Musica d’Africa #6/7

E poi alla realizzazione di un’etichetta discografica, la real World, che ha dato alle stampe decine di dischi di artisti di tutto il pianeta. La collaborazione di Peter Gabriel con Youssou N’Dour, quella di Paul Simon con i musicisti sudafricani per la realizzazione di Graceland, la lunga campagna dei musicisti rock per la libertà di Nealson Mandela e la fine del razzismo in Sudafrica, gli incontri musicali di Brian Eno e David Byrne e il lavoro dei Talking Heads, il successo di artisti africani come Mory Kante, Johnny Clegg, Toure Kunda, Kanda Bongo Man, Salif Keita, Pierre Akedengue, Manu Dibango, sono serviti ad aprire le frontiere del pop a un mondo di suoni e di sentimenti decisamente diversi da quelli del rock e del pop occidentali. Persino la dance, anzi spesso più dello stesso rock, ha subito l’influenza della musica africana moderna, e ha dato spazio a decine di artisti e di gruppi che hanno animato le sale da ballo europee con ritmi lontani da quelli della techno elettronica. Soukous, rumba, zouk, makossa, mbaqanga, sono solo alcuni dei mille stili della nuova musica africana. Servirebbe un intero e corposo volume per raccontare nel dettaglio cosa ogni musica rappresenta, come ogni musica è costruita, le mille influenze, i mille riferimenti di un continente enorme, ricco, in costante movimento. E’ come voler raccontare la vita in poche righe. Nessuna parola potrebbe mai bastare. 

Scoprire che foto ha scattato la Nasa il giorno del tuo compleanno

Ecco cosa ha visto Hubble nel giorno del mio compleanno” è il refrain che in queste ore invade i social. Ma cosa vuol dire? E soprattutto cos’è Hubble? Si tratta del telescopio spaziale che, messo in orbita attorno alla Terra dalla Nasa il 24 aprile 1990, sarebbe dovuto rimanere in servizio fino al 2005. Ma oggi Hubble è ancora attivo e, per festeggiare i trent’anni di orbita, regala ad ognuno di noi uno scatto dello spazio nel giorno del nostro compleanno.

Per ottenere l’immagine basta collegarsi a questo link, inserendo il proprio mese e giorno di nascita (ma non l’anno, che viene scelto dal sistema in base alle immagini presenti in archivio). Entusiasti i commenti degli utenti, che plaudono alla bellezza delle immagini regalate del telescopio spaziale.

Art Blakey: maestro della batteria “Be Bop”

L’11 Ottobre del 1919, a Pittsburgh, in Pennsylvania, U.S.A., nasceva il grande batterista Jazz Art Blakey (nome completo Arthur Blakey). Era una figura centrale nei movimenti bebop e hard bop ed è meglio conosciuto per il suo lavoro con i Jazz Messengers, una band che divenne un banco di prova per molte future star del jazz. Blakey ha iniziato il suo viaggio musicale suonando il piano, ma è passato alla batteria nella tarda adolescenza. All’inizio della sua carriera lo ha visto esibirsi con big band guidate da Fletcher Henderson e Billy Eckstine. Fu durante il suo periodo con la band di Eckstine che Blakey fu profondamente coinvolto nel movimento bebop, suonando al fianco di leggende come Charlie Parker e Dizzy Gillespie. A metà degli anni ’50, Art Blakey formò i Jazz Messengers, inizialmente guidati dal pianista Horace Silver. I Jazz Messengers divennero uno dei gruppi più influenti nella storia del jazz, noto per il suo stile hard bop che fondeva la complessità del bebop con influenze blues piene di sentimento. La formazione della band cambiava frequentemente, fungendo da trampolino di lancio per numerosi giovani musicisti che sarebbero poi diventati figure di spicco del jazz. La batteria di Blakey era caratterizzata da un modo di suonare potente e deciso con un forte senso dello swing. Era noto per la sua intensità dinamica, i ritmi complessi e l’uso distintivo di rulli e piatti. La batteria di Blakey non solo ha fornito una forza trainante per la band, ma ha anche consentito un’interazione interattiva e reattiva con gli altri musicisti. I contributi di Art Blakey al jazz vanno oltre le sue capacità di batterista. Come bandleader, si è dedicato al tutoraggio di giovani musicisti, aiutandoli a sviluppare le loro capacità e a trovare le loro voci uniche. Questo ambiente stimolante ha aiutato molti futuri grandi del jazz ad affinare la propria arte e ottenere riconoscimenti. Art Blakey è ricordato come un maestro batterista, un mentore devoto e una figura chiave nello sviluppo del jazz moderno. Il suo lavoro con i Jazz Messengers rimane una pietra miliare della storia del jazz, celebrando la ricchezza, la complessità e lo spirito vibrante del genere.

Il mio posto

Il mio posto è in un sorriso,
è in un battito, in un’improvvisa fragranza.
Il mio posto è nelle parole che fluiscono,
per segnare nuove strade.

Il mio posto è nel silenzio,
nella luce furtiva di uno sguardo.
Il mio posto è nell’essenza delle cose,
nel pastoso colore di una tela antica.

Io abito qui, nel cuore scintillante,
nell’empatia e nelle pure emozioni.
Io abito qui e insieme canteremo
il canto senza fine della vita che va.

John Lennon: non solo Beatles

Oggi è il 9 Ottobre ed in questo giorno, nel 1940, a Liverpool, nel Regno Unito, nasceva il musicista John Lennon. È stato uno dei membri fondatori dei Beatles, una delle band più influenti e di successo nella storia della musica popolare. Lennon suonava la chitarra ritmica, cantava come voce solista e ha scritto molte delle canzoni dei Beatles con Paul McCartney, formando una delle partnership di scrittura di canzoni più celebri nella storia della musica. John Winston Lennon è cresciuto in un ambiente tumultuoso, in gran parte cresciuto da sua zia Mimi dopo che i suoi genitori si erano separati. Formò la sua prima band, The Quarrymen, che alla fine si evolse nei Beatles nel 1960. Insieme a McCartney, George Harrison e Ringo Starr, i Beatles divennero un fenomeno globale, noto per successi come “Hey Jude”, “Let It Be”, “A Hard Day’s Night” e “Ieri”. Dopo lo scioglimento dei Beatles nel 1970, Lennon intraprese la carriera da solista, producendo album iconici come “John Lennon/Plastic Ono Band” e “Imagine”. La sua canzone “Imagine” è diventata un inno per la pace e rimane una delle sue opere più durature. Lennon era noto anche per le sue schiette opinioni politiche e il suo attivismo pacifista, mettendo in scena “Bed-Ins for Peace” con la sua seconda moglie, Yoko Ono, per protestare contro la guerra del Vietnam. Il suo attivismo lo rese una figura controversa e lo sottopose alla sorveglianza dell’FBI. La vita personale di Lennon fu segnata dai suoi due matrimoni: prima con Cynthia Powell, dalla quale ebbe un figlio, Julian, e poi con Yoko Ono, dalla quale ebbe un altro figlio, Sean. Il suo rapporto con Ono è stato profondamente influente sulla sua musica e sul suo attivismo. Tragicamente, John Lennon fu assassinato l’8 dicembre 1980, fuori dalla sua residenza al Dakota di New York City, da Mark David Chapman, un fan con problemi di salute mentale. La morte di Lennon fu una profonda perdita per il mondo della musica e portò a lutti e tributi diffusi.

Appunti Corti #68

Un giorno di massacri e un anno di bombe. Centinaia di vittime di un attentato e migliaia di vittime di un’invasione. Non ha ragione chi uccide di meno. Non ha ragione chi muore di più. Ha torto chi uccide, sempre e comunque. La coesistenza basata sul diritto, la pace basata sulla giustizia, la riconciliazione basata sull’assunzione di responsabilità, una ragione basata sulla memoria condivisa di tutti i torti sono le uniche vie di fuga per quei popoli stretti in un abbraccio mortale e mortifero.

Project Smok – The Outset (2024)

Dopo l’album di debutto Bayview del 2020, i Project Smok hanno ritenuto che il resto del 2020 e gran parte del 2021 non fossero particolarmente favorevoli allo sviluppo di una band alle prime armi. Ma, imperterriti, hanno pubblicato un EP di sei tracce, Esperanza, nel marzo 2021 e hanno continuato a suonare ogni volta che se ne presentava l’opportunità. Ora, con l’uscita di The Outset, si ha una visione approfondita di come i Project Smok siano maturati negli ultimi anni.

Il nucleo del loro suono è immutato, costituito dai flauti e altri strumenti a fiato di Ali Levack, dal bodhrán di Ewan Baird e dalle chitarre acustiche ed elettriche di Pablo Lafuente.

La registrazione di The Outset ha avuto luogo presso i GloWorm Studios di Glasgow, dove il ricercato ingegnere del suono Euan Burton è stato in grado di utilizzare l’attrezzatura analogica degli studi per catturare esattamente il suono richiesto da Project Smok. Per il loro album precedente, si erano recati nell’estrema costa nord-orientale della Scozia per utilizzare lo studio analogico di Edwin Collins, questa volta sono riusciti a stare molto più vicini a casa.

Quando i membri di Project Smok si sono riuniti per la prima volta nel 2017, probabilmente erano profondamente consapevoli di correre il rischio di non soddisfare né la loro base di fan tradizionale né il pubblico più giovane e all’avanguardia che speravano di corteggiare. Ora, più di sei anni dopo, stanno producendo musica che non suona più come un miscuglio ma hanno sviluppato una struttura per le loro composizioni che garantisce che gli strumenti tradizionali ed elettronici si adattino comodamente insieme, producendo un suono che può alternativamente energizzare o calmare l’ascoltatore.

Ascolta l’album

Appunti Corti #67

Magari mi sbaglio, ma credo che ormai il problema non sia l’Islamofobia o il sionismo, il jihadismo o i crimini di guerra, ma l’odio nella sua forma più pura e primitiva, un odio che prescinde da ogni motivazione usata per legittimarlo e che sta contagiando a tutti i livelli le nostre società senza guerra creando i presupposti per la guerra. Magari mi sbaglio, ma credo non di molto.

Artefatti di Internet #36 – The Hampster Dance (1998)

Creata da Deidre LaCarte, una studentessa d’arte di 37 anni e istruttrice di arti marziali della British Columbia, la pagina web di Geocities era un omaggio al suo criceto domestico, affettuosamente soprannominato “Hampton the Hampster”. La pagina è stata creata come parte di un concorso per vedere quale sito web potesse raccogliere il maggior numero di visualizzazioni tra i suoi amici e la sorella. Alla fine del 1999, circa 17 milioni di persone avevano visitato la pagina. La popolarità del sito ha generato un’ondata di imitatori, inclusi siti Web con mucche danzanti, pesci e amebe. Una canzone ufficiale degli Hampster Dance fu pubblicata nel 2000 e raggiunse il primo posto nelle classifiche canadesi.

Il sito Web originale era ospitato su Geocities e LaCarte non è riuscita a registrare il dominio hampsterdance.com. Con la continua popolarità del sito originale, su hampsterdance.com è stato ospitato un sito Web duplicato non autorizzato. 
LaCarte ha quindi utilizzato i domini hamsterdance.com, hamsterdance2.com e hampsterdance2.com. All’inizio del 2000, il dominio fu trasferito all’azienda umoristica Nutty Sites per ragioni sconosciute. Alla fine del 2001, LaCarte vendette i diritti di “Hampster Dance” ad Abatis International, che riuscì ad acquisire il dominio originale. Il sito successivamente si espanse, rivelando i nomi di tutti e quattro i personaggi (Hampton, Dixie, Hado e Fuzzy) e offrendo versioni a tema per compleanni, lauree, vacanze, ecc. Il sito originale non è più funzionante, ma altri siti si ispirarono dall’originale esistono ancora.