Appunti Corti #88

I liberali al caviale si divertono a smantellare ogni forma di stato sociale, peccato che lo vogliano fare con i soldi altrui, con l’assistenzialismo che criticano quando assiste gli altri, con la solidarietà che loro negano ai lavoratori, e fino a quando la devastazione non tocca i loro interessi e le loro garanzie. Si permettono anche di chiedere soldi a chi domani potrebbe essere danneggiato dai loro attacchi allo stato sociale descritto come spreco.

Documentando: Piattaforma streaming dedicata al documentario italiano

Documentando.org è un portale che si dedica alla produzione e divulgazione di documentari, con un’enfasi particolare sulla cultura, la storia e le questioni sociali. 

Documentando.org offre un ampio spettro di documentari che non solo informano ma cercano di coinvolgere emotivamente e intellettualmente il pubblico, rendendolo un punto di riferimento per chi è interessato al genere documentaristico in Italia. 

La piattaforma libera è presente sia via web e che su App mobile Android e Apple ed è disponibile gratuitamente per tutti gli autori/produttori che vogliano conservare nel tempo e condividere le loro opere con il pubblico.

La Bussola #1

La descrizione del sito Futuro Prossimo è: Il futuro è ora: news su tecnologia, scienza e società prima che diventino mainstream.

Futuro Prossimo è una fonte di notizie sul futuro di tecnologia, scienza e società. Gli argomenti trattati sono principalmente su: Tech, salute, ambiente, energia, trasporti, spazio, intelligenza artificiale e altro. Se c’è una cosa che sta per arrivare, su Futuro Prossimo è già arrivata.

La voce

La voce incastonata nella scrittura,
immaginata, depurata dalle scorie
del parlato, rivela frammenti d’anima
altrimenti introvabili, così forgiata
dalla lama del pensiero più puro.

Asterisco *16

Nei momenti di smarrimento, in cui mi sembra che la vita non vada nella direzione in cui vorrei andasse, nei giorni in cui l’umore non è dei migliori e ho poca voglia di fare, la soluzione che trovo per avere un nuovo slancio è dirmi che coltivare la migliore versione di me stesso è la risposta giusta, la cosa da fare quando non voglio fare altro.

Segnali #10

Suoni – La Creole Jazz Band, formatasi nel 1922, è stata una delle più importanti band della storia del jazz tradizionale, fondata dal leggendario cornettista e bandleader King Oliver. Attiva principalmente nei primi anni del ’20, la band è famosa per il suo ruolo nella diffusione del jazz di New Orleans al di fuori della città, specialmente a Chicago, e per aver introdotto molti musicisti di talento, tra cui Louis Armstrong. La Creole Jazz Band registrò alcuni dei dischi più iconici del jazz di quell’epoca, vere pietre miliari del genere.

Visioni – Le fotografie in bianco e nero di Elizabeth Hosking, fanno parte di un progetto chiamato “Central Business District di Sydney”. La particolarità dell’impostazione, sono i momenti vissuti sulla strada. Le strade quindi come momenti di vita, perfette crocevia di identità e contraddizioni. La condizione umana, frammenti di solitudine condivisa o solo sfiorata, nella metropolitana. Questo è il messaggio del suo fotografare, questo è quello che troverete nel suo sito

Dintorni – Nell’immaginario collettivo il Budda è sempre raffigurato come un uomo grasso e calvo. In realtà si tratta di due persone diverse: il “Budda grasso” è una variante popolare cinese, mentre il Budda indiano era un asceta che si sottoponeva a terribili digiuni.
Budda, anzitutto, è realmente esistito. Tutte le fonti concordano sulla storicità di Siddharta Gautama, detto “il Budda” (in sanscrito “il Risvegliato”), nato ai confini tra il Nepal e l’India nel VI secolo a. C. da una famiglia ricca e nobile appartenente al clan Sakya (è il motivo per cui è chiamato anche Budda Sakyamuni). Siddharta si sottopose a terribili digiuni: non poteva quindi essere pasciuto, e infatti in molte raffigurazioni è sempre snello, flessuoso e dal portamento regale. Eppure le sue immagini “panciute” sono prevalenti nel nostro immaginario.

Stormy Six — Un biglietto del tram (1975)

Anni caldi questi. Siamo a metà degli anni settanta ed esattamente nel ’75 esce questo disco che è il più bell’esempio di “musica politica” mai prodotto in Italia. L’album “Un biglietto del tram” è il primo vero album decisamente originale e con forti contenuti politici degli Stormy Six.
Forse è storia o forse è leggenda che a Milano alcune frange del “movimento” abbiano accusato gli Stormy Six di deviazionismo, la colpa: incidere dischi e, soprattutto, venderli! Questo è stato lo scotto di una notorietà costruita concerto dopo concerto, piazza dopo piazza.
La grandezza di questo “progetto” è stata nella capacità di saper raccontare attraverso le “immagini”, un’Italia in guerra.

Il disco apre con quello che diventerà uno dei loro portabandiera, la bellissima “Stalingrado” (…sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa d’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città) canzone di forte spessore che rievoca l’omonimo assedio. “La fabbrica” (…e corre qua e là un ragazzo a dar la voce si ferma un’altra fabbrica, altre braccia vanno in croce) ci restituisce l’atmosfera di paura e fervore che precede il grande sciopero del marzo del 1943 nelle fabbriche del nord. “Arrivano gli Americani” (…arrivano gli americani, garibaldini marziani, Vergine Santa, hai sentito le nostre preghiere!) testo ironico e di facile riff che rimane nella mente, imperniato sulla “liberazione americana (?)”. “8 Settembre” (…ammazzati come cani, un cartello appeso al collo: ’PARTIGIANI’) probabilmente il brano più intenso dove i testi e la musica si intrecciano in un tutt’uno canzone carica e profonda ed espressione di una grande tragedia. “Nuvole a Vinca” (…dove sono i giovani, prigionieri in Africa, deportati a Buchenwald o sui monti, liberi…) rende palpabile la paura provocata dalla polvere che si solleva e da quella moto con sidecar che sgomma sulla piazza prima del massacro. La bellissima “Dante di Nanni” (…e cento volte l’hanno ucciso, ma tu lo puoi vedere: gira per la città, Dante di Nanni) affronta naturalmente la resistenza e diviene una figura quasi mitica, il simbolo di una battaglia che, trent’anni dopo, non doveva cessare. “Gianfranco Mattei” (…e se per di più sei un comunista ed un ebreo, dalle mani dei nazisti ti salvi il tuo Dio!) brano a ricordare tutte quelle persone che hanno speso la propria vita in cambio della nostra libertà. In “La sepoltura dei morti” (…la morte non vale nemmeno il giornale che leggi e che poi butti via) c’è l’amara riflessione di quello che è avvenuto in seguito ai fatti cruciali del ‘900 e delle sue conseguenze. “Un biglietto del tram” (…non bastava un biglietto, un biglietto del tram per tornare in piazzale Loreto?) conclude amaramente l’album.

Ora più che mai questo disco risuona attuale, in un momento che i giovani sembrano incapaci di stare a sentire un ragionamento politico per più di cinque minuti, sarebbe l’occasione giusta per ascoltare questo disco. Disco che, sia chiaro pur essendo “politico” nei suoi testi, rimane musicalmente parlando ricco di spunti e di idee. Gli strumenti creano un tappeto sonoro che non fa da supporto ma, è parte integrante alle parole stesse, un disco quindi dove anche la Musica ha un valore non secondario.

Artefatti di Internet #48 – Club Penguin (2004)

Club Penguin è stato creato come uno spazio sicuro e divertente in cui i bambini possono giocare e passare il tempo online. Dalla piazza della città alla discoteca, il gioco presentava stanze virtuali meticolosamente progettate in cui i bambini potevano chattare e giocare a minigiochi come Puffle Roundup e Cart Surfer. Ai giocatori veniva dato il loro igloo personale che poteva essere decorato con oggetti acquistati nel gioco. Il sito ospitava feste virtuali mensili molto amate insieme alle celebrazioni annuali di Halloween che cambiavano l’intera mappa. Nel 2006, Club Penguin aveva oltre 2,6 milioni di utenti negli Stati Uniti e in Canada. Per molti giovani utenti, è stata la loro prima introduzione ai social media.

Marianne Faithfull RIP

Ieri all’età di 78anni ci ha lasciato Marianne Faithfull.
Io la ricordo bene nel suo 25esimo, penultimo album del 2018 “Negative Capability” (l’ultima sua incisione risale al 2021). Pur calcando i palcoscenici di tutto il mondo dal 1964, aveva deciso di sorprenderci con un questo album dalla bellezza folgorante. Tredici tracce che si dipanano per poco meno di un’ora. Su tutto domina la voce sempre bellissima, che, sopravvissuta a perdite di persone care, malattie ed eventi più o meno infelici si ritrova a meditare sull’inesorabilità del tempo che scorre.
Difficile scegliere una traccia piuttosto che un’altra. Ho scelto ‘The Gypsy Fearie Queen’ con la presenza di Nick Cave, che presta la sua voce baritonale per il ritornello di questa delicata ballata dal sapore shakespeariano.