Social e Mastodon

La vita vera è nei luoghi aperti, nei posti di aggregazione, nei centri di cultura, negli spazi comuni. La vita vera è quando vedi la gente nei suoi occhi, quando gli parli e senti che ti ascoltano, quando gli stringi la mano e senti il calore. I social quindi poco hanno a che fare con tutto questo ma, se sappiamo usare questo “ma” anche i social possono essere e diventare utili. Quando avviene uno scambio, di idee, di suggerimenti. Quando avviene una crescita, di valore, di cultura, di pace, anche social possono diventare valore aggiunto, alla nostra quotidianità, al nostro essere, alla nostra vita.

Questo è il pensiero che ho scritto ed è presente nel mio sito per presentare alcuni social che frequento/avo.
In queste ultime settimane, anche se sono iscritto da quasi due anni, è aumentata la mia presenza su Mastodon a discapito di Twitter e Facebook.

Mastodon non è un social commerciale, non ci sono quindi padroni, non ha algoritmi, non ci sono tracker e tutela completamente la Privacy. Vive grazie ai suoi iscritti che lo mantengono grazie alle donazioni. Donazioni che servono esclusivamente per il pagamento dei server, visto che tutti gli amministratori e moderatori, prestano la propria opera e il proprio tempo a titolo gratuito.

Queste caratteristiche hanno lo scopo primario e unico, di rendere questo social uno spazio dove vige una regola fondamentale: educazione e rispetto. Una semplice prescrizione che evita gli insulti, le diatribe e tutto quello che ne consegue.

Mastodon non è di proprietà di un miliardario, non vende i dati dei propri utenti e non ha pubblicità. E’ un social nelle mani delle persone e viene quindi supportato dagli stessi utenti.

Naturalmente questo è possibile grazie alla moderazione degli amministratori che supportati dagli stessi iscritti rendono questo “ambiente” sano e piacevole da frequentare.

Janis Joplin — Pearl (1971)

Atto finale della più grande cantante blues bianco mai esistita poco prima della sua morte, avvenuta il 4 ottobre del 1970, a causa di un miscuglio di alcol e droga. Pearl è il canto del cigno di una donna sola, infelice, che canta la sua tristezza con rabbiosa determinazione. A due passi dall’autodistruzione Janis Joplin realizza a Los Angels il sogno di emulare la sua antica maestra nera, Bessie Smith. Ogni brano è un gemito, un pianto disperato dove il sesso e l’anima si uniscono per diventare emozione sconvolgente, viva, esplosiva. Non ci sono più le certezze di essere l’unica star di un gruppo di dilettanti come i Big Brothers nè il dilemma e la paura del fallimento con la degenerazione sonora di Kozmic Blues, ma c’è un’artista che sente la fine un attimo prima e vuole dare il meglio di sè per esser ricordata.

Uscito postumo, Pearl è un epitaffio alla Spoon River. Si possono rintracciare canzone dopo canzone, nascita, splendore, miseria e morte di un talento inimitabile a cui bastava soltanto un sorso di bourbon per riprendere fiato, rialzarsi dal fango e scatenare il delirio.

L’illogica percentuale

Argomento del giorno: aumento delle pensioni causa inflazione.

Non discuto sulla pensione in quanto tale, uno prende mensilmente quanto ha versato negli anni passati. Giusto, nessuno può obbiettare.

Prendi 500€ al mese; hai versato poco, prendi 2000€ al mese; hai versato molto. Giusto, nessuno può obbiettare.

Il fatto però che gli aumenti seguano una logica di percentuale è un’azione da incompetenti, ignoranti e altri aggettivi che per educazione non esplicito ma credetemi sono molti.

Credo non serva spiegare che l’inflazione è una situazione finanziaria che riguarda tutti, tutti! Chi ha pensioni basse e chi no, in quanto tutti e ripeto tutti, bisognano di mangiare, di pagare le bollette ecc. ecc.

Allora, il governo ha decretato che dal prossimo 1° gennaio, causa aumento inflazionistico ci sarà un aumento pensionistico del 7/8%, in base al reddito (pensione mensile).
Mediamente così distribuiti:

Chi prende una pensione di 500€ mensili, avrà 35€ (circa) di aumento.
Chi prende una pensione di 2000€ mensili, avrà tre volte tanto.

Faccio un esempio.
A fronte di un aumento dell’inflazione; alimenti, bollette, ecc. ecc. il caro vita sale di 50€ mensili. Cosa succede? Succede questo:

chi prende 500€ al mese, si trova con >> + 35€ dall’inps – 50€ inflazione = 15€ da sborsare mensilmente, per far fronte alle spese.

chi prende 2000€ al mese, non ci rimette nulla, ma, non bastasse, si trova con >> + 105€ dall’inps – 50€ inflazione = 55€ in più nella pensione. Sigh!

Allora, mi domando e dico: ci vuole un genio per capire che ancora una volta si avvantaggia chi ha redditi più alti a sfavore di quelli più bassi? Ci vuole un genio per capire che bastava un aumento uguale senza distinzione per tutti? O se proprio vogliamo essere persone ragionevoli, compresivi, altruisti, sarebbe il caso di avvantaggiare i più bisognosi?

Mi sembra talmente semplice e banale che quasi mi vergogno di averlo pensato e poi… scritto.

Dentro il bosco #1/3

Credo di aver setacciato il bosco vicino a casa mia, in lungo e in largo, fotograficamente parlando.
Le foto possono ripetersi, i temi sono gli stessi e mi dispiace se vi annoio, ma che volete farci… “c’est la vie” dicono i francesi 😀

Pearl Jam

E’ una bella storia, quella dei Pearl Jam, una storia che si è fatta ancora più interessante nel corso degli anni.

Ammetto di non averla compresa fin da principio. Quando avevo messo le mani su Ten, alla fine del 1992, infatuato di quella musica fantastica che le riviste specializzate chiamavano grunge. Delle varie bands che hanno fatto la storia della scena di Seattle nei primi anni Novanta, i Pearl Jam restano l’unica ancora in attività. Una ragione c’è. I Pearl Jam hanno un carattere completamente diverso dalle altre formazioni: musicalmente classificabili come un tentativo di rileggere l’antico, il “classic rock”, in particolare nelle varianti folk e hard core, si distinguono per aver un rapporto aperto con il proprio pubblico, cercando un’alleanza profonda, fondata su lealtà, onestà, rispetto e passione, per molti versi simile a quella che caratterizza gli irlandesi U2.

I Pearl Jam non evitano sguardi introspettivi, ma non si piangono addosso come la spirale autodistruttiva di “Seattle”, anzi. Scrutano l’America, scavano nei mali del Grande Paese, trattano temi come i senzatetto e le armi, arrivando a sfidare l’amministrazione Bush. Lottano contro l’industria discografica, contro il monopolio della vendita dei biglietti, per la libertà della musica, degli artisti e degli stessi giovani.

Sarebbe comunque riduttivo ricondurre le ragioni del loro successo a un’irriducibile integrità. Qualcosa di più profondo e misterioso vive nella loro musica, nell’alchimia tra la voce baritonale di Eddie Vedder e un rock chitarristico in bilico tra passato e presente. La voce di Eddie Vedder conquista molti, grazie a un timbro scuro che comunica emozioni sincere, commozione, rabbia, forza e debolezza, una voce capace di esaltarsi nei momenti più rock e di toccare le corde emotive nelle lente e inesorabili ballate.

Qual è la vera essenza del rock’n’roll? Ognuno può dare una risposta diversa: spesso si utilizzano parole differenti che finiscono per essere sinonimi di una medesima idea madre. Per me la vera essenza del rock’n’roll è la semplicità. Alla luce soprattutto degli ultimi lavori discografici, sento di poter azzardare che la storia dei Pearl Jam sia stata dettata da una costante ricerca della semplicità, non solo per quanto riguarda gli aspetti meramente stilistici e tecnici. Semplicità per esprimere il proprio pensiero. Credo sia inutile chiedersi se siano il più importante gruppo dei nostri tempi o solamente un’onesta rock band come tante. A me i Pearl Jam ricordano cos’è il rock’n’roll, e perché non posso proprio farne a meno.

Vegetali

Non riuscivo a dare un nome a queste foto e allora semplificando gli appioppato il termine vegetali.
I vegetali appartengono alla vegetazione:
“Vegetazione è un termine generale che riguarda la vita vegetale di una regione, componente della biosfera; fa riferimento alla copertura del suolo da parte di piante, ed è, di gran lunga, il più abbondante elemento della biosfera. La vegetazione è un insieme di piante o comunità vegetali che popolano un certo territorio” (Wikipedia)
Queste tre foto appartengono alla terra dove vivo e propriamente nascono in zone umide, vicino alla laguna veneziana.

Neville Brothers — Yellow Moon (1989)

Assieme a Brothers Keeper è senz’altro Yellow Moon il disco più importante della produzione musicale dei Neville Brothers.

Seguendo coerentemente una linea di sviluppo artistico che dall’iniziale influenza del cajun e della tradizione creola di New Orleans li ha portati man mano ad una miscela sempre più veriegata di stili, i Neville Brothers arrivano alla tappa più importante del loro lunghissimo cammino discografico iniziato negli anni sessanta come Meters.

Aaron, Ivan e compagnia decidono di estendere lo spettro di interessi e di indirizzi musicali con un prezioso lavoro di ripescaggi colti tra rock, gospel, musica etnica ed altri ricordi.

E’ un clima magico in uno swingante caleidoscopio di cori e controcanti fatti ad incastri che si muovono nella corrente più nobile della black music e del pop adulto. Yellow Moon è musica che scorre via corposa, ricca di contrasti tematici e sonori tra nero e bianco, dosata fino all’ultima nota dalla produzione attentissima di Daniel Lanois. Ombre fusion, forti richiami soul, accenni rock, ballate di grande respiro sono l’elegia più alta di una musica padrona di se stessa fino al punto di essere considerata estranea.

Natura con sole

Miscellanea di quattro foto scattate in momenti diversi, tra agosto e ottobre. A parte il vigneto di prosecco, scattata a Vittorio Veneto, le altre tre sono state scattate nella mia zona di residenza.