Luci led

Il primo pensiero alla vista di questa pianta è stato quello di fare un parallelo con le luce al led, tipo quelle che si mettono per addobbare gli alberi di natale. Questa pianta è quasi totalmente verde scura, solo le punte che significano crescita, sono chiare e danno la sensazione sopra descritta.

Van Morrison

Van Morrison insieme a John Mayall e Eric Burdon che vedremo nei prossimi post, decisero a fine anni Sessanta di trasferirsi in America per cercare una svolta alla loro carriera musicale, dando fortunatamente il via anche ad un periodo estremamente fecondo, musicalmente parlando.

Van Morrison veniva da una famiglia protestante di Belfast, amante della musica: sua madre era una cantante, piena di fervore religioso che nel tempo diventerà Testimone di Jehovah, mentre il padre era collezionista di album americani di jazz e blues. I musicisti più ascoltati a casa Van furono Ray Charles, Solomon Burke e sopra tutti Leadbelly.

Andò via di casa a 15 anni e prima di entrare a far parte del gruppo di covers dei Monarchs, suonò con complessi skiffle e rock and roll. Il suo canto era una via di mezzo tra Mick Jagger e Eric Burdon e il suo fraseggio era spesso forzato e innaturale. Sul palco era incredibile, si buttava per terra, si denudava, ballava sui tavoli.

Riuscirono anche ad andare in tour in Germania dove ebbero la fortuna di esibirsi davanti ai GI’s americani. Van vide dal vivo i Downliners Seet, li volle copiare e fondò i Them. Arrivato a Londra, si affidò al produttore Bert Berns che aveva da poco formato l’etichetta Bang!, il cui distributore inglese era la Decca.

Con i Them raccolse numerosi successi, il maggiore dei quali fu Gloria, ma vale la pena citare almeno Baby Please Don’t Go (con una schitarrata rabbiosa di Jimmy Page, allora ancora sessionman) e Here Comes The Night (scritta da Bernie, sempre con Page, che sarà ripresa successivamente da Bowie in Pin-Ups). Il 1966 fu l’anno del suo primo tour americano, al ritorno del quale sciolse la band e lasciò la musica. Fortunatamente Bert Berns lo persuase a ritornare a New York e a registrare materiale da solista sempre per l’etichetta Bang!. Da queste session nacque una delle sue canzoni più famose, Brown-eyed Girl, che raggiunse il decimo posto delle classifiche USA nel 1967, quando Van era ancora praticamente sconosciuto in madre patria. L’album si chiamerà Blowin’ Your Mind!, e le registrazioni complete verranno pubblicate nel 1991 dalla Bang Masters.

La morte di Berns avvenuta nel 1967 lo portò a vivere prima a Cambridge (Massachusetts) e poi a Boston. Dopo un periodo di depressione e di problemi con l’alcool, dovuto al fatto di non trovare ingaggi e di non sapere bene cosa fare, si trasferì a Los Angeles, dove riuscì ad incidere per la Warner Bros; Astral Weeks.

L’album, un impasto di poesia irlandese e di innovative sonorità folk-jazz, uscito nel 1968, fu acclamato dalla critica, ma ricevette una fredda accoglienza da parte del pubblico. Contiene diverse gemme come Sweet Thing, Cyprus Avenue, Ballerina, Beside You e Madame George, ed è uno dei pochi dischi spartiacque, che fece capire come fosse possibile per la musica pop liberarsi da schemi, preconcetti e canoni. Probabilmente la breccia nella quale s’infileranno musicisti come Nick Drake, Tim Buckley o Richard Thompson. Nel disco compaiono jazzisti illustri come Connie Kay (batterista del Modern Jazz Quartet), Richard Davis e Jay Berliner.

Morrison si trasferì a Woodstock, vicino di casa di Dylan e della Band, due anni dopo pubblicò Moondance che raggiunse la 29ª posizione della classifica curata da Billboard. Se il predecente era un album intriso di tristezza e tenerezza, Moondance rivela invece un animo ottimista ed allegro, è meno avventuroso del precedente ma molto più vario, in cui l’autore fissa il suo stile e cristallizza tutte le sue influenze nere: blues, jazz, soul, gospel.

Negli anni immediatamente successivi cominciò a temere il palco e il pubblico molto numeroso. Dopo un breve distacco dalla musica, ricominciò ad esibirsi nei club e riconquistò la sua abilità istrionica, sebbene dinanzi ad un pubblico più ridotto. Riuscì anche ad accettare un invito di Bill Graham per suonare al Fillmore East. Nel 1970 si esibì in due date insieme ai Brinsley Schwartz e ai Quicksilver Messenger Service, poi una volta con gli Allman Brothers e i Byrds a settembre e l’anno successivo a febbraio tenne quattro concerti in due giorni, pomeriggio e sera, con i Fleetwood Mac e Peter Green, che aveva lasciato la band un anno prima, ma era stato richiamato per sostituire Jeremy Spencer, scappato durante il tour con la setta dei “Bambini di Dio”. Green impose alla band di suonare solo un’interminabile psichedelica Black Magic Woman che avrebbe fatto la gioia dei Dead ma non certo di Van Morrison, che ne fu alquanto seccato. Green voleva anche che i compagni distribuissero ai poveri il loro ingaggio ma gli altri non accettarono.

Pubblicò diversi altri album di successo (His band and the Street Choir del 1970, Tupelo Honey del 1971 e Saint Dominic’s Preview del 1972, l’album doppio It’s Too Late to Stop Now, da molti riconosciuto come uno dei più grandi album dal vivo nella storia del rock, l’introspettivo e triste Veedon Fleece del 1974), ma sono spesso dischi disomogenei con piccole gemme sparse come Domino (9° negli USA nel 1970), I Wanna Roo You, Wild Night, Jackie Wilson Said, Listen To The Lion, Almost Independence Day, la cupa Snow In San Anselmo Autumn Song, Country Fair, You Don’t Pull No Punches, Streets Of Arlow, Linden Arden, Kingdom Hall, Venice USA, Wavelength, Listen Arden Stole The Highlight….

I suoi dischi non saranno mai più semplici raccolte di canzoni, ma diari spirituali in cui l’animo sembra lacerato dai temi universali della vita e della morte.

Nel 1976 partecipò al concerto di addio della Band The Last Waltz.

Continua a sfornare dischi.

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Montagna

La montagna è saggia,
in montagna impari.

Impera il silenzio, non fai rumore.
Serve fiato, non lo sprechi.
C’è natura, la osservi.
Propagano i boschi, gli annusi.

Stai con te stesso,
non ti serve nient’altro.

Cammini, senza orpelli.
Incroci persone, le saluti.
Guardi il cielo, lo studi.
Arrivi in cima, sei appagato.

Spring

Queste due foto le ho scattate (sempre con lo smartphone, che è l’unico mezzo in mio possesso) a pochi minuti di distanza e più o meno nello stesso posto in primavera. La prima in alto da proprio un senso di primavera, e non serve aggiungere altro, la seconda è solo un gioco di luce e ombre.

Sera

Questa sera illuminata di chiarore stellare,
beneficia la quiete intorno a nubi sparse.

Un’incantesimo vermiglio incombe,
transumando possente verso la notte.

Joy Dunlop – Caoir (2023)

Terzo album da solista, “Caoir” continua ad essere costruito attorno alle tradizionali canzoni gaeliche ma con una significativa progressione nello stile, riflettendo un’ambizione di portare le canzoni a un pubblico sempre più vasto. Gli arrangiamenti dei suoi album precedenti di solito includevano uno o due strumenti, più comunemente pianoforte o violino. Per Caoir, ha messo insieme una band di cinque elementi, eliminando il pianoforte e introducendo per la prima volta una batteria completa e un basso anche se rimane sua voce l’ingrediente chiave.

Ascolta l’album

Jamendo

Jamendo rappresenta una delle più importanti e apprezzate piattaforme online per la musica indipendente con la quale gli artisti emergenti possono ottenere popolarità distribuendo le proprie opere a costo zero, sia per l’ascolto in streaming che per il download. Sul sito sono presenti numerosi brani Creative Commons che possono essere utilizzati in progetti personali o professionali in base al tipo di licenza d’uso. Per sfogliare il vasto catalogo basta collegarsi a Jamendo e fare clic sul pulsante “Scopri” presente in alto.

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Amicizia

L’amicizia è un sentimento e, a differenza dell’amore, non può essere vissuta in solitario. Richiede la partecipazione di almeno due persone. E richiede di essere ricambiata. Non esiste in amicizia l’equivalente di ciò che chiamiamo “innamoramento” per l’amore. L’amicizia nasce, di solito senza farsi tanto notare, cresce, finché un bel giorno ci troviamo amici di qualcuno, “con” qualcuno. Ci sono pochi motivi per cui un’amicizia può morire. Uno di questi è il tradimento. In amore, sempre per fare un parallelo, il tradimento (fisico o mentale) viene preso nel gioco delle parti, non è mai bello ma la sua influenza sul sentimento dell’amore è molto variabile. In amicizia invece il tradimento, anche la semplice assenza in certi momenti, può essere mortale. Non importa quanto a lungo fosse durata l’amicizia, o quanto profonda potesse essere “prima”. Se un amico tradisce, smette immediatamente di essere amico. E ben difficilmente potrà tornare ad esserlo. Anzi, quasi mai.

Vaccinium corymbosum

Ho preso un po’ in simpatia questa applicazione per il riconoscimento delle piante, fiori ecc. ecc. con un unico e neanche tanto piccolo dubbio: l’affidabilità. Perché, anche in questo caso, mi sono uscite molte possibilità e la scelta quindi non è stata certa ma pressappochista. Ma vabbè, alla fine non conta poi tanto, almeno per me.