Appunti Corti #34

Nel tragico borsino delle quotazioni giornalistiche dei cadaveri la vita degli ucraini perde posizione, perché la loro morte ormai si consuma in una routine sempre meno notiziabile. Salgono leggermente le quotazioni dei palestinesi, che comunque restano anonimi, senza età e tra virgolette perché tutte le vittime palestinesi sono sempre presunte per definizione e mai accertate. Se questi sono l’umanità e i valori dell’Occidente cristiano, la blasfemia non è quella vista alle Olimpiadi.

Artefatti di Internet #29 – Apple Homepage (1996)

La prima copia sopravvissuta della home page di Apple è del 1996, durante il suo periodo più turbolento. Apple era alle prese con un minimo storico dal punto di vista finanziario, con conseguenti licenziamenti diffusi e perdita di fiducia sia tra gli azionisti che tra i clienti. Nello stesso anno, Apple decise di acquisire la società NeXT e il suo sistema operativo per 429 milioni di dollari, riportando Steve Jobs in Apple per la prima volta dal 1985.

Il ritorno di Steve Jobs in Apple lo ha visto concentrare nuovamente le energie dell’azienda sulle sue filosofie fondamentali: ingegneria innovativa unita a una leggendaria facilità d’uso. Jobs ha semplificato la linea di prodotti Apple; i mercati di riferimento sono diventati semplicemente domestici e professionali. Il primo nuovo computer sotto il suo segno presentava notevoli somiglianze con il Macintosh originale prodotto 14 anni prima e, riconoscendo la crescita di Internet, fu chiamato iMac. L’iMac includeva un software che consentiva a una persona non iniziata l’accesso immediato a Internet. È stata la prima scatola all-in-one a incorporare un modem. (continua)

Robert Cray: il Blues che non rinnega la grande tradizione

Il 1° Agosto del 1953, a Columbus, in Georgia, U.S.A., nasceva il grande bluesman Robert Cray. Cantante e chitarrista, iniziò a suonare da ragazzino ed a 17 anni formò la sua prima propria band, chiamata “One Way Street”. Suo padre, originario della Louisiana, suonava la chitarra e suo zio era un appassionato di musica blues. Questi influenze hanno ispirato Cray sin da giovane, spingendolo a iniziare a suonare la chitarra all’età di 12 anni. Nel corso degli anni, Cray ha affinato la sua abilità nella chitarra blues, imparando (e ispirandosi) da leggende del genere come Albert Collins e Albert King. Ha sviluppato uno stile distintivo che incorpora elementi di blues tradizionale con tocchi moderni, creando un suono riconoscibile.
Nel 1975 formò la “Robert Cray Band” e nel 1978 registrò il suo primo album, che però venne pubblicato nel 1980. Cominciarono i tour nazionali ed arrivarono i primi premi importanti (nel 1985 vinse il premio “Migliore Album Blues” ed insieme ad Alber Collins e Johnny Copeland vinse anche il “Grammy Award” nella categoria “Best Traditional Blues Recording” per l’album “Showdown”). Alla fine degli anni ’80 arrivò anche il grande successo commerciale discografico e molti altri importanti premi. Tante le collaborazioni con i più grandi del Blues, come John Lee Hooker, B.B. King, Keb Mo, ed aprì varie volte i concerti di Eric Clapton, ma non mancano le collaborazioni anche con star mondiali del Pop come Tina Turner. Attualmente ha ricevuto ben cinque “Grammy Awards”.

Appunti Corti #33

C’è un solo modo per far morire di “fuoco amico” il Referendum contro la secessione padana delle piccole patrie regionali: metterci sopra il cappello del proprio club e presentare qualcosa che mobilita tutti gli italiani onesti come una battaglia politica del buon senso, della giustizia e della democrazia. E’ una espressione popolare e non populista di unità italiana, non uno scontro tra opposizione e governo, è una lotta civile repubblicana, trasversale, di tutti.

Contro l’autonomia differenziata, chiedete la solidarietà indifferenziata, perché siamo tutti “fratelli d’Italia”, la legge è uguale per tutti e uguali per tutti devono essere i servizi scolastici, sanitari e di welfare, le infrastrutture e le opportunità offerta dalla ricchezza che ciascuno di noi produce con il proprio lavoro, per il proprio Paese e non solo la propria regione.

Il Buddambulo #11

L’inseparabilità di vita e ambiente

Le dieci direzioni sono l’ambiente (eho) e gli esseri senzienti sono la vita (shoho). L’ambiente è come l’ombra e la vita come il corpo. Senza il corpo non può esistere ombra. Allo stesso modo, senza vita non può esistere ambiente, anche se la vita è sostenuta dal suo ambiente.

Ogni vita presuppone un ambiente. L’ambiente è l’habitat degli esseri viventi. Vita e ambiente sono inseparabili. Per questo motivo, per completare la descrizione di tutte le possibilità della vita, bisogna porre come ultimo regno l’ambiente (kokudo seken).
Vita e ambiente sono inseparabili. La tendenza vitale di una società si riflette sull’ambiente e lo modifica.
Contemporaneamente l’ambiente agisce come causa esterna sulla vita degli esseri viventi, facendo scaturire gli effetti manifesti. Per questo motivo Nichikan Shonin scrive: «Il regno dell’ambiente (kokudo seken) è il luogo in cui vivono le persone nei Dieci Mondi.»
La tradizione lo descrive metaforicamente come fuoco o gelo sotterraneo, come acqua, aria o terra, oppure come un magnifico palazzo, secondo il sentiero che le menti degli uomini stanno percorrendo. In realtà non è il fuoco dell’inferno a causare la sofferenza delle persone; è il loro stato vitale distruttivo a trasformare qualunque giardino in un inferno. Viceversa la gioia dell’estasi riesce a trasformare qualsiasi tugurio in un palazzo. L’ambiente è incapace di manifestare autonomamente uno stato vitale. E lo stato vitale della società a determinare il mondo ambientale.
«Se la mente degli uomini è impura, lo è anche la terra. Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente.»
Questo legame fra vita e ambiente è espresso dal principio di esho funi (unicità di ambiente e vita). E è l’abbreviazione di eho, l’ambiente oggettivo; sho di shoho, il soggetto. Ambedue i termini contengono l’elemento ho (di nyo ze ho), che non è altro che la retribuzione che appare sia nella vita degli uomini sia nell’ambiente in cui vivono.
Ambedue sono l’effetto del karma. Perciò, questa unità comincia all’atto stesso della nascita. Infine funi è l’abbreviazione che indica l’unità essenziale al di là della differenza fenomenica, cioè vita e ambiente sono due ma non due, non due ma due.
Con la nostra mente oscurata distinguiamo vita e ambiente come elementi separati che eventualmente interagiscono, benché oggi alcune discipline scientifiche, l’ecologia anzitutto, tentino di afferrarne l’unitarietà. Invece per il Buddismo individuo e ambiente costituiscono essenzialmente un’unità, tanto che lo stato vitale dell’uno diventa automaticamente lo stato vitale dell’altro.
Ma se l’ambiente delle persone che percorrono i sei cattivi sentieri è facilmente individuabile, più difficile è definire l’ambiente dei quattro mondi nobili. Scrive a questo proposito Nichikan Shonin: «Gli individui nello stato di Apprendimento o di Illuminazione Parziale vivono su una terra di transizione, i bodhisattva su una terra di ricompensa reale e il Budda sulla terra eterna e illuminata.»
Questi termini non indicano utopici mondi lontani, fantastici o irreali. Il primo ambiente, chiamato più esattamente “Terra di transizione e di rimanenza”, indica l’ambiente in cui gli individui sono pienamente coscienti dell’impermanenza dei fenomeni e sono liberi dalle illusioni. La realtà, che appare per quello che è, vuota, non stimola i desideri dei mondi più bassi. Gli uomini vivono questo ambiente con distacco, come viandanti momentaneamente alloggiati in un palazzo non di loro proprietà. Ma non tutte le illusioni sono sradicate; rimane (di qui il nome ‘rimanenza’) l’oscurità fondamentale, cioè l’ignoranza della propria natura di Budda.
La “terra della ricompensa reale e del non impedimento” è il prodotto delle compassionevoli azioni dei bodhisattva. La ricompensa reale è il frutto delle fatiche e degli sforzi per costruire una società giusta, libera e felice. Il non impedimento significa che la jihi riesce ad abbattere qualunque ostacolo sia fisico sia spirituale che impedisce di trasformare la terra delle illusioni nella pura terra del Budda.
Infine i Budda vivono nella terra della luce eternamente tranquilla, in cui regna la perfetta armonia e la liberazione totale dalle sofferenze di nascita e morte. Ma non è un paradiso. Qualunque ambiente può essere trasformato, grazie al Buddismo, nella pura terra del Budda. Se la mente degli uomini che lo abitano è pura, cioè basata sul decimo mondo, anche la terra lo sarà. Così tutte le differenze fenomeniche si ricompongono nell’unità della Legge dell’universo, immutabile sia quando, basandosi sul mondo d’Inferno, gli esseri umani costruiscono una società infernale in una terra impura, sia quando riescono a far emergere la natura di Budda presente in ogni terra e in ogni forma di vita dell’universo.

Appunti Corti #32

Mamma orsa Kj1 é stata assassinata!
Nella serata di ieri, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha ritirato per la seconda volta l’ordinanza di abbattimento su Kj1, in questo modo ha reso possibile far decadere la decisione del TAR sulle sorti dell’orsa ed emanare una nuova ordinanza senza dar tempo a nessuno di ricorrere.
Poco fa é arrivata la notizia di esecuzione del decreto da parte della Forestale.
Mamma orsa Kj1 é stata uccisa!
Un copione patetico che purtroppo si è già visto e che si temeva.
La guerra di Fugatti contro gli orsi va avanti senza scrupoli.
Pieno di tristezza e rabbia, il mio pensiero va a tutte le vittime di questa mente folle, a Kj1 e ai suoi tre cuccioli.

Appunti Corti #31

Che differenza c’è tra un estremista novax e un estremista sionista? Entrambi sono impermeabili ai dati di realtà e preferiscono aderire ai costrutti di pensiero della loro setta, anche a costo di negare o manipolare evidenze fattuali. Ma il primo nega le opportunità della scienza mettendo a rischio la sua vita e quella di qualche decina di persone, il secondo nega il diritto e contribuisce a un focolaio di guerra da cui si può scatenare l’Olocausto nucleare, ovvero l’estinzione dell’umanità.

Northern Resonance – Vision of Three (2024)

Nel loro secondo album, Vision of Three, il trio scandinavo composto da Anna Ekborg alla viola d’amore, Jerker Hans-Ers al violino Hardanger e Petrus Dillner alla nyckelharpa fondono musica tradizionale e moderna in modi che non conoscono confini.

Il suono di Vision of Three fornisce la prova positiva che, nelle mani di questi musicisti comprensivi, questi strumenti storici possono suonare straordinariamente contemporanei. La viola d’amore di Ekborg è composta da sei corde insieme a un altro set di corde che vibrano in armonia; allo stesso modo, il violino Hardanger di Hans-Ers comprende 8/9 corde mentre, proprio come una ghironda, la nyckelharpa di Dillner è come un violino con chiave ma con più risonanza; insieme creano una miscela gloriosa.

Utilizzando questi strumenti e impiegando anche viole e violini più tradizionali, le loro creazioni portano conforto, riscaldando le notti invernali più fredde e rinfrescando i caldi giorni d’estate.
Il vecchio è nuovo e il nuovo è vecchio; Northern Resonance combina i due aspetti in Vision of Three, toccando suoni raramente ascoltati, contestualizzandoli con strumenti resi nuovi nelle straordinarie mani di questi musicisti. È gioia senza limiti.

Ascolta l’album

Appunti Corti #30

Cerimonia delle olimpiadi. Va in scena la cena degli dei dell’Olimpo e Salvini sbrocca per blasfemia, lui che è bestemmia vivente contro la sacralità della vita umana. Si strappa una calza di un ballerino e la agit-prop di Casapound (quella che inventava cani mangiati dai migranti) proclama l’apparizione di un testicolo. Una festa dello sport, della danza e della cultura nella mente dei clericofascisti è diventata un incubo da benpensanti, nella realtà una squallida farsa da odiatori ignoranti.
Al mattino del giorno successivo, invece di fare chiarezza e sgombrare il campo dagli equivoci per sgonfiare odio e indignazione montati sul nulla, la “libera stampa” di un paese dove l’Istituto nazionale di statistica certifica un 60% di analfabeti praticanti, decide di seguire gli umori del pubblico, rilancia e legittima nelle prime pagine dei quotidiani le stesse scemenze omofobe e antifrancesi sdoganate poche ore prima sui social da minus habens e agit-prop clericonazionalisti.