Tedeschi Trucks Band and Leon Russell Present: Mad Dogs & Englishmen Revisited (Live at LOCKN’) (2025)

Recensioni 2025

Mad Dogs & Englishmen Revisited (LIVE AT LOCKN’) della Tedeschi Trucks Band è un commovente e ambizioso tributo all’omonimo e iconico album live originale del 1970 di Joe Cocker e Leon Russell, registrato durante una storica esibizione al LOCKN’ Festival del 2015 in Virginia.
La scaletta di 14 brani è una lettera d’amore ai Mad Dogs & Englishmen originali, con dei classici senza tempo. La voce imponente di Susan Tedeschi è alla base di molti brani ma anche lo straordinario trio di cori formato da Alecia Chakour, Mark Rivers e Mike Mattison fanno grande il disco, dimostrando che la Tedeschi Trucks Band sia considerata una delle migliori band in circolazione.
Mad Dogs & Englishmen Revisited è più di un tributo e di una registrazione d’archivio: è un documento vivente della capacità della musica di unire le generazioni. L’inclusione dei membri originali accanto a pesi massimi contemporanei come Warren Haynes e Anders Osborne sottolinea l’atemporalità della visione di Cocker e Russell. 

Ascolta il disco

Arthur Marshall

Arthur Owen Marshall nato il 20 novembre del 1881 è stato un compositore e interprete di musica ragtime statunitense , originario del Missouri. Fu un allievo del celebre compositore ragtime Scott Joplin. Pochi anni dopo la sua famiglia si trasferì a Sedalia, nel Missouri, perché ai bambini neri era permesso frequentare la scuola nove mesi all’anno lì, a differenza dei tre mesi consentiti ai neri altrove, e gli abitanti di Sedalia, a quanto si dice, erano più tolleranti nei confronti degli afroamericani. Aveva solo quindici anni quando Scott Joplin arrivò per la prima volta a Sedalia. Joplin si stabilì con la famiglia Marshall e, in breve tempo, sia Marshall che Scott Hayden, un compagno di classe di Marshall alla Lincoln High School, divennero i protetti di Joplin. Marshall aveva già preso alcune lezioni private di musica classica anni prima ed era esperto di tecnica pianistica e aveva un dono per la sincope. Joplin aiutò anche Marshall a trovare un lavoro al Maple Leaf Club durante il suo unico anno di esistenza nel 1899. Nel club, il 1° ottobre 1899, Marshall ebbe una rissa con un giovane di nome Ernst Edwards a causa della fidanzata di quest’ultimo. La rissa si svolse all’esterno, Marshall colpì Edwards con il suo bastone, Edwards estrasse una pistola e Marshall scappò via. 

Hello, I Love You – The Doors (1968)

Il singolo, molto leggero e radiofonico nella sua prima parte, più acido e teso nella seconda, fu all’epoca considerato troppo pop dai puristi del rock, ma piacque enormemente, portando la band nuovamente al primo posto delle classifiche, con un singolo che, peraltro, viene ricordato com il primo 45 giri stereo della discografia americana.
Il rift di tastiera suonato da Ray Manzarek è molto simile a quello di All Day and All of the Nighe del Kinks, che Infatti minacciarono i Doors di fargli causa per plagio, cosa che non accadde perché trovarono un accordo prima di finire in tribunale, Morrison, assieme a Jimi Hendrix, Incarnava il 1968, con la sua straordinaria mescolanza di poesia, ribellione, elettricità e arte, meglio di molti altri artisti rock: metteva in scena senza filtri la febbre che aveva colpito una intera generazione che non voleva altro che bruciare i ponti dietro se stessa e affrontare il futuro conquistandolo, cambiando le regole del gioco. “Non era facile stargli dietro” ricorda Robby Krieger “anzi, era spesso impossibile. Jim era irregolare e imprevedibile, così come creativo ed esplosivo. Quell’anno fu per noi un’incredibile altalena di emozioni, successi, disastri, aperture, crolli, che ci portò dalla gioia alla disperazione”.


Segnali #18

Suoni – Le registrazioni più pulite delle canzoni di Louis Armstrong degli anni ’20. Su Youtube, l’appassionato di jazz Jonathan Holmes dichiara: “Posso garantire che questo è il disco di Louis Armstrong dal suono più pulito che ascolterete mai! Con il trasferimento originale fornito da Nick Dellow, ecco il disco madre che è stato spedito da Okeh in Germania per le loro stampe Odeon. Il suono è meravigliosamente immediato e cristallino”. Nessun crepitio o scoppiettio. È così che Holmes descrive la registrazione immacolata che potete ascoltare qui del classico di Louis Armstrong, “Ain’t Misbehavin'”. Qui invece ascoltate un’altra registrazione “madre metal” di un altro brano di Armstrong, “Knee Drops”. Godetevi il primo Satchmo in tutta la sua meravigliosa chiarezza.

Visioni – Fotografa freelance, Melissa Farlow collabora con National Geographic da oltre 15 anni. In precedenza è stata assunta nelle redazioni di diversi quotidiani. Mentre lavorava al Louisville Times, in Kentucky, assieme ad altri colleghi ha vinto il Premio Pulitzer per una serie di reportage sull’integrazione razziale nelle scuole. Inoltre, è stata in tre stati africani per realizzare un libro in cui ha raccontato il ruolo delle donne nelle diverse culture, e ha viaggiato in Cile, Perù e Messico per un altro libro sull’autostrada panamericana. I suoi scatti hanno vinto più volte il concorso Pictures of the Year e altri premi.

Dintorni – Pettorano sul Gizio, un piccolo paese in provincia de L’Aquila, in Abruzzo, è diventato il primo Comune “a misura d’orso” in Italia. La comunità ha adottato pratiche e misure per convivere in modo sicuro e sostenibile con gli orsi marsicani, che hanno il loro ambiente naturale in questa zona. Pettorano, che stava affrontando un drammatico declino demografico, ha così invertito la rotta grazie alla convivenza pacifica con gli animali. Il piano di azioni per prevenire il conflitto uomo-orso è stato sistematico e organizzato, rimuovendo ogni possibile fonte di attrazione alimentare per l’orso in aree urbane e promuovendo misure per evitare danni da orso e all’orso. Sono state erette recinzioni elettriche attorno alle proprietà per proteggere api, polli e altri animali da fattoria, installati cancelli e cassonetti a prova di orso e promossa l’informazione su come vivere al meglio con gli orsi. I residenti sono invitati a non lasciare cibo abbandonato, la frutta matura viene raccolta da terra nei frutteti e gli scarti alimentari vengono tenuti al chiuso finché non sono raccolti i rifiuti. Il numero di turisti a Pettorano sul Gizio è aumentato da circa 250 nel 2020 a più di 2.400 nell’anno passato e diverse persone si sono trasferite nel borgo. Altri Paesi europei stanno prendendo esempio e oggi esistono 18 comunità bear-smart in tutta Europa.

Asterisco *46

Perché a volte si preferisce scrivere, leggere, o persino lavorare, (e preciso, a volte) alle persone? Perché la passione che metti nelle cose, il valore che dai loro, i sacrifici che fai per loro, le cose, li ricambiano sempre – o quasi – in maniera sorprendentemente proporzionale. A differenza dalle persone, a volte. Le cose sembrano avere occhi più “giusti” di quelli con cui le persone guardano, ma spesso neanche ti riescono a vedere, pur pensando di averti.

Sunny Henry

Il 17 novembre del 1885 nella Magnolia Plantation, in Louisiana, nasce il trombonista Charles Henry, detto Sunny. Fu un trombonista di spicco nella tradizione delle brass bands di New Orleans. Attivo fin dagli anni 1900, suonò con formazioni come l’Eclipse Brass Band, Excelsior Brass Band, John Robichaux e la Works Progress Administration band. Negli anni ’40 divenne membro fisso dei Young Tuxedo Brass Band, poi Eureka Brass Band fino alla sua morte nel 1960. Riconosciuto come figura chiave di quel tradizionale sound new‑orleansiano.
Negli anni della depressione si esibisce regolarmente, come primo trombone, con la W.P.A. Brass Band diretta da Louis Dumaine. Durante la seconda guerra mondiale entra a far parte della Young Tuxedo Brass Band e, negli anni Cinquanta, della Eureka Brass Band con la quale registra dei dischi che hanno una notevole importanza almeno sotto il profilo storico dal momento che consentono di avere una attendibile idea del sound delle brass band primigenie di cui non esistono documenti discografici. Sunny muore a New Orleans il 7 gennaio 1960.

Norah Jones — The Fall (2009)

Ha avuto coraggio Norah Jones con questo suo quarto disco The Fall a cambiare sonorità. Le chitarre e la batteria, infatti, prendono il posto dell’ormai collaudato pianoforte e le canzoni si inoltrano in territori più moderni e leggermente più rock.
Dopo Come Away With Me del 2002 (vincitore di otto Grammy), Feels Like Home del 2004 e Not Too Late del 2007, dischi che hanno venduto 36 milioni di copie in tutto il mondo e tutti entrati nella Top 200 di Billboard, Nora Jones sperimenta un nuovo sound senza però strafare e rimanendo su note musicali mai troppo aspre e graffianti. Certo dopo un capolavoro come quello del 2002 è assai difficile creare un’opera dello stesso livello o superiore, The Fall resta comunque un buon disco che non deluderà i suoi fans.