Izi.travel: Guide turistiche multimediali gratuite

Izi.travel nasce con lo scopo di far conoscere ai turisti di tutto il mondo un nuovissimo e innovativo modo di visitare città, musei e le loro storie, attraverso una piattaforma aperta, globale e gratuita.

L’attività si basa principalmente sulla volontà di aiutare le organizzazioni dei settori cultura, patrimonio e turismo nel portare in vita gli elementi della loro cultura e della loro storia, promuovendo contemporaneamente l’attività degli operatori turistici.

In pratica Izi.travel è un hub dinamico, dove migliaia di utenti possono creare e condividere facilmente guide multimediali, in modo da creare un database di materiale che possa rendere le visite a musei e alle città del mondo molto più entusiasmanti e istruttive, per tutti i turisti.

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Gocce

Quando ho un po’ di fotografie da pubblicare, e nel caso fossero più di una per post, cerco di collegarle con un minimo di comune denominatore. Con queste due credo non ci sono dubbi …sta nel titolo.

Kentucky Avenue – Tom Waits (1978)

Kentucky Avenue tratta dall’album Blue Valentine è una canzone carica di ricordi, Kentucky Avenue è un album intero di ricordi. Ballata toccante e nostalgica, prende il nome dal quartiere dove Waits è cresciuto. Waits dipinge un’immagine vivida delle persone e dell’atmosfera del luogo, aggiungendo grande emozione grazie alla sua caratteristica voce roca.
Il brano ricorda dei suoi amici d’infanzia e delle avventure che hanno vissuto insieme. Parla di temi dell’innocenza, dell’amicizia e del passare del tempo.
Kentucky Avenue è considerata una delle canzoni classiche di Tom Waits ed è stata interpretata da vari artisti nel corso degli anni. Mette in mostra la sua miscela unica di influenze blues, jazz e folk, combinate con il suo personale, unico stile distintivo di scrittura di canzoni.

Bunny di Beach Fossils (2023)

Dopo una pausa di sei anni, durante i quali il loro ultimo album in studio, il superlativo Somersault del 2017, ha avuto un successo inimmaginato, i Beach Fossils tornano con un’altra colonna sonora ottima per l’estate che evoca perfettamente la capacità della stagione di far oziare. Il calore, la foschia e il crogiolarsi nel letargo deliberato sono sempre stati il modus operandi stridente e melodico di questo gruppo, e Bunny non minaccia mai di deviare da questo modello perfetto. Se ci sono sottili differenze, potrebbe essere che Bunny sia più meticoloso e più incline a una commercializzazione in sordina che apre un ulteriore senso di accessibilità rispetto alle versioni precedenti.

Ascolta l’album

Preferiti

A volte ci arrabbiamo perché le cose non vanno come noi vorremmo. Ci angosciamo e ci arrabbiamo perché le persone giudicano, senza sapere cosa noi ci portiamo dentro. Posso dirvi che non serve, non serve odiare chi ci odia, non serve arrabbiarci con un “destino” che sembra essersi dimenticato di noi. Concentriamoci su quello che dentro di noi è rimasto saldo, anche se è poco sarà quel poco a portarci dove vogliamo arrivare. Non odiamo nemmeno se siamo odiati. Non rimpiangiamo mai di aver lasciato dietro qualcuno che non si è accorto di noi nemmeno quando gli eravamo vicino. Non bisogna sottovalutare mai i gesti, le parole e le offese non sta a noi perdonare. Perdoniamo solo noi stessi per aver scelto le persone sbagliate a cui dedicare del tempo…
Non voglio vivere odiando, ecco perché vado via da chi non riesco a perdonare. Preferisco le assenze scelte ai sorrisi compiacenti.

Patti Smith

Nel 1975 Patti Smith pubblicò Horses, il suo primo album, inaugurando una nuova stagione del rock americano. L’area intellettuale newyorchese, affidò a lei il compito di legare nuovamente arte e rock, poesia e cinema, letteratura e musica. Nel 1974 diede vita al Patti Smith Group, con Lenny Kaye, facendo produrre, non casualmente, il primo disco da John Cale dei Velvet Underground e proclamando la propria continuità con la musica e l’impegno degli MC5. E’ lei a incarnare, prima con Radio Ethiopia (1976) e poi, ancora di più, con Easter (1978), i sogni e la rabbia della nuova generazione.

Patti Smith canta il rock come se fosse una poesia o una preghiera, urla la sua passione sostenuta da una band elettrica e grintosa, che mescola Rimbaud e Hendrix, anarchia e amore, lo Springsteen di Because the Night e il Van Morrison di Gloria. A ben guardare, non è punk in nessun senso, ma allo stesso tempo del punk cattura lo spirito e l’anima, con una personalità e una musica che, a differenza del punk vero e proprio, riescono a parlare a una generazione intera, a un pubblico numerosissimo e variegato. Tra il 1977 e il 1979 è lei a rappresentare i rock ai massimi livelli. Con il disco seguente, Wave, del 1979, si conclude la sua prima fase artistica: Patti Smith saluta il pubblico e abbandona completamente le scene. Ritornerà quasi dieci anni dopo, urlando che; “il popolo ha il potere” inserita nel disco Dream of Life (1988). Altra seconda lunga pausa prima di vedere alla luce Gone Again (1996) disco dedicato alla memoria di suo fratello e di suo marito (Fred “Sonic” Smith). Come già il disco precedente la Smith fa vivere nel disco i fantasmi del suo passato, ogni brano fa venire in mente uno già sentito. Con il successivo Peace And Noise (1997) finito il lutto, si butta a capofitto nel panorama sociopolitico dell’America di oggi, musicalmente però non crea certamente vibrazioni intense. Continua il declino con Gung Ho (2000) un disco che rappresenta semplicemente un altro approdo all’invecchiamento di Patti Smith. Land (1975-2002) (2002) è una raccolta in doppio cd, che include anche alcune tracce rare, non pubblicate o dal vivo. Trampin’ (2004) è disco accademico, un quasi autocelebrarsi, la Smith interpreta alcuni dei suoi brani classici, e inserendo due tracce molto lunghe, il sermone rivoluzionario Gandhi (nove minuti) e la declamazione contro la guerra Radio Baghdad (dodici minuti), nel complesso l’album ha un buon carisma ma non riesce a prendere la completa sufficienza. Twelve (2007) è l’ultimo disco inciso dalla Smith ed è una collezione di cover.

Il sito – Patti Smith Italia – Wikipedia

Archive.org ha realizzato una raccolta di 36.000 vinili ascoltabili liberamente

Fondata nel 1996, Archive.org sta diventando sempre di più un tassello fondamentale per la storia di internet. Si tratta di un’associazione non profit della Internet Archive che ha come scopo creare una memoria di internet. Visto che i siti si evolvono nel tempo, Archive.org conserva delle foto di questi siti.

Inoltre questa biblioteca digitale si occupa di molti progetti, come l’emulazione di vecchi software ormai superati e, di recente, anche dei vinili. Il Great 78 Project ha come obiettivo evitare che i dischi in vinile si perdano nella storia.

Per questo motivo l’associazione vuole raccogliere la maggior parte dei 78 giri, prodotti tra il 1898 e il 1950, per evitare che vengano persi. In totale si stima siano stati creati 3 milioni di brani.

Nel sito preposto ci sono oltre 36.000 vinili da ascoltare liberamente. Ogni disco contiene i brani associati. Si può notare il famoso rumore gracchiante della puntina di sottofondo.

Link: 78 RPMs and Cylinder Recordings – Archive.org