Joan Baez è una cantante, musicista e attivista americana, nota per la sua voce unica e il suo impegno per i diritti civili, la pace e la giustizia sociale. Nata il 9 gennaio 1941 a New York, Baez è diventata famosa negli anni ’60 come una delle principali figure del movimento folk americano. È conosciuta per le sue interpretazioni di canzoni folk tradizionali e per la sua capacità di mescolare musica e attivismo. Joan Baez ha avuto un ruolo importante nel promuovere la carriera di Bob Dylan, con il quale ha anche collaborato in diverse occasioni. Tra le sue canzoni più celebri ci sono “Diamonds & Rust,” “We Shall Overcome,” e la sua versione di “The Night They Drove Old Dixie Down.” Baez è stata un’importante voce contro la guerra del Vietnam e ha sostenuto numerose cause umanitarie nel corso della sua carriera. Ha continuato a esibirsi e a registrare musica per decenni, mantenendo sempre un forte impegno per i diritti umani e sociali.
“Il linguaggio è una pelle” ha scritto un noto semiologo e critico letterario francese di nome Roland Barthes. E questo linguaggio ci avvolge, ci protegge, ma allo stesso tempo ci espone. Attraverso di esso ci mostriamo al mondo, rivelando sensazioni e pensieri che scivolano dalla profondità al visibile. Ogni parola è un contatto, un tentativo di sentire e farci sentire, di accarezzare o ferire, a seconda di come scegliamo di usarla. È un confine vivo, fatto di significati che vibrano, e forse, come ogni pelle, racconta più di ciò che pensiamo di dire.
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Bertrand Russell, il grande filosofo e critico sociale britannico, apparve nel programma della BBC Face-to-Face nel 1959 e gli fu posta una domanda conclusiva: cosa diresti a una generazione che vivrà tra 1.000 anni sulla vita che hai vissuto e sulle lezioni che hai imparato? La sua risposta è breve, ma concisa. Potete leggere una trascrizione qui sotto:
Vorrei dire due cose, una intellettuale e una morale:
La cosa intellettuale che vorrei dire loro è questa: quando studiate una questione o considerate una filosofia, chiedetevi solo quali sono i fatti e qual è la verità che i fatti confermano. Non fatevi mai distrarre né da ciò che desiderate credere né da ciò che pensate avrebbe effetti sociali benefici se fosse creduto, ma guardate solo e unicamente a quali sono i fatti. Questa è la cosa intellettuale che vorrei dire.
La cosa morale che vorrei dire loro è molto semplice. Dovrei dire: l’amore è saggio, l’odio è sciocco. In questo mondo, che sta diventando sempre più interconnesso, dobbiamo imparare a tollerarci a vicenda. Dobbiamo imparare a sopportare il fatto che alcune persone dicano cose che non ci piacciono. Possiamo vivere insieme solo in quel modo, e se vogliamo vivere insieme e non morire insieme, dobbiamo imparare un tipo di carità e un tipo di tolleranza che è assolutamente vitale per la continuazione della vita umana su questo pianeta.
Non sono state pronunciate parole più vere. Potete guardare l’episodio completo del 1959 qui sotto.
Paolo Conte è un cantautore, compositore e musicista italiano, noto per il suo stile unico che fonde jazz, swing, chanson francese e musica d’autore italiana. Nato il 6 gennaio 1937 ad Asti, Conte è anche avvocato di formazione, ma ha scelto la musica come sua carriera principale. Il suo stile è caratterizzato da una voce roca e profonda, testi poetici e sofisticati, spesso intrisi di un senso di nostalgia e ironia. I suoi brani più famosi includono “Via con me”, “Sotto le stelle del jazz”, “Bartali” e “Azzurro”, quest’ultimo reso celebre dall’interpretazione di Adriano Celentano. Le sue canzoni esplorano una vasta gamma di temi, dalle storie di vita quotidiana a immagini suggestive e atmosfere cinematografiche. Paolo Conte ha una lunga carriera alle spalle e continua a essere una figura di riferimento nella musica italiana e internazionale. È apprezzato non solo per la sua musica, ma anche per la sua abilità di evocare mondi e atmosfere uniche attraverso le sue composizioni.
Nato ad Anversa, in Belgio, nel 1941, Harry Gruyaert si avvicina ben presto al mondo dell’immagine grazie al padre, insegnante di tecnica fotografica presso la Gevaert. Dopo gli studi all’École du Cinéma et de la Télévision di Bruxelles (1960-1963), lavora, nei primi anni Sessanta, come direttore della fotografia per la rete televisiva fiamminga. Nel 1965 scopre il Marocco, dove tornerà molto spesso nei successivi vent’anni. Decide di diventare fotografo a tempo pieno e si avvicina al mondo della fotografia di moda (assignments per Elle e altre riviste). Comprende che non è la moda a interessarlo, ma i luoghi in cui le foto sono scattate: sempre più si dedica a una fotografia personale, di ricerca. A Londra, nel 1972, realizza il suo primo lavoro di ampio respiro, TV Shots: fotografie di uno schermo televisivo, realizzate all’interno di una camera da letto, che catturano immagini delle Olimpiadi di Monaco di Baviera o dei primi voli della navicella Apollo. Si trasferisce a Parigi ma continua a viaggiare, e nel 1976 riceve l’importante premio Kodak della critica fotografica per le immagini sul Marocco. Allarga nel frattempo il proprio orizzonte con intensi reportage in Egitto, India, Vietnam, Medio Oriente, Yemen, Cina e Italia. Continua anche a visitare il suo Paese e a fotografarlo (il frutto di questo lavoro verrà raccolto nel volume Made in Belgium, 2000). Nel 1981 entra a far parte di Magnum Photos. Nel corso degli anni, accanto ai progetti più personali, affianca assignments per importanti riviste, come il National Geographic, lavori di corporate per numerose industrie (Renault, Audi, Ford, Elf, Iveco, Lavazza ecc.) o missioni fotografiche per istituzioni pubbliche (i reportage su Madrid, 1992, in Francia sulla baia della Somme, 1990, e a Digione, 1995). Importanti mostre e volumi (Lumières blanches, 1986; Morocco, 1990; Made in Belgium, 2000; Rivages, 2003) raccolgono le sue foto. in ogni lavoro la ricerca è sempre costante e precisa, nel tentativo di catturare al meglio la sottigliezza della luce e la forza del colore.
Charles Mingus è stato un influente musicista jazz, noto principalmente per il suo lavoro come contrabbassista, compositore e bandleader. Nato il 22 aprile 1922 a Nogales, Arizona, e cresciuto a Los Angeles, Mingus è diventato una delle figure più innovative e carismatiche del jazz moderno. Mingus era conosciuto per il suo stile unico al contrabbasso, caratterizzato da una grande potenza espressiva e una tecnica raffinata. Tuttavia, è forse più famoso come compositore e arrangiatore. Le sue composizioni combinano elementi di bebop, musica gospel, blues, e avanguardia, creando un suono distintivo e ricco di emozioni. Alcuni dei suoi lavori più celebri includono album come “Mingus Ah Um”, “The Black Saint and the Sinner Lady”, e “Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus”. Questi album sono noti non solo per la qualità delle esecuzioni, ma anche per la profondità delle composizioni, che spesso esplorano temi di giustizia sociale, razzismo e la condizione umana. Mingus era anche noto per la sua personalità forte e a volte irascibile, che lo portava a scontrarsi con altri musicisti e a gestire le sue band in modo molto esigente. Tuttavia, la sua passione per la musica e il suo impegno verso la sua arte lo hanno reso una delle figure più rispettate e influenti del jazz. Charles Mingus è morto il 5 gennaio 1979, ma il suo lascito musicale continua a ispirare generazioni di musicisti e ascoltatori.
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Il Siena International Photo Award nasce da un sogno ambizioso: trasformare la città di Siena e il suo territorio in una capitale mondiale della fotografia. Un palcoscenico di eventi esclusivi che mira a riunire fotografi professionisti, talenti emergenti e appassionati di ogni livello, accomunati dalla passione per questa arte visiva. QUI per vedere le trenta fotografie.