Le opere inedite di Erik Satie, eseguite 100 anni dopo la sua morte

Se chiedessimo di nominare il nostro compositore francese preferito della fine del XIX o dell’inizio del XX secolo, la maggior parte di noi penserebbe subito a Erik Satie, riuscendo a ricordare solo i suoi brani più famosi , le Gymnopédies e forse le Gnossiennes. Potremmo non sapere che tutte queste opere risalgono agli stessi anni della sua carriera, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Rappresentano anche solo una piccola parte della sua produzione artistica, che comprende una grande quantità di musica strumentale e vocale, nonché composizioni per opere drammatiche, scritte tra il 1886 e la sua morte nel 1925, il cui centenario viene celebrato con la registrazione di brani di recente scoperta.


La Bussola #35

La descrizione del sito greenreport è: il primo quotidiano online ecologista italiano, punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico.

Da 18 anni sostiene lo sviluppo della green economy, le battaglie delle grandi associazioni ambientaliste a partire da Legambiente, racconta l’Italia che protegge l’ambiente e realizza soluzioni eco-sostenibili in ogni settore, affrontando la crisi climatica con azioni di riduzione delle emissioni di CO2 e di adattamento.
Oggi greenreport.it è edito da Sicrea, un sistema di comunicazione circolare nato dalla fusione di Aida e Promopoint che produce eventi, expo, dirette tv e web, allestimenti audio, video e molto altro, che ha deciso di lanciarsi nella nuova sfida nel segno delle idee green.

Van Morrison – Accentuate the Positive (2023)

Van Morrison, leggenda vivente della musica, ci regala un altro lavoro straordinario con il suo album “Accentuate the Positive”. Secondo album pubblicato nel 2023, l’album dimostra ancora una volta la maestria e l’abilità di Morrison nel creare musica che tocca l’anima.
Il titolo stesso dell’album, “Accentuate the Positive”, riflette il messaggio di speranza e ottimismo che permea le canzoni. Van Morrison ci invita a concentrarci sugli aspetti positivi della vita, nonostante le sfide e le difficoltà che possiamo incontrare lungo il cammino. Questo tema ricorrente si manifesta in modo vibrante in ogni traccia dell’album, creando un’atmosfera di gioia e gratitudine.
Dal punto di vista musicale, “Accentuate the Positive” presenta una varietà di stili e influenze che abbracciano il vasto repertorio di Morrison. L’album spazia dal blues al jazz, dal soul al folk, offrendo un’esperienza sonora ricca e coinvolgente. La voce di Morrison, ancora potente e appassionata nonostante gli anni, trasmette emozioni profonde e autentiche in ogni brano.
Una menzione speciale va anche alla produzione dell’album, che è impeccabile. Ogni strumento e ogni voce sono bilanciati in modo armonioso, creando un suono cristallino e avvolgente. La qualità della registrazione permette di apprezzare appieno l’abilità dei musicisti coinvolti e la maestria di Morrison come cantante e autore.
In conclusione, “Accentuate the Positive” è un altro buon lavoro di Van Morrison. L’album cattura l’essenza del suo stile unico e offre un messaggio di speranza e positività che risuona nel cuore di chiunque lo ascolti. Con la sua voce inconfondibile e le sue abilità strumentali, Morrison continua a dimostrare perché è considerato uno dei più grandi artisti della musica contemporanea. Consiglio vivamente questo album a tutti gli amanti della buona musica e a coloro che cercano ispirazione e conforto nelle note di un grande maestro.

Inverno due

L’inverno scende piano,
tra i rami nudi che fremono al vento,
un velo d’argento avvolge la terra
e il silenzio si posa come neve leggera.

Il cielo respira fiato di ghiaccio,
i passi scricchiolano sul bianco cammino,
un lume si accende dietro una finestra,
calore che sfida la lunga notte.

Eppure, tra il gelo e l’ombra,
c’è un’attesa che fiorisce sottile:
il seme riposa, il cuore si tace,
mentre l’alba promette una primavera invisibile.

Sonny Clark

Conrad Yeatis “Sonny” Clark (Herminie, Pennsylvania, 21 luglio 1931 – New York, 13 gennaio 1963) è stato un pianista e compositore statunitense di jazz, tra i protagonisti più significativi dell’hard bop. Fu profondamente influenzato da Bud Powell e sviluppò uno stile personale, a tratti percussivo e nervoso, che lo rese molto richiesto come musicista di supporto e leader.
Clark iniziò a studiare pianoforte a 4 anni e si trasferì in California dove collaborò con musicisti come Wardell Gray, Oscar Pettiford e Buddy DeFranco, con cui fece tour in Europa. Nel 1957 si trasferì a New York, divenendo uno dei pianisti più richiesti nelle sessioni Blue Note, accompagnando artisti come John Coltrane, Dexter Gordon, Jackie McLean, Hank Mobley, Lee Morgan e molti altri.
Tra gli album più famosi come leader ci sono “Dial ‘S’ for Sonny” (1957), “Sonny’s Crib” (1957), “Cool Struttin’” (1958) e “Leapin’ and Lopin’” (1962). Purtroppo, la sua carriera fu breve a causa di problemi di tossicodipendenza e morì a soli 31 anni nel 1963, probabilmente per overdose.
Clark è ricordato come uno dei pianisti più originali e influenti del jazz moderno, capace di coniugare tecnica e sensibilità compositiva in modo straordinario.

Bob Dylan: i suoi album #11

New Morning (1970)

Fresco del volontario suicidio artistico di Self Portrait, Dylan tenta l’ennesima ripartenza. E mette subito i puntini sulle i.

New Morning di Bob Dylan è generalmente considerato un album di transizione e una sorta di riscatto dopo l’insuccesso del precedente Self Portrait. L’album si distingue per un approccio musicale più eclettico e meno legato ai generi che avevano definito Dylan fino a quel momento, con un’ampia presenza del pianoforte suonato dallo stesso Dylan e arrangiamenti che spaziano dal pop al jazzy, con tocchi di rock romantico.
L’album è apprezzato soprattutto per brani come “Day of the Locusts”, che ironizza sul giorno della laurea honoris causa di Dylan a Princeton, “Time Passes Slowly” e “The Man in Me”, che sono tra i pezzi più affascinanti. Tuttavia, non tutte le tracce reggono allo stesso livello, con alcune che risultano mediocri e con arrangiamenti frettolosi. New Morning segna un Dylan più libero e personale, con incursioni anche nella recitazione musicale (“If Dogs Run Free”). L’album, soprattutto nella sua versione rimasterizzata, offre un’esperienza sonora ricca e immediata, confermando la creatività di Dylan anche in un periodo di equilibrio tra sperimentazione e ritorno alle origini.
Critici come Greil Marcus hanno lodato la spontaneità e la brillantezza delle registrazioni, definendolo uno degli album migliori di Dylan nel periodo tra metà anni Sessanta e i Settanta, con una voce più ottimista e vibrante.
In sintesi, New Morning è visto come un piccolo gioiello pop, e anche se non tra i più celebri di Dylan, rappresenta un’importante tappa nella sua carriera, con momenti di grande ispirazione e altri più ordinari, ma comunque con un valore storico e artistico significativo.

Metropolis 

Metropolis è un film muto del 1927 diretto da Fritz Lang e basato sulla sceneggiatura realizzata da Thea Von Harbou.
Il film è ambientato in un futuro distopico (nel 2026, ossia 100 anni dopo rispetto a quando è stato scritto) in cui le divisioni classiste sembrano accentuarsi. Il film è tra le opere simbolo del cinema espressionista ed è universalmente riconosciuto come modello per gran parte del cinema di fantascienza moderno, avendo ispirato pellicole quali Blade Runner e Guerre stellari. (Wikipedia)

Metropolis di Fritz Lang, uno dei primissimi lungometraggi di fantascienza mai realizzati, adottò un approccio visivo audace per l’epoca, incorporando influenze Bauhaus e Futuriste in scenografie e costumi dal design emozionante. Il linguaggio visivo di Lang ebbe un’eco molto forte nei decenni successivi. La sorprendente trasposizione alchemica ed elettrica dei tratti fisici di una donna sul corpo di un androide distruttivo – il cosiddetto Maschinenmensch – diede inizio a una lunga serie di robot femminili nel cinema e in televisione, la maggior parte dei quali pericolosi e imperscrutabili quanto quelli di Lang.

Qui il film completo: Metropolis (1927)

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Ernie Caceres

Ernie Caceres, il cui nome completo era Ernesto Caceres (nato il 22 novembre 1911 a Rockport, Texas, e morto il 10 gennaio 1971), è stato un sassofonista e clarinettista jazz americano noto soprattutto per la sua versatilità e per aver suonato con alcune delle più grandi orchestre dell’epoca swing.
Iniziò la sua carriera professionale nel 1928 suonando in gruppi locali in Texas. Successivamente si trasferì a Detroit e New York con il fratello Emilio, anche lui musicista, lavorando come session musician. Nel 1937, le loro apparizioni nella serie radiofonica di Benny Goodman “Camel Caravan” li resero delle star del jazz. Caceres suonò con band leader famosi come Bobby Hackett, Jack Teagarden, e soprattutto nell’orchestra di Glenn Miller dal 1940 al 1942, partecipando anche a film come “Sun Valley Serenade” (1941) e “Orchestra Wives” (1942).
Dopo la sua esperienza con Miller, suonò con Benny Goodman, Woody Herman e Tommy Dorsey. Negli anni ’40 e ’50 lavorò regolarmente come musicista freelance, guidò il proprio quartetto e partecipò a molte registrazioni. Fu anche un volto noto in televisione, esibendosi con la Garry Moore Orchestra. Negli anni ’60 continuò a lavorare con il Billy Butterfield Band e tornò in Texas dove suonò con il fratello Emilio fino alla sua morte per cancro nel 1971.
Ernie Caceres era conosciuto per suonare clarinetto, sassofono alto e baritono, oltre alla chitarra, mostrando una grande abilità strumentale e un contributo significativo alla scena jazz americana durante l’era dello swing.