioglimento della band nel 1934, tornò alla musica nel 1938 con una nuova formazione, continuando a esibirsi fino agli anni ’50 .

Curtis Amy, un sax oltre il bop

L’11 ottobre 1929 nasce a Houston, nel Texas, il sassofonista e clarinettista Curtis Edward Amy, più conosciuto come Curtis Amy. E’ noto per il suo contributo al jazz della West Coast, in particolare nei generi hard bop e soul jazz.
Nato a Houston, Texas, Amy iniziò a suonare il clarinetto da bambino. Durante il servizio militare nell’esercito degli Stati Uniti, passò al sassofono tenore. Dopo il congedo, conseguì una laurea al Kentucky State College e lavorò come insegnante di musica in Tennessee, esibendosi contemporaneamente nei club jazz del Midwest. A metà degli anni ‘50 si trasferì a Los Angeles, dove firmò un contratto con la Pacific Jazz Records, collaborando spesso con l’organista Paul Bryant. 
Negli anni ‘60, Amy divenne direttore musicale dell’orchestra di Ray Charles per tre anni. Successivamente, lavorò come session musician, partecipando a registrazioni di artisti come The Doors (solo nel brano “Touch Me”), Carole King (album Tapestry), Lou Rawls, Marvin Gaye, Tammi Terrell e Smokey Robinson. 
Fu sposato con la cantante Merry Clayton, con la quale collaborò anche professionalmente.
Curtis Amy era noto per il suo suono caldo e per la capacità di fondere elementi di jazz, blues e soul. Il suo stile era influenzato da musicisti come Gene Ammons e Sonny Stitt, ma sviluppò una voce distintiva che lo rese un importante esponente del soul jazz della West Coast.

Hal Singer, il sassofonista che lasciò gli USA per la Francia

L’8 ottobre 1919 nasce a Tulsa, in Oklahoma, il sassofonista Harold Singer, più conosciuto come Hal Singer. Noto anche come Hal “Cornbread” Singer, è stato un sassofonista tenore e bandleader statunitense, figura di spicco nel jazz e nel rhythm and blues. Nato l’8 ottobre 1919 a Tulsa, Oklahoma, è scomparso il 18 agosto 2020 a Chatou, in Francia, all’età di 100 anni.
Cresciuto nel quartiere afroamericano di Greenwood a Tulsa, Singer fu testimone del massacro razziale del 1921, durante il quale la sua casa fu distrutta. Iniziò a studiare violino da bambino, per poi passare al clarinetto e infine al sassofono tenore, ispirato da musicisti come Ben Webster e Lester Young.
Negli anni ’30 e ’40, suonò con diverse big band, tra cui quelle di Ernie Fields e Jay McShann. Nel 1948, il suo brano strumentale “Corn Bread” raggiunse la vetta delle classifiche R&B, conferendogli notorietà e il soprannome che lo accompagnò per tutta la carriera. Successivamente, collaborò con artisti come Roy Eldridge, Don Byas e Duke Ellington.
Nel 1965, dopo una tournée europea con Earl Hines, si stabilì in Francia, dove continuò a esibirsi e a registrare, diventando una figura influente nella scena jazz europea. Nel 1992, fu insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres dal governo francese.

La lezione di Booker Little jr.

Il 5 ottobre 1961 muore a New York il trombettista Booker Little jr. Ha soltanto ventitré anni ed è originario di Memphis, nel Tennessee. E’ stato un trombettista e compositore jazz statunitense, noto per la sua straordinaria tecnica e per la profondità emotiva delle sue composizioni. Nonostante la sua carriera sia stata tragicamente breve, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del jazz.
Nato in una famiglia musicale, Booker iniziò a suonare il trombone come suo padre, ma presto si orientò verso la tromba. Frequentò la Manassas High School, dove si formò con futuri grandi del jazz come George Coleman e Harold Mabern. Successivamente studiò al Chicago Conservatory, approfondendo teoria musicale, composizione e orchestrazione. Durante questo periodo, conobbe Sonny Rollins, che lo incoraggiò a sviluppare un suono personale.
Nel 1958, Little si unì al gruppo di Max Roach, sostituendo il compianto Clifford Brown. Con Roach registrò album fondamentali come Max Roach + 4 at Newport e Deeds, Not Words, dove si distinse sia come solista che come arrangiatore. Collaborò anche con artisti del calibro di John Coltrane (Africa/Brass) e Abbey Lincoln.
Nel 1960, iniziò una fruttuosa collaborazione con Eric Dolphy, culminata in una serie di esibizioni al Five Spot di New York e nelle registrazioni degli album Out Front e Booker Little and Friend. Questi lavori evidenziano la sua capacità di fondere la struttura del bop con elementi più sperimentali e modali, creando un linguaggio musicale unico.
Influenzato da Clifford Brown, Little sviluppò uno stile distintivo, caratterizzato da un suono lirico e da un uso innovativo della dissonanza e delle strutture armoniche. La sua musica rappresenta un ponte tra il hard bop e le tendenze più avanguardistiche del jazz degli anni ’60. Critici e musicisti lo considerano un pioniere che ha ampliato le possibilità espressive della tromba nel jazz.
Affetto da una grave malattia renale, Booker Little morì a soli 23 anni a New York. Nonostante la sua breve vita, la sua produzione musicale continua a influenzare generazioni di musicisti e appassionati di jazz.