YouTube: gli albori

Tra il 2009 e il 2012 furono caricati su YouTube milioni di video con “Send to YouTube” (“Invia a YouTube”), una funzionalità presente negli iPhone prodotti in quel triennio. Avevano tutti quasi lo stesso nome, ovvero quello automatico che gli iPhone davano e danno tuttora ai file video e audio: la sigla “IMG_” seguita da quattro numeri che progredivano in base all’ordine di creazione (IMG_0001, IMG_0002, IMG_0003, e così via).

Un paio di settimane fa Riley Walz, uno sviluppatore di software statunitense, ha sfruttato il fatto che avessero tutti lo stesso tipo di nome per individuare questi video su YouTube e caricarli su un sito che ha chiamato appunto IMG_0001. Il sito riproduce in maniera casuale milioni di questi video, accompagnandoli con una didascalia che riporta il numero di visualizzazioni totali ottenute (che nella maggior parte è inferiore a dieci) e la data in cui furono girati.

Sono video dalla risoluzione bassissima ed estremamente amatoriali, dato che venivano caricati direttamente sulla piattaforma senza alcun intervento di editing, e non raccontano quasi mai nulla di particolare. 

Link: Walzr.com/IMG_0001

Werner Bischof

Werner Bischof nasce a Zurigo il 26 aprile 1916. Inizialmente vuole diventare pittore ma, seguendo le indicazioni del padre che per lui voleva una formazione più tecnica, si iscrive alla mitica Scuola di Arti Applicate di Zurigo, dove studia anche fotografia e dove resterà “affascinato per le illimitate possibilità espressive del mezzo”. Si afferma rapidamente come fotografo e designer pubblicitario cominciando a pubblicare nel 1942, per la rivista Du, i suoi esperimenti sulla luce.
In collaborazione con Schweizer Spende, un’organizzazione svizzera d’aiuto alle popolazioni sinistrate, Bischof inizia nel 1945 un viaggio attraverso l’Europa che lo porterà dapprima in Germania, Francia e Olanda, poi in Italia, Grecia, Ungheria, Romania, Polonia, Finlandia e Inghilterra. Durante la permanenza in Italia conosce Rosellina Mande che sposerà nel 1949. Un anno più tardi nasce il primogenito Marco.
Nello stesso periodo lavora per il Picture Post, Illustrated, Epoca, The Observer e diventa membro di Magnum Photos.
È in India, nel 1951, quando riceve l’incarico per un servizio in Corea.
Vi si recherà tre volte, partendo da Tokyo, dove fissa la sua base operativa. Sarà proprio il Giappone a costituire per lui un’autentica rivelazione, come appare nel suo libro Giappone, pubblicato nel 1954.
Nel 1952 è in Indocina, dove lavora per Paris Match per cui deve scattare alcuni ritratti “eroici” delle truppe francesi. Assolverà l’incarico, ma le immagini più belle saranno quelle realizzate, fuori dal lavoro, in un piccolo villaggio chiamato Barau.
Di ritorno a Zurigo, sente ben presto la necessità di rimettersi in viaggio: il suo sogno ora è il Sudamerica. Nel settembre del 1953 è a New York, in cerca di finanziamenti per un viaggio in Perù: vuole “raggiungere le montagne, la giungla e le sue popolazioni sconosciute”. Il 16 maggio 1954 Bischof muore, insieme a due accompagnatori, precipitando con l’automobile in un burrone nelle Ande. Nove giorni dopo Rosellina darà alla luce il loro secondo figlio Daniel; lo stesso giorno in cui Robert Capa, calpestando una mina, muore in Indocina.

Il SitoGrandi FotografiMagnum Photos

La Bussola #3

La descrizione del sito Carmilla è: Letteratura, immaginario e cultura d’opposizione.

Nato nel gennaio 2003, il blog Carmilla online è diventato punto di riferimento ormai riconosciuto da una grande fetta dei naviganti della rete. Tutto quanto fa cultura dal cinema alla letteratura ma anche politica e controinformazione sono gli argomenti trattati con articoli e recensioni.

Beach Boys

Insuperabili eroi della surf music furono i Beach Boys, per l’appunto i «ragazzi da spiaggia», un gruppo essenzialmente vocale caratterizzato da raffinate armonie prese a prestito dallo stile doo-wop, da molte reminiscenze rock’n’roll e da una contagiosa energia che si tradusse presto in un enorme successo commerciale. Molto spesso il loro sound e il loro stile è stato accostato a quello del pop bianco degli anni Cinquanta, ma a ben guardare la musica surf aveva caratteristiche profondamente differenti.
Al di là di certa fascinosa levità che caratterizzava la loro musica, i Beach Boys sono stati la prima voce originale proveniente dalla California. Testimoniavano di un’euforia del tutto speciale, che nessun altro luogo dell’America avrebbe potuto sprigionare.
Per la prima volta nella storia musicale americana, il mito californiano parlava e raccontava di se stesso. Del rock’n’roll rimanevano la struttura delle canzoni, l’ossatura sulla quale venivano costruiti i nuovi brani, e una certa energia contagiosa, spesso espressa da una base ritmica accentuata e da riff di chitarra particolarmente incisivi che venivano fusi, in maniera originalissima, con le armonie vocali delle bands doo-wop. Ma ancora una volta, come spesso era già accaduto, a essere significativa non era solo la musica, ma la qualità dell’energia che emanava dai quei singoli senza troppe ambizioni. Era in fondo una logica continuazione del rock’n’roll, ma non c’erano piú le tensioni, le istanze ribellistiche e trasgressive che avevano caratterizzato gli eroi degli anni Cinquanta. Mentre il «teen pop» della «restaurazione» tendeva a smorzare l’energia del rock’n’roll, a «sbiancare» sonorità che, nonostante tutto, erano fortemente radicate nel suono della musica nera, il surf era il rock’n’roll in termini diversi, il rock’n’roll visto dai ragazzi bianchi della middle class americana.

Appunti Corti #90

La UE dilaniata da sofismi interni non é più capace di rigenerarsi. L’unione a 27 stati é impossibile da gestire dato che i piccoli contano quanto i grandi e ricattano tutti. C’é bisogno di un nuovo gruppo ristretto dei paesi più forti che sposi e difenda i principi della democrazia e che sia capace di rinunciare seriamente ai propri campanilismi. Una delle cose da fare subito (anche se difficile) é azzerare la burocrazia di ogni stato ripartendo da una uguale per tutti.

Il gruppo ristretto dovrà dotarsi di un unico esercito, di un unico governo e un’unica strategia industriale per fronteggiare le sfide che sono ormai a livello globale. I nostri popoli hanno capacità enormi e cultura per indirizzare le scelte strategiche verso principi che non siano guidati solo dalla forza bruta e dalla prevaricazione verso i più deboli. Ma allo stesso tempo dovremo essere determinati a difenderci da qualsiasi ingerenza da parte di bulli planetari.

Mused

Viaggia, virtualmente. Esplora il Tomo di Ramesse I, passeggia all’interno della Grande Piramide di Giza, fai un tour della Grande Sfinge e altro ancora, tutto in un 3D immersivo e interattivo. In alcune di queste esperienze, puoi persino risolvere enigmi mentre cammini nella storia.

Link per accedere a Mused – Il blog di Mused

Divulgazione culturale

La divulgazione culturale è un atto di condivisione che va oltre la semplice trasmissione di informazioni. È il ponte che collega conoscenza e consapevolezza, un mezzo per rendere accessibili a tutti argomenti complessi, rendendoli comprensibili e stimolanti. È un atto democratico: permette di abbattere barriere sociali, culturali e, spesso, anche linguistiche.
In un mondo sempre più veloce e digitale, la divulgazione culturale assume un ruolo cruciale. Non si tratta solo di diffondere sapere, ma di stimolare curiosità, incoraggiare il pensiero critico e alimentare la creatività. La cultura non è statica: evolve, si adatta, cresce con noi, e chi la divulga ha la responsabilità di preservarne l’essenza ma anche di renderla attuale.
Divulgare cultura significa creare connessioni tra passato, presente e futuro, tra tradizione e innovazione, e tra le persone stesse. È un invito a vedere il mondo con occhi nuovi, a porsi domande, a cercare risposte. È un atto di servizio verso la società e una sfida personale per chi si dedica a quest’arte.
Alla base della divulgazione culturale c’è una grande passione: per la conoscenza, per il dialogo, per l’umanità. La vera forza di chi divulga risiede nella capacità di non imporre, ma ispirare, di non semplificare in modo superficiale, ma rendere accessibile senza perdere profondità.
Così facendo, la cultura diventa non solo patrimonio di pochi, ma un bene comune, un filo invisibile che ci unisce e ci rende più forti, più consapevoli e più liberi.

Asterisco *18

Ci sono cose che sembrano saltare fuori d’improvviso, prima nascoste dal groviglio dei nostri pensieri.
Pensieri che, come il diradarsi delle nubi, a volte lasciano scorgere paesaggi stupendi.

La Bussola #2

La descrizione del sito Cambia il Mondo è: Seguiamo i cambiamenti da punti diversi del mondo. Ci accomuna il rifiuto di paradigmi ideologici e unilaterali. Un mondo multipolare implica pari dignità dei luoghi da cui lo si legge. Magari ci si avvicina alla realtà…

Cambia il Mondo è uno spazio (e associazione) di approfondimento economico e politico, in particolare sull’Italia e sull’Europa. Un confronto culturale sul piano analitico presente e sulle prospettive future.