Arcobaleno

Nero il caffè nella tazzina
Verde la tazzina sul tavolo
Rosso il tavolo della cucina
Bianca la cucina nella casa
Rosa la casa nella via
Grigia la via della città
Marrone la città sotto di noi
Azzurro il cielo sopra di noi

Arcobaleno il cuore dentro di noi

Io non so scrivere

Io non so scrivere, sto imparando a scrivere.
E’ sempre stato un mio grande desiderio scrivere ma, per una serie di “ma”, esclusivamente di mia responsabilità, non l’ho mai messo in pratica. Solo una quindicina di anni fa ho cominciato con la musica.
Grande appassionato, da oltre cinquant’anni, mi sono detto: “Perché non scrivere qualche recensione? Ascolto dischi da sempre, la musica è il mio interesse e piacere primario, desidero imparare a scrivere, quale occasione migliore?”
Con tutte le imperfezioni che un incompetente manifesta come errori grammaticali, ortografici e lessicali, cominciai, consapevole del fatto che ci mettevo il cuore e che l’unica cosa che a me interessava era trasmettere le sensazioni e le emozioni che un disco mi infondeva, al di la dell’inesperienza giornalistica che a me certamente faceva difetto.
Ho scritto qualche centinaio di recensioni e un po’ alla volta le sto riversando in questo neonato blog personale.
Da pochi mesi mi sono avventato nella composizione di qualche haiku e di qualche prosa, senza particolare ambizione poetica. Sono per me semplici pensieri articolati in forma, un modo come un altro per tener uno “scripta manent” in una “mens sana”.

Aquilone

L’odore dell’erba appena tagliata nei campi.
Il sole arancione avvisa che l’ora dei giochi sta per finire.

Sfiorati da una brezza primaverile.

Rincasare prima dei richiami materni.
Stoviglie in porcellana bianca e vino rosso.

Tutto sottile e delicato, quasi trasparente.

Lenzuola che profumano di pulito.
Il caffellatte ancora bollente attende.

Giovinezza aleggiata, come un aquilone.

Il giardino

Sette o otto settimane fa ho sistemato il giardino dopo anni che non lo facevo. Smesso di lavorare alcuni mesi fa, ho aspettato che passasse l’inverno e ora da pensionato, mi sono prodigato per la messa in opera di alcuni lavori che necessitavano.
La pavimentazione che occupa parte dei 30 metri quadrati totali, è stata eseguita da un’impresa edile, del resto me ne sono occupato io.
Per prima cosa ho zappato la terra, e una volta finito era bello come un quaderno nuovo e come quello, prima di tutto, ci metti sopra il tuo nome, non per un senso di proprietà ma perché, fra le righe e i solchi, ci pianterai le tue idee.
Le idee a onor del vero non mancavano, quello che mancava era lo spazio.
Dopo aver “rullato” la terra senza rullo perché non ce l’avevo, ma solo con i piedi, ho seminato del trifoglio nano, non per una particolare simpatia ma perché tanto poi, per esperienza passata, perverrà la completa anarchia, e quindi tanto valeva fare delle scelte.
Successivamente ho coperto la semina con quasi un quintale di terriccio e rullato di nuovo con i piedi perché con altro non potevo.  
Ritornando alle idee, era da decidere ora cosa impiantare al posto di un Albicocco asportato diversi anni fa per via dello sporco che faceva non solo nel giardino ma anche nel marciapiede pubblico.
Da oltre trent’anni sono presenti due vecchi amici: un meraviglioso Giuggiolo e un Melograno, rimaneva da scegliere il “terzo” non incomodo da sostituire all’ex all’Albicocco. La scelta forse ovvia ma non per questo priva di valore è caduta su un Olivo. Il 24 marzo ho scavato la buca dove avevo deciso di impiantarlo e il 25 marzo l’ho messo a dimora seguendo tutti i crismi trasmessomi da una marea di video tutorial.
A poco più di un mese, il giardino sta prendendo forma. Il trifoglio sta uscendo anche se non proprio uniformemente, il Giuggiolo e il Melograno stanno mettendo fuori le gemme, l’olivo che è assai parco in dimostrazioni d’affetto, da piccoli segnali di adattamento.
Sorvolo sul resto delle presenze floreali in giardino, per la maggior parte piante grasse, perché se ne occupa la signora di casa.
Appena la visione di tutto questo avrà un senso per essere guardato, non mancherò nel condividere il loro progresso.

Ad Maiora!

Notte

Notte,
regalami bei sogni pieni di ricordi,
dove il passato non lacrima ma gioisce.

Notte,
regalami bei riposi pieni di conforti,
dove l’abbandono non contrae ma rilassa.

Notte,
regalami bei pensieri pieni di stimoli,
dove il sentimento non scarseggia ma strabocca.