Ferdinando Scianna

Nato a Bagheria, in Sicilia, il 4 luglio 1943, Ferdinando Scianna inizia a fotografare negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine. Nel 1961 intraprende studi di Filosofia e Lettere presso l’Università di Palermo e, due anni dopo, conosce lo scrittore Leonardo Sciascia, inizio di un lungo e importante rapporto di amicizia e collaborazione. A soli ventun anni pubblica, con saggio di Sciascia, Feste religiose in Sicilia, che ottiene il prestigioso Premio Nadar.
Dopo essersi trasferito a Milano, comincia a lavorare per il settimanale L’Europeo come fotoreporter, inviato speciale, poi corrispondente da Parigi, dove vive per dieci anni. Ma Scianna non si limita a fotografare in funzione dei servizi giornalistici. Realizza ricerche personali e il suo lavoro verrà molto apprezzato da Henri Cartier-Bresson, che lo inviterà a entrare in Magnum Photos, della quale diviene membro nel 1982.
Fotografo tra i più versatili, dal 1987 in poi Ferdinando Scianna alterna il reportage in tutto il mondo con i lavori di moda e pubblicità, riscuotendo successo internazionale. Alla sua passione per la fotografia si affianca quella per la scrittura. Scianna svolge da anni un’importante attività critica e giornalistica e pubblica numerosi articoli sulla fotografia come mezzo espressivo e narrativo.
Tra i suoi libri più noti: I Siciliani (1977); L’istante e la Forma (1987); Città del Mondo (1988); Le forme del Caos (1989); Leonardo Sciascia (1989); Marpessa, un racconto (1993); Altrove, reportage di moda (1995); Dormire, forse sognare (1997); Quelli di Bagheria (2003); Bibliografia dell’Istante (2003). Alla produzione di libri si affianca quella espositiva, con mostre in prestigiosi musei e gallerie di tutto il mondo.

Il Sito Grandi FotografiMagnum Photo

Salvato dalla musica

Christian Sassaro, meglio conosciuto con il suo nome d’arte Chris Rain è un artista di 23anni nato in Italia (ma vive ad Amsterdam), che fa musica emo e alternativa sia in inglese che in italiano.
Chris è cresciuto in una piccola città sulle montagne vicino a Vicenza. Durante l’adolescenza, spesso marinava le lezioni, il che lo ha portato ad abbandonare la scuola a 15 anni e a decidere di ritirarsi completamente dalla società a 16 anni, rimanendo in casa per gli anni a venire, stando sveglio tutta la notte e dormendo durante il giorno.
Chris ha iniziato a suonare la chitarra a 6 anni e all’età di 8 anni era in grado di suonare gli assoli delle canzoni degli AC-DC.
All’inizio del 2016, ha scoperto Lil Peep, ed è stato “amore a prima vista” perché lo ha fatto immedesimare nei testi in un modo che nessun altro genere musicale avrebbe potuto fare. In seguito alla morte di Lil Peep, suo musicista preferito, ha deciso di scrivere un pezzo per ricordarlo e lo ha pubblicato sui siti di musica online, senza mai uscire di casa. Affrontare la scomparsa di Peep lo ha portato a trovare il coraggio di caricare sui social network la sua prima canzone in assoluto, “How I Feel” (Come mi sento).
Dopo aver pubblicato molta musica dal 2018, nel 2022, ha deciso di lasciare l’isolamento e mostrare il suo volto, superando anni di isolamento sociale, pubblicando il video “Bloodless”, un passo considerato necessario per portare la sua carriera al livello successivo.

LiveRadio

LiveRadio offre la possibilità di ascoltare gratuitamente migliaia di stazioni radio da tutto il mondo. Con questa piattaforma è possibile esplorare un’ampia varietà di stazioni di diversi paesi e generi musicali, permettendo all’utente di trovare la musica che gli piace più facilmente e rapidamente.

Con le sue 221 nazioni presenti, LiveRadio è sicuramente l’aggregatore radiofonico più completo. Un’ottima possibilità per ascoltare i suoni e le voci da ogni angolo del mondo, in tempo reale.

Link per ascoltare LiveRadio

Segnali  #7

Suoni Paul Bley è stato un pianista canadese tra i più grandi e innovativi del jazz. Nato a Montreal, si avvicina alla musica a 5 anni suonando il violino e a 7 scopre il pianoforte. Dai primi concerti nei club a 13 anni fino ad arrivare a suonare con il leggendario Oscar Peterson a 17 anni e a 20 anni con Charlie Parker, Charles Mingus e Art Blakey non è passa molto tempo. In oltre 60 anni di carriera ha pubblicato più di 100 album collaborando con leggende della musica come Chet Baker, Lester Young, Sonny Rollins Charlie Haden, Paul Motian e Pat Metheny.

VisioniMartin Liebermann, è un fotografo tedesco nato nel 1963 che vive a Bielefeld. Affascinato dalla bellezza della natura, lo scopo di Martin Liebermann è quello di tradurre lo “spirito” di ciò che percepisce nelle immagini finali che pubblica. Questo “spirito” può essere un luogo da fiaba nella foresta tedesca, la freschezza del primo mattino, i tronchi nodosi degli alberi vecchi o il gioco ipnotizzante di luci e colori in un mormorio ruscello.
Link: Album Flickr di Martin Liebermann  

DintorniLa strada percorribile più lunga del mondo va da Città del Capo a Magadan (Russia), ci sono ponti che attraversano i fiumi, non è richiesto alcun viaggio in barca o aereo. È lungo 22000 km, si impiegano 587 giorni per una persona che cammina 8 ore al giorno, copre 17 paesi, 6 fusi orari e il viaggiatore vivrà tutte le stagioni e le condizioni meteorologiche del mondo nel suo viaggio.

Artefatti di Internet #38 – Napster (1999)

Fondato dal diciannovenne Shawn Fanning, Napster era un rivoluzionario servizio peer-to-peer che consentiva agli utenti di condividere MP3. Fanning ha concepito l’idea nel suo dormitorio alla Northeastern University dopo aver sentito il suo compagno di stanza lamentarsi dei collegamenti MP3 interrotti. Nel 2000 Napster contava più di 20 milioni di utenti, con circa 14.000 brani scaricati ogni minuto. La rapida ascesa di Napster terrorizzò l’industria musicale. La RIAA, o Record Industry Association of America, ha iniziato a denunciare alcuni individui per aver scaricato brani da Napster. I Metallica furono la prima band individuale a fare causa, seguiti subito dopo da Dr. Dre. L’attacco legale portò Napster a cessare le operazioni nel 2001.

Napster fu il primo sistema P2P di massa anche se in realtà non si può parlare di un vero peer-to-peer. Infatti il software utilizzava un sistema di server centrali che mantenevano la lista dei sistemi connessi e dei file condivisi, mentre le transazioni vere e proprie avvenivano direttamente tra i vari utenti.
Con l’avvento di Napster il file sharing diventa “popolare” e non più prerogativa di una minoranza di navigatori esperti, generalmente studenti di informatica, che si collegavano dai grossi centri di calcolo delle università.
Prima di allora i pionieri della condivisione di file su internet utilizzavano BBS e siti Warez, dove gli utenti mettevano a disposizione i propri file su spazi dedicati quindi come si può vedere Megaupload non ha inventato niente di nuovo.

Il Buddambulo #15

L’insegnamento buddista

L’insegnamento buddista non può essere inteso come mera speculazione intellettuale. Piuttosto diventa un orientamento che viene messo alla prova e applicato costantemente nella vita quotidiana. Ciò non prescinde dalla conoscenza dei principi fondamentali che abbracciano tutte le tradizioni buddiste e che, in qualche modo, le uniscono in una prospettiva sociale al di là delle differenti interpretazioni della dottrina e della pratica religiosa. La visione buddista della vita universale presenta agli umani del nuovo millennio una chiave per uscire dalla gravissima crisi in cui versa il nostro pianeta.
La compassione, per esempio, non è un semplice richiamo etico, ma è la capacità di tornare a vivere in modo simbiotico con tutti gli esseri viventi.
La Terra e le specie che la popolano, non sono separate ma, al contrario, strettamente unite in un destino comune (interconnessione). La diversità non è una minaccia, ma un grande valore che può portare progresso e pace perché ogni singola forma di vita è indispensabile a tutte le altre e alla vita del macro-universo in cui viviamo.

Il Buddismo insegna che una Legge o principio universale sottostà a tutti i fenomeni e si applica a ogni popolo, indipendentemente dal tempo, dall’etnia, dalla diversità culturale e dal luogo. Però, la modalità specifica con cui il Buddismo viene espresso e propagato è relativa alla società, alla cultura e ai costumi della regione in cui si pratica.

Il Buddismo rispetta profondamente la diversità culturale, nella misura in cui gli aspetti della cultura non siano in contrasto con lo spirito del Buddismo come insegnato nel Sutra del Loto, il cui nucleo essenziale è la fede che nella vita di ogni persona sono presenti una dignità e un potenziale illimitati. Nichiren, fondatore nel tredicesimo secolo del Buddismo scrive: «Esaminando attentamente i sutra e i trattati, scopriamo che esiste una dottrina che corrisponde a questo, quella che riguarda il precetto chiamato “seguire i costumi del luogo”. In sostanza questo precetto insegna che, a meno che ciò non implichi una grave mancanza, bisognerebbe seguire gli usi e costumi del paese anche se si discostano leggermente dagli insegnamenti buddisti»

PixelFed è il social network open source alternativo ad Instagram

Pixelfed è una piattaforma di condivisione di immagini, una piattaforma di condivisione di foto gratuita ed etica, alimentata dalla federazione ActivityPub, un’alternativa etica alle piattaforme centralizzate.

Uno dei grandi vantaggi di PixelFed è che non ha algoritmi o pubblicità e quindi si può navigare liberamente senza interruzioni pubblicitarie.

Nonostante le somiglianze visive, ci sono aspetti in cui il social network è totalmente opposto a Instagram. La piattaforma non ha algoritmi che determinano la rilevanza di una certa pubblicazione, non mostra pubblicità e intende essere un servizio con privacy totale. Saranno gli stessi utenti a gestire la rete, in modo organico.

PixelFed può essere ancora una piattaforma recente ma potrebbe diventare una forte alternativa open source che vuole conquistare gli utenti con i vantaggi dell’autonomia e dell’indipendenza. Il fatto che sia costruito in open source gli permette di offrire piena trasparenza.

Link a PixelFed

iPhone Photography Awards 2024

Ogni anno dal 2007 Apple organizza l’iPhone Photography Awards (IPPA), un concorso fotografico con iPhone. Tra le migliaia di immagini inviate da oltre centinaia di paesi in tutto il mondo, i membri della giuria dell’IPPAAWARDS seleziona i migliori scatti attribuendo i premi ai vincitori di varie categorie.

Quest’anno il vincitore del premio più importante, il “Photographer of the year – Grand Prize”, è Erin Brooks dagli Stati Uniti, che ha scattato la foto selezionata a Tampa (Florida) da un iPhone 15 Pro Max, una immagine in bianco e nero che mostra un bambino davanti un acquario.

Altro premio è stato assegnato ad Glen Wilbert dagli Stati Uniti per lo scatto a Huntington Beach (California) e che mostra un gruppo di nuotatori di un campo per bagnini, immortalati da un iPhone 11 Pro Max.

Oltre ai vincitori assoluti, IPPA sceglie le foto vincitrici in varie categorie: astratto, animali, architettura, bambini, fiori, paesaggi, lifestyle, natura, notizie-eventi, panorami, persone, ritratti, ecc.

Tra i lavori premiati quelli dell’italiana Alessandra Manzotti (una foto scattata all’Antartide con iPhone 12 Pro Max).

Impressionanti i risultati che è possibile ottenere con la semplice fotocamera di quello che da tempo non è più solo un telefono e ancora una volta la dimostrazione che l’unico limite quando scattiamo fotografie è costituito da noi stessi e non dal dispositivo usato. Un buon occhio fotografico può fare la differenza, indipendentemente dal dispositivo usato.

Le foto inviate non devono essere modificate con app diverse da quelle di serie con l’iPhone. I vari scatti premiati sono visibili sul sito dedicato all’evento.

Il Buddambulo #14

Nichiren Daishonin

Il più grande riformatore buddista del Giappone, vissuto nell’epoca di Kamakura, è Nichiren Daishonin (1222-1282). Nato da un’umile famiglia di pescatori, fin da piccolo fece il voto di voler sradicare la sofferenza di nascita, invecchiamento, malattia e morte e mettere tutte le persone in grado di manifestare la propria innata buddità.
Determinò così da subito l’indirizzo del suo buddismo rivolto alla felicità delle persone comuni. Diventato monaco, si recò a Kamakura, Kyoto, Nara e in altri centri di studio buddista, dove approfondi la conoscenza dei sutra e dei commentari conservati nei templi più importanti.

In questo modo Nichiren Daishonin approfondì la conoscenza delle dottrine fondamentali di tutte le scuole buddiste. Ebbe così la conferma che il Sutra del Loto era il supremo fra tutti i sutra e che la Legge di Nam-myoho-renge-kyo, alla quale si era risvegliato, era l’essenza e il mezzo per liberare tutte le persone dalla sofferenza al livello più profondo.

Monaco di straordinaria cultura, Nichiren Daishonin scrisse grandi trattati di buddismo, ma il suo interesse fu sempre per la gente comune: anche se colpito da durissime persecuzioni, aggressioni ed esili comandati dal governo non smise mai di inviare lettere ai suoi discepoli dove spiegava i fondamenti del suo buddismo e offriva incoraggiamenti per vivere coraggiosamente senza lasciarsi sconfiggere dalle difficoltà.
Tutto il suo insegnamento è un formidabile compendio di una visione della vita universale che può essere definita “umanesimo buddista”.

Artefatti di Internet #37 – Google Homepage (1998)

Originariamente chiamato BackRub, Google iniziò come progetto di ricerca degli studenti di dottorato di Stanford Larry Page e Sergey Brin con l’obiettivo di scansionare i 10 milioni di siti Web dell’epoca. Nel marzo 1996, puntarono il loro crawler su una pagina web di Stanford e lasciarono che eseguisse la scansione di Internet da lì. La loro principale innovazione è stata l’algoritmo PageRank, che misurava la quantità e la qualità dei collegamenti da e verso un sito. I due si sono presto resi conto che i loro risultati di ricerca superavano i motori esistenti come AltaVista ed Excite. Inizialmente lavorando dai loro dormitori, hanno continuamente ampliato il servizio, consumando a un certo punto quasi la metà della larghezza di banda della rete di Stanford.

La nascita di Google risale al 27 settembre 1997, anche se l’azienda vera e propria venne creata e registrata il 4 settembre di un anno dopo. Pochi lo sanno, ma il nome di Google nasce da un errore. Viene da ‘googol’, termine coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. A Page e Brin sembrò perfetto come metafora della vastità del web. I due fondatori avevano intenzione di chiamare il neonato motore di ricerca proprio Googol, ma al momento della registrazione, non sapendo come si scrivesse esattamente decisero per ‘google’ anziché Googol. La loro collega a Standford li avvertì solo il giorno dopo dell’errore ma il dominio era ormai registrato e lo lasciarono tale.