Charles Mingus: mito del contrabbasso Jazz di ogni tempo

Charles Mingus è stato un influente musicista jazz, noto principalmente per il suo lavoro come contrabbassista, compositore e bandleader. Nato il 22 aprile 1922 a Nogales, Arizona, e cresciuto a Los Angeles, Mingus è diventato una delle figure più innovative e carismatiche del jazz moderno.
Mingus era conosciuto per il suo stile unico al contrabbasso, caratterizzato da una grande potenza espressiva e una tecnica raffinata. Tuttavia, è forse più famoso come compositore e arrangiatore. Le sue composizioni combinano elementi di bebop, musica gospel, blues, e avanguardia, creando un suono distintivo e ricco di emozioni.
Alcuni dei suoi lavori più celebri includono album come “Mingus Ah Um”, “The Black Saint and the Sinner Lady”, e “Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus”. Questi album sono noti non solo per la qualità delle esecuzioni, ma anche per la profondità delle composizioni, che spesso esplorano temi di giustizia sociale, razzismo e la condizione umana.
Mingus era anche noto per la sua personalità forte e a volte irascibile, che lo portava a scontrarsi con altri musicisti e a gestire le sue band in modo molto esigente. Tuttavia, la sua passione per la musica e il suo impegno verso la sua arte lo hanno reso una delle figure più rispettate e influenti del jazz.
Charles Mingus è morto il 5 gennaio 1979, ma il suo lascito musicale continua a ispirare generazioni di musicisti e ascoltatori.

Siena International Photo Awards 2024

Un viaggio visivo attraverso le 30 fotografie più impressionanti del 2024, selezionate tra migliaia di partecipanti. 

Animals In Their Environment, menzione d’onore: “Colorful Night” di Mohammad Murad

Il Siena International Photo Award nasce da un sogno ambizioso: trasformare la città di Siena e il suo territorio in una capitale mondiale della fotografia. Un palcoscenico di eventi esclusivi che mira a riunire fotografi professionisti, talenti emergenti e appassionati di ogni livello, accomunati dalla passione per questa arte visiva. QUI per vedere le trenta fotografie.

Heroes – David Bowie (1977)

Il brano è costruito attorno ai suoni elettronici creati da Eno, ma l’elemento chiave della musica è, in realtà, la chitarra di Robert Fripp. Eno aveva realizzato nelle settimane precedenti una struttura elettronica costruita su strati sonori diversi e in qualche modo continui, ma sia a lui che a Bowie sembrava mancasse qualcosa. Chiamarono a Londra Robert Fripp, chitarrista e fondatore dei King Crimson che già aveva collaborato con Eno.
Fripp aveva solo poche ore libere ma accettò l’invito, prese l’aereo, arrivò a Berlino e inventò quella straordinaria linea di chitarra, una nota costante con una sola variazione, che rende distintivo il suono di Heroes. Per ultima, una volta scritto il testo, registrarono la voce di Bowie. Il brano è un crescendo vocale particolarmente emozionante, per realizzare il quale Tony Visconti studiò un trucco: il produttore mise un microfono vicino a Bowie, uno più distante e un terzo più lontano, Bowie iniziò a cantare nel primo, poi Visconti lo spense e accese il secondo, facendo poi la stessa cosa con il terzo, costringendo Bowie quasi a urlare per cantare la parte finale, creando un pathos straordinario.

Asterisco *9

Per quanto sia lungo e faticoso il viaggio di uscire da noi stessi e andare verso l’altro è l’unica vera forza che fa avvicinare una sensibilità ad un’altra.

Artefatti di Internet #45 – Friendster (2003)

Lanciato da Jonathan Abrams nel 2003, Friendster è diventato uno dei primi successi sui social media, accumulando rapidamente tre milioni di utenti. La sua ascesa è arrivata dopo diversi tentativi falliti di social networking alla fine degli anni ’90, come Six Degrees. Servendo da modello per le piattaforme future, Friendster ha attirato i primi utenti importanti come Matthew McConaughey e persino Mark Zuckerberg. Tuttavia, man mano che la sua popolarità cresceva, la piattaforma dovette affrontare sfide tecniche significative, come tempi di caricamento insopportabili. Solo pochi mesi dopo il lancio di Friendster, MySpace è uscito con molte delle stesse funzionalità, togliendo slancio a Friendster.

Friendster fu il precursore dei moderni social network.

Nacque nel 2002 rimarcando le orme di Sixdegrees dalla collaborazione di alcune piccole comunità attive in California chiamate in causa dal suo ideatore Jonathan Abrams.
Ebbe immediatamente un discreto successo raggiungendo in pochi mesi oltre un milione di iscritti. Quest’effetto sorpresa mise a dura prova l’organizzazione della sua struttura evidenziandone i limiti e compromettendone anche lo sviluppo. Infatti si verificarono dei disservizi che provocarono disagi all’utenza, sopratutto il malfunzionamento della sua posta elettronica.
Un’altra caratteristica che quasi lo paralizzò fu l’indice di popolarità, che dipendeva dal numero di amici che ogni utente aveva nella sua rete amicale: chi aveva più amici otteneva il titolo di più popolare. Gli utenti allora escogitarono delle strategie per accaparrarsi un numero maggiore di amici, ricorrendo però a tecniche sleali come la registrazione di account falsi (Fakester) di persone o istituzioni (account non ufficiali di università americane), che permettevano di convogliare un elevato numero di utenti con lo scopo di aumentare l’indice di popolarità.
Questo indice, il cui funzionamento causò qualche problema, fu eliminato in ritardo e insieme alla decisione di far pagare l’iscrizione al servizio, furono le principali cause che decretarono la decadenza di Friendster.
Nel 2009 una società malese (MOL Global) lo acquistò chiedendo ai suoi utenti di installare un’applicazione che consentiva l’esportazione dei dati personali poiché sarebbero stati eliminati in breve tempo a causa di molte false identità. Questo è servito alla modifica del network che oggi è diventato una piattaforma di intrattenimento con giochi online e altro, oltre che un sito di relazioni sociali.
Tutto ciò però ha condizionato molti utenti che hanno deciso di cambiare social network lasciando Friendster ad una utenza quasi esclusivamente dei paesi asiatici.

Appunti Corti #80

Parlare sempre di attualità. Perché parlare di ciò che è inattuale e sfugge al tempo per farsi universale presente, è davvero difficile. Scrivere d’amore, di morte, della vita in generale, dei sentimenti e di come e cosa siamo fatti è compito impervio. Lì si vede la capacità del linguaggio. La lunga meditazione in vita che permette di astrarsi da ciò che possediamo per scomporci in piccoli anfratti di pensiero che come mosaico illustrano la vita.

Giorgio Gaber: teatro-canzone e molto altro

Giorgio Gaber, nato il 25 gennaio 1939 a Milano e scomparso il 1º gennaio 2003 a Camaiore, è stato un cantautore, attore e regista teatrale italiano. È considerato uno dei più grandi interpreti della canzone italiana, ma è anche ricordato per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo del “teatro-canzone,” una forma d’arte che unisce musica e monologo, esplorando temi sociali, politici e filosofici.
Gaber ha iniziato la sua carriera musicale negli anni ‘50, suonando la chitarra in vari gruppi rock’n’roll, ma è negli anni ’60 che ha raggiunto il successo come cantautore. Alcune delle sue canzoni più famose di quel periodo includono “Ciao ti dirò” e “Non arrossire”. Tuttavia, è negli anni ’70 che Gaber si è allontanato dal tradizionale formato della canzone per abbracciare il teatro-canzone, collaborando con Sandro Luporini per scrivere testi che riflettevano profondi commenti sociali e politici.
Le sue opere teatrali, come “Il Signor G” e “Dialogo tra un impegnato e un non so,” sono diventate cult e hanno influenzato generazioni di artisti. Con un mix di ironia, critica e introspezione, Gaber ha esplorato temi come l’alienazione, il conformismo e la libertà personale, sempre con uno stile unico e inconfondibile.
Oltre al suo lavoro musicale, Gaber è stato anche un attore teatrale e televisivo, e ha contribuito in modo significativo alla cultura italiana del XX secolo. La sua eredità continua a vivere grazie alle sue canzoni e alle sue opere teatrali, che rimangono attuali e rilevanti ancora oggi.

Nature Photographer of the Year 2024

Anche quest’anno sono stati decretati i vincitori del “Nature Photographer of the Year“, il prestigioso concorso che premia le foto naturalistiche più spettacolari del mondo.

Tredici le categorie presenti, che spaziano dagli ‘Mammals’ a ‘Plants and Fungi’, da ‘Landscape’ a ‘Animals portraits’, da ‘Nature Art’ a ‘Black and White’ e poi via via: ‘Birds’, ‘Underwater’, ‘Other Animals’ ecc. ecc.

Su tutti ha trionfato l’immagine (foto sopra) dell’italiano Paolo Della Rocca, che ha ritratto due leopardi delle nevi intenti a giocare.

Qui la settantina di foto premiate.

Le più belle immagini dell’anno sulle specie animali

Una taccola appollaiata su una cerva rossa a Richmond Park, Londra (Stephen Chung/Xinhua/ABACA/ansa)

Ogni settimana il Post pubblica delle foto di animali. Lo scopo è mostrare animali di specie diverse. Le immagini vengono dalle agenzie fotografiche, i cui fotografi le scattano per lo più negli zoo, in riserve naturali o situazioni di vita quotidiana urbana. Le foto vengono scelte perché sono semplicemente belle, in altri casi perché raccontano una storia. Spesso dicono qualcosa di una specie o del contesto in cui vive, ci insegnano un nome nuovo o una curiosità in più su un pezzo di mondo.
Qui trovate la selezione delle migliori dell’anno.