Lucio Dalla: cantautore ispirato con formazione Jazz

Il 4 marzo è una data significativa nella storia della musica italiana, poiché segna la nascita di Lucio Dalla, avvenuta nel 1943 a Bologna. Dalla, che aveva radici musicali nel jazz, era un abile polistrumentista, capace di suonare il pianoforte, il sax e il clarinetto con notevole maestria. La sua carriera prese avvio all’interno della “Rheno Dixieland Band”, dove condivise il palco con Pupi Avati, futuro regista, e con la quale ottenne il primo premio al Festival Europeo del Jazz di Antibes. La sua eccellenza nel suonare il clarinetto gli aprì le porte per collaborazioni con icone del jazz mondiale quali Chet Baker, Bud Powell, Charles Mingus e Eric Dolphy.
Dalla aveva una personalità eclettica ed era noto per la sua creatività incessante. Collaborò con altri grandi artisti italiani come Francesco De Gregori, con cui realizzò l’album “Banana Republic” (1979), e scrisse musica per vari generi, passando dal pop alla musica lirica.
La sua morte, avvenuta improvvisamente nel 2012, poco prima del suo 69º compleanno, sconvolse il mondo della musica italiana. Tuttavia, il suo lascito musicale rimane immortale, e il suo lavoro continua a ispirare nuove generazioni di artisti e appassionati. Lucio Dalla è considerato uno dei pilastri della musica italiana, un poeta della canzone che ha saputo raccontare l’Italia e le sue emozioni con profondità e leggerezza allo stesso tempo.

Freddy Fender, il messicano del rockabilly

Freddy Fender è nato il 4 marzo del 1937 a San Benito, nel Texas, è stato un cantante, chitarrista e cantautore americano di origini messicane, noto per la sua fusione unica di rockabilly, country, tex-mex e rhythm & blues.
Negli anni ‘50, iniziò la sua carriera musicale con canzoni in spagnolo, tra cui una versione di “Don’t Be Cruel” di Elvis Presley, ribattezzata “No Seas Cruel”.
Nel 1959, pubblicò “Wasted Days and Wasted Nights”, ma la sua carriera subì un brusco arresto quando fu incarcerato per possesso di marijuana.
Dopo il rilascio, negli anni ’70, ebbe il suo grande successo con “Before the Next Teardrop Falls”, che raggiunse la prima posizione nella classifica country e pop nel 1975.
Rilanciò anche “Wasted Days and Wasted Nights”, che divenne un altro classico.
Fender mescolava il sound country americano con influenze latine e rockabilly, creando un’identità musicale distintiva che lo rese uno dei primi artisti latini a sfondare nelle classifiche country e pop statunitensi.
Negli anni ’90, fece parte dei Texas Tornados, una superband tex-mex con Flaco Jiménez, Augie Meyers e Doug Sahm.
Morì nel 2006 a causa di un tumore ai polmoni, ma la sua musica rimane un’icona della fusione culturale tra Messico e Stati Uniti.

Appunti Corti #94

Ma anche basta con questo ciarpame, costituito da ferri vecchi che vogliono solo far tornare l’umanità nella follia. Putin, Trunsk, Bannon, Netanyahu e tutti i loro complici. Qui non si parla più di politica, ma di legge della jungla voluta da malandrini della peggior fatta. Mi sa che persino la zantraglia italica se ne è accorta e tace per il momento, ma non mi meraviglierei che si aggregasse definitivamente a questa bella compagnia, magari facendo furbescamente finta di essere la statista che non è. Per alcuni paesi europei c’è finalmente l’opportunità di riscattarsi facendo fronte comune, non certo con maggiori armamenti e soprattutto al netto di quelli che invece plaudono ai nuovi fascisti. Abbiamo necessità di aria pulita. Abbiamo una civiltà di pace da salvaguardare e possiamo farlo solo ripudiando le guerre di qualsisi tipo volute da questi tossici. Abbiamo necessità di un mondo migliore per tutti, non di quello peggiore voluto da pochi, che vogliono solo “potere” sempre di più.

Utopie? Il mondo ha sempre avuto necessità di utopie per migliorarsi, mai di rassegnazione.

Segnali #11

Suoni Renato Carosone (1920-2001) è stato uno dei più celebri cantautori, pianisti e compositori italiani del XX secolo, noto per la sua capacità di fondere stili musicali diversi, come il jazz, la musica tradizionale napoletana e le influenze afro-americane, creando un sound unico che ha segnato profondamente la musica leggera italiana del dopoguerra. considerato uno dei grandi innovatori della musica italiana. Per la verità lui rideva un po’ della definizione. «Di quale rinnovamento parlate? Io suonavo nei night dove era obbligatoria la musica americana e vietata quella napoletana. A noi non restava che innestare le nostre parole in napoletano sullo swing…». Le sue parole non erano dettate da snobismo di maniera, ma evidenziavano il desiderio di sottrarsi al rischio di diventare una sorta di “caricatura”. Per la stessa ragione nel 1960 aveva deciso di ritirarsi dalle scene.

VisioniMichael Yamashita è riuscito per più di 25 anni a conciliare le sue due grandi passioni, la fotografia e i viaggi, lavorando per National Geographic. I suoi reportage ci hanno raccontato il Vietnam e il fiume Mekong, il viaggio di Marco Polo in Cina e la Grande Muraglia, la zona demilitarizzata tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, come le più diverse sfaccettature della cultura giapponese: dai samurai ai mercati del pesce. Yamashita tiene conferenze e seminari in tutto il mondo e ha ricevuto diversi premi. Numerose le mostre a lui dedicate in tutto il mondo. Quando non è in viaggio, Yamashita vive in una casa di campagna nel New Jersey, dove ha anche uno studio e una fornita biblioteca e dove presta servizio come vigile del fuoco volontario.

Dintorni – Dalla pigna al pino. Un bel video in time-lapse che in due minuti registra la nascita e la crescita di un seme di una pigna che pian piano, in trecento giorni, diventa pino.
La bellezza dei video in time-lapse è proprio quella di dare la possibilità di osservare i particolari di qualsiasi cosa e genere che altrimenti l’occhio umano e la sua presenza non riuscirebbero a vedere e soprattutto ad osservarne la bellezza naturale. Qui il link per vedere il video.

Bruce Springsteen — High Hopes (2014)

Le pubblicazioni discografiche nell’ultimo decennio del Boss (riferite alla data di questa pubblicazione), sono un susseguirsi altalenante di discrete e buone confezioni sonore. Con High Hopes, Springsteen si assesta su posizioni di tutto rispetto, anzi più che buone, ottime direi. Il rock è il suo disperato amore e lo interpreta con grande anima e passionalità e, alla faccia di tutti i suoi detrattori, prosegue imperterrito sulla sua linea ortodossa riuscendo a dare ancora ottime vibrazioni e feeling.

Quando pubblica il disco ha sessantaquattro anni, e ha imparato che “la vita ha i suoi paradossi”, così come il rock’n’roll, che “porta con se una certa gioia, una felicità che è ciò per cui vale la pena vivere”. Ma parla anche sempre di “gelo e della solitudine che abbiamo dentro”. In questo diciottesimo album in studio, riesce a farci stare dentro tutto, la felicità e la solitudine, l’oscurità ai bordi della città ma anche l’energia che trasforma i suoi concerti in quanto di meglio si possa oggi vedere su un palcoscenico rock’n’roll.

Coadiuvato dagli amici di sempre: Roy Bittan (piano, tastiera, fisarmonica), Danny Federici (organo, tastiera), Nils Lofgren (chitarra, cori), Patti Scialfa (cori), Garry Tallent (basso), Steven Van Zandt (chitarra, mandolino, cori), Max Weinberg (batteria), ospita musicisti come: Soozie Tyrell (violino, chitarra, cori) Charles Giordano (organo, fisarmonica, tastiera), Jake Clemons, Ed Manion, Curt Ramm, Barry Danielian, Clark Gayton (sassofoni, trombe, tromboni, tuba), è soprattutto la presenza non indifferente di Tom Morello alla chitarra e voce che fa la differenza.

Il vecchio Boss mette a punto una dozzina di brani, (tre sono delle cover) di grande rilievo che sono più vicini alla tradizione Rock di quanto facesse con le ultime produzioni. Bruce ha distribuito i rinforzi nei vari pezzi ottenendo come risultato una nobilitazione di praticamente tutto il suo ultimo repertorio. Ha voluto ancora una volta dare prova del suo valore e ha confezionato un disco che deve essere additato come esempio di coerenza e professionalità: la sua voce e la sua musica non risentono degli anni, portati tra l’altro benissimo, e sono ancora in primo piano a sottolineare la fierezza del Rock. Springsteen lavora per accumulo (in tutti i sensi: accumulo di significati e di racconti, di suoni, di stili) e si candida così a un ruolo di sintesi della musica americana, il ruolo di custode dell’ortodossia rock’n’roll.

Si potrà obiettare che la musica proposta non è una novità però una cosa è certa che quando le note di questo “High Hopes” riempiranno le vostre orecchie sarà subito divertimento e il vostro piede inizierà subito a muoversi per seguire il pulsare del ritmo quando sentirete “High Hopes”, “Just Like Fire Would” e “Frankie Fell In Love”, sarà soprattutto emozione quando ascolterete “American Skin”, “Heaven’s Wall” e “The Ghost of Tom Joad”, sarà semplicemente rock quando ascolterete “Harry’s Place”, “Down in the Hole” e “This is Your Sword”.

In fondo cari amici come diceva qualcuno… “It’s Only Rock’n Roll, But I Like It”.

La Bussola #5

La descrizione del sito il Tascabile è: Raccordo tra generazioni, formati e temi, un luogo d’incontro tra la divulgazione culturale più autorevole e le esperienze dei più interessanti giovani scrittori e giornalisti italiani. È un punto di contatto tra diverse discipline: dalla letteratura all’astrofisica, dal cinema alla geopolitica, dalla finanza alla tecnologia, dalla filosofia alle neuroscienze.

Il Tascabile è una rivista online a vocazione enciclopedica. In collaborazione con Treccani Accademia, il tascabile è un laboratorio che diventa redazione dove gli iscritti raccolgono ed editano i pezzi che vengono pubblicati.

Artefatti di Internet #51 – Million Dollar Homepage (2005)

Nel 2005, Alex Tew, 21 anni, del Wiltshire, Inghilterra, ha ideato un modo unico per pagare l’università: The Million Dollar Homepage. Tew ha venduto 1.000.000 di pixel sulla pagina per 1 dollaro ciascuno o 100 dollari per un blocco di 10×10 pixel, trasformandoli in minuscoli cartelloni pubblicitari digitali per gli inserzionisti. Gli annunci spaziavano da fonti tradizionali come The Times of London a siti più di nicchia, come i casinò online. Il sito ha ricevuto 200.000 visitatori unici al giorno entro il primo mese. Gli ultimi 1.000 pixel sono stati venduti all’asta per 38.100 dollari, facendo guadagnare a Tew un totale di 1.037.100 dollari dalla trovata. Tew ha finito per abbandonare dopo il suo primo semestre, dicendo che la scuola non faceva per lui.

Freddo

Il freddo si è posato su di me come un sottile e invisibile velo. Le dita sembrano sul punto di spezzarsi al contatto, il naso ha assunto una sfumatura di rosso pallido, e ogni respiro si trasforma in una piccola nuvola di vapore che fluttua nell’aria prima di dissolversi.
Cammino e il gelo mi fa compagnia come un silenzioso compagno. Le strade appaiono più deserte, gli alberi più spogli, e ogni suono è attutito, come se l’intero mondo fosse avvolto in una coperta di tranquillità. Mi trovo in una città che quasi non riconosco, trasformata dalla luce grigia e dal respiro gelido dell’inverno.
Sento il freddo penetrare fino all’anima, ma non è sgradevole. C’è qualcosa di quasi rassicurante in questa sensazione, come se il freddo stesso fosse un promemoria di ciò che è autentico. E lì, mentre mi stringo le spalle per cercare un po’ di calore, il freddo sembra quasi trasformarsi in un segreto. È come se mi svelasse qualcosa di profondo, di fondamentale. Mi ricorda che esisto, che sono vivo. Che sono composto di carne e ossa, di emozioni, di piccole cose.
E mentre cammino, con il naso e le dita intirizzite, percepisco che il mondo intorno a me è immobile, ma dentro di me tutto pulsa. Scopro così che c’è una bellezza silenziosa, fragile e perfetta, anche nel freddo che scivola sotto la mia pelle.

Appunti Corti #93

Cosa possiamo fare, noi che non abbiamo potere politico, militare o economico, dopo aver scoperto che la guerra agli europei la stanno facendo quelli considerati a torto i nostri angeli custodi atlantici, i partiti che ci promettevano sicurezza, i poteri nazionalisti che abbiamo rafforzato per difenderci dal pericolo di neri, arabi, comunisti, omosessuali, ecologisti e “woke”? Praticare l’unica forma possibile di resistenza dove i fini e i mezzi sono coerenti: la resistenza non-violenta.
Una resistenza che si fa con la parola, la non-collaborazione, l’impegno diretto, costante e senza deleghe nelle lotte nonviolente che passano attraverso la buona politica, il sindacalismo coraggioso, la cultura libera, chiedendoci perché siamo arrivati al punto di dover mettere degli aggettivi per distinguere queste cose nobili dalle loro varianti sbiadite, dalla politica asservita alla legge del più forte, dal sindacalismo che abbandona i più precari, dalla cultura dei padroni.